DAI QUOTIDIANI | Mourinho torna a casa da “nemico”: la prima volta da ex dello Special One

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José Mourinho di ritorni ne ha vissuti tanti. Ha incontrato da avversario squadre, stadi e tifoserie che avevano segnato la sua carriera. È successo ancora recentemente contro l’Inter. Ma quello che vivrà domani sera all’Olimpico avrà inevitabilmente qualcosa di diverso. Perché Roma, per Mourinho, non è stata soltanto un’altra panchina.

Lo Special One tornerà per la prima volta nello stadio che per quasi tre anni è stato casa sua, ma lo farà guidando il Real Madrid. Dalla parte opposta ci saranno quella Curva Sud e quei tifosi con i quali il rapporto è sopravvissuto all’esonero, alle polemiche e perfino al tempo trascorso lontano dalla Capitale.

La storia era cominciata ancora prima che Mourinho mettesse piede a Trigoria. L’annuncio del 4 maggio 2021 scatenò un entusiasmo quasi immediato, culminato poi nel suo arrivo a Roma qualche settimana più tardi. Non aveva ancora vinto una partita in giallorosso eppure il legame era già nato. Poi arrivarono le notti europee, le battaglie, le provocazioni, le lacrime. Soprattutto Tirana. La Conference League riportò un trofeo europeo nella bacheca della Roma e trasformò un rapporto fortissimo in qualcosa di ancora più profondo. Un anno dopo arrivò Budapest, con un epilogo opposto ma forse emotivamente ancora più potente. Mourinho finì per rappresentare la rabbia di un intero ambiente, spingendosi anche oltre il limite e pagando personalmente le conseguenze di quella notte.

Il rapporto con il club cominciò poi lentamente a consumarsi fino all’esonero del gennaio 2024. Quello con la città e con buona parte della tifoseria, invece, non si è mai realmente interrotto. Mourinho stesso ha continuato a parlare di Roma con parole che raramente ha utilizzato per altre esperienze della sua carriera. Ecco perché domani l’accoglienza dell’Olimpico sarà uno dei momenti più attesi della serata. Il murale realizzato da Drugi nelle ultime ore ha già fotografato perfettamente il sentimento: “Per una notte dimenticheremo l’amore, ma non dimenticheremo mai chi siamo stati”.

Poi arriverà il calcio. Mourinho lo ha già detto: quando comincerà la partita penserà soltanto al suo Real Madrid. Ed è esattamente ciò che farà anche la Roma. Perché dall’altra parte non ci sarà un monumento da celebrare, ma uno degli avversari più importanti della stagione. Prima del fischio d’inizio, però, qualche secondo per guardarsi sarà inevitabile. Mourinho ritroverà Roma e Roma ritroverà Mourinho. Ci saranno amore, nostalgia, gratitudine e probabilmente qualche lacrima. Poi l’arbitro fischierà e succederà la cosa più strana di tutte: per novanta minuti, José sarà davvero uno di loro.
FONTI: Il Tempo, La Gazzetta dello Sport

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3 Commenti

  1. Credo che la tigna di questa squadra sia anche figlia del periodo Mou, nel bene e nel male. Ci ha arricchito ed è anche stato un po’ preso in giro dalla proprietà.
    Sarà una sfida vibrante e, chissà, nemmeno così scontata.
    Confesso che ogni tanto Foti che faceva volare pizze in faccia mi manca.

    • Della squadra di Mou, è rimasta solo “la banda del sesto posto”, che, evidentemente, da sesto posto non è. Il problema, come ho sempre sostenuto, erano i giocatori di contorno.
      Il tempo è sempre galantuomo.
      Vorrei, però, togliere un sassolino dalla scarpa e fare una domanda a Mou in conferenza stampa: “mister, è vera la storia della compagnia dell’anello?”
      Secondo me, ne scopriremo delle belle…e qualche radiolaro potrebbe fare una brutta fine.
      Per me, Mou, non è e non sarà mai un nemico.

    • Vedere la squadra naufragare in una gelida notte di Cremona con tutto lo staff tecnico seduto in tribuna al punto che non sapevamo più a chi far fare l’allenatore, mi manca molto meno.

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