AS ROMA NEWS – Era il 17 giugno 2001. Sono passati esattamente vent’anni da quando la Roma di Capello con ventidue vittorie, nove pareggi e tre sconfitte si aggiudicava il suo terzo scudetto. Un annata speciale, una stagione memorabile, anche perché i giallorossi strappavano il tricolare dai cugini della Lazio che lo avevano vinto l’anno prima.
Proprio Fabio Capello, ora commentatore dell’emittente satellitare Sky Sport, ha parlato oggi a Il Messaggero per celebrare i vent’anni dalla vittoria dello scudetto con la Roma. Queste le sue parole.
Capello, sono trascorsi già 20 anni.
«Stiamo diventando vecchi…».
All’epoca si fece un bel regalo di compleanno.
«Certamente, compio gli anni domani (18 giugno, ndc). Fu molto gratificante».
Il primo ricordo che le viene in mente di quella stagione?
«L’invasione di campo a 15 minuti dal termine di Roma-Parma».
Non il gol di Montella a Torino o la doppietta di Batistuta al Tardini?
«Probabilmente quelli furono i momenti chiave, ai quali aggiungo la sconfitta a San Siro contro l’Inter, dove capii che avremmo vinto. Ma quando vidi all’improvviso tutta quella gente a bordo campo, le confesso che ho avuto paura. Stavamo perdendo uno scudetto senza motivo. Mancava un quarto d’ora, sarebbe bastata una semplice spinta, un calcio o un pugno ad un calciatore avversario e avremmo buttato via tutto. Ero lì che mi agitavo, urlavo. Se rivede le immagini di quel giorno ero molto arrabbiato».
In effetti la ricordiamo abbastanza inquieto.
«No, ero proprio incazzato. Ma lei si immagina? A 55 anni che correvo dietro a un tifoso che chiedeva una maglia, ad un altro che si voleva prendere la zolla d’erba…».
Tra gli scudetti vinti da tecnico, quello a Roma è stato il più difficile?
«Sì, senza dubbio. Perché c’era tanta competitività tra le squadre, non c’era nessuno che si staccava. Se pensa che l’ultima giornata inizia con tre squadre raccolte in 3 punti. E la conferma è che abbiamo vinto all’ultima partita. Ma Juventus e Lazio sono state lì sino all’ultimo».
Qualche rimpianto per aver vinto soltanto uno scudetto a Roma lo nutre?
«Guardi, se è stato difficile vincere un campionato, e la dimostrazione è che nella storia di questa società ne sono stati vinti appena tre, ancor più difficile è stato mettere la parola fine ai festeggiamenti. Sono durati 7 mesi e le assicuro che non esagero. L’anno dopo potevamo ripeterci ma abbiamo perso tanti punti con le piccole squadre. Senza contare quello che abbiamo combinato a Venezia, non vincendo contro una squadra già retrocessa. Anzi, recuperando da uno 0-2… Un vero peccato».
Aveva comunque a disposizione una squadra eccezionale.
«Eh sì. Cafu è stato uno dei terzini più forti della storia. Candela giocava terzino ma aveva una tecnica e una visione di gioco di un centrocampista. Dietro Samuel, in mezzo Tommasi e poi davanti avevo l’imbarazzo della scelta. Batistuta, Totti, Montella, Delvecchio…Mi faccia aggiungere una cosa».
Prego…
«Sono stato anche fortunato ad avere delle riserve rispettose. Se chi non gioca è scontento, per l’allenatore diventa un problema. E invece Mangone, Rinaldi, Lupatelli, Nakata, si sono sempre comportati bene».
Anche Montella?
«Siete ancora convinti che avessi qualcosa contro di lui? Ma non è vero. Perché entrava spesso in corsa o lo sostituivo? Francesco non lo toglievo mai perché non volevo privarmi di un’opportunità. Lui si poteva inventare qualcosa in qualsiasi momento, sempre. Un giocatore eccezionale. Batistuta le devo spiegare perché giocava? Gabriel era quello che ci mancava per vincere. Dei tanti gol che ha fatto, me ne ricordo uno al Verona su punizione, più o meno dai 25 metri. Un missile. La palla non si è mai abbassata. Ma anche in allenamento, spesso si fermava a calciare alla fine delle sedute e urlava gol ancora prima di toccare la palla. Delvecchio, invece, era l’unico che mi faceva le due fasi. E allora toccava a Vincenzo che rimane un grandissimo attaccante d’area di rigore. Senza il suo 2-2 a Torino…».
Un ricordo di Franco Sensi? «
«Le confesso una cosa. Mi scelse dopo una chiacchierata. Bastò quello. Il giorno dopo aveva già preparato i documenti per farmi firmare».
Quanto manca alla Roma attuale per tornare a vincere?
«Il primo passo lo ha fatto prendendo Mourinho. Ha personalità da vendere, conosce l’Italia, sa come si vince, legge bene le partite. Ma da solo non basta. Servono i grandi calciatori».
Fonte: Il Messaggero

Perché non ci dice anche perché è così difficile vincere a Roma?
Paura di scontentare le strisciate del Nord?
Pura verità, da incidere sulla pietra.
Che spettacolo, che ricordi!!! È ora di provare di nuovo quel godimento assoluto!!!
Ti stai sbagliando, l’ultimo scudetto lo ha vinto Pallotta!
20 anni dall’ultimo scudetto non dovrebbe essere una celebrazione, ma un’onta
Concordo, io non riesco a festeggiare per un evento accaduto 20 anni fa, anzi sono incaxxato per il fatto che sono 20 anni che lo scudetto non lo vinciamo.
Disse chi non c’era o che ha rosicato per una città in festa per settimane, cosa che l’anno precedente non accadde… si sa l’hanno precedente festeggiava la gente regionale…..
Uno scudetto, pure se ne hai vinti 50, si festeggia sempre. A maggior ragione se vinto da una società che non ha mai avuto gli stessi mezzi finanziari delle 3 del Nord.
GC credo tu non abbia compreso (comunque io c’ero, sia allo stadio sia fino alle tre di notte in giro x Roma). Qui non si parla di festeggiare uno scudetto, ma un ventennale !!! Un po’ come dire che 20 anni fa mi sono fatto l’ultima tromb… e oggi ne festeggio la ricorrenza (o l’astinenza?)
Scusa ma il dubbio dell’infiltrato c’è sempre, senza volerlo saremmo stati insieme a via Marmorata a festeggiare.
E capisco il significato di 20 anni senza vincere uno scudetto, ma ne erano passati altrettanti dal precedente e altrettanti ancora dal primo.
Da fastidio, ma questa è la nostra storia, e pertanto festeggio. Se più di 45 anni fa avessi voluto tifare una società senza “onte” ed diversamente dotate, mi bastava guardare in Piemonte o Lombardia.
Ma come se fa a vince co tifosi che smontano qualsiasi giocatore?
Noi avessimo pure pelè ci sarebbe qualche coyote che starebbe a dì: magari lo vendessero, non serve a niente, è meglio mi nonna, ecc ecc
Perchè è difficile vincere a roma? perchè ci sono tifosi che ti tolgono lo scudetto dalle mani a 5 minuti dalla fine della partita. PRIMA DI TUTTO
E poi perchè la giuve è quella che è, e si sta vedendo agli europei: rabiot che perde tempo, bonucci che fa ammonire l’avversario cadendo come se l’avesse colpito un bazooka, chiellini che uccide l’avversario ma poi se toccano lui …
Son la vergogna del paese, e quel che è peggio è che non avrebbero bisogno di fare così, i loro meriti non si discutono, ma è proprio la disonestà giuventina che hanno nel sangue
Celebrare, ricordare, sorridere immergendosi nel ricordo. Ma festeggiare no, non ci riesco. Mi dispiace. Quello era il momento di festeggiare, oggi assolutamente no. Oggi è il momento di pianificare la riscossa.
Dite quello che volete ma è sempre un emozione unica tornare a rivivere anche solo col pensiero quella fantastica stagione e Capello la descrive sempre con estrema lucidità e un pizzico di nostalgia. Adesso pensiamo al prossimo futuro e speriamo una volta per tutte di trovare un altro Batistuta che ci faccia nuovamente sognare. Daje Roma!!!
Buon Anniversario a tutti, fu un bel campionato, ma stavamo lì lì per perderlo, e non certo per l’invasione di campo…
È che anche al sor Fabio gli è venuto il braccino come l’ultimo dei dilettanti, ma chissà se in buona o mala fede già quell’anno… poi lui se la racconta come gli pare, quasi non fosse stato lui a dirigere la giostra, con una squadra spaziale ha cominciato ad annaspare una volta in vantaggio, e alla fine ce la facemmo per un pelo, e cvd, negli anni successivi ha perso campionati che con quel gruppo di fenomeni avrei vinto pure io.
Mi sono ormai rassegnato: il nostro Terzo Scudetto lo abbiamo vinto con un allenatore in panca che già sapeva che sarebbe stato l’ultimo, perché Don Falso non era fedele al Presidente Sensi, ma al suo amico Moggi.
Forse questo dovrebbe invece farti capire quanto sia difficile vincere a Roma, se alla fine hai annaspato anche con una squadra stellare e un allenatore vincente.
Rod, guardati il primo post di Sciabbolone, e fatti anche tu qualche domanda.
I luoghi comuni sull’ambiente romano nascono dalla mala fede dei personaggi asserviti ai poteri del Nord, ma adesso sta pacchia sta finendo, i Friedkin rispondono solo a loro stessi e lavoreranno per crescere e per vincere, non per garantire ad altri che la Roma non arrivi da nessuna parte.
Se l’ambiente romano continua ad essere questo con la sindrome da accerchiamento, il braccino corto arriverà sempre.
Fra le tante cose da cambiare i Friedkin hanno anche questo.
Per te il problema è la sindrome da accerchiamento…
In qualche modo questo tuo punto di vista lo apprezzo sinceramente, perché detesto il piagnonismo e non cerco mai scuse quando fallisco (è in questo che a Roma dobbiamo migliorare), ma non condivido la tua idea sulla radice del problema.
Roma è Capitale di nome, non di fatto, detestata nel resto del Paese in quanto sede del Potere politico e temuta, allo stesso per il suo grande potenziale produttivo, che si cerca di sottostimare e limitare per ridurre la concorrenza e drenare maggiori risorse possibile al Nord.
Questo avviene anche nel calcio, ma con i nuovi proprietari le cose cambieranno, si spera presto, ma la loro vera battaglia sarà combattuta non contro l’ambiente romano, piuttosto contro quelli che vogliono che noi si rimanga nel caos, nella mediocrità e nella incapacità di crescere.
Veramente negli ultimi 11 anni non ci siamo neanche avvicinati allo scudetto. F. R!
Veramente il primo anno di Garcia, se non avessimo perso contemporaneamente Maicon e Balzaretti e poco dopo Strootman penso che oggi non staremmo parlando di Capello
Ridai un’occhiata agli anni di Garcia e di Spalletti, manovrati da Rocchi e company.
Prova a ricordare gli arbitraggi di Torino Roma e Roma Sassuolo.
E non ti lasciar ingannare dai 17 punti, vai a rivedere come sono maturati e quanti erano a poche giornate dalla fine.
Poi dai un’occhiata alle ammonizioni nostre e loro, ai rigori nostri e loro, non solo quelli dati ma anche quelli negati a noi e regalati a loro.
Poi dai un’occhiata al calendario su misura per loro e complicato per noi, per esempio Napoli, Lione e lazio in 7 giorni nel momento cruciale della stagione.
E dopo aver ricontrollato tutte ste cose dimmi se non ci siamo mai neanche avvicinati, che anche volendo e potendo non te lo hanno mai permesso. La sviolinata di Garcia ne è il simbolo.
Forza Roma
Se non ricordo male il primo anno di Garcia(sorprendente) la Juve ha fatto più di 100 punti; penso che quella volta (quella volta) non avesse bisogno di aiuti. Il secondo secondo posto di Garcia con 70 punti non era poi il massimo per sognare. F. R.!
Oppure Juve Napoli spostata a piacimento quando noi abbiamo giocato il giovedì ed avremmo dovuto giocare col Napoli…
Il rigore di compensation al Milan altro MISTERO di come nessuno si sia adirato anzi, tutti hanno giustificato la cosa con estrema lucidità.
Contro il Parma.. rigore su pellegrini non fischiato ad inizio partita e rigore del 2 a 0 per loro fischiato ad inizio primo tempo affossa do la partita.
Le menzogne reiterate sulla squadra, che entrano e si insinuano nello spogliatoio come un parassita e non ti mollano fino a che non scoppiano.
Un giornale come il CORRIERE DELLO SPORT HA AMMESSO DI AVER DETTO IL FALSO ed in tribunale saresti stato condannato per spergiuro.
E ci tengo a sottolineare che tutto questo è successo in momenti CLOU della stagione.
Ah ma dimenticavo che era colpa de Mister Fonseca, incapace ed inetto.
TT, è vero quello che dici. I numeri sono quelli.
Il mio post precedente, però, voleva focalizzare più che altro il contesto in cui quei secondi posti maturarono.
Il primo anno di Garcia la Roma partì alla grande e le furono tarpate le ali con arbitraggi mirati. Il riferimento a Torini Roma e Roma Sassuolo era dovuto al fatto che furono le 2 partite seguenti alle 10 vittorie consecutive. La Roma era prima, da sola, faceva paura e le mandarono 2 arbitri su commisiione con l’obiettivo di frenarla. La Juve era dietro e da lì cominciarono i favori per farla rialzare. I 17 punti poi maturarono anche grazie alla solita jella che ci privò di giocatori fondamentali per infortunio e alle partite finali in cui la Roma, sicura del secondo posto e consapevole che mai e poi mai le avrebbero permesso di arrivare prima, mollò la concentrazione e Garcia fece giocare qualcuno che il campo non lo vedeva mai.
Il secondo anno di Garcia ci fu ancora una partenza lanciata bloccata da Rocchi a Torino. Lì si capì che anche questa stagione sarebbe stata come la precedente.
L’anno di Spalletti la Roma arrivò più vicina alla Juve (Spalletti è, a mio avviso, più bravo di Garcia a tenere alta la concentrazione) ma anche in quel caso ci furono i soliti 2 pesi e 2 misure a condizionarne il cammino.
Insomma, negli ultimi 11 anni ci abbiamo provato e non è poco visti i piazzamenti della Roma nella sua storia. Poi la sfortuna, i condizionamenti, il Palazzo e un avversario senza dubbio forte oltre che facilitato nel percorso, ci hanno impedito di arrivare a dama.
La squadra più forte di tutti i tempi.
Onore ai giocatori, all’allenatore e al presidente che ci hanno regalato un sogno indimenticabile.
Che i Friedkin, Mourinho e i giocatori che comporranno la Roma possano ripercorrere quelle orme magiche e riportarci alla vittoria che da troppo tempo ci manca. Perché la ormai grigia città di Roma merita di tornare a vestire i nostri amati colori.
Daje Roma!
La conquista del nostro terzo scudetto è un ricordo indimenticabile. Ai laziali che in questi giorni stanno parlando molto della “coppainfaccia”, sarebbe il caso di ricordare che tra vincere una Coppa Italia in uno scontro (secco) diretto e scucire lo scudetto dalle maglie dell’altra squadra della Capitale per cucirselo sulle proprie, come ha fatto la Roma vent’anni fa, c’è una grandissima differenza (a favore dei colori giallorossi, naturalmente). Credo che su questo non ci siano dubbi.
che vuol dire 7 mesi di festeggiamenti!! Un anno poi come ha spiegato la partita di venezia la coppa dei campioni lui e qualcun altro avevano mollato. Non puo’ solo lui raccontare uno dei pochi momenti magici che abbiamo avuto a Roma. E’ solo a modo suo che vuol dire pure lo scudetto piu’ difficile del suo curriculum. Quando parla della Roma e’ un attacco ai tifosi …lui e’ scappato da Roma e aveva detto mai alla juve e Sensi ci rimase in parte male. Sto signore deve dirla tutta la verita’ non solo la sua parte.
Quando diventi di una certa età, restano le gioie. Ma ricordi anche bene quello che ti hanno scippato. A sor Capello gli spropositi di alcuni giocatori prima e dei festeggiamenti dopo, gli mancano almeno tre scudetti. La prospettiva non è che la Roma non li ha vinti, la Roma li ha negati. Qui corrimano dietro ai momenti magici. Spero che la nuova proprietà faccia comprendere che i momenti magici sono quelli da conquistare. Quelli conquistai ormai stanno in bacheca.
Già lo scritto: mette molta tristezza ricordare un ventennale di questo genere, appunto perchè sono trascorsi venti anni. Parafrasando un celebre giornalista: facciamoci una domanda e diamoci una risposta. La verità e che a Roma vengono a svernare i giocatori. La nuova proprietà sembra voglia invertire la rotta, me lo auguro.
P.S. ai tempi dei primi onorevoli della Lega, Bossi, conoscendo Roma, per paura che si romanizzassero, li obbligò a riunioni settimanali, a cui nessuno poteva mancare, se non andavano in aula non era “peccato”, ma a quelle riunioni non potevano mancare, serviva a mantenere alta la tensione. (Intervista all’on. Maroni, you tube)
l’ho!
Come si potrebbe dimenticare? Tanta depressione per lo scudetto alla Pigiami United l’anno prima, tanta esaltazione per il nostro l’anno dopo.
La sensazione d’aver scalato l’Everest… Ma pure di aver appena cominciato… Ahimè, le cose sono andate bene diversamente.
Lo scudetto della Formellese fu il festeggiamento più breve della Storia del Calcio.
Dopo poche settimane arrivò Gabriel Omar Batistuta e la maggior parte della città, quella giallorossa, divenne protagonista nell’esplosione di entusiasmo e di gioia in vista della stagione del riscatto.
In realtà stavamo già festeggiando un evento che sapevamo tutti si sarebbe realizzato, oscurando le celebrazioni dei quagliettoni sul nascere.
Tutti i mesi successivi videro la Roma e i romanisti come i veri protagonisti; dello scudetto degli sbiaditi non si ricordava più nessuno dopo pochi giorni, mentre imperversava su stanpa e televisione l’entusiasmo per il cammino vittorioso dei nostri, fino al tripudio finale della conquista del Terzo Titolo.
Provo autentica pena per coloro che hanno scelto i colori sbagliati e sono condannati a vivere in eterno all’ombra di una realtà molto più grande e prestigiosa di quella che si sono scelti.
Se una coppetta gli basta per sentirsi un po’ meglio, allora buon per loro, si sono ritagliati la loro reale dimensione, da parte mia mi sta anche bene, se li aiuta a non soffrire troppo della loro misera condizione… Hanno tanto bisogno di tirarsi un po’ su, e si accontentano di poco.
Ritorna sui 15 ‘ di follia ,certo ci poteva costare carissimo dopo un anno fantastico ,lui era incazzato io da tifoso molto di più lo ero veramente , bastava una strunzata e ci si giocava lo scudetto pensate poi al dileggio che si doveva subire ,
ha pienamente ragione, poteva costare lo scudetto, i soliti stupidi che abbiamo tra i piedi
Grazie Mister – per quello scudetto indimenticabile
Uno scudetto che si poteva vincere con un mese di anticipo, se il buon Fabio avesse fatto rifiatare qualche giocatore un pó spremuto. Ma il rimpianto più grosso è per l’anno dopo, in cui eravamo nettamente più forti di Juventus ed Inter ma abbiamo fatto un’infinità di pareggini, molti dei quali perché Capello si intestardiva a far giocare un Batistuta in difficoltà fisiche ed a tenere in panca Montella e Cassano. Ed in Europa, quante occasioni perse, giocando con giocatori fuori ruolo in nome del Dio turnover, salvo poi perdere coppa e campionato. Poteva veramente vincere tre scudetti, sarebbe stato un semidio, ma la verità è che ne ha persi un paio per delle sue scelte discutibili. Quanto all’addio, fece più o meno come Conte adesso, quando ha capito che Sensi non poteva fare gi investimenti del passato ha abbandonato la nave. Magari poteva evitare di andare alla Juventus, dopo essersi eletto a bandiera della fazione anti juve
Emozione unica e indescrivibile… eravamo TUTTI un po’ PIÙ giovani…
Con Mourinho senza campioni non si vincerà comunque. Mou è un gestore non un vero maestro della materia.
20 anni dalla vittoria dello scudetto. Io classe 1972 c’ero a Roma Parma 3 a 1 ….il giorno più bello della mia vita, mai provato tanta gioia (a parte per la nascita dei miei figli)…con una bandieretta in mano piangevo come un ragazzino. Con un biglietto di distinti sud mi sono ritrovato per andare con alcuni amici in distinti nord lato monte mario. Tutt’ora mi emoziono a rivedere le immagini della vittoria e del trionfo.
Ma ora bisogna tornare a vincere….20 anni sono troppi…..colpa di tutti giocatori, squadra dirigenza, stampa locale e nazionale ed in parte anche nostra che amiamo troppo la Roma.
Seriamo con Mourinho di tornare a vincere qualcosa, qualsiasi cosa, per far festeggiare i miei due figli che fin’ora uno 2003 e uno 2006 non hanno avuto grosse soddisfazioni.
FORZA ROMA SEMPRE UNICO GRANDE AMORE.
Ricordo meraviglioso !!!! GRAZIE ROMA !!!!
juve in 10 non ha fatto entrare montella addio scudetto, ci ha fatto vendere giocatori con tanti sospetti di tornaconti,ferragosto dove va?Alla juve ,per quanto mi riguarda non lo sopporto.
Ricordo uno stadio completamente imbandierato, tifosi impazziti e impazienti. A fine primo tempo dalla sud si levarono i fumi di color bianco, rosso e verde. C’era aria di vittoria, di festa. E festa, alla fine, fu. Ed ancora oggi siamo qui a ricordare, perché qui le vittorie hanno un sapore ed un valore diverso. Un pensiero va a tutti i romanisti che non ci sono più ma che hanno potuto godere per quella straordinaria impresa. Sempre e solo forza Roma.
Sarà stato il suo scudetto più difficile, io però penso che, con la squadra che ha avuto, sicuramente ne ha persi due!
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.