Falcao: “Neymar giallorosso è il mio sogno. Gerson è un talento, perchè non ha sfondato alla Roma?”

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NOTIZIE AS ROMA – Paulo Roberto Falcao, l’ottavo Re di Roma, concede oggi una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport durante la quale racconta del suo presente, degli allenatori che preferisce, ma soprattutto del suo passato in giallorosso e di quali calciatori consiglierebbe alla Roma. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni:

Falcao, come vanno le cose al tempo del coronavirus?
«Siamo chiusi in casa, da un paio di settimane non esco per niente. Parlo tutti giorni con i miei amici in Italia, di recente ho chiamato Sandro Bonvissuto. Ha scritto un libro («La gioia fa parecchio rumore», ndr ) in cui in copertina ci sono io che esulto di spalle. Non cita mai il mio nome, ma il romanzo racconta in realtà proprio di me, parla di un personaggio che ha finito con cambiare tutto. Un po’ la storia della Roma, che prima non vinceva mai…».

Secondo lei quali sono oggi i migliori allenatori?
«Mi piace molto Ancelotti, che per me è come un fratello. Ma oggi la vetrina è soprattutto per Klopp. Ammiro molto anche Guardiola e Jorge Jesus. Allenatori stranieri in Brasile? Non importa se uno parla inglese, portoghese o tedesco. Contano gli allenatori che cercano di fare la differenza, con il dominio della partita. Possono pure perdere, ma giocando nel modo in cui vogliono, mettendo magari otto giocatori nella metà campo avversaria. Ancelotti, ad esempio, non gioca con la difesa così avanzata. Klopp e Guardiola invece preferiscono avanzare la linea, al contrario di Mourinho che la piazza un po’ più dietro. Ci sono delle diversità, ma tutti hanno molta qualità. L’importante è avere equilibrio e una squadra compatta. In Brasile oggi l’esempio è il Flamengo, che gioca con il solo Willian Arão come mediano, uno che però sa anche impostare il gioco. Le squadre di Klopp e di Guardiola sono così, anche se con schemi diversi. Il 4-3-3 di Klopp, ad esempio, difensivamente diventa un 4-5-1 con baricentro alto. La linea difensiva deve essere al massimo a 35 metri dell’ultimo attaccante».

Se in Italia non si dovesse ripartire, sarebbe giusto assegnare il titolo alla Juventus?
«Non so se sarebbe giusto, la Lazio è ad un solo punto… A differenza dell’Inghilterra, dove sarebbe invece giusto assegnarlo al Liverpool, visto il largo vantaggio che ha sulla seconda in classifica. Ma vedere il calcio italiano in Brasile ora è difficile, non ci sono molte partite in tv. E ho avuto poche occasioni per vedere la Roma».

Già, la Roma. Ad agosto saranno 40 anni del suo sbarco nella Capitale.
«Arrivai pensando che in Europa sarebbe stato diverso, mi aspettavo meno calore del Brasile . All’aeroporto pensavo di trovare qualche dirigente, due o tre giornalisti. E invece c’era un fiume di gente, tutta lì per abbracciarmi. Non perché era arrivato Falcao, ma la speranza di poter cambiare».

Lo scudetto poi arrivò nel 1982-83, dopo averlo sfiorato nel 1981.
«Quello scudetto ci fu tolto, è diverso. Mi riferisco al gol regolare annullato a Turone in casa della Juventus. Ancora oggi non si sa che fuorigioco venne fischiato da Bergamo. Era l’arbitro di quella partita e, se non sbaglio, anche il designatore arbitrale ai tempi di Calciopoli. Una cosa molto triste. La Juve era uno squadrone, noi avevamo appena iniziato… Ma poco dopo la battemmo nella semifinale di Coppa Italia, prima di battere il Torino in finale».

Quale brasiliano si sente di consigliare alla Roma?
«Neymar va bene? Scherzi a parte, se potessi vedere le partite della Roma avrei anche un’idea di cosa ha bisogno in questo momento la squadra».

Oggi chi è il migliore giocatore al mondo?
«Dico Messi, Cristiano Ronaldo e Neymar, non posso scegliere. In una mia squadra li vorrei sempre, tutti e tre. Magari con me a centrocampo, pronto a lanciarli nello spazio. Ronaldo al centro, Messi a destra e Neymar a sinistra».

E in Brasile su chi si sente di puntare?
«Al Flamengo c’è Gabigol: gran tiro, scatto, forte di testa. Poi Bruno Henrique, che ha una velocità che mette paura. E a centrocampo Gerson. Ma perché Gabigol e Gérson non hanno sfondato in Italia? Di certo non si sono dimenticati di come si gioca al calcio. Tite, il c.t. della Seleção, ora ha a disposizione una grande generazione».

Per chiudere, quali sono i giocatori più intelligenti con cui ha giocato?
«Il calcio si gioca prima con la testa e poi con i piedi. I grandi giocatori vivono di intuizioni. Senza citare quelli della Nazionale brasiliana, mi viene in mente ad esempio Tardelli: sapeva muoversi, marcare, inserirsi e dosare le energie. E poi Bruno Conti: grandi intuizioni, ma anche molto intelligente. Ma se proprio devo sceglierne uno, dico Pruzzo: in area di rigore era sempre in grado di fare la mossa giusta».

Fonte: Gazzetta dello Sport

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28 Commenti

  1. Ho letto il libro, uscito di recente, bellissima la copertina.

    “La gioia fa parecchio rumore” non dovrebbe mancare nella libreria di quelli della mia generazione, nati a Roma, tifosi giallorossi.

    Per quanto riguarda Falcao, che dire? Immenso, come sempre.

    • …..Ho sempre pensato che nella Roma manchi una figura carismatica che in determinati momenti
      (quasi sempre difficili) rappresenti la societa’ … i giocatori e i tifosi. Ruolo che non puo’ avere il DS di turno, L’allenatore o i vari Fienga Totti ecc. Per me Falcao o Boniek sarebbero perfetti per questo delicato e fondamentale ruolo.
      Forza ROMA

  2. Ricordo nitidamente quel dopo partita di Juve – Roma. Tutti i giornalisti RAI che si affannavano per sviare l’attenzione dal clamoroso furto subito dalla Roma. Tutti ponevano l’accento sulla bruttezza della partita e il gioco duro, ovviamente senza mai specificare che le intimidazioni erano arrivate da una sola sponda. Il killer di professione Furino, e degno capitano bianconero, aveva commesso almeno una decina di falli, praticamente ognuno di essi da giallo o da rosso, prima che nemmeno Bergamo potesse esentarsi dal cacciarlo a metà ripresa per un intervento assassino a piedi uniti su Maggiora.
    La Roma, sorpresa del campionato, e formata da uomini dalla schiena dritta, non si sottomise al clima intimidatorio e rispose colpo su colpo. In 11 contro 10, prese il comando delle operazioni e sferrò il colpo del KO con Turone, quello che probabilmente ci avrebbe consegnato un insperato quanto meritato scudetto.
    Durante la vergognosa litania dei giornalisti RAI, con la gentile sponda di tutti gli intervistati, si presentò ai microfoni Falcao, dopo la doccia, bello, pettinato e profumato. I compagni erano troppo depressi e rassegnati per farlo.
    Alla domanda dell’intervistatore (non ricordo esattamente chi): “Falcao, brutta partita, rovinata da tante risse”, il Divino, senza scomporsi, replicò: “Penso che tutta Italia ha visto cosa è successo oggi”. Lasciando il suo interlocutore nell’imbarazzo.
    Nessuno prima di allora aveva mai osato lamentarsi in pubblico e davanti ai microfoni dei soprusi di Madama.
    Da lì capimmo che non era scontato piegarsi al potere costituito e che la rivincita sarebbe arrivata.

    • Strana questa cosa che dice su Gerson lui lo inserisce tra i grandi campioni brasiliani, in Italia però ha fallito, prima alla Roma poi alla Fiorentina

  3. Gerson e Gabigol… in realtà è pieno di Brasiliani che non hanno fatto bene in Europa.
    Ricordo ancora la mia sorpresa qualche anno fa quando dei colleghi brasiliani mi parlavano
    di Renato come un fuoriclasse assoluto e di Andrade come un ottimo difensore,
    sicuramente superiore a Zago per esempio.

    Penso sia lo stesso discorso che si può fare per quei giocatori che rendono tantissimi
    in squadre di medio livello ma si perdono in quelle più grandi.

    Poi ci sono le pippe assolute come Fabio Junior 🙂

    • Andrade non era un difensore però. Era un centrocampista, molto intelligente. Peccato solo che tutte le sue brillanti ipotesi di gioco venissero frustrate dal pallone, che passava un quarto d’ora prima che lui si palesasse.
      Renato era di certo un talentuoso attaccante invece. Ma purtroppo un profilo come l’Edmundo passato in viola più di un decennio dopo. Un po’ pazzerello diciamo. E con un’irrefrenabile passione per le gonnelle. Fece molte più vittime tra queste che tra i difensori avversari. Di lui è rimasta solo una grande partita contro il Norimberga in Coppa UEFA. E probabilmente un buon numero di eredi…

    • Ecco,
      su quello Renato era un fenomeno su ogni sponda dell’oceano.
      In Brasile ci sono leggende a riguardo, tra cui un amplesso nel bagno delle tribune
      tra il primo e il secondo tempo di una partita.

      In effetti Jorge Luís Andrade da Silva era un mediano arretrato, non un difensore,
      ma giocò talmente poco e talmente fermo che mi confondevo.
      Però per 12 anni era stato titolare inamovibile nel Flamengo degli anni ’80, mica nella Lodigiani.

      Comunque lasciò una perla: “Se fa freddo sono d’accordo a restar fuori”.
      E forse già questo spiega tante cose….
      E poi ispirò il definitivo striscione al termine di quella stagione “ANDRADE TUTTI AFFANCUXXO”!!!

  4. Neymar? Per carità è un campione, magari venisse in giallorosso.
    Ma alla Roma servono trascinatori, Leader come il DIVINO fu a suo tempo.
    Neymar lo vedrei meglio come giocoliere al Circo.

  5. Sei stato il mio idolo da bambino assieme a Bruno Conti, tra partite viste con mio nonno e figurine panini sognavo ad occhi aperti per quella Roma, che bei ed incancellabili ricordi.

  6. Gran giocatore Falcao,anche se prima di lui, nella mia classifica personale figura un giocatore Cerezo piu’ dinamico, ovviamente tutti e due risiedono posizioni sotto Francesco Totti.

    • Condivido Totti su tutti,che in determinati momenti dimostro’ la sua straordinaria freddezza ad assumersi grandi responsabilita’,come nel calciare quel (oramai) famoso rigore di 14 anni fa contro l’Australia,che ci spiano’ e permise noi,contro ogni pronostivo,quella cavalcata vincente fino alla conquista del piu’ ambito trofeo al Mondo.

      Falcao (nonostante fosse stato un ottimo regista),ahime’,oltre a non avere il privileggio di essere campione del mondo,non si puo’ ricordare (a Roma), neanche per determinate responsabilita’, basti ricordare la finale del 30 maggio 1984 allo Stadio Olimpico

      Forza Roma

    • ma per favore abbiamo visto la differenza tra Falcao e Cerezo nella stagione 1984/5 quella dove Falcao ha giocato solo 4 partite e Cerezo quasi sempre in campo. Quella Roma faceva pena, abbiamo dovuto aspettare quasi dieci partite per vedere la prima vittoria in campionato. Cerezo era un grande ma non cambiava la squadra. Se ci fosse stato Cerezo al posto di Falcao nella stagione 82/83 non ci sarebbe stato nessun scudetto.

    • E’ calcio, rispettabili le posizioni di tutti. Cerezo era un fantastico anarchico, il caos organizzato. Lo vedevi spuntare con la sua andatura caracollante, Tirammolla uno dei suoi soprannomi. Ma io, che ho visto tutto Falcao dalla Tribuna Tevere Numerata, sto dalla parte di Marco: Paulo Roberto era di un’altra categoria, e soprattutto carisma. Nessuno prima di lui aveva mai pronunciato la parola “vittoria” a Roma. Con convinzione e naturalezza.
      Falcao alzò immediatamente il livello di una squadra che era arrivata sesta l’anno precedente, non più Rometta ma ancora non di grande livello. Giocò una partita di grande qualità e intelligenza quel giorno del furto a Torino, trascinando i compagni nella battaglia. I gobbi furono sorpresi dall’atteggiamento della Roma che si attendevano, come quasi sempre, remissivo in quel di Torino. E alzarono il livello della provocazione e dell’intimidazione. A fine partita fu l’unico a presentarsi in sala stampa per denunciare il furto subito.
      Insomma Falcao fu Falcao, e gli altri dietro. Totti è stato il più grande per classe cristallina, senza dubbio. Ma comunque splamato in un ventennio. Ed ebbe bisogno di una grandissima squadra attorno a sé per avvicinare la vetta. Il brasiliano arrivò in una squadra ancora di medio cabotaggio e la portò subito a sfiorare la vittoria. Solo sfiorata, sappiamo perché…

    • Cattivik, permettimi, ero a Torino quel giorno. Tutto ‘sto atteggiamento spavaldo della Roma francamente faccio fatica a ricordarlo. Rammento un gigantesco Falcao, per nulla intimidito, reggere DA SOLO la squadra tutto il primo tempo coi compagni letteralmente terrorizzati. Tranne lui, nessuno aveva mai giocato una partita scudetto. Alla Juve mancava Bettega e qualche altro giocatore, non ricordo chi, Causio col numero 9 fece un inizio partita da far uscire ai pazzi tutta la difesa della Roma, accompagnato da Marocchino, un mezzo fenomeno, e si vedeva che erano giocatori ben abituati a quei livelli. Nel secondo tempo la Juve continuò a picchiare come nel primo e infatti Furino, che già doveva essere espulso dopo venti secondi per un’entrata proprio sul Divino, fu espulso e la Roma prese coraggio, iniziò a palleggiare e segnò il gol scudetto con una grande azione corale Conti, Pruzzo (Falcao che non era in fuorigioco) e Turone (che veniva da dietro Falcao).

      P.S. Che c’avevano fatto un furto lo venimmo a sapere dopo la partita sul treno di ritorno, anche se già Nilo Iosa, fuori lo stadio sotto la tribuna centrale aveva anticipato qualcosa agli altri.

      Infine mi sembra di ricordare Falcao parlare chiaramente di furto che “tutta Italia aveva visto” in quel di Avellino, due settimane dopo, a campionato appena concluso.

    • Sì Amedeo, hai ragione. Mi hai fatto venire il dubbio e sono andato a spulciare i filmati. Quella frase Falcao la disse proprio al termine del campionato, come dici tu. Per quanto riguarda lo svolgimento, beh, io non ero lì, avevo 12 anni e papà mi aveva portato solo in trasferte limitrofe fino a quel momento, una ad Ascoli e un’altra a Firenze.
      Ricordo le fasi della partita dalla radio, il primo tempo dalla voce di Alberto Mandolesi. E rammento una partita spezzettatissima dai tanti falli e risse in campo, alle quali nessuno si sottrasse, Spinosi e Bonetti in particolare. La Roma finì con 5 ammoniti, Falcao compreso. L’espulsione di Furino fu dovuta a un bruttissimo fallo su Maggiora e non sul brasiliano.
      Non ci furono particolari azioni da gol nel primo tempo, e nel secondo la Roma cominciò ad avanzare dopo l’espulsione del picchiatore gobbo ed ebbe un paio di buone occasioni con Pruzzo e Conti, prima dell’episodio fatidico.
      Infine, Falcao sapeva bene che Turone non poteva essere in fuorigioco proprio perché pure lui si lanciò su quel pallone rimesso al centro da Pruzzo. E Ramon era dietro di lui. Vabbè, basta sangue amaro per oggi.

    • Mandolesi? Eri piccolo non ricordi bene. Mandolesi fece le radiocronache a partire dal 1982, se non oltre, forse ti confondi con Ameri. Nel primo tempo oltre a Falcao il migliore fu Tancredi che, se la memoria non m’inganna, fece una gran parata su punizione di Brady e un’altra mezza miracolosa (forse su Fanna) nel finale. Zoff non fece mai una parata, anche se il pallone lo gestì quasi sempre la Roma (era la famosa ragnatela del Barone con Falcao al posto di Cordova). Quella Roma era bella ma sterile. Ciò non toglie che quel giorno le rubarono uno scudetto clamoroso.

      Avevo 17 anni, e t’assicuro che in curva ogni volta che scendeva la Juve se la facevamo sotto proprio come i giocatori in campo. E chi aveva mai assistito a una partita del genere? Considera che anche all’andata all’Olimpico (0-0) era avvenuta la stessa cosa, con il solo Falcao (che poi si fece male a una caviglia) a contrastare tutta la Juve.

      Certa tensione credo di averla provata successivamente solo col Liverpool in Curva Sud (e in tv nel 2001 a Napoli – Roma).
      Della Roma che ho vissuto totalmente ricordo tutto, ancora oggi. Di quella di quest’anno, che vivo con ben altro trasporto, non rammento neanche contro chi abbiamo giocato l’ultima.
      Pensa un po’.

  7. Giusto pensare ora solo alla salute,, ma ragazzi ci vuole anche animo,,,, come tutte le epidemie anche questa gli scienziati riusciranno a domarla,,, il prezzo è stato altissimo,, nonostante la minimizzazione di qualche scellerato che anche qui sul web e per il quale non vedo motivo che quando scrive non sia adottato il banning,,, Qualsiasi sottovalutazione di questa disgrazia per le implicazioni di rischio della perdita di attenzione e salvaguardia della salute pubblica,,, per me rappresenta un crimine ideologico e sociologico alla pari del negazionismo rispetto alla Shoah.

    • Certo, per te ci vuole la censura, basta il tuo di pensiero – che poi vorrei sapere quale sia, tolte le continue risate da clown che fai a ogni post. A bannarmi poi ci penserà (eventualmente) la Redazione, se crede che abbia infranto il regolamento. Non certo tu.
      Inoltre, lascia perder la Shoah. Non è roba per te.

    • A me sembra che nessuno stia minimizzando ciò che sta accadendo, anzi proprio l’opposto.
      Ovvero che sia in atto una forte isteria collettiva che stia ingigantendo i fatti assumendo addirittura contorni surreali, impedendo qualsivoglia ragionamento che non sia allineato.

      Per fare un esempio, cito l’uso smodato di mascherine quando anche lo stesso ministero della salute a riguardo dice:
      “Per prevenire il rischio di infezione da nuovo coronavirus è prioritario curare l’igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di indossare anche una mascherina solo se sospetti di aver contratto il nuovo coronavirus e presenti sintomi quali tosse o starnuti, oppure se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus. […] Inoltre, la mascherina non è necessaria per la popolazione generale in assenza di sintomi di malattie respiratorie.”

      Saluti.

      Ps. Per me il crimine “ideologico e sociologico” è la privazione delle libertà basilari. Il tempo rivelerà quale dei due punti di vista è il più attinente alla realtà dei fatti…

  8. Immenso Divino Falcao, chi ha visto la Roma prima di lui e dopo puo capire perche e stato. UN GRANDE. Magari aver un Falcao e Totti nella stessa squadra sarebbe stata vittorie su vittorie.
    Grazie Paolo Roberto perche con te abbiamo visto la Roma diventare Grande. Mai visto un giocatore cosi decisivo in una squadra.

  9. Ero piccolo ma ricordo perfettamente la faccia di papà quando parlava di Falcao : diceva sempre che aveva cambiato la storia della Roma

    Dopo l’estate 82 , forse una premonizione, si danno’ x trovare la maglia della Roma nr 5 della mia taglia ( difficile da trovare allora )

    Tengo quel cimelio ancora nel baule dei ricordi

    Grazie Divino

  10. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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