Mancini: “Che notte a Lione, ora voglio ispirarmi a Spalletti. Il gol di tacco al derby? L’ho rivisto tante volte”

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NOTIZIE AS ROMA – Amantino Mancini, ex attaccante esterno della Roma, ha parlato oggi a Sky Sport dei suoi gol in giallorosso, degli allenatori avuti e del suo fatidico gol di tacco al derby per il quale è passato alla storia. Ecco le sue parole all’emittente satellitare:

Il tacco di dio. Quante volte l’hai rivisto?
Tante, è stato un gol importante. Il mio primo gol in Italia e soprattutto in un derby.

Quanto è stato importante Capello?
L’arrivo a Roma non è stato facile. A Venezia non giocavo. Poi il primo giorno a Trigoria entro nell’ufficio di Capello che mi chiede “Perché a Venezia non giocavi?”. Siamo andati in Austria a fare la preparazione e dal primo giorno in cui mi ha messo tra i titolare, poi non sono più uscito. Lo devo ringraziare per sempre, per tutta la fiducia che mi ha dato. Nella prima stagione ho fatto 8 gol e più di 15 assist, è stato un inizio molto importante.

Il gol di Lione?
È stata veramente una notte splendida, con un gol meraviglioso. Il Lione aveva una squadra molto forte e l’abbiamo battuta. All’andata abbiamo fatto 0-0 all’Olimpico dove siamo stati molto sfortunati. Al ritorno una serata fantastica. La danza brasiliana…ho fatto 8 doppi passi.

È stato un gol simbolico…
In quel periodo lì avevamo una squadra molto forte. C’era Spalletti, giocavamo a memoria. Per me lui è un allenatore eccezionale, uno dei più forti con cui ho lavorato. Voglio prendere spunto da lui. Per me è stato un grandissimo.

Spalletti ha detto che quella era una squadra baciata dal sole. Tutti giocavano in tutti i ruoli…
Mi faceva veramente piacere giocare in quella squadra. Avevamo giocatori con una qualità tecnica sopra la media. Eravamo allenati benissimo. Bei tempi.

Capello avrebbe voluto portarti alla Juventus?
Dopo il primo anno si. Ma il primo anno non ci sarei andato perché volevo continuare con la Roma.

Com’era giocare con Cassano?
Cassano era un giocatore eccezionale, con qualità tecniche incredibili. Un fuoriclasse. Se avesse avuto un po’ il cervello equilibrato (ride, ndr). È stato un piacere giocare con lui.

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5 Commenti

  1. Ci vorrebbe ora uno come Amantino,al posto di quella mezza s@ga di Kluivert.Quando era in giornata era imprendibile e ti faceva impazzire.Il gol del derby e’ indimenticabile.Ma quello che mi e’ rimasto scolpito nella mente,fu rono una serie di finte e controfinte a Udine con cui annichili il difensore avversario procurandosi il rigore. Fini 1-4 con Luciano in panchina.

  2. Sono andato ancora a rivederlo quel gol….. per la migliardesima volta……
    un gol da impazzire….. Il tacco di Dio

  3. Ciao Amantino grande giocatore. Preso svincolato dal Venezia, nasci come terzino, ma il grande Capello ti sposto in attacco. Il gol al Lione il tacco di Dio, tante prestazioni di alto livello, pochi che hanno indossato la maglia della Roma avevano la tua tecnica. Ma poi venne il momento del rinnovo. Ma tu non sei romano. E a Roma se non sei Romano, non sei forte non sei amato, e quando arriva il momento dell’aumento, niente, sei costretto ad andare via e la maggior parte della tifoseria di ricorda come mercenario. A conferma, pensate al destino di Mancini se fosse stato nato alla Garbatella????

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