Garcia a tempo determinato

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Roma's coach Rudi Garcia during the Serie A soccer match a.s. Roma - Atalanta Bergamasca Calcio at Olimpico Stadium in Rome, 29 November 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

AS ROMA NEWS – Il 29 dicembre, giorno della ripresa degli allenamenti a Trigoria, è sempre più vicino. Così il calendario aiuta Garcia a tenersi stretta la panchina della Roma. Non si sa, però, fino a quando. Perché nessuno può negare l’evidenza e cioè che la proprietà lo avrebbe sollevato dall’incarico a prescindere dal prezioso successo contro il Genoa. Avanti con lui, senza dirlo. La conferma del francese è, dunque, con il trucco. Se nessuno si espone in pubblico, significa che il francese resta comunque in bilico. A rischio esonero. Prestazioni e ovviamente risultati saranno monitorati come mai è accaduto prima. Basta niente per il ribaltone. Questo hanno deciso il presidente Pallotta, in sintonia con il suo collaboratore di riferimento Zecca. Che hanno pronto il piano B: Spalletti è il tecnico scelto in caso di cambio in corsa. Dagli Usa hanno inviato l’input a Sabatini, pronto ad avviare i contatti con il toscano. Che ha dato la disponibilità a tornare in giallorosso.

SOLIDARIETÀ SOTTO TRACCIA Il ds, ancora una volta, è stato costretto a giocare su due tavoli. Chi frequenta Sabatini, giura che nessuno ci riesce come lui. Eccolo, quindi, al lavoro per far felice la proprietà e al tempo stesso per tenere in vita l’attuale allenatore. Basta mettersi al telefono: per bloccare Spalletti e rincuorare Garcia. Fin troppo facile. La chiamata al francese è sembrata obbligata. Addirittura più di quella, tanto caldeggiata da Pallotta e Zecca, all’ex allenatore dello Zenit. Il ds ha dovuto per forza rintracciare Rudi a Parigi per chiarirgli che quanto si sta raccontando a Roma da qualche giorno non corrisponde alla reale strategia della società. Anzi, ha recitato anche la parte del dirigente seccato da certi rumors. Negandogli ogni indiscrezione, soprattutto quelle attribuite al presidente. Gli ha fatto gli auguri per le feste e dato appuntamento martedì a Trigoria. E gli ha soprattutto ricordato le parole (inquietanti) pronunciate nel garage dell’Olimpico dopo il successo sul Genoa. A sentire Sabatini sono servite per la conferma ufficiale. Solo secondo lui. Perché per Pallotta, già dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, il tecnico andava mandato via. Il ds lo sa bene e, per seguire le indicazioni della proprietà, ha dato il via alle consultazioni. Partite già prima dell’ultimo turno di campionato e continuate pure dopo.

SITUAZIONE DELICATA Garcia, insomma, non si può sentire al sicuro. Come è successo prima del Napoli (13 dicembre) e del Genoa (20 dicembre), si giocherà il posto contro il Chievo (6 gennaio). La gara di Verona, la prima del nuovo anno, diventa decisiva proprio come lo sono state le ultime 2 di campionato. Se non è saltato domenica scorsa lo deve soprattutto ai dirigenti italiani che hanno preso tempo: Sabatini e, soprattutto, Baldissoni hanno cercato di spiegare a Pallotta e Zecca che intervenire oggi potrebbe essere controproducente. Se il ds ha comunque accettato Spalletti, il dg ha bocciato questa soluzione. Ha fatto leva sulla coerenza: Baldissoni è sempre stato contrario ai cavalli di ritorno o, come spesso va dicendo in privato, alle minestre riscaldate.

STRATEGIA PERICOLOSA L’offerta dalla Cina c’è. Ma Spalletti, per il momento, aspetta la Roma. Che, però, non sa ancora come comportarsi. Non è che lo possa tenere bloccato ad oltranza. Zecca, a quanto pare, è il pù convinto. Baldissoni e Sabatini sanno che il toscano invece non potrebbe mai essere il traghettatore di cui avrebbero bisogno per aspettare Conte o Emery, i principali candidati per la sostituzione di Garcia. a fine stagione, sulla panchina giallorossa. Se presto Pallotta dovrà chiamare Spalletti a Trigoria non potrà certo offrirgli solo pochi mesi di contratto (l’accordo sarebbe di 2 anni e mezzo). La scelta sarebbe per il presente e anche per il futuro. Anche per questo motivo è stato deciso di non decidere. Di prendere tempo. Almeno fino alla Befana.

(Il Messaggero, U. Trani)

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12 Commenti

  1. Come al solito,ricorrendo al Possibilismo (A quanto pare/Forse/Ci risulterebbe/Avrebbe),
    L’inossidabile Maggiordomo
    di”Casa Caltagirone”,
    descrive Trigoria come una schifosa Tana di Vipere pronte a farsi fuori l’un l’altra….
    la cosa grave e’che troppa gente forma la propria opinione su questa spazzatura.
    Dai Pallotta: porta via l’A.S.ROMA da Roma!!!!

  2. ma io dico cosa serve aspettare il primo risultato negativo par esonerare Garcia? se alla ripresa del 29 degli allenamenti ci fosse Spalletti i giocatori avrebbero una settimana per incominciare ad assimilare il suo gioco ( bellissimo dico io ) che serve cosi? mah a Roma non capiscono piu’ nulla ormai!!! ma e Pallotta il padrone e? la voce grossa e le decisioni deve prenderle lui! vuole Spalletti e’ lo PRENDA DIAMINE non ascolti quei 2!!!!!

  3. ma de che hahahhahama quanno o cacciano tocca risparmia pe a legna der mese de gennaio hahahahah

  4. Il gioco bellissimo del pelatone infatti tutti lo vogliono e nessuno se lo pia ha vinto in Russia dove c’è solo una squadra forte lo zenit altre tutta monnezza

  5. Garcia se viene cacciato sarà a giorni, che fai il mercato invernale con le sue indicazioni e poi lo gestisce spalletti, nkn ci credo, se non viene annunciato spalletti a giorni farcia rimane fino a giugno, o cambi subito o è una bufala di attende il chievo

  6. Contenti loro non contenti noi ma che senso ha tenere un allenatore già fatto fuori dal padrone e che ha offerto un calcio schifoso da più di un anno a questa parte?

  7. La società FINGE di prendere tempo perché ha paura che l’esasperazione dei tifosi possa procurargli qualche problemino…
    Da quello che si intuisce vogliono tenere Garcia per tutto il campionato, e probabilmente anche oltre (possibilmente fino alla scadenza del contratto).
    Certo, se la Roma dovesse perdere diverse partite di seguito (non) giocando sempre allo stesso modo allora forse sarebbero costretti a rivedere i loro piani. Ma temo sarà molto improbabile che ciò accada, ogni tanto una partita la vinci e ogni partita vinta è un alibi per prolungare la permanenza del pagliaccio. Sabatini non aspettava altro che la vittoria sul Genoa per alzare la voce… adesso lo sbiadito potrà portare avanti il suo progetto, ovvero quello di buttare al cesso anche quest’annata.

  8. Ma quando definite Sabatini LAZIALE o SBIADITO,sulla falsariga di”Mastro Porchetta””Corsi,fate sul serio o scherzate? Non sto sfottendo: la cosa e’assai strana…

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