Mercato, affari senza sosta da luglio a dicembre: la Fifa è già al lavoro

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ALTRE NOTIZIE – Si prospetta una lunghissima sessione di calciomercato, dall’estate all’inverno, e senza interruzioni. E’ allo studio una finestra di trattative allargata, con inizio appena saranno dichiarate concluse le stagioni agonistiche, fino all’ultimo giorno del 2020.

L’idea è della Fifa, la federazione che governa il calcio a livello mondiale e a cui si devono le norme che regolano tutti i trasferimenti. Un’ipotesi che potrebbe facilitare gli affari che altrimenti, se la stagione riprendesse per protrarsi nei mesi estivi, verrebbero necessariamente concentrati in poche settimane. Il lungo mercato potrebbe essere una soluzione per sostenere la ripresa economica delle società.

Cambiando i tempi dello svolgimento delle competizioni dovrebbero cambiare anche quelli delle trattative: se prima lo start ufficiale agli affari era fissato a inizio luglio, ora inizio luglio rischia di essere occupato da campionati e coppe.

La chiusura dei bilanci in estate impone ai club in alcuni casi dei sacrifici economici che nel futuro prossimo risulterebbero ancora più dolorosi: vendere, o a volte svendere, un giocatore è un’esigenza che già oggi costringe i club a cessioni tormentate. Dover limitare le perdite in futuro porterebbe molte società a cedere con ulteriori sconti i propri pezzi pregiati. Oppure a dover trattenere calciatori controvoglia per poi liberarli solo a giugno o a gennaio, senza benefici immediati. Lo stesso vale per chi acquista, che rivedrebbe le proprie strategie in funzione di una maggiore libertà sui tempi.

(Gazzetta dello Sport)

5 Commenti

  1. Il Covid19 ha messo in evidenza quello che tutti, Organi del calcio in primis, ma anche dirigenti e tifosi delle squadre sapevano ma facevano finta di non vedere: l’assurdità di certe valutazioni dei giocatori e i loro ingaggi.
    Questo le ha portate a spendere quello che dovevano ancora incassare o/e a indebitarsi.
    Non si può più far finta che tutto sia come prima.
    Per raddrizzare la baracca occorre imporre a livello europeo il salary cap. Questo permetterebbe una riduzione del prezzo dei biglietti e riporterebbe la gente allo stadio, altrimenti il prossimo anno, porte aperte o chiuse non farà differenza, si giocherà davanti a pochi intimi.
    Sarà anche la fine delle finte plusvalenze e forse ci sarà un livellamento tra le squadre che non potrà che portare più interesse ai vari campionati.

    • In linea di principio sono d’accordo. Temo solo che diventerebbe presto l’ennesima normativa aggirabile e aggirata. Finché non ci sarà un salto di qualità dal punto di vista etico di coloro che guidano il calcio, le leggi serviranno a poco.

    • Tutto ok…ma dimentichi un aspetto fondamentale. La quasi totalità degli introiti dipende dai diritti tv.

      L’unica possibilità è salary cup, affiancato alla costruzione di stadi (che aiuterebbe molto anche le varie economie nazionali) e sospensione del FFP per 2/3 anni in modo tale che le società possano ammortizzare questi mesi.

      Il salary cup va gestito. Lascerei la possibilità di un numero massimo di deroghe (ad es. 3). Inoltre, imporrei a livello mondiale che i diritti di immagine non possano essere ceduti ai singoli calciatori – questo per evitare di aggirare le norme sul salary cup.

      Il tutto affiancato a rivisitazione dei contratti tra leghe e tv, con conseguente abbassamento degli abbonamenti alle paytv.

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