Due conferme: Nicolò bomber e l’ambizione della squadra

5
1745

NOTIZIE AS ROMA – Alla quarta trasferta di campionato (derby escluso), la Roma dà un’enorme dimostrazione di forza. Non tanto per aver battuto l’Udinese, ma per come ha vinto la partita. Con gioco, personalità e maturità da vendere. Una gara che, al di là del risultato finale, è stata pesantemente condizionata da Massimiliano Irrati. L’arbitro, con la Roma già in vantaggio per la rete dello straripante Zaniolo, ha espulso Fazio alla mezzora della prima frazione per un fallo su Okaka visto soltanto dal direttore di gara toscano.

Non è la prima volta che Irrati si mette di traverso sulla strada della Roma (ricordate quel Roma-Inter con Orsato al Var?) e questo nuovo episodio, dopo la pessima direzione di gara di Massa in Roma-Cagliari e quella oscena di Collum contro il Borussia M’Gladbach, getta luci sempre più inquietanti sul rapporto tra il club e il mondo arbitrale. Ma la grottesca gaffe di Irrati non è bastata per mandare ko gli straripanti giallorossi di Paulo Fonseca; anzi: successo scintillante, a segno anche Smalling, Kluivert e Kolarov con l’uomo in meno, altri tre punti e sorpasso Champions sul Napoli, avversario sabato all’Olimpico.

Un risultato che dà sostanza vera alle due precedenti prestazioni e che amplifica le altre vittorie esterne (Bologna e Lecce: in più, il pari in casa Samp). Questo per dire che, numeri alla mano, forse quella di Fonseca è una squadra da esportazione. Ma poco conta, adesso. Conta che la Roma è una squadra. Vera. Tosta. Sia all’Olimpico che lontano dalla Capitale, Fonseca nell’ultimo mese ha dovuto fare i conti con mille ostacoli, legati agli infortuni e quindi alle assenze che hanno condizionato il suo lavoro. Il rendimento della squadra, però, non ne ha risentito. Anzi, paradossalmente è migliorato. La gagliarda prova di Udine sta lì a confermarlo.

NUMERO 10 E Nicolò Zaniolo continua a segnare. Alla Dacia Arena, cioè sul terreno di gioco che lo aveva visto esordire con la maglia della Nazionale A nello scorso marzo contro la Finlandia, il numero 22 è andato a bersaglio per la terza volta di fila, centrando la prima rete lontano da Roma e dando il la alla vittoria della Roma. Decimo gol complessivo per un ragazzo che sta dando concreta continuità alle proprie prestazioni.

Una rete, quella in terra friulana, da centravanti vero; uno di quelli pronti a sfruttare l’errore del difensore prima di calciare verso la porta avversaria. E a Zaniolo è riuscito il colpo da biliardo di piazzare il pallone esattamente tra le gambe di Musso, l’estremo difensore di Igor Tudor. Quello del quattro, zitto e tutti a casa di Tottiana memoria. Una triste storia infinita, la sua.

(Il Messaggero, M. Ferretti)

Articolo precedenteRoma, prova di forza contro tutto
Articolo successivoNapoli, per Allan distorsione al ginocchio: salta la Roma

5 Commenti

  1. La “conferma” di Zaniolo, che poi è più l’esplosione di un talento, è una prospettive di futuro competitivo per la Roma (sperando non sia guastata dalle plusvalenze “biennali”).
    Ma la sorpresa più grande è il recupero di Pastore a livelli di giocatore ben oltre il meglio “ordinario” del campionato italiano: confesso che non l’avrei pensato. Un miracolo (?) graditissimo.
    Subito dietro, però metterei Veretout: un giocatore che è ben diverso da come era stato presentato, capace di dare un “oscura” solidità al centrocampo che era esattamente quello che mancava nella prima versione “champagne” di Fonseca.
    Infine: Mancini e, per molti versi, Klujvert. Beh, coi giovani dipende tantissimo dal clima di squadra

  2. Lo ammetto.
    Sono un incompetente.
    Ho massacrato Pastore per un intero anno. Sto ragazzo è il bello del calcio.
    I sui piedi sono poesia assoluta.
    E si è dimostrato di una forza di carattere assoluta. Andando e vincendo contro tutto e tutti.
    Scusa Pastore

  3. Troppo entusiasmo. Della partita contro l’Udinese contavano solo i tre punti e li abbiamo fatti (…).

    Quella contro il Napoli è molto più importante. E l’auto-compiacimento è (super) negativo perché spegne la carica interiore. E non ha senso ha sentirsi appagati se non hai ancora vinto niente.

    E’ stato bello (🙃). Ma la festa secondo me deve finire a mezzanotte (come per Cenerentola…).

    Sabato saremo con Fazio in meno. E più stanchi di ieri. E Cetin ieri si è perso l’uomo in area. E ci sono 4 squadre in solo punto: è come avere una torma di cani che ti insegue. Quindi tocca correre…

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome