«Orgoglio e responsabilità». Due parole con cui Giuseppe Giannini ha spiegato il significato di indossare la maglia della Roma. Tra un tuffo nel passato e uno sguardo al presente, il «Principe» si è raccontato sulle colonne de Il Tempo.
La Roma può vincere a Napoli?
«Il Napoli è leggermente in difficoltà. Mi piace il modo in cui la Roma aggredisce le par-tite. Gli scontri diretti non sono stati favorevoli perché quando giochi a tutto campo contro grandi squadre, aumenta il rischio di prendere gol. Ma anche per la legge dei grandi numeri, la Roma può vincere a Napoli».
Che ne pensa del ritorno di Totti?
«È una scelta giusta e importante. Ha fatto tanto nella Roma e conosce bene la piazza e Trigoria. Non c’è nessuno meglio di Totti. C’è grande rispetto tra di noi. Quando lui ha mosso i primi passi nella Roma, io sono stato un suo punto riferimento. Gli ho dato dei piccoli consigli perché era giovane e stava entrando in un gruppo di professionisti».
Gasperini ha cambiato la gerarchia del capitano.
«Devono essere d’accordo i giocatori. Chi ha più presenze ha il diritto di portare la fascia. Anche prima era così. Poi, io sono stato fortunato che Nela e Conti accettarono la decisione di farmi capitano».
Cosa è successo a Pellegrini?
«Non riesco a trovare una spiegazione, ma in carriera è normale avere alti e bassi. Pellegrini, comunque, mi sembra un ragazzo che non crea problemi e che si è sempre impegnato».
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Pisilli avrebbe meritato più spazio?
«È stato bravo a crearselo. E un ragazzo serio con delle qualità importanti e sembra un giocatore navigato nonostante l’età. Mi ricorda un po’ Cappioli perché è uno che si sacrifica per la squadra, ma ha anche capacità di inserimento e finalizzazione».
Qual è stata la figura più importante per lei?
«Mio padre. Non mi dava mai grandissima soddisfazione, ma in questo modo mi ha aiutato. Avere un papà che minimizza tutto quello che è positivo ed evidenzia la parte negativa è importante per non farti esaltare».
Che rapporto aveva con la tifoseria?
«Ho sempre rispettato sia i tifosi che mi applaudivano sia quelli che mi criticavano. Anche oggi c’è un grande rapporto di stima e affetto. Ho sempre accettato tutto, perché il calcio è così».
Quale partita vorrebbe rigiocare?
«Roma-Lecce o Italia-Argentina, forse più la prima. Perdere l’occasione di vincere un campionato è stato bruciante. Ancora oggi è dura da digerire».
Perché ha rifutato la Juventus?
«Perché mi propose un anno di contratto, ma per un giocatore come me, anche quasi a fine carriera, era impensabile. Quando fui richiesto da Boniperti subito dopo i Mondiali, invece, ci fu il mio rifiuto e, soprattutto, quello di Dino Viola».
C’è stato un momento in cui credeva di tornare alla Roma?
«Forse c’è stata una possibilità quando mi hanno dato l’opportunità di fare le Academy in America, ma è sfumata. È trascorso tanto tanto tempo e oggi non ci spero più».
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Fonte: Il Tempo

povero pisilli, allora…
per me è più Ciccio Desideri.
Pisilli ha ottime connotazioni di un incursore, vede la porta e riesce a trovare e farsi trovare negli spazi in area, purtroppo pecca molto nella precisione dei passaggi e se viene impiegato nella mediana sono dolori poiché spesso consente le ripartenze dell’avversario. Quando migliorerà la fase di appoggio sarà un ottimo elemento.
Fabio, perdonami, ma anche contro il Cagliari ha dimostrato invece di essere bravo anche nel palleggio. D’altronde siamo abituati al palleggio di Cristante che è alquanto limitato e mi pare, impressione mia, sta persino peggiorando. Koné ed ElA più Pisilli sono un ottimo centrocampo, altro ché.
non mi dispiacerebbe nel quadro ipotetico di una “ricostruzione” di una Roma… romana rivedere il Principe dentro la barca giallorossa.
Scusami Silvio, ma che significa Roma “romana”? ma se venisse Nico Paz ar posto de Pellegrini je chiederesti i documenti? Per quanto riguarda Giannini, cosa ha fatto per dimostrarsi capace di avere un ruolo nella Roma? io sono romano da 70 generazioni e romanista fino all’ultima cellula, ma in mezzo al campo cò la maglia giallorossa vorrei sempre vedere giocatori forti e questa retorica del romano e romanista, secondo la mia modesta opinione, non fa bene alla Roma e non risponde alla realtà delle bandiere. Ieri De rossi, che a differenza di molti altri romani ha dimostrato di valere la maglia e la fascia, ha ricordato Giacomo Losi, una bandiera vera, che era nato a Soncino in provincia di Cremona. Oggi le società di calcio di livello sono multiinazionali e spesso le proprietà che le gestiscono non appartengono nemmeno alla stessa Nazione. E’ bello poter schierare al proprio interno, come dirigenti, tecnici o calciatori, persone che abbiano un’identità col territorio circostante, ma questa non può e non deve rappresentare una qualità che, al contrario, andrebbero ricercate unicamente all’interno dell’ambito professionale. Magari venissero Palestra e Nico Paz a riempire quelle caselle di titolari attualmente occupate da calciatori di livello modesto… altro che l’attestato di nascita
Giannini persona seria, altri non alla sua altezza
Ad avercelo oggi in mezzo al campo
Evidentemente sei giovane o non hai memoria, giannini al suo tempo è stato uno dei numeri 10 più criticati, soprattutto nella sua seconda fase romanista (quella discendente). Principe del passaggetto, è stato capitano in un epoca “oscura”, povera di soddisfazioni e ricca di centroclassifiche. Allo stadio, penso solo Di Biagio ha attirato rumoreggi più pesanti.
Vabbè Romolo, ma è stato anche amato, e in ogni caso era un ottimo giocatore.Non al livello dei top della Roma romana e romanista, per carità.
preferirei molto più lui dentro ora, se proprio ci fosse questa necessità, che totti…..
Cosa è accaduto a pellegrini?
Semplicemente non è mai stato quello che raccontavate.
Pellegrini è alla roma dalla stagione 2017/18 e da allora come media partite l’anno è sulle 38 da titolare.
In una squadra da settimo posto è sempre stato il suo capitano e quella era la sua dimensione.
Poi è classico che i giocatori “normali” dopo anni dove hanno fatto quelle 2/3 stagioni top in carriera vadano a ridimensionarsi, è normalissimo.
Il problema nostro è stato considerare pellegrini un calciatore top e questo è stato un errore dei dirigenti e di una città prona molte volte ai giocatori “romani”.
Pellegrini OGGI e ripeto, OGGI, è un giocatore da bassa classifica di serie A.
Pellegrini è e rimane un mistero, concordo con te sul suo livello e la sua utilità, ma non mi spiego il suo utilizzo da parte di tutti i ct e allenatori che sono passati a parte ranieri.
Perdonami ancora Romolo. Ma non è vero che tutti i CT lo hanno convocato, né tantomeno lo hanno fatto titolarissimo della Nazionale. Come non è vero che ogni allenatore della Roma lo ha fatto giocare sempre e comunque. Lollo gioca spezzoni di gare, per lo più anche per mancanza di alternative. Infine il mistero è che essendo stato blindato dopo la Conference è uscito dal calciomercato e lo abbiamo dovuto tenere per forza.
A’ Prì, speràmo che sia un po’ mejo de Cappioli, che per carità, gran gregario e faticatore, ma mica tutto sto stravedi…
Ahaha d’accordissimo ! Mitico Cappioli e mitici chi se lo ricordano!
Pellegrini secondo me ha costruito male la sua identità calcistica, anche a causa delle esigenze legittime della roma: lui era potenzialmente un’ottima mezzala, ma invece di migliorare le qualità di mezzala (difendere, nascondere la palla, etc), è stato costretto a tentare di diventare un giocatore d’attacco. Risultato: un giocatore poco utile a parte qualche raro exploit. Col senno di poi, avrebbe dovuto andare via da Roma per ragioni tecniche. Dispiace per il lato umano e perché è un figlio di Roma, ma sarebbe ingiusto sia tenerlo. Attenzione, sarebbe altrettanto ingiusto dire che è una pippa: in un certo senso, sono le esigenze della Roma che lo hanno reso tale.
A Pisilli non gli ha fatto un complimento….
Capitano esemplare, calciatore sublime con eleganza in mezzo al campo da pochi. Persona seria e con ottime competenze culturali e di calcio, lui si che farebbe comodo in uno staff dirigenziale a Trigoria, altro che fanfare per abbocconi .
Forza Roma
come allenatore ha fatto ridere altro che competenze di calcio.
E poi che sarebbero ste fanfare per abbocconi? fai i nomi
Purtroppo per eta’ ricordo Cappioli.
Ora qualcuno dice che Pisilli assomiglia a Tardelli
Il tempo ci dira’ come stanno le cose
Una cosa la so , non ho mai visto Cappioli fare gol della bellezza di quelli di Pisilli in Primavera in Under
Quindi gran giocatore Giannini , sulle sue capacita’ di osservatore qualche dubbio.
Romolo visto da come scrivi penso che abbiamo circa la stessa età, puoi ricordare che a Giannini rinfacciavano il fatto che fosse raccomandato da Gildo Giannini allora dirigente romanista che contava…ma per il resto era un ottimo regista che segnava abbastanza e nazionale fisso under 21 e poi nazionale A con Vicini.
Ciao Mauro, credo di essere della vostra generazione e ricordo Giannini dalla primavera al suo esordio coi grandi. Credo che sia arrivato in prima squadra per meriti e non perchè raccomandato ed ha dimostrato, anche in nazionale, che in serie A ci poteva stare eccome. Però ritengo, come Romolo, che le sue stagioni con la Roma non siano state esaltanti, ha avuto momenti buoni e meno buoni ed il nostro spirito identitario, che a volte diventa un limite grosso, gli ha riservato un credito speciale attribuendogli una considerazione francamente esagerata. Dico soltanto che, se fosse nato 10 anni prima, non avrebbe mai fatto il titolare in un centrocampo con Di Bartolome, Falcao, Ancelotti, Prohaska o Cerezo. Su di lui pesa anche la macchia della gelosia nei riguardi di Rudy Voeller che, in tutta franchezza, è stato il leader indiscusso di quella Roma
Mauro, il mio pensiero, o meglio i miei ricordi, si avvicinano di più a quel che dice Giulio. Ricordo benissimo che agli inizi era un centrocampista da 10 gol e perno di una nazionale (quella di Vicini) che giocava dando spettacolo, poi è successo qualcosa, forse quel qualcosa che di li in avanti ha rappresentato uno stigma per i calciatori romani, che a detta di molti giornalisti ed anche qualche allenatore, era la pigrizia il loro peggior difetto. Rivedo in pellegrini propio quel giannini seconda maniera, dotato sicuramente tecnicamente, ma forse indebolito psicologicamente dalla posizione accomodante di cocco di Roma e di società alle quali faceva comodo la presenza di una figura che giustificasse campagne acquisti scadenti. Era la serie A dei mattheus, klinsmann, Maradona Gullit van basten Baggio vialli e tanti a quel livello. Capirai che contestualizzare il nome Giannini ti restituisce una dimensione diversa di quello che veramente era.
Per criticare Giannini, che ha giocato in un periodo di non campioni nella Roma, ci vuole coraggio!
È stato un ottimo calciatore, come dimostrano anche le sue presenze nella nazionale.
Probabilmente chi lo fa non ha vissuto quel periodo oppure, meglio, “il pallone non è un piatto di maccheroni”.
Giulio infatti se leggi bene ho scritto che era un ottimo regista…ho solo scritto la voce che circolava sul suo conto ma a me piaceva assolutamente. Un saluto.
Principe non sai cosa sia successo a Pellegrini? Ti rispondo io. Il primo anno che arrivò overperformo’ segnando 12 gol totali… poi è ritornato il calciatore normalissimo che è, con uno stipendio da fuori de testa e 3 gol nei derby, con i quali ha campato 8 stagioni nella totale mediocrità difeso da stampa e radiolai del raccordo ….ecco cosa gli è successo. 8 mioni lordi a na pippa per 5 anni più due milioni di bonus fedeltà se rinnova con la Roma prima del 30 giugno. Pensate come stamo messi e domandiamoci come mai so 8 anni che non andiamo in champions, 25 che non vinciamo uno scudetto e 18 che non vinciamo una coppa Italia. A noi caro Principe ce servono calciatori veri e non figurine panini strapagate come Pellegrini, elsharawi, Cristante, celik, dovbik, è chiaro? pensatece. La Roma viene prima de tutto e tutti e me ne frego se sei romano e romanista se poi sei un morto vivente in campo. Chiaro. Forza Roma e forza Gasp
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.