Addio Signor stile

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AS ROMA NEWS – Ti sei inventato la cosa che ho cercato di imitare di più. Quel lupetto io, come ognuno che ha avuto la grazia di essere ragazzino con quella Roma lì, è la cosa che più ho disegnato su un foglio insieme all’UR col fulmine. Ho tratteggiato più il tuo lupetto e quei simboli che il nome della prima ragazza, le case con le montagne dietro, il sole giallo sul cielo blu, forse solo quello di Roma o mamma ho detto e scritto di più.

Hai disegnato un marchio sapendo tratteggiare un’identità. Hai dato contorni a un sogno. È diventata l’icona di un’epoca e la storia ti ha giustamente reso onore facendo sì che la Roma più bella, bella, bella di sempre ha legato il suo nome, e il suo petto, a una tua idea, a un tuo schizzo, a un tuo disegno, a un tuo concetto, al nostro cuore. Io ti voglio bene Piero e non solo per il lupetto.

Forse sarebbe troppo fosse “solo”, perché hai regalato un simbolo alla mia infanzia e mi hai permesso di sublimare le nevrosi su un foglio cercando di disegnarlo in ogni circostanza, dalla sala d’aspetto, al pomeriggio annoiato in una stanza, o come un ragazzino impegnato stile ricerca per le elementari nel tentativo di riuscire a fare quelle curve spigolose o a gomito prima di inciderci come un taglio l’occhio. Anche quello non veniva perfetto come lo avevi fatto una volta per tutte tu.

Ce lo siamo messi sul collo, sulle catenine, sul braccialetto. Lo abbiamo fatto d’oro o tarocco. Regalato ai bambini, raccontato – oramai – ai nipotini. Ora è tornato di moda, perché non è mai stato una cosa alla moda. Ora si chiama vintage quello che per te è stata un’intuizione, una visione di una Roma futura, quasi spaziale con quella maglia Pouchain a ghiacciolo e una squadra che – entrando negli Anni 80 – stava entrando anche nella leggenda. Nel cuore e sul cuore di una città. Sei il tatuaggio del sentimento che aveva quel popolo e quel tempo. Lo zaino e tutto quello che ci mettevo dentro. Quello che non mi sono mai perso.

(Il Romanista, T. Cagnucci)

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25 Commenti

    • Colgo l’occasione per sapere perché mai la Roma all’olimpico toglie il lupetto da dietro la schiena, mentre in trasferta magicamente ricompare. un mistero per me, qualcuno mi illumini.

  1. Bell’articolo, che interpreta perfettamente il sentimento di una generazione di tifosi Romanisti.
    Sono contento di averlo onorato scegliendo il Suo lupetto come avatar. Grazie, Piero. RIP

  2. L’impatto, all’epoca, fu profondo (e probabilmente generò polemiche a non finire).
    Pure, di tempo ne è passato e adesso quel simbolo così audace, di rottura, fa parte del nostro immaginario condiviso.
    Per alcuni un po’ vintage. Per me no, pur se non riuscirò mai a prender partito, sostenere la tradizione della Lupa coi gemelli oppure il Lupetto pronto a mordere.
    Grazie comunque a Piero Gratton per un’intuizione che, credo, in ogni caso ha fatto centro nei nostri cuori giallorossi.

    • Polemiche non ne ricordo. E’ vero che sono passati tanti anni e, quindi, la memoria può fare cilecca. Sicuramente è un logo che ha fatto epoca e che tutti portiamo nel cuore. Fa parte di quell’epoca, come descritto magistralmente da Tonino Cagnucci, in cui il sentimento romanista univa tutti indistintamente e in cui le polemiche finivano nel momento in cui si iniziava a tifare Roma. Altri tempi, altri modi, altre usanze, probabilmente migliori, sicuramente facilitati dall’assenza dei social. Erano i tempi in cui per incitare la squadra si gridava RO-MA RO-MA ritmato (coro inspiegabimente scomparso); i tempi in cui un terzo posto, quello del 1974/75, viene ancora ricordato come l’anno del terzo posto; i tempi in cui non c’era politica in curva; i tempi in cui la Roma “non si discute, si ama”.
      Scusate queste riflessioni nostalgiche, sarà l’età, ma quei tempi li rimpiango anche se la Roma era la “Rometta”. Forse perché per me la Roma non sarà mai la “Rometta”.

      P.S. Gratton fece pure i logo degli sbiaditi, ma quello è passato inosservato come tutte le cose che riguardano quelli.

    • Polemiche non ce ne furono perché non c’erano i social e si tifava Roma in modo più genuino. Al tempo d’oggi i “fruttarolo” se sprecavano…

    • Polemiche proprio zero, qualcuno storceva il naso, però per anni è stato l’unico stemma della Roma, è stato Sensi a riportare una nuova versione di quello vecchio (nuova perchè NON è uguale a quello precedente)
      Quando vincemmo lo scudetto in giro per Roma era pieno di disegni del Lupo, nessuno disegnava il “vecchio” stemma e nessuno (e qui ci metto un velo di polemica) criticava perchè non c’era sceritto “A.S.”… se per questo non c’era scritto neanche Roma, ma il simbolo, com’è giusto diceva tutto.
      Tonino Cagnucci, che un eccellente scrittore prima di essere un giornalista, ha sintetizzato molto bene i sentimenti di chi, come me, c’era. Per me sarà sempre un simbolo al pari di quello di “Sensi” e di quello attuale. Per me sono tutti bellissimi, perchè sono della Roma!

    • No, guardate, ero piccolino, ma ricordo perfettamente che il Lupetto “stilizzato” (così veniva sempre definito all’epoca) si portò dietro il bel carico di opinioni ostili. I social non c’erano, ma mio padre aveva un bar; per cui avevo l’opportunità di ascoltare un significativo numero di persone. E i “brutto”, “spelacchiato”, “ma che è sta roba?”, li ricordo distintamente. Ci volle qualche anno di metabolizzazione affinché entrasse nell’immaginario collettivo per restarci. A me, in verità piacque da subito, e mi cimentai immediatamente a riprodurlo praticamente su ogni superficie, banco di scuola incluso. Sembra tanto semplice, ma non riusciva mai perfetto. Forse, anche questo ha contribuito a rendergli il fascino che ancora oggi gli riconosciamo.
      Grazie a Piero, Gilberto Viti e Gaetano Anzalone per avercelo regalato.

    • Scusate, c’è un esperto di design qui nel forum, c’è un sociologo? Mi piacerebbe un loro parere.
      La Lupa capitolina attinge alla tradizione storica della città, abbinandole la squadra (meglio: l’unica squadra possibile). Oggi è stata recuperata con la maggior puntualizzazione del glorioso nome che accomuna città e squadra, perché la tradizione giustamente ha valore.
      Il Lupetto è arrivato molto dopo, eppure rappresenta anch’esso un’icona. Non ci rinunceremmo mai, e questo vuol dire che il “messaggio” che Anzalone voleva mandare è pienamente riuscito.
      Mi chiedo se sia solo un fatto di identificazione generazionale. Però il simbolo è accattivante e se venisse accantonato me ne dispiacerei. Ormai fa parte della tradizione anch’esso, ed al contempo sarebbe un ottimo logo.
      Ripeto, non so decidermi.
      L’idea di Kawa è intrigante, pur se ovviamente dall’UEFA in giù non ci consentirebbero di derogare alla regola dei numeri arabi (e poi alcuni numeri romani sarebbero piuttosto lunghi per entrare…). La si potrebbe recuperare per le tute nelle partite invernali, l’immagine è potente, gli undici (anzi gli XI) che entrano in campo stile legione… Poi si levano le tute, così Ceferin è contento.

  3. Ha ragione è un simbolo iconico che altro che vintage, non ha tempo e per me anche se dirò una cosa che a molti non piacerà identifica più la Roma il lupetto, che lupa i gemelli Romolo e Remo, li si parla di storia il lupetto invece è un simbolo calcistico.
    È chi studia marketing, dovrebbe capire, che potrebbe essere ancora, un mezzo di riconoscimento, la bandiera della Roma da esportare in tutto il mondo, perché, piccolo, sintetico, accattivante.
    Onore e merito per sempre a chi lo ideò

  4. Qualche volta è bello apprezzare anche gli articoli scritti bene,un bel ricordo.
    Ciao Piero.

  5. E’ stato un simbolo importante, io non lo nego.
    Ma la lupa capitolina è la nostra storia. E qualcuno l’ha deturpata. Immagino che con il nuovo stemma si siano vendute tante maglie in più da farci comprare cr7.

    Fossi il presidente della Roma, ritornerei alla lupa capitolina. E poi ritornerei al vecchio inno, canzone di campo testaccio. E cercherei di riproporre, in chiave moderna, le maglie del passato. Aggiungo. I quadri della roma, dovrebbero ricalcare quelli della Roma imperiale, dove ogni ruolo, ha un titolo corrispondente a quelli imperiali. Perché non chiamare, ad esempio, i calciatori “legionari” e un allenatore il “cesare”? Lo stadio “Colosseo” o “Arena”? magari facendomi supportare da un esperto di storia romana, tifoso della Roma…una consulenza da 5-10 mila euro per far felici i tifosi della Roma e riavvicinarli…e destare curiosità in quelli esteri: sempre affascinati dalla nostra storia.

    Si guarda facebook, si guarda instagram…ma non ci si rende conto dello straordinario potenziale della nostra storia.

    • Non trovo incompatibili il Lupetto di Gratton con la Lupa Capitolina. Possono coesistere tranquillamente sulle nostre maglie e sulle nostre bandiere. Idem per gli inni, che comunque continuiamo ad intonare allo stadio.
      Per quanto riguarda i richiami alla Romanità, concordo con quanto dici. Tempo fa pensai che sarebbe stato simpatico, ad esempio, riportare i numeri di maglia, chessó, sui calzoncini, utilizzando I V X, i numeri romani, insomma. Siamo l’unica squadra al mondo che potrebbe farlo. Però terrei staccati questi aspetti di “costume”, dai quadri societari, che devono rispondere ad altri canoni. Noi tifosi, invece, possiamo dare fondo alla nostra sterminata fantasia…

    • Francamente mi lascia perplesso il paragone tra una squadra di calcio ed un impero. Poi, vabbè, ognuno ha le sue idee, io sinceramente eviterei.

      Per quanto riguarda la lupa capitolina, mi sembra che nello stemma ci sia ancora. L’unica differenza con quello vecchio è che al posto di ASR c’è scritto Roma 1927. Io preferisco quello attuale, ma è questione di gusti e non discuto chi preferisce quello vecchio.

    • Questi sono argomenti che, per loro stessa natura, non metteranno mai tutti d’accordo. E molto dipende anche dal consenso che si porta dietro una proprietà che introduce una novità di questo tipo; inutile girarci attorno.
      Se Pallotta fosse stato più vicino al cuore dei propri tifosi, sono convinto che ci sarebbero state anche molte meno prese di posizione riguardo al nuovo logo. Che, per quanto mi riguarda, non mi dispiace affatto, così come mi piacevano anche gli altri, perché comunque rispettosi della tradizione e delle origini.
      Nell’ultimo trovo che sia migliorabile il design della Lupa, cosa che si è sempre in tempo a fare. Ma mi piace l’idea di “Roma” scritto per esteso. così come il font prescelto.
      Sugli inni, sono affezionato a tutti, ma quello di Lando Fiorini non mi ha mai dato lo stesso trasporto e solennità di “Roma, Roma, Roma”. “Campo Testaccio” è suggestivo, ma un po’ troppo datato nello stile per riproporlo. E mi piace tanto anche quello di Conidi.
      Per quanto riguarda i numeri romani, forse sarebbe esagerato e poco televisivo proporli regolarmente, ma si potrebbe certo fare in qualche particolare ricorrenza. La troverei una buona idea.
      Su “Legionari” (ci vorrebbe l’aquilifer…lasciamo stare), “Colosseso” e “Cesare”, beh, passerei francamente oltre. Saprebbe troppo di pacchiano e polpettone cinematografico.

    • Kawa, oggi, se un non tifoso compra la maglia della Roma, è per il legame alla città e non di certo per i valori tecnici che la stessa esprime.
      Il discorso sui numeri romani…non ci avevo pensato, è sicuramente un’ottima idea.

      Il nome Roma evoca storia. Dato che non abbiamo i campioni, almeno sfruttiamo questa. Il discorso sui quadri, sui calciatori, sugli allenatori, è un modo colorato anche per riavvicinare i tifosi alla società, dato che in questi anni, c’è stata più che una mera frattura.

      Fossi un dirigente con potere decisionale, chiamerei il primo esperto di storia dell’antica Roma, gli chiederei una consulenza. E lo farei accompagnato da un esperto di marketing. Cercherei di Plasmare una nuova identità che sia unica al mondo.

      Abbiamo un nome. Abbiamo una storia. Sfruttiamola.

  6. Il lupetto nero dall’occhio rosso con intorno il cerchio giallorosso ce l’ho “tatuato” nel cuore. Con quello stemma da bambino diventai Romanista.
    Per rimanere in tema, lo stemma con la scritta ROMA 1927 è molto più rappresentativo della città di Roma (e più bello) che lo stemma vecchio con la scritta ASR.

  7. Articolo che tocca il cuore
    Mi ci ritrovo perfettamente , scritto benissimo e mi viene voglia di abbracciare come un fratello chi lo ha redatto
    Al tempo del mio primo album Panini ( 83-84) lo scudetto della Roma portava questo stemma : emozioni ancora vive scartare i pacchetti che papà mi riportava la sera 😢

    Ci sono cresciuto e non partecipo a inutili polemiche con chi lo disprezza o preferisce il vecchio con la scritta ASR : è stato simbolo incancellabile di una Roma che vive nei ricordi degli over 40

    Non penso di dire eresie affermando che tutti noi abbiamo ancora ,in qualche vecchio cassetto , un quaderno / astuccio / figurina di quel tempo che custodiamo gelosamente

    Io lo porterò sempre nel cuore , insieme ai protagonisti di quegli anni

    Grazie Gratton
    Grazie presidente Anzalone

    Un saluto a tutti quelli che vivono i miei stessi ricordi ,bei ricordi di un calcio che non tornerà più
    💛❤️🐺

    • di anni ne ho molti di più,ma condivido la tua commozione e il fatto che abbia contrassegnato un’era.
      Noi romanisti abbiamo il destino di aver amato molto e raccolto poco se si eccettua lo scudo dell’era del Barone che è stata gioia incomparabile.
      Ti saluto.

    • Ciao Roma e Non Totti

      Vedo che hai compreso benissimo
      Furono anni bellissimi, siamo stati tutti marchiati a vita …
      Un Lupetto , una squadra, due colori ,un tifo eccezionale
      Abbiamo vinto poco è vero ma c’era una simbiosi totale tra squadra e città che rimpiango da morire

      Un caro saluto anche a te

      😊👋🏻
      💛❤️🐺

  8. L’identità della Roma può essere soggettiva ognuno la vive al suo momento per il sottoscritto il lupetto e legato alla spensieratezza di quando ero adolescente e poi ragazzo è un po ritornare ad avere la mia 600 come dice Vecchioni a tutti noi almeno chi l’ha vissuto ci fa tornare ragazzi.
    Grazie Piero R.I.P.

    • Ciao Johann

      Hai ragione però per chi con quel Lupetto è praticamente nato ( avevo 7 anni alla mia prima partita : Rona-Genoa 2-0 del 2/1/83 ) ti genera sentimenti che l’articolo riporta in un modo quasi imbarazzante, come se l’avessi Scritto io

      Sono ricordi di bambino che ti legano in modo viscerale a questo logo e questa squadra, naturalmente senza sminuire chi li ha vissuti in età maggiore e magari ha visto quel periodo con occhi più adulti

      Un abbraccio a tutti i tifosi che ,come me ,ricordano quegli anni con tremenda nostalgia

      Forza Roma sempre

  9. Il nostro Inno “Roma..Roma….” di Antonello Venditti e’ il piu’ bell’inno del mondo. Per le parole, non banali, poetiche, sensibili…e per la musica, molto dolce. E questo vale anche per Grazie Roma e Che c’e’. Vengono descritte con amore, sia la passione per la squadra che per la citta’( straordinariamente bellissima…). L’inno del Liverpool ( considerato globalmente il piu’ bello, secondo il nostro ) io non penso possa essere “considerato”. Certamente bello, ma non scritto per la squadra, preso in prestito, quindi…fate voi. Il logo? Sono tutti belli, quello del caro Piero e gli altri. Perche’ sono belli.

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