Fienga conquista i Friedkin: rinnovo biennale

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AS ROMA NEWS – Guido Fienga, l’uomo che era diventato il vice-Pallotta negli ultimi anni della gestione bostoniana, è riuscito a conquistare la fiducia di Dan e Ryan Friedkin. A raccontarlo sono oggi sia la Gazzetta dello Sport che Il Messaggero.

L’ad giallorosso, che ha guidato la lunga e complessa fase di transizione conclusa con la cessione della Roma ai texani, resterà ancora a Trigoria per altri due anni: l’annuncio del prolungamento di contratto biennale verrà annunciato a breve, fanno sapere oggi i due quotidiani. Fienga dunque sarà uno dei pochissimi dirigenti della vecchia gestione a resistere alla rivoluzione interna operata nei mesi dai nuovi proprietari.

Non sarà questa infatti l’unica novità in arrivo nella Roma: presto sarà ufficializzato l’annuncio del nuovo responsabile del marketing, che prenderà il posto di Francesco Calvo. Inoltre è atteso a breve anche l’annuncio del nuovo sponsor tecnico, che sarà la New Balance.

Fonti: Gazzetta dello Sport / Il Messaggero

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11 Commenti

  1. Alla facciaccia di tutti quelli che volevano “fà pulizzia dell’ommini de Ballotta”…tièèè 🦾
    Bona ggiornata,Abboccò 🙀

    • Fienga ha dimostrato di essere aziendalista, sia con Pallotta che con i Friedkin, si è assunto tante responsabilità, anche non du sua competenza, con grandi risultati, anche lasciando tante amarezze alla tifoseria, con u suoi modi e maniere, per me, è un professionusta più che valido, più di tanti altri che credono di essere. Bravi Friedkin! ❤️🧡💛

    • Quest’anno quando li danno gli oscar per il Laziese frustrato dell’anno? Come ogni anno voglio reglarti le rose 🌹 per la premiazione.

  2. SE lo fanno restare, avranno i loro buoni motivi, non di certo per dargli una mano ad arrivare alla pensione! Io sulla mia pelle ho vissuto tre cambiamenti aziendali. All’inizio vogliono sempre mettere fuori tutti, poi mettono fuori o quelli che proprio pensano “a” e loro vogliono “b”, o proprio chi non regge a uno che la mattina si sveglia per andare semplicemente a lavorare, ovvero sta abituato a non fare niente. Buona giornata, finito il caffè mattutino

  3. Mi auguro che chiunque commenti si ricordi che i Friedkin gestiscono un impero econonico da quasi 10 miliardi di dollari (almeno pre-Covid) e che di Business ne capiscono sicuramente più di noi messi tutti assieme.

  4. I Friedkin hanno avuto oltre un anno di tempo per valutare Fienga. Sono stati a stretto contatto con lui fin dai tempi della due diligence.
    Fienga, oltre ad occuparsi della transizione, si è anche assunto oneri che non gli competevano per formazione professionale. Lo ha fatto evidentemente in un modo che ha soddisfatto la proprietà e tale da meritarsi il rinnovo.
    Ho sempre sostenuto che lui c’entra poco col dissesto finanziario creato alla Roma dal 2017, essendo subentrato nella carica di CEO a gennaio 2019, a giochi ampiamente fatti.
    Per quanto il mio giudizio sull’operato di Pallotta sia sufficientemente noto, non mi considero un giacobino. Né lo sono i Friedkin, che hanno certamente le competenze per giudicare il lavoro dei loro manager.

  5. Probabilmente il ruolo di Fienga viene ritenuto poco importante dai Friedkin, per cui chiunque ci sta il risultato non cambia o quantomeno non è determinante per il raggiungimento dei risultati. A quel punto cambiare non ha senso. Comunque il calcio è come la politica, chiunque ci può lavorare anche e soprattutto se non ha capacità, basta avere le giuste conoscenze o saper fare lo “Yes Man”. In questo caso penso che i ruoli in cui i Friedkin vogliano affidarsi a professionisti validi siano altri e, pertanto, in alcuni ruoli non ha senso cambiare solo per il gusto di cambiare. Meglio concentrarsi sui ruoli ritenuti strategici, per gli altri possono prendersi tutto il tempo.

    • A me non cambia la vita il fatto che possa essere riconfermato. Di sicuro se la Roma sarà vincente o meno non dipende da lui. Penso che per quelle che sono le sue reali mansioni abbia un peso minimo all’interno della società e, inoltre, è così controllato e guidato dai Friedkin che ha pochi margini di errore. Ogni giorno gli viene detto cosa fare e come farlo. Non ha voce in capitolo è solo un mero esecutore. Finché si attiene agli ordini lo fanno rimanere.

  6. A questo punto,visto che i nuovi dirigenti sono per lo più stranieri scelti grazie all’algoritmo di Charles Gould(insieme a Tiago Pinto ,era uscito fuori Tare) ,meglio resti almeno un Italiano che ,si spera,in questi anni,abbia avuto modo di conoscere un po’ come funziona il giocattolo e quali siano le persone competenti valide nel calcio,speriamo bene

  7. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
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