DIECI E LODE

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Ci sono pareggi che lasciano rimpianti e pareggi che, per come nascono, finiscono per valere qualcosa in più del punto scritto in classifica. Lo 0-0 del Sinigaglia appartiene alla seconda categoria. La Roma torna da Como senza aver vinto, ma con la sensazione di essere diventata una squadra più profonda, più matura e soprattutto più capace di sopravvivere alle difficoltà rispetto a pochi mesi fa.

La partita ha avuto due facce completamente diverse. Nel primo tempo Como e Roma hanno giocato a velocità altissima, affrontandosi senza paura e mettendo in mostra probabilmente il meglio delle rispettive identità. E in quella fase sono stati proprio i giallorossi a farsi preferire. La Roma è sembrata più forte, ha creato le occasioni più nitide e avrebbe potuto indirizzare la partita molto presto.

Al 6′ Paulo Dybala si è ritrovato sul sinistro, dentro l’area, con una di quelle occasioni che per anni sono sembrate quasi una sentenza. Stavolta ne è uscito un tiro debole e centrale, praticamente consegnato a Butez. È forse l’unica vera ombra dentro una partita complessivamente di grande livello dell’argentino: qualità, continuità nelle giocate, capacità di legare il gioco e di dare sempre una soluzione ai compagni. Ma davanti alla porta resta un problema evidente. Dybala continua a fare fatica a trasformare la sua qualità in gol, e quell’occasione iniziale è stata la fotografia più chiara del momento.

Pochi minuti dopo è stato Lorenzo Pellegrini a colpire il palo, mentre Malen ha avuto un’altra situazione interessante dopo un grande controllo in profondità. Insomma, lo 0-0 dell’intervallo raccontava solo in parte quanto visto sul campo. La Roma aveva giocato un primo tempo autorevole, nonostante si fosse presentata a Como senza due titolari pesanti come Mile Svilar e Bryan Cristante.

Ed è proprio qui che emerge forse il segnale più importante della giornata. I loro sostituti, Pierluigi Gollini e Marten de Roon, sono stati due dei migliori giallorossi del pomeriggio. Gollini, tornato titolare in Serie A dopo oltre due anni, ha mostrato sicurezza, personalità e grande reattività, a partire dall’uscita su Nico Paz nei primi minuti. Non ha fatto rimpiangere Svilar. De Roon, alla prima dall’inizio con la Roma, ha giocato una partita di sostanza, attenzione e intelligenza tattica. Non ha provato a fare Cristante: ha fatto de Roon, e lo ha fatto molto bene. Non è un dettaglio. È la dimostrazione che questa Roma comincia ad avere una rosa capace di assorbire assenze importanti senza perdere immediatamente struttura e competitività. Per una squadra che sta entrando in un ciclo durissimo di partite, è forse la notizia migliore che Gasperini potesse ricevere.

Poi, al 53′, la partita cambia completamente. Donyell Malen viene espulso per l’intervento su Kaiki e la Roma si ritrova a giocare quasi tutta la ripresa in inferiorità numerica. È un episodio che lascia parecchio amaro in bocca. Malen arriva in maniera scomposta, questo è evidente, e l’intervento è pericoloso. Ma l’olandese tocca anche il pallone e non sembra esserci alcuna volontà di colpire l’avversario. Inoltre l’azione nasce dopo un corpo a corpo sul quale la Roma chiedeva un fallo precedente non fischiato. Il rosso diretto è apparsa una decisione troppo rigida rispetto alla dinamica complessiva dell’azione.

Da quel momento Como-Roma diventa un’altra partita. E inevitabilmente cambiano anche gli obiettivi della Roma. Non più andare a vincerla, ma non perderla. Il Como prende campo, muove continuamente il pallone, prova ad allargare la difesa e a trovare il varco. Ma lo fa senza riuscire quasi mai a trasformare il possesso in occasioni realmente pulite. La Roma abbassa il baricentro, chiude le linee, difende l’area e accetta di soffrire.

Qui sta forse la differenza più grande rispetto allo scorso campionato. Sempre al Sinigaglia, lo scorso marzo, la Roma rimase in dieci per l’espulsione di Wesley al 64′ e finì per perdere 2-1 in rimonta. Stavolta, davanti allo stesso problema, la squadra reagisce in modo completamente diverso. Non si disunisce, non perde le distanze, non concede al Como l’onda emotiva necessaria per travolgerla. Resta squadra anche quando la partita le viene tolta dalle mani.

Gollini fa il resto, insieme a una linea difensiva attentissima. Il Como attacca a lungo, ma spesso sbatte contro un muro. E anche quando la stanchezza comincia inevitabilmente a farsi sentire, la Roma mantiene lucidità e spirito di sacrificio. È un secondo tempo decisamente meno bello del primo, ma probabilmente ancora più importante per capire dove sta andando questa squadra.

Dentro una partita già particolare trova spazio anche l’infortunio dell’arbitro Michael Fabbri, costretto a lasciare il campo intorno al 67′ e sostituito dal quarto uomo Simone Sozza. Fabbri non aveva convinto nella gestione della gara e soprattutto nell’episodio che l’aveva spezzata pochi minuti prima. L’uscita di scena del direttore di gara completa un pomeriggio decisamente fuori dall’ordinario.

Al triplice fischio Gasperini esulta in panchina. E quell’immagine racconta bene il senso del pomeriggio romanista. Non è l’esultanza di chi si accontenta di uno 0-0, ma quella di chi sa quanto sia difficile strappare un punto in trasferta giocando per quasi quaranta minuti in dieci, contro una delle squadre più organizzate del campionato. Naturalmente resta anche qualche rimpianto. Perché prima dell’espulsione la Roma aveva dato la sensazione di poterla vincere. Perché Dybala avrebbe potuto sbloccarla dopo appena sei minuti. Perché Pellegrini ha trovato il palo. E perché un episodio arbitrale ha tolto alla squadra la possibilità di giocarsela fino in fondo undici contro undici.

Ma il bilancio, alla fine, resta positivo. Dopo tre settimane senza campionato e alla vigilia di un ciclo che può dire moltissimo sulla stagione, la Roma riparte mostrando carattere, profondità e identità. Perde Svilar e Cristante, ma trova Gollini e de Roon. Rimane in dieci, ma non perde la testa. Viene costretta a difendersi, ma sa farlo senza vergognarsene. È soltanto un punto. Ma è uno di quei punti che raccontano qualcosa. La Roma c’è. E forse, rispetto a pochi mesi fa, sa anche molto meglio chi è.
Giallorossi.net | Andrea Fiorini

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14 Commenti

  1. partita falsata da un’espulsione assurda.
    buon punto preso con l’anima e coi denti.
    ora la sfida che tutti aspettiamo.

    DAJE

    ❤️🧡💛

    • anche per me assurda ha toccato la palla prima che il giocatore ma a sentire i commentatori arbitri in TV giusta, boh?

  2. Articolo che sicuramente coglie appieno l’essenza della gara e giustamente elogia una Roma compatta e consapevole dei propri mezzi.
    Il Como è forse sopravalutato e un pizzico di coraggio in più forse …..
    Ma questo col senno di poi è poco importante.

  3. Concordo nelle virgole con la disamina del Direttore.
    Viste entrambe dal vivo l’anno scorso dopo l’espulsione di Wesley ci presero a pallate e furono nettamente superiori.
    Quest’anno senza l’espulsione probabilmente avremmo vinto, ma ai punti, nonostante un tempo in inferiorità, abbiamo prevalso.
    Dalla partita di ieri due conferme fondamentali.
    1. C’è vita oltre Svilar: bravo Gollo!
    2. Nessuno ci è superiore. 2 pareggi con rimpianti con le contendenti x il titolo e per il resto bottino pieno.

    • la differenza più grande con l’anno scorso è proprio che con le grandi del campionato, ora non solo ce la giochiamo, ma diamo la sensazione di essere i più forti.

  4. io vedo oltre è dico che si deve assolutamente prendere l’esterno d’attacco perché Pellegrini in quel ruolo pur applicandosi e facendo il massimo non lo vedo proprio. ma neanche il portoghese da 50 mln vedo bene come esterno alto.

  5. Nonostante le “avversità”, e qualche calo di concentrazione nell’avvio dei secondi tempi, la Roma fa punti laddove prima aveva perso. La Roma si sta affermando come più forte di quella che è arrivata terza.
    L’eccesso di valutazione degli arbitri, mandati ad arginare, sopire e troncare, dunque, non ci fermerà.
    Ora fiducia nella vena e garra di Castro…

  6. E’ un peccato essere usciti dal Senigaglia solo con un punto ma dopo l’assurda espulsione di Malen (che verrà squalificato) è un risultato accettabile. Siamo in progresso rispetto allo scorso anno e adesso Castro dovrà farsi valere (e se vogliamo anche Dybala come realizzatore).

  7. Co stava massimo il giallo ma siccome gli arbitri devono fare i fenomeni ecco che tira fuori il rosso.
    Anche su questo aspetto bisognerebbe che chi comanda il calcio riflettesse attentamente. Dare un rosso significa distruggere una partita anche a livello di prodotto televisivo. Quella partita perde tutta la Sua attrattiva.
    Andrebbe davvero rivisto il criterio delle espulsioni e comminarle solo e solamente se queste sono davvero ineccepibili.
    Lo dico in generale un rosso compromette un match

  8. Sono d’accordo siamo forti ma non abbiamo ancora la forza per vincere il campionato sia perche l’inter ha un organico superiore sia perche noi con le squadre di alta classifica facciamo una fatica enorme a vincere. Con inter e como se avessimo avuto piu testa avremmo vinto entrambe le partite ma una volta mancini fa svegliare l’inter proprio quando stava per cadere un altra dybala si mangia un rigore e malen pur avendo subito fallo entra tipo kung fu. Per essere piu cinici ci vuole ancora tempo

  9. Parto dall’ espulsione di Malen: l’arbitro avrebbe dovuto fischiargli il fallo a favore, ma l’intervento in se è da rosso tutta la vita. Immaginatevi a parti invertite: cosa avreste detto se non espellevano un avversario per un’entrata del genere su Dybala?
    Le note positive importanti sono 2:
    1) abbiamo un secondo portiere degnissimo
    2) la squadra non si scompone davanti alle difficoltà, è matura e consapevole della propria forza. Anche su campi importanti e in ambienti ostili

  10. Devono giocare di più Balerdi, Lulli, Mora, Castro, Pisilli e Soule’, meno Molina, Dybala, Mancini, falli giocare i giovani, coraggio mister! C’è vita oltre a Svilar!

  11. la mia domanda è: se fosse stato rivisto al var che, nella stessa azione, prima c’era un fallo su Malen l’espulsione sarebbe ci sarebbe stata ugualmente? Per il resto, cosciente di ciò che succederà mi domando: a parti invertite, se non fosse stato espulso saremmo tutti qui a dire che l’espulsione non c’era e quindi è stato un errore?

  12. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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