L’INTERVISTA | De Rossi: “Quando mi vedrete fare il pagliaccio per scaricare le colpe sarò agli sgoccioli”

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Daniele De Rossi prova a rilanciare il suo Genoa dopo un avvio di stagione complicato. In una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, l’ex capitano e allenatore della Roma ha parlato delle difficoltà della squadra, del suo modo di gestire i momenti negativi e del lavoro da fare durante la lunga sosta per le nazionali. Spazio anche a Stephan El Shaarawy e a una domanda sulle possibilità della Roma di insidiare l’Inter nella corsa allo scudetto.

Lei è lo stesso dell’anno scorso o qualcosa è cambiato?
“Qualche giorno fa una persona che mi vuole bene mi ha mandato una foto di me che esulto scivolando in ginocchio sotto la gradinata, aggiungendo che la gente vuole rivedermi così. Ma che devo fa’? Che vado a esultare dopo una sconfitta? Quando l’anno scorso sono andato a salutare i miei ex tifosi sotto la Sud avevo grinta in volto? No. Ero abbacchiato. Potrei fare un bel cinema in panchina: urlare, sbraitare, insultare i calciatori, attaccarli in conferenza come fanno tanti miei colleghi. Battere i pugni e dire che ‘i giocatori devono prendersi le responsabilità e fare gli uomini, tirare fuori gli attributi’. Ma questa roba qui da me non la vedrete”.

Qualche mese fa salvò il Genoa subentrando, fin qui cosa non ha funzionato?
“Io non ho mai mollato un centimetro, anzi sto al campo più di quanto facessi l’anno scorso. I numeri vanno letti, e dicono che qualcosa non va in zona offensiva: la squadra arriva al limite dell’area 5-6-7 volte magari anche in un tempo solo, ma poi non calcia. È il nostro più grande problema. Da un’azione potenziale non tiriamo, non facciamo assist, non concretizziamo il gioco. A livello difensivo non stiamo concedendo troppo, per occasioni concesse saremmo al 2° posto in classifica. So che a volte paga di più fare le sceneggiate, saltare, dare cazzotti alle panchine, lanciare una bottiglietta quando un giocatore sbaglia per rimarcare l’errore. Non è quello che voglio. Finché avrò le spalle abbastanza larghe per difendere i miei giocatori continuerò a fare questo lavoro. Quando mi vedrete fare il pagliaccio per scaricare le colpe vorrà dire che sarò agli sgoccioli”.

Magari si è insinuato qualche dubbio?
“Io ho zero dubbi. Idee chiarissime. Adesso siamo in una situazione in cui guardare indietro non ha senso. Con il mio staff abbiamo deciso di pensare che siamo subentrati adesso. Facciamo finta che fino ad oggi abbia allenato un altro. Cerchiamo di ‘mangiare il pollo con le mani’. Devo capire io come fare. Vedo una squadra che reagisce agli schiaffoni esattamente come reagisco io: li abbiamo presi e continueremo a prenderli ma durante gli allenamenti vedo ragazzi perfetti”.

Una soluzione può essere avvicinare El Shaarawy alla porta?
“Stephan è un giocatore di fascia. Tutta la carriera l’ha fatta lì. L’abbiamo preso per colmare quel gap sugli esterni: ci vuole gente che inventi qualcosa, crei, salti l’uomo. Dobbiamo capire anche che c’è un tema di condizione: è arrivato per ultimo e ci può stare che sia un po’ più in difficoltà fisicamente”.

Come valuta questa nuova sosta nazionali?
“È molto più lunga, può essere un problema o un’opportunità in più. Quando vai male vorresti che durasse due giorni, quando vai bene due mesi per goderti il momento. Qui la serenità non è mai mancata ed io apprezzo che la mia società abbia la pazienza che mi ha dimostrato nonostante le sconfitte. Certo, non siamo felici. Ma non vediamo l’ora di ripartire”.

Crede che la Roma possa davvero insidiare l’Inter nella corsa allo scudetto?
“È una squadra molto forte, ma il mio unico pensiero va alla Fiorentina alla ripresa del campionato: sarà un impegno delicato”.
FONTE: La Gazzetta dello Sport

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2 Commenti

  1. S’è fissato co Elsha terzino de fascia, nonostante tutti je chiedano de fallo giocà ne li pressi de l’area de rigore, come seconda punta. C’ha na squadra de schiaccia palloni, l’unico che c’ha qualità e vede a’ porta è er Faraone e lui insiste che deve fa er quinto…In bocca lupo Danielì

  2. Sono come sempre le parole e i pensieri di un uomo intelligente con una visione lucida, il suo problema è che deve trasmettere questa visione a una squadra che non ha qualità tecniche e che ha perso troppi uomini quest’estate per avere almeno gruppo ed esperienza

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