Ibrahimovic: “Mourinho è un maestro, ti fa lottare per lui. Saprebbe più cose di me di quanto io stesso potrei saperne”

17
621

NOTIZIE AS ROMA – Zlatan Ibrahimovic ha parlato del suo rapporto speciale con Josè Mourinho nel corso di un’intervista rilasciata a a Piers Morgan Uncensored.

Queste le sue parole: “Ho conosciuto Mourinho quando ha vinto la Champions League con il Porto. E’ venuto in Inghilterra e faceva un sacco di rumore, ma ha fatto anche tutto quello che aveva detto che avrebbe fatto. Non si tratta di arroganza, ma di fiducia. Lui ci crede davvero ed è schietto. Io sono così, se credo in certe cose lo dico e farò di tutto per riuscire a raggiungere i miei obiettivi.

L’ho incontrato per la prima volta all’Inter ed è stato tutto diverso. Io venivo da Capello, uno della vecchia scuola ma molto duro. Mi distruggeva ogni giorno, mi buttava giù e mi tirava su ed è così che ha creato la mia mentalità in campo. Non mi ha mai fatto sentire soddisfatto”.

“Mi ha detto di cosa aveva bisogno, io ero giovane, mi nascondevo tra grandi giocatori come Cannavaro e Vieira e lui urlava il mio nome. E’ così che è nato il soprannome Ibra, era divertente ma anche dura per me, era ogni giorno così ed era la mentalità della vecchia scuola. Poi ho incontrato Mourinho che aveva una mentalità molto dura ma che era una cosa nuova. In ogni allenamento facevamo una cosa nuova, non ripetevamo mai lo stesso esercizio due volte.

Ti guardava e diceva a tutti ‘Avrete una chance, una seconda no’. Era diretto ma ti fa sentire forte e ti fa lottare per lui. E’ come un maestro, fa tutto ciò che serve per vincere. Ti motiva ed è un vincitore. Dice quello che pensa, ma prima si informa. Saprebbe più cose di me di quante io stesso ne potrei sapere. E’ forte”.

Articolo precedenteRanieri: “Mourinho grande uomo e allenatore, posso dirgli solo grazie. Quella del dopo Spalletti la mia Roma più bella”
Articolo successivoPogba, le controanalisi confermano la positività al testosterone: ora rischia una maxi squalifica

17 Commenti

    • @Micione subito dopo quel gol, facevo notare ad un amico che “…la Roma non ha un gioco” che quella appena vista era una proprio in azione de m……

      Vabbè esse tifosi, ma criticare uno come Mourinho denota una presunzione smisurata….altro che Jose

  1. Ed infatti tutti quelli che lo giudicano all’opposto , dopo le parole di un top player com’è stato Ibra difficilmente verranno a scrivere su questo articolo oggi…. è già Muo è bollito e le sue idee sono vecchie e stravecchie…. qualcuno di questi ancora si rimpiange Capello…. per carità ci ha fatto vincere uno scudetto , ottimo allenatore…. ma Muo è unico e le testimonianze di questi giocatori che sono stati dei vincenti confermano l’esatto contrario dei detrattori che girano su questo Forum.. mo diranno che chissa quale interesse ha Ibra per dire queste cose…ma fate il piacere… il gioco del mister può piacere o no, ma non si mette in discussione chi sia , che poi se avesse avuto veramente la squadra sempre al completo e con qualche giocatore un po’ più performante almeno sui quinti forse giocherebbe meglio tutta la squadra e magari il gioco sarebbe anche più bello esteticamente.

    vi giro un articolo che ho trovato interessante, poi mi dite che ne pensate

    Quella qualità nel gioco che la Roma di Mourinho ha, ma non viene esaltata (vedere per credere)
    05.10.2023 09:35 di Luca d’Alessandro

    Spesso e volentieri la Roma di Mourinho, quindi decidete voi se tutti o uno solo (in questo caso è l’allenatore) vengono bistrattate perché giocano un calcio non bello, molto difensivo, cercando l’appoggio della punta centrale come è Lukaku questa stagione, o il lancio lungo per Tammy, nella passata stagione. Una cosa vera, per carità, ma vera in parte, perché José Mourinho, detto lo Special One non è René Ferretti, regista de “Gli occhi del cuore 2” e la qualità gli ha rotto il…

    Ora, non so se avete presente il gol che la Roma segna contro il Frosinone. Stiamo parlando del primo gol, quello di Lukaku. Bene, nel mondo dei social in cui impazzano video del Brighton di De Zerbi (tanto di cappello a lui) o video di spezzoni di partite, con azioni che sottolineano, evidenziano peculiarità nel bene, ma anche nel male, il video di quel gol manca
    Senza le immagini, che non possiamo fornirvi per questioni di diritti, ma vi invitiamo ad andare a rivedere (si parte dal minuto di gioco 19:54), è difficile da descrivere, ma in un minuto la Roma, prima di andare al gol, effettua 20 passaggi consecutivi e non 20 passaggetti, tutt’altro. Si parte da una rimessa laterale di Karsdorp nella trequarti difensiva giallorossa, appoggio a Dybala che fa sponda per l’olandese che cambia fronte per Spinazzola, scarico per Pellegrini che viene in appoggio e movimento a occupare la fascia, il capitano la serve a Ndicka, appoggio per Cristante che controlla e lancia lungo per quel Dybala che era venuto basso a ricevere il fallo laterale a inizio azione. Un lancio che Dybala controlla praticamente all’altezza del calcio d’angolo destro (Tribuna Monte Mario, lato Curva Sud), passaggio di nuovo per Karsdorp che fa una piroetta per ridare palla alla Joya, sovrapposizione dell’olandese, ma Dybala serve Bove sulla trequarti; palla a Paredes che gioca nuovamente sulla destra dove, visto il movimento di Karsdorp è salito Mancini. La palla è di nuovo tra i piedi del numero 16 che, con 9 difensori dell’Empoli a proteggere la zona, cambia di nuovo gioco sulla sinistra per Spinazzola. Assist di prima per Pellegrini che prova la giocata, ma viene pressato da due avversari e torna indietro per Ndicka, che serve di nuovo Cristante, palla avanti per Bove, palla indietro per Mancini, passaggio forte per Dybala che inventa il filtrante per Lukaku: gol. Tutto questo descrittovi termina al minuto 20:59.

    Spero di essere stato abbastanza descrittivo e minuzioso nei dettagli dell’azione, ma questo gol è l’esempio di come la Roma ha doti di qualità e di palleggio importanti. Quella qualità che lo stesso Mourinho, in conferenza stampa, ha dichiarato avere in rosa, la stessa che l’anno scorso, orfano di Mkhitaryan, aveva rimpianto di non avere più. Certo, la situazione non è delle migliori, ci sono limiti fisici in alcuni calciatori (lo stesso Dybala salterà la gara contro il Servette di giovedì perché i suoi muscoli sono arrivati al limite), ci sono i soliti errori individuali, però questa squadra può giocare un bel calcio anche con Mourinho in panchina. Non ci sarà mai un Mourinhoball, perché la storia calcistica dello Special One ha riconosciuto altre doti del mister, decisive ai fini della vittoria, rispetto al puro stile di giocare. Non è un caso che la Roma stessa veniva esaltata per la grinta, la coesione di gruppo e poco altro, eccezion fatta delle giocate di Dybala.

    Superato lo scoglio Frosinone, è tempo di Europa League, dove la Roma ha una dimensione nettamente maggiore rispetto alla Serie A. Una partita, la prima di due consecutive in casa, quindi, fondamentalmente le gare in cui incamerare quei punti necessari a vincere il girone ed evitare il playoff. Motivo per cui, sarà necessario sì, rifiatare un po’ (Cagliari è decisamente più importante), ma allo stesso tempo impattare con la giusta mentalità al match, facendo valere, come fanno i grandi club, il peso della maglia, alle avversarie minori.

  2. E’ uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio.
    E’ idolatrato come pochi a Milano, Madrid, Londra… piazze non esattamente poco abituate a vincere….
    Quasi tutti i suoi colleghi ne parlano con rispetto estremo.
    Tutti i suoi giocatori ne parlano come un mezzo santo.

    Però se sbajano tutti perchè qua c’è chi dice che non capisce una fava.
    Il fantastico mondo dei social.

    Ps: del resto c’è chi vuole spiegare come si fa business ai Friedkin ,….

  3. Che sia un grandissimo motivatore lo dicono e lo riconoscono tutti. Che esprima un gioco di una noia mortale, anche quando efficace, penso però che sia altrettanto vero, o non si può dire? bisogna per forza essere tutti allineati al vostro pensiero o a quello di gente che, come diceva Boskov, ha testa buona per portare cappello?

    • caro Carlo come spieghi che quando giocavi a calcio….anche se eri il padrone del pallone…..venivi messo sempre in porta e non sapevi parare ?Fatti una domanda e datti una risposta.

    • Aspettiamo la scadenza del terzo anno e si tireranno le somme sui risultati ottenuti,a quanto pare interessano più le coppe e/o lo scudetto che il gioco .Se si vince con quanto vediamo ne saremo tutti felici.

  4. Mourinho, prima ancora di essere un allenatore, è un uomo ed è un uomo intelligente.
    E questo fa la differenza con tnti pagliacci che popolano il mondo del calcio.

  5. Se i capiscioni fossero intelligenti, alzerebbero un momento lo sguardo dal loro orticello in cui suppongono di sapere tutto e vedrebbero, anche andando indietro nel tempo di parecchi lustri, che i “grandi allenatori” vincono con il “grandi giocatori” all’interno di squadre ben assortite, in cui c’è anche chi porta la cofana, poco appariscente, ma fondamentale.
    Ovvero l’amalgama.
    Che a volte è il caso, a volte il bravo diesse, a volte l’allenatore stesso, con lavoro di anni e fortuna.

    Che i “grandi allenatori” non fanno miracoli (vedi Ancelotti al Napoli) e se Guardiola lo metti a allenare il Frosinone, probabilmente non arriva a Natale.

    Poi ognuno avrà la sua idea di calcio, ma poi bisogna vedere se sono solo teorie, e che succede quando vai a applicarle su rose di 25 giocatori per stagioni di 55 partite.
    Ma è chiaro che se hai 25 fuoriclasse allora forse puoi anche farcela.

    E non bisogna mai dimenticare il fato. La fortuna. La sfiga. O come preferite chiamare queste cose.
    Il fantastilioso Manchester City del genio Guardiola (e lo è) poteva perdere la Champions con un’inter di inzaghi che in campionato aveva fatto schifo.
    Lo stesso mirabolante manchetser City che aveva asfaltato la squadra più vincente del mondo con l’allenatore fra i più vincenti del mondo, appena pochi giorni prima.

    Potevamo vincere la EL, lo scorso anno. Un fottuto bandito inglese ce lo ha impedito.
    La sliding doors: più soldi, mercato migliore, champions e chi si sarebbe azzardato a criticare Mourinho con due coppe in due anni?
    Oggi parleremmo che non c’è due senza tre, puntando direttamente a sognare la champions. Perché i sogni sono gratis e perché no, a ottobre?

    Eppure no. Dalle stelle alle stalle, un allenatore che è un mito nel mondo del calcio, viene tacciato di essere un cretino, un bollito, rubando concetti a imbecilli conclamati quali Cassano e quell’altro.

    Ma come si fa a essere così stupidi?

    Se sei un esteta e vuoi vedere “belle partite”, vediti pure tranquillamente le partite delle squadre che a seconda dei periodi giocano come piace a te.

    Lascia stare la Roma.

    • Standing ovation Wtf.
      E nell’articolo prima c’è un Signore come Claudio Ranieri che parla, bene, del nostro mister. Con Mou in Paradiso

  6. Ma che stai a dì Ibra…maddai.. ma che ne sai tu di Mou, vatte a ‘nformà da dicranio, t’o spiega lui chi è Mou…fidate…😂😂😂😂😂😂
    ❤️🧡💛SSFR💛🧡❤️

  7. Il carisma de il DNA vincente di Mourinho sono fuori discussione. Uno dei più grandi personaggi della storia del calcio. Si parla di questo argomento senza toccare la questione del gioco o dei moduli di gioco. Mourinho in determinate cose è un maestro, è il N°1.

  8. I tanto idolatrati allenatori Guardiola Klopp ecc ecc ecc se non hanno campioni dove vanno ? Il Calcio di oggi e’ vincere se non te la senti di giocare ad alti livelli puoi sempre guardare la serie B li ci puoi trovare il bel gioco. Io voglio vincere visto che la Roma per demeriti suoi o per volonta’ politiche e’ rimasta come mediocre per quasi 100 anni. Ecco adesso viene considerata in Europa 10 squadra e testa di serie non certamente ne’ per volonta’ politica ci e’ arrivata, prima di scrivere tante cretinate c’e’ un po’ da riflettere su chi gestisce la Roma attuale.

  9. “Saprebbe più cose di me di quanto io stesso potrei saperne”

    ma dai, con quella faccia da troglodita ti aspettavi qualcosa di diverso?

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome