ON AIR – Catalani: “Sabatini è un signor nessuno”, Ferretti: “Cosa ne pensa Garcia di Osvaldo e De Rossi?”, Corsi: “Basta mediocrità”, Renga: “Gli allenatori vanno scelti sul campo, non a cena”, Bersani: “Spaventato da chi ha scelto Garcia”

0

onair

GIALLOROSSI.NET – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Daniele Lo Monaco (Rete Sport):Per me un allenatore che non parla bene la lungua è un dettaglio fondamentale. Perchè poi fatica a farsi capire, anche a farsi prendere sul serio dallo spgliatoio. Sappiamo benissimo come sono i ragazzi, ti prendono in giro se sbagli una frase”

Enrico Maida (Rete Sport): “Perchè Bertolacci non può essere un giocatore da Roma? Perchè non viene mai preso in considerazione?”

Maurizio Catalani (Rete Sport): “Se questo signor nessuno, perchè questo è un ds che ha lavorato giusto nel Palermo e nella Lazio, continuerà a comprare giocatori che poi non riescono ad assemblarsi tra loro, ripeteremo le stagioni passate. Sabatini ha sperperato 118 milioni in due anni: a riaverceli oggi un quarto di quei soldi da poter investire sul mercato. Magari con un altro ds in grado di spenderli come si deve.”

Mimmo Ferretti (Tele Radio Stereo): “Viviano o Sorrentino per la porta? Per carità, spero non arrivi nessuno dei due. Nel caso in cui, come sembra, dovessero salutare Burdisso, De Rossi, Taddei e Perrotta,  chi sarebbe il prossimo vice-capitano? Per forza uno che è arrivato da uno o due anni. Pensate che tipo di rivoluzione è stata fatta in queste due stagioni. Siamo sicuri che De Rossi e Osvaldo non servano più alla Roma? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Rudi Garcia…”.

Jacoppo Savelli (Rete Sport): “Ma Benatia era una priorità per la Roma? Due terzini titolari vanno presi, servono centrocampisti…Spero che le scelte siano condivise con l’allenatore. Visto che la Roma ha un budget ridotto, perchè fa alcune scelte prima ancora che arrivi l’allenatore? Il direttore sportivo deve decidere le strategie insieme all’allenatore, deve essere Rudi Garcia a indicare gli obiettivi di mercato, e non il contrario. Io non credo che il budget di mercato sarà di 30 milioni, cessioni escluse. Io credo che il mercato della Roma sarà in gran parte fatto con le cessioni e con i soldi risparmiati su alcuni stipendi di giocatori in partenza.”.

Stefano Petrucci (Tele Radio Stereo): “Mi aspetto che Garcia segnali qualche giocatore francese, dato che è il calcio che conosce meglio. Nella piazza romanista c’è una grane confusione, per colpa della melma che viaggia nell’etere romano. Nessuno ha la più pallida idea di come sarà il prossimo mercato della Roma. Di sicuro ci sarà un’altra rivoluzione, con tante partenze e tanti arrivi”.

Roberto Renga (Radio Radio):Pallotta ha voluto conoscere Garcia? Gli allenatori vanno conosciuti sul campo, non a cena. Voi come li scegliete gli allenatori, guardandoli in faccia? Io no. L’allenatore va visito come allena, Sabatini penso che lo conosca. Spero che sia andato a vedere come lavora sul campo, sicuramente lo avrà fatto”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Sarà importante metterlo nelle condizioni di sbagliare il meno possibile, di mettergli a disposizione la rosa migliore possibile per il suo gioco.”

Furio Focolari (Radio Radio): “Noi con questo allenatore dobbiamo tenere lo stesso atteggiamento che abbiamo avuto con Petkovic. Garcia ha vinto? Si, ma in Francia….ragazzi, è un campionato minore. C’è solo da fargli tanti auguri, ha un curriculum di buon livello, ma è un curriculum francese.”

Tony Damascelli (Radio Radio): “Mi auguro che ci sia un romanista in panchina che dia delle indicazioni di urgenza a Garcia. Guardate gli allenatori all’estero: tutti, da Mancini ad Ancelotti, hanno al fianco qualcuno che conosce bene quel campionato.”

Mario Corsi (Centro Suono Sport): “Spero che il prossimo anno non ci accontenteremo del posto in Europa League. Io non posso chiedergli lo scudetto, ma almeno di farci una squadra che vinca subito. O vi vergognate? Avete ammazzato Viola, Sensi, perchè non vincevano. Forse questa nuova generazione vive nella mediocrità, e va bene così. Ci accontentiamo di Garcia e Benatia? Secono me non vi rendete conto che la Roma è stata umiliata da Lotito”.  

David Rossi (Tele Radio Stereo): “Rudi Garcia non è la risposta ferma ed eclatante che la tifoseria si aspettava dalla proprietà. I tifosi avrebbero preferito Mancini. Adesso vediamo se prevarrà la voglia di aspettare di vedere i risultati prima di giudicarlo”.

Dario Bersani (Tele Radio Stereo): “Dopo quattro mesi e mezzo di attesa, forse tra oggi e domani ce la faranno ad annunciare questo Rudi Garcia. Lui non c’entra niente se la Roma l’ha scelto dopo aver vagliato una decina di candidature. Il fatto però che lo abbiano scelto Sabatini e Baldissoni, mi spaventa. La Roma ha preso il primo che gli ha detto si”

(Continua…)

MERCATO – Anche la Roma su Cabaye

0

cabaye

FONTE: TUTTOMERCATOWEB.COM – Yohan Cabaye fa gola in Italia. Nazionale francese, classe 1986, il centrocampista del Newcastle è seguito da molti club europei, tra cui Monaco e PSG e il Napoli.

Ma secondo le ultime indiscrezioni ci sarebbe anche la Roma. Rudi Garcia, prossimo ad essere ufficilamente il nuovo allenatore della Roma, avrebbe già messo nel taccuino Cabaye come possibile sostituto di Daniele De Rossi.

Benatia, chi è: SCHEDA e VIDEO

3

benatia

GIALLOROSSI.NET – Cresciuto nel prestigiosissimo vivaio dell’Olympique Marsiglia, in grado di  sfornare in quegli anni talenti assoluti del calcio transalpino come Nasri e Benzema, Mehdi Benatia

La Roma ha scelto Rudi Garcia, il tecnico che ama giocare alla Zeman

0

rudi-garcia

ILSOLE 24ORE (D. PELIZZARI) – La Roma ha scelto. Sarà Rudi Garcia l’allenatore del rilancio giallorosso. Lunedì sera a New York si è celebrato il rendez-vous definitivo alla presenza del presidente James Pallotta e dello stato maggiore della società capitolina, con in testa il direttore sportivo Walter Sabatini. Non c’è ancora la firma, ma è come se ci fosse. Perché ormai tutto è stato deciso. Pallotta si è convinto della bontà dell’idea di Sabatini e ha stretto la mano al nuovo tecnico. Che nelle prossime ore volerà in Francia per definire i dettagli della rescissione contrattuale con il Lilla, il club che ha guidato per cinque stagioni con risultati da prima pagina. Poi, il viaggio verso Roma. Per la firma su un biennale da 1,5 milioni di euro all’anno e la presentazione ufficiale alla stampa, che salvo imprevisti dell’ultima ora dovrebbe prendere forma all’inizio della prossima settimana.

Doveva essere Massimiliano Allegri, ma anche Walter Mazzarri, Laurent Blanc e Marcelo Bielsa. C’è stato anche qualcuno che ha azzardato l’ipotesi Roberto Mancini, ma la suggestione è durata il tempo di uno sbadiglio. Per un mese abbondante, forse più, la Roma ha vestito i panni di Indiana Jones per scoprire il suo nuovo Eldorado. Che inizialmente non pareva poi così distante. Prima del rompete le righe di fine stagione, Pallotta aveva infatti lasciato intendere che il successore di Zeman e Andreazzoli sarebbe stato quasi certamente italiano. Probabilmente perché era convinto del sì di Allegri, che invece ha deciso di rinnovare la convivenza con il Cavaliere al Milan dopo un tira e molla durato settimane. Al dietrofront di Max il toscano, Sabatini e Franco Baldini si sono guardati intorno per capire come fare. Idee diverse per soluzioni diversissime. Tanto che Baldini ha deciso di mollare tutto e tornare in Inghilterra.

Rudi Garcia, il nuovo che avanza. Ha radici spagnole ma è nato a due passi dal castello di Nemours, in piena Île-de-France. Suona la chitarra, anche in pubblico, ma soltanto quando l’occasione è di quelle irripetibili. Fa coppia fissa da qualche tempo con Maud Donald, volto noto della tv francese che su per giù ha l’età delle sue tre figlie. È laureato in educazione fisica, come Rafa Benitez, con il quale condivide anche la passione per le lingue straniere (oltre al francese, Garcia parla un castigliano e un buon inglese) e per il bel calcio. E ha l’abitudine di creare un rapporto molto stretto con i suoi giocatori. Da padre a figli. Ha detto l’ex tecnico del Lilla: «Educo come alleno. Discuto, correggo, offro riferimenti. Non dirigo, accompagno». Insomma, un uomo che mette la parola al primo posto. Al contrario di quanto capitava con Zeman il boemo, che alle parole preferiva i fatti. E il sudore.

 

Tuttavia, Garcia non ha una concezione del calcio molto distante da Zdenek l’implacabile. Il nuovo allenatore della Roma gioca con un 4-3-3 che si ispira alle virtù di scuola Barcellona. Tanta velocità, tanto pressing, e una voglia grande così di fare la partita e di dominare l’avversario. Anche e soprattutto sulle corsie laterali. Al Lilla è andata benissimo. Nella stagione 2010-11, Garcia ha portato a casa campionato, Coppa di Francia e il premio come miglior tecnico della Ligue 1. E il Lilla non è mai stato un club di prima fascia del torneo transalpino, tutt’altro. L’ultimo titolo nazionale (il secondo della sua storia) risaliva agli anni Cinquanta. Roba da fare festa per mesi.

Dunque, bene, anzi, benissimo. Per il nuovo comandante della truppa giallorossa, tante qualità e un ruolino di marcia impeccabile. Ma sarà sufficiente per risollevare le sorti di una squadra che sembra aver smarrito l’entusiasmo e la convinzione nei propri mezzi? La tifoseria è divisa. Secondo molti, Totti e compagni avevano bisogno di certezze più che di speranze. Ora più che mai. Di un Allegri o di un Mancini più che di un Garcia. Pallotta e Sabatini hanno detto la loro. Al campo la sentenza.

Roma, è fatta per Rudi Garcia: oggi dopo le 18 l’annuncio ufficiale

0

rudi-garcia

FONTE: SKY SPORT – Questo pomeriggio, intorno alle 18 la Roma annuncerà l’ingaggio di Rudi Garcia. La notizia viene lanciata in questo momento da Sky Sport. Contratto biennale, con opzione per il terzo anno.

Sbrigate le ultimissime formalità: la risoluzione contrattuale tra Garcia e il Lille è arrivata, dunque via libera per il matrimonio tra i giallorossi e il tecnico francese. A borsa chiusa, finalmente, sarà data l’ufficialità.

Rudi Garcia è ancora a New York, poi si sposterà a Parigi. A Roma invece arriveranno domani tutti i dirigenti.

 

Garcia: “Roma, non vedo l’ora di iniziare”

0

rudi-garcia

IL TEMPO (A. SERAFINI) – Dalla Grande Mela le strade si divideranno, ma per incontrarsi ancora. Dopo una stretta di mano di rito e un accordo (già formalizzato) soltanto da firmare, serviranno tecnicamente un paio di giorni per ufficializzare il passaggio di Rudi Garcia sulla panchina della Roma.

Il tecnico francese ha fatto rotta ieri su Parigi salutando Pallotta e l’intera dirigenza romanista, soddisfatto dell’esito della breve, ma intensa, tappa newyorkese. «Sono entusiasta, non vedo l’ora di cominciare il mio lavoro con la Roma», ha sussurrato prima del ritorno in patria, atto a sistemare gli ultimi dettagli logistici prima della partenza finale per la Capitale. La firma arriverà nelle prossime 48 ore e la prima conferenza a Trigoria slitterà probabilmente all’inizio della prossima settimana. La Roma spera di poterlo annunciare tra oggi e domani, lasciandosi il tempo di organizzare un’intervista di presentazione con la tv di casa.

Tutto già definito in attesa del via libera del Lilla che sbloccherà la burocrazia per il nuovo matrimonio in giallorosso. Una reciproca soddisfazione, che ha coinvolto anche il presidente romanista fortemente determinato nel voler conoscere di persona Garcia. Primi approcci e progetti sulle future linee guida della prossima stagione sono stati il piatto forte della cena andata in scena lunedì notte in un ristorante di Manhattan, a cui hanno partecipato i vertici dirigenziali, da Sabatini a Zanzi passando per Baldissoni. Un incontro formale, proseguito ieri pomeriggio nella sede della Raptor, dove la proposta di contratto biennale da circa 1.2 milioni a stagione piú premi ha soddisfatto entrambe le parti. Garcia dovrebbe portarsi dietro a Trigoria soltanto il suo vice e un preparatore atletico.

Prima di schivare (senza rilasciare dichiarazioni) i cronisti presenti sotto gli uffici, i protagonisti si sono dati appuntamento a oggi per l’ultima stretta di mano (Pallotta ha chiesto a Garcia e Sabatini di prolungare la permanenza a New York) prima del trasferimento verso l’aeroporto JFK, dove domani le rotte si separeranno: un biglietto aereo per la Francia aspetta Garcia, il ritorno a Fiumicino attende Sabatini e il braccio destro Massara. Una scelta dell’ultimo minuto quella di rimanere insieme a Zanzi e Baldissoni per discutere ulteriori aspetti della programmazione con Pallotta. Vicende extracampo come il lancio del progetto stadio e lo sviluppo di nuovi accordi commerciali (tra cui il main sponsor).

Sabatini, dopo una chiacchierata con Garcia sugli obiettivi di mercato già andati in porto e quelli nel mirino, si è soffermato con la presidenza per delineare il totale del piano budget. Le cifre cambieranno anche in base alle cessioni, cercando però di mantenere sempre alto il livello di competitività della squadra. Il Psg non molla la presa su Marquinhos, ma l’offerta da circa 20 milioni è stata già rispedita al mittente. La Roma è pronta a tentennare solo di fronte ad una cifra irrinunciabile. Intanto si lavora per annunciare il primo colpo in entrata. Benatia rimane in pole position e già venerdì il difensore franco marocchino potrebbe sbarcare a Roma per le visite mediche. Servirà più tempo invece per Nainggolan. Nonostante sia stata già trovata un’intesa di massima con il giocatore, la concorrenza è alta, anche in Europa. E il Cagliari apre l’asta.

E’ un Pallotta 2.0. Circa 20-30 milioni per il mercato

0

pallotta

FONTE: CORSPORT – Rudi Garcia avrà un mercato degno. Questo Pallotta si è sentito di prometterlo, anche se non ha giurato su nessun budget. Gli uomini che servono entreranno, diverse cessioni (Osvaldo, De Rossi) assicureranno i fondi necessari al di là del previsto stanziamento di 20-30 milioni.

Per Pallotta la Roma non è un divertimento, è un affare. Anche se ci ha preso gusto. Vuole davvero renderla una potenza del calcio italiano, che significherebbe anche una potenza del calcio mondiale. Ha smesso di delegare. Lo chiamano Pallotta 2.0 come fosse il programma di un computer. Jim sarà più presente nelle giornate che contano, prenderà in proprio le decisioni strategiche. Anche per questo non è detto che Franco Baldini venga sostituito con un altro direttore generale.

Jung, stavolta si può fare

0

jung

LEGGO (F. BALZANI) – Sette acquisti per Garcia. Due portieri, un difensore, un terzino, due centrocampisti e un attaccante. È la lista stilata dal francese, solito giocare col 4-2-3-1. Per i primi due ruoli Sabatini ha già chiuso per Rafael e Benatia, anche se sul portiere c’è da registrare il pensiero del vicepresidente del Santos: «Finora nessuna offerta ufficiale». Sabatini potrebbe virare su Caio del Cortiba. L’altro portiere sarà d’esperienza: Sorrentino o Viviano.

Capitolo terzini: a sinistra bastano Dodò e Balzaretti, a destra Torosidis potrebbe essere il vice di Jung che l’Eintracht è disposto a cedere a 7 milioni rateizzabili in 3 anni. A centrocampo l’obbiettivo per il dopo De Rossi è Nainggolan, piacciono anche Capoue del Tolosa e Jean del Fluminense. In attacco l’erede di Osvaldo sarà o Hernadez del Palermo, o Cheryshev del Real Madrid B o Aubameyang del Saint Etienne (e c’è sempre Borriello).

Pallotta fa l’americano: basta flop, adesso comando io

0

pallotta2

CORSERA (M. GAGGI) – Un faccia a faccia in un ristorante di New York lunedì sera. Al presidente della Roma «americana» James Pallotta, l’allenatore del Lille Rudi Garcia è piaciuto subito, soprattutto per il suo tratto umano. L’imprenditore di Boston non è un esperto di calcio, ma ha trovato in Garcia dinamismo, approccio diretto ai problemi, una personalità che gli piace. E anche, elemento non irrilevante, una condivisione delle strategie di mercato fin qui condotte, nella società giallorossa, dal direttore sportivo Walter Sabatini. E ieri mattina, quando ha riunito tutto il gruppo dirigente della Roma, venuto negli Stati Uniti per un vertice negli uffici di New York della Raptor, la principale finanziaria del gruppo Pallotta, il presidente ha dato un doppio messaggio. Il primo riguarda la scelta del nuovo «coach»: «Ok, Garcia è l’uomo giusto», ha detto a Sabatini, all’amministratore delegato Zanzi e all’avvocato Mauro Baldissoni. Il secondo riguarda lo stile di conduzione della società: d’ora in poi su tutte le questioni di rilievo la decisione finale sarà del presidente. L’anno scorso Pallotta accettò Zeman «a scatola chiusa»: chissà come sarebbe andato un faccia a faccia preventivo tra il sanguigno presidente americano e l’amletico boemo.

Allora i collaboratori più stretti dell’imprenditore di Boston si mostrarono un po’ interdetti dalla scelta dei dirigenti italiani della Roma, ma non fecero obiezioni. Non conoscevano bene l’ambiente, e la loro perplessità si trasformò in compiaciuta sorpresa davanti al calore della piazza nei confronti del vecchio e amatissimo allenatore. Poi le cose sono andate come sono andate. Stavolta Pallotta ha voluto avere l’ultima parola. E da settimane marca stretto i dirigenti della società, facendosi spiegare bene tutti i passaggi, i motivi di ogni scelta: la sconfitta del derby nella finale di Coppa Italia ha lasciato il segno.

Dopo quella vicenda il finanziere ha voltato pagina: per due anni si è esposto – certo non si è svenato, ma ha comunque investito – senza vedere risultati. Né economici né di immagine, mentre le critiche avute nella Capitale, gli scontri tra gruppi di tifosi fuori dallo stadio e, soprattutto, gli incidenti che hanno fatto agitare per un po’ il fantasma di atteggiamenti razzisti da parte di alcune frange accaldate, l’hanno molto amareggiato. Ripartire non sarà facile: Roma resta una piazza complicata, l’addio di Baldini lascia comunque un vuoto nella società. Probabilmente non verrà sostituito, ma il presidente non vuole nemmeno caricare troppe responsabilità sul direttore sportivo. Promettere di essere più presente lui, anche se governare da oltre atlantico non è facile.

Adesso bisogna completare in fretta i ranghi della squadra e affrontare una situazione economica che rimane difficile per l’AS Roma ma, ancora di più, per il Paese. Il campionato italiano rischia di perdere lustro rispetto agli altri tornei europei: c’è di che essere preoccupati. Ma anche decisi a rimboccarsi le maniche. Il 49enne Garcia in queste ore dovrebbe aver risolto il rapporto col Lilla, la squadra alla quale due anni fa ha fatto vincere lo scudetto – il primo dal 1949 – ma che ora vive una profonda crisi finanziaria e sta perdendo diversi dei suoi giocatori migliori. La Roma potrebbe presentarlo tra oggi e domani. Poi si tornerà sul mercato. Con Pallotta deciso a marcare stretto i suoi: non accetterà un altro anno di insuccessi. Un leader americano preoccupato da difficoltà superiori a quelle che aveva immaginato, ma sempre convinto di poter valorizzato il «brand» Roma e confortato da una piazza che ha rinnovato 15 mila abbonamenti prima ancora di sapere che squadra scenderà in campo l’anno prossimo e chi la allenerà.

Rudi Garcia, ecco perchè ha la fama del duro

5

rudi-garcia

GASPORT (L. GUELPA) – Non è un sergente di ferro né un uomo dai facili compromessi. Nella carriera d’allenatore di Rudi Garcia, due episodi rendono bene l’idea di quanto la disciplina sia fondamentale nel suo credo professionale. Nel maggio del 2009 gli venne proposto di guidare il Camerun. Garcia presentò il suo programma, che prevedeva un rinnovamento del parco calciatori e l’esclusione di alcuni pezzi da novanta, tra i quali Samuel Eto’o. Il bomber, all’epoca al Barcellona, veniva ritenuto da Garcia «pericoloso per gli equilibri dello spogliatoio». La federcalcio si rivolse altrove e ingaggiò l’eroe Thomas Nkono.

La stessa cosa accadde a Lomé, capitale del Togo. Gli «sparvieri» di Adebayor contattarono il nuovo tecnico della Roma per un lavoro part-time nel novembre 2011. Garcia voleva il Togo, ma non gradiva il centravanti del Tottenham. Morale della favola al suo posto venne tesserato il connazionale Didier Six.

Stadio, il terreno è pronto. Presto un incontro col nuovo sindaco

0

nuovo-stadio

CORSPORT (M. EVANGELISTI) – L’allenatore era la prima pietra. Tutto ciò di cui gli stati generali romanisti hanno discusso tra lunedì, ieri e oggi si appoggia su Rudi Garcia. Oh, non proprio tutto. Lo stadio da costruire c’entra relativamente, anche se con quel suo sorriso metallico il tecnico si è augurato di partecipare alla cerimonia d’apertura.(…) entro la fine del mese il costruttore Luca Parnasi perfezionerà l’acquisto dell’area di Tor di Valle, dove all’inizio dell’estate 2014 dovrebbero cominciare i lavori.

E’ un passaggio tecnico necessario, ma anche un passo avanti. Parnasi aveva versato alla Sais, la società proprietaria del terreno, una caparra. Per via delle difficoltà dell’ippodromo si rischiava un sequestro cautelativo, il che avrebbe rallentato decisamente gli intricati procedimenti burocratici. Una volta completato il passaggio di proprietà, l’area sarà invece a disposizione per il nuovo impianto della Roma.

Così in queste ore Pallotta ha potuto illustrare con maggiore precisione il progetto di Dan Meis e ha ascoltato i suggerimenti di chi poi quello stadio dovrà effettivamente utilizzare. (…) Ora che Marino è diventato sindaco, Pallotta conta di incontrarlo presto. Se i tempi saranno rispettati, la Roma potrebbe giocare il campionato 2016-17 in un impianto di sua proprietà, dai contorni che ricorderanno il Colosseo, con strutture in pietra e tecnologia tutt’altro che da età della pietra. Dopo aver detto ai dirigenti che hanno deluso ciò che pensava di loro – molto di bene ma anche qualcosa di male – Pallotta ha lanciato questa promessa, agli altri e a se stesso: che la Roma non sarà mai più orfana e prima possibile non sarà neppure senza tetto.

Ricominciamo…

0

sabatini

GASPORT (A. CATAPANO) – Mazzarri? Allegri? Mancini? No, semplicemente Rudi Garcia. La scelta non entusiasma i tifosi, ma va apprezzata per coerenza e realismo. Dopo due stagioni ad andamento lento, la Roma poteva scegliere se accelerare bruscamente il passo, o aumentarlo solo gradualmente. Cioè, se provare a recuperare subito il terreno perduto, o rassegnarsi all’idea di averlo perso e ricominciare, anzi cominciare finalmente a muoversi. In sostanza, Walter Sabatini si è trovato nelle stesse condizioni di un alunno pluribocciato che deve scegliere se ripetere l’anno, per la terza volta, o farne tre in uno, come si usa in quelle scuole private molto ambite (dagli studenti fannulloni) e molto costose (per i genitori che se le possono permettere).

Piano piano… Affidandosi a Rudi Garcia, l’alunno Sabatini ha scelto di ricominciare dall’inizio, di ripetere grammatica, declinazioni, equazioni. Per la Roma è certamente la scelta più comoda, perché non richiede stravolgimenti né salassi economici, ma è anche la più logica, perché eviterà ai giocatori di bruciare le tappe e consentirà alla società di rimettersi in carreggiata,masenza sterzate violente. A Walter Sabatini, invece, vanno riconosciuti coraggio e coerenza, due qualità per le quali, ad onor del vero, è pagato profumatamente. Senza sforzarsi troppo, avrebbe potuto convincere Pallotta della necessità di affidarsi ad un sergente di ferro come Bielsa, uno che prendesse a schiaffi i calciatori e placasse la sete di autoritarismo che ha invaso la piazza. Oppure, avrebbe potuto chiedergli di mettere mani al portafogli per ingaggiare un super allenatore con cui costruire una super squadra in grado di vincere tutto e subito. Così, la Roma avrebbe recuperato il gap, cancellando di colpo due anni di delusioni. E invece quelle due stagioni piene di errori resteranno vive, a memoria – si spera – innanzitutto dei dirigenti che hanno errato.

Tredici anni fa… A ben vedere, ci voleva più coraggio a scegliere Garcia, un allenatore che soddisfa le reali esigenze della Roma, e non Mancini, il grande nome che avrebbe soddisfatto i tifosi, ma stravolto i piani societari, chiedendo a questa Roma di fare il passo più lungo della gamba. Esattamente quello che fece Franco Sensi tredici anni fa, quando, scottato dal campionato appena vinto dalla Lazio, tirò fuori 70 miliardi per prendersi Batistuta e dodici mesi dopo fu scudetto scucito. Fu una scelta da tifoso, non da presidente. James Pallotta probabilmente non lo capirà mai. Ma siccome gli imprenditori romani sono spariti da tempo, ai tifosi forse conviene tenerselo stretto.

Garcia, calcio champagne basato sul 4-3-3. Attento ai dettagli, vicino ai giocatori

0

rudi-garcia

GASPORT (A. GRANDESSO) – Ha radici spagnole e in campo predica champagne. In sintesi è un profeta del bel calcio, Rudi Garcia, 49 anni, che in Ligue 1 si è fatto un nome costruendo un Lilla seducente, vincendo scudetto e coppa di Francia, lanciando talenti come Eden Hazard, Gervinho, o ancora i nazionali francesi Cabaye, Debuchy, Rami. Il tutto andando controcorrente in un torneo esasperato dal gioco fisico e difensivo.

Tattica Garcia predilige un 433 palla a terra, rapido, con tocchi istantanei, affondi feroci dalle fasce. Un gioco alla catalana, nonostante il debole per il Real Madrid e l’ispirazione venuta da corsi al Valencia di Rafa Benitez, quando imparava il mestiere dopo gli esordi dai bassifondi, salendo poi con St Etienne, dove ricoprì ogni ruolo, Digione e Le Mans. Prima appunto di approdare nel 2008 a un Lilla da inventare con giovani e la nozione del «piacere» calcistico. Ascensori Attento allo spogliatoio, Garcia tratta i giocatori come le sue figlie: «Educo come alleno. Discuto, correggo, offro riferimenti. Non dirigo, accompagno. E le mie figlie si comportano con intelligenza, da loro imparo molto, come con i miei giocatori ». Prevenendo magari tensioni grazie al «consiglio dei saggi», sorta di rappresentanza di cinque giocatori con cui dialogare apertamente. Senza mai perdere autorità e la mania per il dettaglio che lo spinge a verificare personalmente che negli hotel di ritiri e trasferte tutti gli ascensori funzionino, per evitare carichi inutili ai polpacci dei giocatori.

Chitarra Garcia, che rinunciò al campo a 28 anni per infortunio, è comunque un latino che si gode i momenti di relax, anche con autoironia come quando strimpellò la chitarra in un’improbabile performance canora, finita poi su internet. O come quando, per festeggiare il trionfo in campionato e coppa nel 2011, si trasformò in showman sull’autobus scoperto che attraversava Lilla, in delirio dopo 56 anni di astinenza, intonando cori da ultrà e presentando tra battute e aneddoti ogni giocatore.

 

E’ nata la Roma di Rudi Garcia

0

rudi-garcia

GASPORT (A. PUGLIESE / F. RUSSOMANDO) – Una cena per conoscersi, piacersi e magari sconfiggere anche la cabala, visto che (con Luis Enrique prima e Zeman poi) Pallotta finora non aveva mai conosciuto un suo allenatore prima del via. Una cena importante, quella andata in scena lunedì sera a New York, anche per capire se Rudi Garcia poteva essere davvero l’uomo giusto, quello incaricato di ridare fiato al progetto giallorosso. E di avvicinare, per una volta, Roma alla Francia e la Francia alla Roma, visto che «mi ha fatto un’ottima impressione, è un allenatore che mi piace», fa sapere il numero uno giallorosso. A tal punto che Walter Sabatini e lo stesso Garcia hanno deciso di fermarsi un giorno in più (inizialmente avrebbero dovuto lasciare New York ieri pomeriggio) visto che Pallotta aveva espresso il desiderio di cenare di nuovo con loro anche ieri sera.

Firma e presentazione Ma cosa è successo esattamente a New York? Semplice, il tecnico sta pianificando un po’ tutto con il suo nuovo presidente e con il d.s., compresa la «rottura » con il Lilla, accordo che in terra francese sta curando per suo conto direttamente Pascal Boisseau, il suo agente. Se tutto sarà filato liscio in queste ultime ore, la Roma annuncerà Garcia (per lui biennale con opzione per la terza stagione) già oggi, per poi presentarlo la prossima settimana. Mentre infatti nel pomeriggio Zanzi, Baldissoni e Sabatini si rimbarcheranno per Roma (dove atterreranno domani mattina), Garcia invece tornerà in Francia per firmare la rescissione contrattuale. Inizialmente, la Roma voleva presentarlo venerdì, magari insieme a Benatia (che venerdì sarà a Trigoria per la firma del suo contratto quinquennale), ma il tutto avverrà solo ad inizio settimana.

La squadra Rudi Garcia sarà quindi il 56° allenatore della Roma, il 25° straniero ed il primo francese della sua storia. Ma come sarà la sua Roma? Verrà disegnata un 433, sulla scia di Luis Enrique e Zeman, anche se con molte differenze (all’occorrenza, il tecnico francese— laureato in scienze dello sport — gioca anche con il 4231). Garcia è solito schierare un centrale di difesa forte fisicamente ed uno molto tecnico, ma avrà bisogno di due esterni di difesa che spingano (a Lilla, per dire, aveva prima Debuchy a destra e ora a sinistra il giovane Digne, che gli piacerebbe portarsi a Roma). A centrocampo bisognerà capire la situazione di De Rossi e Pjanic, ma se arrivasse davvero Nainggolan sarebbe un bel colpo. Davanti gli esterni d’attacco sono quelli che fanno la differenza (e qui Garcia suggerirà il nome di Dimitri Payet), mentre il centravanti deve essere uno capace di aprire gli spazi per gli inserimenti delle ali e degli intermedi. Osvaldo andrà via, Destro deve crescere. Facile che si cerchi un’altra pedina. A Roma Garcia (fidanzato con Maud Donald, 23 anni, volto bellissimo della tv francese) si porterà anche due uomini di fiducia come Frederic Bompard (sarà il suo vice) e Claude Fichaux (cura l’allenamento della difesa).

Totti & dintorni Intanto, tra le tante raccomandazioni fatte ieri da Pallotta a Sabatini, Baldissoni e Zanzi c’è anche quella di non trascurare la situazione di Francesco Totti. Il capitano si aspetta il rinnovo prima dell’inizio della prossima stagione ed è una delle questioni calde sul tavolo giallorosso. Francesco, tra l’altro, è in vacanza proprio da quelle parti, anche se dall’altra parte degli Stati Uniti, in California, tra Los Angeles e Las Vegas. Pallotta, anche su quest è stato chiaro. «Non facciamo errori», il succo delle sue parole. Del resto, adesso non ce ne sarebbe davvero bisogno

Pallotta entusiasta di Rudi Garcia: a breve l’annuncio

0

rudi-garcia2

FONTE: ANSA – Il presidente della Roma James Pallotta e Rudi Garcia  si sono quindi incontrati nel corso di una cena cui ha preso parte anche il resto del management (da Zanzi a Sabatini, passando per Baldissoni), e al termine della quale Pallotta e’ stato descritto come ”molto soddisfatto per l’ottima impressione” avuta di Garcia.

Per l’annuncio e’ adesso questione di ore. La dirigenza romanista dovrebbe rientrare in Italia giovedi’, ma non appena il Lille comunichera’ alla Roma l’interruzione del rapporto con Garcia da Trigoria si potra’ ufficializzare l’intesa raggiunta col francese.