Falcao: “Di Bartolomei era l’imperatore del centrocampo, ancora non mi capacito di quello che è successo. A De Rossi va dato del tempo”

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NOTIZIE AS ROMAPaulo Roberto Falcao ha rilasciato oggi una lunga intervista al quotidiano romano Il Messaggero per parlare dell’alluvione che sta flagellando il Brasile ma anche per affrontare temi calcistici. Di seguito uno stralcio delle parole dell’ex centrocampista giallorosso:

Falcao, com’è la situazione? 
“Tragica. Fortunatamente oggi è stata la prima giornata di sole dopo tanto tempo e le previsioni danno sole per i prossimi 7-8 giorni. Il problema, però, oога che l’acqua si è ritirata, è il conteggio dei danni. Ci sono città che vanno ricostruite, l’acqua ha portato via tutto. Addirittura dei paesi sono letteralmente scomparsi e le autorità locali stanno pensando di spostare le persone in altri luoghi. Immaginate chi ha speso i risparmi di una vita in una casa e ora questa non solo non c’è più, ma non c’è nemmeno il posto nel quale è nato e cresciuto. Senza contare i morti: per ora sono 169 ma ci sono tanti dispersi. Chi può, ci aiuti”.

Passare al calcio non è semplice. L’agevolo: la prima cosa della quale le farebbe piacere parlare?
“Agostino (Di Bartolomei, ndr). Nei giorni scorsi è stato l’anniversario dei 30 anni della sua morte. Per me è un ricordo sempre doloroso. Il nostro legame era così forte che tempo fa scrissi un libro “Storie di calcio” egli e dedicai un intero capitolo titolandolo “L’imperatore del centrocampo”. La prima volta che lo vidi, mi fece questa impressione. Con quel fare apparentemente scontroso, i capelli pettinati in avanti, somigliava a Caligola e nello spogliatoio in tanti iniziammo a chiamarlo così. Centrocampista tecnico, lancio lungo, intelligente in campo e fuori. Era un ragazzo molto serio, strappargli un sorriso non era facile ma sapeva anche scherzare. E poi, aveva una generosità fuori dal comune”.

Può raccontare qualche aneddoto?
“Quando arrivai mi fece un po’ da Cicerone. Io non conoscevo nulla di Roma e lui mi portò in giro a pranzo, per negozi, dimostrandosi sempre molto disponibile. Tanti anni fa incontrai in una festa la moglie e il figlio Luca. Mi sembra fosse la ricorrenza degli 80 anni della Roma, ma potrei sbagliare. Per me era un amico, non riesco ancora а саpacitarmi come possa essere accaduto. Con i ragazzi di quella Roma, anche se ci siamo persi inevitabilmente di vista, è capitato di riparlarne. Soprattutto con Bruno (Conti, ndr) e Righetti. Ho rivisto tempo fa anche Pruzzo e Turone in occasione di un docufilm sul famoso gol di Ramon annullato nell’1981 che ci privò dello scudetto. Quando penso a loro c’è sempre tanto affetto”.

Ha avuto modo di vedere la Roma sotto la gestione di De Rossi?
“Sì, in tv non mi sono perso la gara con il Brighton, le due con il Milan e la prima con il Leverkusen in Europa League. Le prime tre veramente giocate bene, quella con i tedeschi un po’ meno. Daniele è giovane, conosce la città, può lavorare più tranquillo rispetto ad altri. Sono felice che la società gli abbia dato fiducia. Ora però va messo nelle condizioni migliori. L’importante è che gli sia dato del tempo in caso inizialmente le cose non dovessero andare come si spera”.

E un caso che tanti centrocampisti poi si siano rivelati grandi allenatori?
“No, probabilmente perché riescono a vedere il gioco da dietro e quando poi smettono sono agevolati nel riproporlo. Non mi ha quindi stupito l’ascesa di Daniele. Tra l’altro ora che mi ricordo tanti anni fa ci parlai, lo incontrai in un negozio di abbigliamento a Casal Palocco. Io lavoravo per la televisione Globo e una collega mi chiese, o forse proprio Daniele fu a chiedermelo, in cosa doveva migliorare. Gli risposi che per me era forse troppo falloso. E migliorò anche in quel fondamentale, chiaramente non perché glielo dissi io ma poi è riuscito a laurearsi campione del mondo”.

Fonte: Il Messaggero

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11 Commenti

  1. Basterebbe che ‘sto signore se togliesse una quarantina d’anni e qualche problema a centrocampo ce lo risolverebbe……Credo eh!

  2. sei stato un grande
    ma io PREFERISCO Ago uomo e capitano VERO con tanto di ATTRIBUTI cosa che tu purtroppo hai dimostrato in quella notte maledetta di non avere.
    senza dimenticare il tuo strano comportamento nell’anno in cui il tuo amico-fratello-manager Cristoforo Colombo ti aveva venduto quasi all’Inter

  3. si però tu quella notte del 1984 ti sei tirato indietro lasciando tirare Ciccio con il quale avevamo vinto 2 finali di coppa Italia contro il Toro….e lui come giocatore del Torino per ben due volte sbagliò il calcio di rigore…non doveva mai e poi mai tirare lui quel rigore…e tu grande ed immenso divino te la sei fatta sotto…e Ago ti mise le mani addosso negli spogliatoi…giustamente aggiungo io…

    • Sembra che Falcao in realtà non fosse un rigorista, non so se fosse vero ciò che si diveva che non aveva mai tirato un rigore in carriera ma di fatto solitamente non tirava i rigori.
      Non se la sentì di tirare il rigore e dare la possibilità a chi dal dischetto era ben più abituato di lui per aumentare l’occasione di una segnatura.
      Poi, spesso nelle sequenze dei rigori, in generale succede anche che sbaglia il rigore o l’unico rigore che si sbaglia, proprio il giocatore più atteso, quello quasi infallibile dal dischetto come accaduto a Jorginho con la nazionale, addirittura a Maradona con l’Argentina contro il portiere slavo col quale fece anche una scommessa, a Trezeguet contro l’Italia nella finale dei mondiali 2006 dove fu il suo l’unico rigore sbagliato, clamorosamente a Baggio nella finale dei mondiali contro il Brasile.
      Però a priori è giusto che chi non è avvezzo dal dischetto lasci il posto a chi solitamente segna ed è un rigorista. Conti e Graziani hanno sbagliato i loro rigori ma erano 2 rigoristi che quando gli capitava di tirare il rigore, spesso lo segnavano.

  4. ma tutte le volte che parla Falcao salta fuori questa storia del rigore? ma basta dai..mettiamoci una pietra sopra magari ha sbagliato ( anche se negli anni ci sono state varie versioni contrastanti su questa storia) ma non so se sarebbe cambiato qualcosa se anche avesse tirato, non stava in piedi quella sera non doveva neanche giocare. in generale i rigori li dovrebbe tirare chi sta bene fisicamente e psicologicamente poi probabilmente lui come leadere e simbolo avrebbe dovuto prendersi comunque la responsabilità ma rispetto al cambio di mentalità che ha dato e quello che ha portato alla Roma Falcao, la storia del rigore è ininfluente

  5. ancora co la Finale. perdona loro perche non ti hanno mai visto in campo e non sanno quello che fanno.
    La Roma piu’ bella di sempre eravamo il Real Madrid, c’era anche carletto uno di tanti ma soprattutto c’era Falcao.

  6. guarda che io ero in sud quella notte e passammo anche una notte intera dal pomeriggio precedente di un roma verona a fare la fila x i biglietti della finale che avrebbero messo in vendita la mattina seguente…hai ragione Fanna quel maledetto di Fanna gli ruppe quasi un ginocchio nn diveva giocare neanche ma avrebbe dovuto tirarlo e magari sbagliarlo …li quella notte finisce la roma di dino viola la roma piu grande mai esustita

  7. Ragazzi, con tutto rispetto, la Roma ha avuto Falcao a centrocampo. Cioe’ Falcao. Di cosa stiamo parlando. La classe personificata anzi il fuoriclasse. Vergognoso com’e’ ridotto il centrocampo oggi (quello attuale e’uno dei centrocampi piu’ scarsi delle storia della Roma). Ma oggi sono tutti campioni. Andate a vedere cosa faceva Falcao.

    • quel centrocampo, DiBa, Falcao, Prohaska, Ancelotti, Giannini. Anche Valigi, oggi probabilmente sarebbe titolare.

  8. Falcao , Conti e Totti questa è la ROMA che ho nel mio cuore e a vederla oggi ho solo tanta nostalgia
    Vedere al loro posto gente come Cristante Pellegrini o peggio ancora fa male , tanto male.
    Meriteremo di rivedere le gesta di campioni non di grigi figuranti e spero che presto ci sia una svolta societaria che arrivi qualcuno degno di Viola o Sensi qualcuno che ami la nostra Roma finalmente.

  9. Falcao il 2° miglior calciatore dei mondiali 1982 dopo Bruno Conti. Magari avere un Paulo Roberto Falcao in mezzo al campo oggi al posto di questi qui.

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