Addio al vecchio Fair Play Finanziario, ucciso dal virus. L’Uefa lancia il nuovo: spese senza sprechi

13
2097

ALTRE NOTIZIE – Congelato quasi un anno fa causa virus, oggi per l’Uefa il fair play finanziario è il passato. Non ha più senso, scrive l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport (F. Licari). Illudersi che le squadre possano rispettare i nuovi parametri meno rigorosi del pareggio di bilancio è pura utopia.

Oggi forse non c’è un club che sia in linea con i parametri e non per colpa sua. Zero flusso di cassa dagli stadi. Mercato di fatto inesistente che quindi non rifinanzia. Liquidità ridotta per tutti, Italia compresa. E contratti però da onorare.

Si studia quindi un nuovo modello di Fair Play, che avrà nel mirino necessariamente sprechi ed esagerazioni. Se impedire le spese non è più possibile, si cercherà almeno di imporre tetti a salari e trasferimenti. Obiettivo: approvazione entro fine anno, con entrata in vigore dal 2022, e periodo di adattamento graduale, qualche anno, prima di andare a regime e consolidarsi meglio del sistema precedente.

Fonte: Gazzetta dello Sport

Articolo precedenteCarboni: “La Roma ha un gran futuro, con 2-3 innesti pesanti può fare il salto. Darei un’altra possibilità a Fonseca”
Articolo successivoLa Roma scrive al Comune: “Vogliamo un nuovo stadio, ma sarà più piccolo”

13 Commenti

  1. Magari l’introduzione di un salary cap, quello che serve inanzitutto in questo mondo calcistico malato è proprio quello. Folle pensare che gli stipendi SOLO DEI CALCIATORI pesino il 60% del fatturato di una società.
    Iniziamo col ridurre gli stipendi dei calciatori, poi vedi come la Lega non ha più bisogno di chiedere 800M e di conseguenza anche le pretese folli delle emittenti televisive si abbassano.

    • Esatto. Oltre a questo vanno limitati i procuratori. Va fissato una percentuale massima per ogni contratto e trasferimento, diciamo l’1%, che su un acquisto da 30 milioni equivale a 300000€ e su un contratto da 4 milioni equivale a 40000€. E mi sembra anche troppo visto che campano sulle spalle degli altri.

    • Io aggiungerei anche dei limiti, agli stipendi degli Allenatori (in generale) Circolano cifre troppo esagerate.

  2. Come volevasi dimostrare Mi sembrava strano che, nonostante svariate dichiarazioni di Ceferin e Gravina, il Fair Play Finanziario non subisse cambiamenti a causa del Covid.

    • Vedrai che seguiranno la logica del Gattopardo: cambiare affinchè tutto rimanga uguale. City, PSG, Barca, Rube, Real e altri continueranno a fare quello che vogliono e saranno stangate squadrette ungheresi o romene.

    • @Dario la penso allo stesso modo. Le”lobby” son sempre esistite e il Mondo del Calcio non ne è esente.

    • “Fatta la legge, trovato l’inganno” è un mantra internazionale e non ci piove, ma dubito che un tetto agli stipendi non cambierebbe la situazione odierna, dove una manciata di club (Premier League esclusa) fanno da buco nero di ogni talento calcistico grazie alla loro spropositata massa economica.
      Ovviamente ciò che dici tu andrebbe vietato contestualmente.

  3. Altro che fair play, se si va avanti di questo passo, se vogliamo che il calcio vada avanti è lo stato che dovrà finanziare il calcio.
    Il calcio non è solo quelle 7/8 società, che dietro hanno, potenze mondiali,il calcio è anche la pistoiese, l’arezzo, il trapani e se tutte queste società le facciamo crepare, crepa il calcio, avoia a far poi le super leghe, con sempre le stesse 8/10 squadre, sarebbe una cosa che non interesserebbe più a nessuno

    • Purtroppo sul fatto che non le guarderebbe nessuno non ci metterei la firma. Io stesso amo così tanto il pallone da pensare che sarei disposto a vedere una porcheria simile pur di non smettere di vedere un gioco così bello, al di là di ogni idealismo sono un umano con le sue debolezze. Ma di certo verrebbe spazzato via, ancor di più di quanto si sia già fatto, il concetto che il calcio sia uno sport, il quale per definizione dovrebbe essere qualcosa di paritario dove solo le prestazioni fisiche, tecniche, mentali e la programmazione fanno la differenza e non unicamente il tuo portafoglio o il tuo nome.
      Di sicuro una cosa del genere sarebbe definibile spettacolo ma nessuno si potrebbe azzardare a chiamarlo sport. E questo un po’ farebbe tristezza perché oltre al puro piacere di veder scorrere il pallone sul rettangolo verde, il fattore emotivo legato a tutto il resto sparirebbe.

      Vogliamo insomma trasformare il calcio in una nuova WWE e rovinare il buon nome di un altro sport oltre al wrestling (che non c’entra assolutamente nulla con quella pagliacciata della WWE)?
      Spero vivamente di no, viva il calcio e viva lo sport! Non separiamoli, per favore…

  4. Proprio come per l’attuale fair-play o le limitazioni all’ingaggio degli stranieri, entro certi limiti le federazioni sportive possono autoregolarsi.
    E comunque il cap sarebbe per squadra, non per persona: se un club vuole dare 30 mln al Ronaldo di turno, poi dovrà allestire il resto del team di conseguenza.

  5. Infatti non e’ possibile leggere certe cifre.Specialmente per allenatori e collaboratori compresi i direttori sportivi.Poi, il procuratore lo deve pagare il calciatore ma con una tabella fissa altrimenti sparano sempre alto. Massimo 10000 euro per ogni contratto o trasferimento. Poi basta stipendi altissimi, massimo 2 milioni all’anno, penso non muoiono di fame, se oculati, si sistemano per generazioni. Usano meno barche, meno ville e meno Ferrari e Lamborghini!

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome