Ritiro Roma, squadra a Riscone dal 12 al 22 luglio

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GIALLOROSSI.NET – Il ritiro della Roma si terrà a Riscone di Brunico dal 12 al 22 luglio. Lo ha annunciato il “Brunico Kronplatz Turismo”, ente turistico della città altoatesina, attraverso la propria pagina ufficiale di Facebook. Si attende una conferma ufficiale da parte del club giallorosso.

Garcia blocca l’arrivo di Rafael

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FONTE: SKY SPORT – Rafael messo in standby dalla Roma, ma soprattutto dal suo nuovo allenatore. L’operazione per arrivare al portiere brasiliano del Santos, infatti,  sarebbe stata bloccata dallo stesso Rudi Garcia.

Secondo quanto riferisce l’emittente satellitare Sky Sport, il nuovo tecnico della Roma avrebbe espresso il desiderio di avere un estremo difensore più esperto del 23enne brasiliano.

RUDI GARCIA: “Sarò la guida della Roma”

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GIALLOROSSI.NET – E’ arrivato il giorno della presentazione ufficiale alla stampa di Rudi Garcia, il nuovo tecnico della Roma. L’allenatore giallorosso incontra i cronisti per parlare del suo nuovo

MERCATO ROMA – Sabatini torna sul centrocampista brasiliano Baroni

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FONTE: TMW.COM – La Roma continua a seguire con interesse il centrocampista brasiliano del Fenerbahce Cristian Baroni. Lo scrive il portale di mercato tuttomercatoweb.com.

Il giocatore era già stato valutato nel recente passato dai dirigenti giallorossi, che ora potrebbero sferrare l’attacco decisivo, considerata la volontà del club turco di cedere il brasiliano. L’offerta giusta per arrivare alla fumata bianca dovrebbe essere di circa 12 milioni di euro.

MERCATO ROMA – Ufficiale: rinnovata la comproprietà di Stojan con il Chievo

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FONTE: CHIEVOVERONA.IT – Adesso è ufficiale l’accordo tra Roma e Chievo per il rinnovo della comproprietà del cartellino del centrocamposta rumeno Adrian Stoian.

Lo ha annunciato il club gialloblù con un comunicato: “Adrian Stoian resta al ChievoVerona. E’ stata infatti rinnovata la comproprietà con l’A.S.Roma: il 22enne giocatore della Romania nella stagione appena conclusa ha collezionato 20 presenze segnando 3 gol”

MERCATO – Il Verona si inserisce per Nico Lopez

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FONTE: TMW.COM – Nico Lopez è nel mirino dell’Udinese, e l’attaccante potrebbe rientrare nell’operazione che porterà Benatia alla Roma. Ma attenzione al Verona.

Secondo le ultime notizie apprese all’Atahotel Executive dalla redazione di tuttomercatoweb.com, il Verona avrebbe tentato un inserimento. C’è stato un contatto tra il ds dei veneti Sogliano e l’agente del calciatore romanista Bentancur.

ON AIR – Catalani: “Certi giocatori via a calci nel sedere”, Ferretti: “Bene Jedvaj, ma aspetto giocatori fatti”, Valdiserri: “La comunicazione nella Roma non funziona”, Corsi: “Ecco cosa rimprovero a De Rossi”

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GIALLOROSSI.NET – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Mimmo Ferretti (Tele Radio Stereo): “Jedvaj?  Io nenanche sapevo della sua esistenza fino a ieri. Ma andando a scartabellare qua e là, ho capito che gli addetti ai lavori lo conoscevano molto bene. Questo vuol dire che è un ragazzo che s’è messo in mostra. Tanti dicono che la Roma ha fatto un gran colpo, io non lo so. Spero che si possa ripetere il colpo Marquinhos, ma io vorrei giocatori più fatti. Mi aspetto che la Roma possa prendere giocatori importanti per dare alla squadra una certa levatura. In difesa penso che partiranno Burdisso e Romagnoli”.

Maurizio Catalani (Rete Sport): “Le parole di Castan? Tornasse nel Corinthians. I giocatori sono liberi di dire o scrivere su Twitter quello che vogliono.  La comunicazione della Roma è assente. A quanto pare Zeman tutti i torti non li aveva. Spero che Garcia riesca a fare bene. Ci sono dei giocatori che devono lasciare la squadra, ma lui ancora non lo sa. Restasse solo chi serve, gli altri possono andare via a calci nel sedere. Io non so se Garcia sarà in grado di rigirare come un calzino questa società, fatta da persone inutili. Se ce la farà, benvenuto Garcia. Io terrei Osvaldo, se ci fosse una società in grado di tutelarlo, e invece questa gente è solo in grado di tutelare i propri interessi.”

Luca Valdiserri (Rete Sport): “Le frasi di Castan, come sempre, vengono fuori quando i giocatori sono all’estero. Che tra Zeman e Castan non ci fosse un buon rapporto si sapeva. A Zeman non andava bene che Castan influenzassse Marquinhos. Ora si ripartirà con la storia che alcuni giocatori gli hanno fatto la fronda: la Roma dovrebbe migliorare molto la comunicazione. Da Garcia oggi mi aspetto di sentire molta energia”

David Rossi (Tele Radio Stereo): “Jedvaj è la classica operazioni alla Sabatini. Magari ti ritrovi il Marquinhos di turno. Poi il fatto che sia croato, bello cattivo, mi piace. Credo che Sabatini voglia sporcare la Roma, con giocatori di grinta ed esperienza.”

Mario Corsi (Centro Suono Sport): “C’è stato un giornalista della Gazzetta dello Sport che ha scritto un articolo dove riportava i valori delle analisi fatte da De Rossi, e lui non gli ha mai detto niente, perchè i giornalisti servono. Io questo gli rimprovero a De Rossi. Secondo i giornali la Roma sta per prendere Jedvaj: se Sabatini lo prende, si dimostrerà un buon talento. Spero non faccia la fine di Jose Angel, ma di Marquinhos. So che servirebbero giocatori già fatti, ma prima di parlare di Sabatini e del mercato della Roma, aspettiamo il 31 agosto. Se la Roma prende questi giocatori che sembrano nel mirino, allora fa un’ottima squadra”

Ugo Trani (Rete Sport):Il primo punto fermo della Roma di Garcia deve essere De Rossi, lo continuerò a dire fino a quando De Rossi non dirà di voler andare. Garcia dovrebbe già saperlo, perchè ne avrà parlato con Sabatini. A quel punto dovrà indicare che tipo di giocatori vuole per il centrocampo: lui di solito gioca con il 4-3-3 con due esterni d’attacco molto veloci e una finta punta, che potrebbe essere Totti. A centrocampo servono tre mediani di rottura, ma se hai un regista forte lui te lo fa giocare”.

Stefano Petrucci (Tele Radio Stereo): “Benatia arriverà alla Roma, i tifosi possono stare tranquilli. Per arrivare a Nainggolan, che è un’operazione molto complicata, la Roma potrebbe dover sacrificare Romagnoli. Su Paulinho purtroppo si è scatenato il finimondo, la Roma era vicina ma ora di lui se ne sono accorti anche gli altri club. Il mercato si fa sempre a fine agosto.”

Roberto Renga (Radio Radio): “I giornalisti non si sono mai impicciati della vita privata di De Rossi, è Spalletti che parla di giornalisti. Io credo che Daniele si riferisse all’ambiente in generale, che è un discorso molto più ampio”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Troppi parlano di questa storia di De Rossi, ora ci si mette anche Doni. Alludono a qualcuno, senza fare i nomi. Si fa fatica a capire l’indirizzo di queste accuse.”

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio): “De Rossi doveva essere più preciso nelle sue accuse. Lui è il giocatore più pagato, ed è anche per questo che è finito sul banco degli imputati. Daniele De Rossi è un grande giocatore, che da qualche anno non si ritrova più. Lui con queste dichiarazioni si è fatto fuori dalla Roma, perchè quando tu non vivi bene dove lavori te ne devi andare. Ha creato queste condizioni, e ora probabilmente la Roma lo venderà”.

Tony Damascelli (Radio Radio): “Roma è diventata una città difficilmente vivibile per alcune persone. E’ una colpa, è così. Qua non si parla di criticare, perchè siamo rimasti vittime di queste persecuzioni io e altri colleghi. C’è una situazione di comunicazione a Roma vergognosa”

(CONTINUA…)

MERCATO – Castan torna al Corinthians?

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GIALLOROSSI.NET – Dopo un solo anno nella Roma, potrebbe essere già al capolinea l’avventura di Leandro Castan. Le dichiarazioni del difensore brasiliano apparse questa mattina sul quotidiano La Gazzetta dello Sport gettano qualche incertezza sulla sua permanenza in giallorosso. A quanto pare lo stesso Corinthians, club da cui Castan proviene, sarebbe disposto a riportarlo a casa.

Sto bene a Roma, ho tre anni di contratto, ma il Corinthians è una possibilità“, le dichiarazioni del difensore riportate dal quotidiano in rosa. La Roma, oltre a Marquinhos, l’anno prossimo potrà contare su Benatia, sul giovane Jedvaj, su Romagnoli, e su Burdisso, altro giocatore che però sembra destinato a cambiare aria. La rivoluzione giallorossa sembra partita proprio dalla difesa.

Benatia alla Roma: gli aggiornamenti

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GIALLOROSSI.NET – In queste ultime ore si fa un gran parlare della situazione tra la Roma e Benatia. L’affare è ormai fatto, non c’è nessun intoppo nella trattativa. Il ds Sabatini e l’Udinese stanno lavorando sui giovani della Roma che potrebbero finire nell’affare: tanti i nomi in ballo, da Romagnoli (che potrebbe finire a Cagliari nella trattativa per Nainggolan) a Viviani, da Barba a Nico Lopez. I friulani dovranno scegliere insiema ai giallorossi le contropartite più gradite da inserire nell’accordo.

Sabatini in queste ore è impegnato nella risoluzione delle comproprietà (tra cui quelle di alcuni giovani che potrebbero rientrare nell’affare Benatia), e solo dopo aver sciolto tutti questi nodi potrà chiudere ufficialmente per il difensore franco-marocchino. Al momento non ci sono da registrare problemi di sorta. Roma e Udinese presto chiuderanno l’affare, bisognerà solo attendere ancora qualche giorno. Ma Benatia è da considerarsi un giocatore giallorosso. 

A.F.

 

 

Ufficiale: Baldini è il nuovo direttore tecnico del Tottenham

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GIALLOROSSI.NET – Tramite il proprio profilo Twitter, il Tottenham ha annunciato l’arrivo dell’ex dg giallorosso Franco Baldini come nuovo direttore tecnico della società.

La notizia era scontata, ora arriva l’ufficialità del club inglese tramite il social network: “Abbiamo il piacere di annunciare che Franco Baldini si è unito al club con il ruolo di Direttore Tecnico”

La grana del bomber che non vuole nessuno

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FONTE: TMW.COM – Ci ha pensato il Napoli, la Fiorentina, l’Atletico Madrid e anche il Tottenham, ma alla fine per Pablo Daniel Osvaldo ancora non si è mosso niente. Per l’attaccante della Roma mancano pretendenti concrete al suo acquisto: il valore tecnico è sotto gli occhi di tutti, ma le intemperanze caratteriali che lo hanno contraddistinto soprattutto nel finale di questa stagione hanno frenato molte delle squadre alla ricerca di un centravanti.

Adesso, con il passare delle ore e dei giorni, il valore dell’italo-argentino sembra diminuire costantemente tanto che la Roma, finalmente chiusa la querelle allenatore, deve in tutti i modi trovare una soluzione. L’estero rimane la priorità, ma anche l’Italia e qualche diretta concorrente per le posizioni europee può andare bene. L’importante è risolvere la situazione al più presto.

Jedvaj, la Roma lo ha pagato 5 milioni

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FONTE: GIANLUCADIMARZIO.COM – Un prezzo importante per un talento importante. Secondo quanto riporta il giornalista Gianluca Di Marzio dal suo blog, la Roma ha chiuso l’acquisto di Tin Jedvaj, difensore classe ’95 della Dinamo Zagabria.

Un centrale di prospettiva assoluta, che secondo quanto risulta al giornalista di Sky, è stato pagato dalla Roma 5 milioni di euro.  Una cifra necessaria per soffiarlo anche alla concorrenza di Milan e Juventus, interessate ma con tante caselle già occupate in quel ruolo.

Castan: “A Roma sto bene, il mio unico problema era Zeman”

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FONTE: GASPORT  – Dal Brasile Leandro Castan parla della sua esperienza romana, riservando qualche bordata al suo ex allenatore: «A Roma mi trovo benissimo, il mio unico problema è stato Zeman visto che non andavamo d’accordo».

Con l’arrivo di Benatia (a breve a Roma per le visite mediche) la concorrenza in difesa aumenterà, ma Castan pare non preoccuparsene: «A Roma sto bene. Ho tre anni di contratto, poi vedremo cosa succederà ma la possibilità di tornare a giocare nel Corinthians c’è. Ed è grande».

Doni: “Daniele, non dargliela vinta”

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IL TEMPO (A. AUSTINI) – Ha smesso di giocare dopo che il suo cuore ha smesso di battere. Trenta terribili secondi in cui Doni rischiò di perdere la vita, durante un controllo cardiaco a Liverpool un anno fa. È stato l’ultimo portiere a resistere sei anni tra i maledetti pali giallorossi e adesso si è rifatto una vita in Brasile, a Riberao Preto, 300 chilometri da San Paolo. Roma è lontana ma è rimasta al centro dei suoi interessi: qui ha lasciato amici, compagni, legami forti come quello con Daniele De Rossi che nella sua ultima stagione nella Capitale lo difese così: «Doni è il portiere più forte dopo Buffon. Ha pagato il fatto che qualche pappone ha parlato in giro per le radio tentando di fargli terra bruciata intorno. Sono gli stessi papponi che entrano a Trigoria e fanno i padroni».

C’è un nesso diretto tra queste parole pronunciate tre anni fa dal centrocampista e quelle di domenica notte provenienti dal Brasile. «A Roma – ha accusato Capitan Futuro – si vive anche di calunnie e devi sempre stare attento a come ti muovi, a quello che dici: ti vengono attaccate pecette vergognose». I calunniatori di professione sono sempre lì. Spalletti li chiama «tiratori scelti e se Daniele parla così qualcosa di vero c’è». La Roma esprime solidarietà a De Rossi aspettando di decidere insieme a lui se è il caso di separarsi, Doni spera che non succeda.
Cos’ha provato leggendo le dichiarazioni del suo ex compagno?
«Tanta amarezza, ma nessuna sorpresa. Daniele è l’unico ad avere il coraggio di dire certe cose. Lo fece quando ero ancora alla Roma per difendermi e continua a pagare anche questo».
A chi si riferisce?
«C’è gente che inventa storie ogni giorno, liberamente, senza che nessuno intervenga. Ad esempio su di me hanno detto che Montella mi faceva giocare perché ero amico di De Rossi e la formazione la decideva lui. Non è una calunnia questa? Ho sempre dato tutto per quella maglia, ho giocato con un ginocchio a pezzi senza allenarmi. Ma in pochi me lo hanno riconosciuto».
Quindi De Rossi farebbe bene a cambiare aria?
«Una decisione così delicata spetta a lui. A me dispiacerebbe se andasse via, è un grandissimo centrocampista e per la Roma ci sta male. L’ho visto piangere di rabbia dopo le sconfitte. Se partisse, per certi versi, la darebbe vinta a chi cerca quotidianamente di distruggere lui, la squadra e la società».
Per lei invece cos’è la Roma?
«Una tappa fondamentale della mia vita professionale e privata. Sono stati sei anni pieni di emozioni che mi hanno segnato. Quando posso seguo le partite in tv e mi sento spesso con alcuni compagni e dirigenti. Adesso grazie all’appoggio di Bruno Conti sto costruendo a Riberao Preto la prima scuola calcio brasiliana con il marchio della Roma. Scoprire qualche talento da mandare a Trigoria sarebbe il massimo. È una struttura all’avanguardia, con delle webcam puntate sui campi per consentire ai genitori di seguire da casa in diretta gli allenamenti dei figli».
La Roma ha bisogno di un portiere, pronto subito però.
«Lo so e mi dispiace per Stekelenburg. Forse non si è ambientato ma giocare in quello stadio è difficile per tutti. Non basta saper parare: devi estraniarti ed essere molto forte a livello mentale».
Se la sente di consigliare Rafael?
«Con il Santos ha fatto molto bene, anche lì c’è tanta pressione. Ha ottime doti, è giovane e mi sembra pronto per il campionato italiano».
E Rudi Garcia?
«Non lo conosco, gli auguro di fare bene. Mi dispiace non sia rimasto Montella, so che lo rimpiangono in tanti. Anche gli stessi che due anni fa dicevano: “fa giocare solo gli amici”».

Garcia, sei consigli per essere da Roma

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CORSPORT (G. DOTTO) – Va bene che siamo tutti bestie a gettone del circo mediatico e che il clown ha già rubato la scena al contorsionista, ma le ultime parole di Daniele De Rossi, a proposito di quanto può essere fangosa Roma, meriterebbero una sosta più lunga di cinque secondi. Anche volendo stilare qui un manuale di sopravvivenza per quel tipo interessantissimo che è Rudi Garcia (a mia memoria il più interessante mai apparso a Trigoria), la cui diagonale faccia barra voce, e ci metto anche il nome, sembra disegnata apposta per fare da capobranco dei lupi affamati che sbucano dal tunnel pubblicitario dell’Olimpico. Consigli e riflessioni forse utili forse no per sopravvivere da allenatore romanista in una città smisurata, nel bene e nel male, grandiosa e piccina, unica nel suo covare allo stesso tempo e nello stesso tifoso passioni bambine e smanie cannibali. (…)

1 Garcia alias “Gracia” (basta una piccola ma significativa inversione di lettere) dovrà somigliare non tanto a quello che è o si crede di essere ma a quello che i tifosi si aspettano che lui sia. Scampati, evviva, all’Allegri Cuore di Latta e al Mazzarri Mastino Buio, ecco l’Andaluso Seduttore che, come tutte le seste scelte, è quella della Provvidenza. A cosa dovrà somigliare Garcia? Semplice, a un leader. Questo vuole la Roma giallorossa. Un maledettissimo leader che la prenda tra le sue braccia possenti. Garcia ha tutto per somigliare a quello che, senza conoscerlo, abbiamo raccontato con un ritratto vicino all’azzardo. De Rossi lo paragona a Luis Enrique. L’asturiano è un maratoneta, un cuore generoso, abituato al dolore e ai crampi, ma è crollato ben prima del traguardo, invecchiato di dieci anni. Non aveva di Garcia il filtro potente della maschera, la capacità scenica e anche mondana di mediare. In questo Garcia è simile a Mourinho oltre che a Belmondo (anche uno spicchio di Bardem). Genere cinico sentimentale. Virilità e affettività. Capello aveva del doberman la mascella ma anche il muscolo cardiaco. Zeman, la fissità grandiosa del totem. Ma non la tribù ai suoi piedi. Comunicava più rancore che carisma. Spalletti era giusto, aveva tanto di buono, ma permaloso come una scimmia, limite grosso per un leader. Ranieri comunicava cose buone ma ordinarie, tipo la minestra è a tavola. In quella tavola Andreazzoli si sentiva un abusivo.

2 Alla domanda idiota che oggi immancabilmente gli faranno: “Le ha creato problemi sapere di essere la sesta scelta?”, rispondere sgranando gli occhioni non a caso azzurri: “Anche Cenerentola era una sesta scelta e poi abbiamo visto com’è andata a finire”. (…)

3 Le radio locali. Ma anche siti internet, blog, blob, network, twitter. Roma è invasa da uno sciame spaventoso di linciatori compulsivi e calunniatori professionisti. Perché negare a questo esercito improvvisato di opinionisti, corsivisti, elzeviristi, la meravigliosa scorciatoia di sentirsi qualcuno insultando qualcun altro? Nemmeno la mamma li gratifica tanto. Garcia saprà distinguere tra gente seria, ce n’è tanta, meschinelli che una volta a casa non riescono a farsi rispettare nemmeno dalla moglie e “violenti” sistematici che hanno fatto di Roma e della Roma il loro sacco oltre che il loro business privato. Garcia non passerà il tempo a chiedersi come questo sia possibile. Non si chiuderà in un silenzio offeso. Ha charme e cervello per, eventualmente, replicare a questo Vietnam della parola tossica. Dovrà fare i conti con tutto questo. Tutti i giorni. Che fare? Né fingere di ignorare, né farsi travolgere.(…)

4 Comunicare il concetto che la felicità del tifoso coincide con la propria. “Stare insieme”, dalla stessa parte, nella felicità come nel dolore, come dice il prete, ma anche in assenza di prete. Il tifoso romanista si scioglie come neve al sole quando riconosce il capobranco. Che non vuol dire darsi al populismo becero, ma farsi virile manifesto di una guida spirituale. Perché la Roma, piaccia o no, è una religione. Se Galliani ti fa i dispetti o Lotito ti attacca frontale, non bastano i silenzi o le risposte fighettone, il tifoso romanista vuole altro, risposte romaniste. Vale anche per gli arbitri. L’arroganza è un vizio mediocre degli italiani mediocri. I più mediocri degli italiani, chissà perché, si travestono da arbitri. Roma, già dal nome, scatena antipatie viscerali. Negli ultimi due anni la squadra ha subito di tutto, ogni volta reagendo con la compostezza nobile delle anime belle, ricevendo il plauso dei Prandelliani politicamente corretti, ma la scorrettissima pernacchia di tutto il resto del mondo. Basta. Cambiare film. (…)

5 Francesco Totti. Schiacciato dalle delusioni e traviato dalle radio peggiori, il tifoso romanista ha subito negli anni una mutazione antropologica. E’ diventato più polemista da studio che tifoso da stadio, più tifoso di Totti che della Roma. E qui il capolavoro dovrà portare due firme, quella di Rudi Garcia e quella di Francesco Totti. Da capitano vero, Francesco dovrà aiutare il nuovo capobranco a immaginare una Roma che possa anche fare a meno di lui, senza per questo rischiare la testa. Vogliamo la testa di Garcia. Ma la vogliamo sul collo. Ci piace. Ci serve. Fate il contratto a Totti, se lo merita. Recuperate De Rossi, se ne ha voglia. Lui e Garcia sono fatti per piacersi.

6 Jim Pallotta va pazzo per Rudi Garcia. Lo dice in pubblico e in privato. Lo ha detto a Sabatini: “A fucking perfect choise”. Garcia convinci Pallotta a prenderti Paulinho. Te lo metti in carrozza e sei gia a Palazzo.