CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – E’ caccia ai terzini, destri e sinistri. Sulle fasce la Roma ha sofferto fin troppo nella stagione appena conclusa e Sabatini dovrà correre ai ripari. Ormai coadiuvato anche dal nuovo tecnico. A destra Piris non ha convinto più di tanto e non sarà riscattato; Torosidis ha fatto il suo ma sembra più un prezioso jolly che un titolare su cui puntare decisamente nella prossima stagione. A sinistra le prestazioni di Balzaretti sono state sicuramente al di sotto delle aspettative così come Dodò ha pagato duramente la lunga convalescenza dall’infortunio e l’adattamento ad un calcio molto tattico come quello italiano. Dalla sua parte ci sono comunque l’età e margini di miglioramento molto ampi. Va detto anche che complessivamente il gioco della Roma non ha aiutato gli esterni così come gli esterni non hanno aiutato il gioco della Roma. Al di là dei nomi, conta pure un meccanismo di squadra che deve funzionare a prescindere. E questo toccherà a Garcia. (…)
Roma, caccia agli esterni: da Basta a Digne
Carisma, calcio offensivo e poliedricità: Rudi Garcia, un comandante per la Roma
FONTE: GIANLUCADIMARZIO.COM – Tutto nasce… su due ruote. Quelle di una bicicletta, la grande passione dei genitori di Rudi Garcia, l’uomo dagli occhi azzurri e dal carisma forte che guiderà – a meno di clamorose sorprese – la Roma del prossimo anno. Rudi, appunto, un nome scelto in onore di Rudi Altig, ciclista tedesco rimasto nel cuore della famiglia Garcia. Proprio così, tutto ha inizio da una bicicletta, a Roma c’è una montagna da scalare per riportare il sereno. Rudi lo sa e ha accettato la sfida, anche su due ruote, la fatica e il lavoro scorrono nel sangue e non gli fanno paura. Perché va bene il ciclismo, ma papà José era soprattutto un calciatore a livelli professionistici. Garcia junior (purosangue francese, è bene specificarlo) segue la sua strada sin da piccolo, a 19 anni si è già guadagnato la maglia del Lille. La indossa per cinque anni, dal 1983 al 1988, storia di un grande amore.
Il Lille sembra essere la rampa di lancio di Garcia, un calciatore normale la cui carriera però viene interrotta da due terribili infortuni. Problemi a ripetizione che compromettono l’entusiasmo di Rudi, il campo non fa più per lui. E allora a 28 anni si passa allo studio, Garcia si iscrive all’università e nel frattempo ottiene il patentino da allenatore come anche la licenza per aprire un centro di formazione calcistica. Lo affascinano i metodi di allenamento, la preparazione atletica e fisica, quasi più della panchina. Almeno all’inizio, quando Rudi Garcia al Corbeil inizia la sua carriera da preparatore. Ha 30 anni e fino al 1999 impara tanto, poi è l’ora dei passi avanti. E allora arriva il Saint-Etienne, Garcia veste i panni di assistente, poi prende in mano la gestione della squadra. Finalmente allenatore, sembrava destino. Esperienza breve, però; e saltuaria sarà anche quella al Le Mans. La grande occasione arriva al Lille, è il 2008 quando una telefonata cambia la vita a Rudi Garcia: “Al Le Mans ha fatto bene, che ne dice di tornare al Lille da allenatore?”.
Sfida accettata, Rudi non sta nella pelle. Costruisce una squadra piena di giovani, il suo credo è palese. Giovani e bravi, perché in cinque anni vince una Ligue 1 e una Coppa di Francia, entrambi nel 2011, trofei che mancavano dal 1954 e dal 1955 in casa Lille. Un allenatore anche vincente, chiedetelo a Lille dove ormai è un’istituzione. E dove ha fatto vedere grande calcio lanciando prospetti interessantissimi: da Michel Bastos a Cabaye, passando per il gioiello Hazard e l’esterno Debuchy. E poi Gervinho, Aubameyang, Adil Rami. L’elenco è lungo, saranno famosi sarebbe il titolo giusto per descriverli. Perché con Garcia i ragazzi più giovani giocano, si divertono e fanno divertire. E vincono anche. L’idea è di un calcio offensivo ma studiato nell’equilibrio, senza eccessi, a tratti il suo Lille pare quasi una macchina perfetta.
Alla base c’è sempre un 4-3-3 che può diventare all’occorrenza 4-2-3-1, da qui non si scappa. La difesa si muove con meccanismi attenti, la mediana è un cocktail di piedi buoni e muscoli, fondamentali gli esterni con velocità, dribbling e capacità di calciare. Così è esploso Hazard, quest’anno c’erano Payet e Kalou, chissà che il prossimo non sia Lamela, l’identikit sembra quello ideale. E infine, un attaccante centrale che vede una squadra lavorare per sé. Ciliegina sulla torta, un allenatore che studia il gioco delle sue squadre per ore e ore. Ma non solo, perché le sue capacità poliedriche nell’ambito di preparazione fisica e atletica lo rendono perfezionista in tutto.
Rudi Garcia è così, attento e maniacale, amato dai suoi giocatori per le capacità da comandante carismatico che ha. Il carisma, appunto, una dote che ha colpito all’impatto anche Walter Sabatini. Il d.s. della Roma ha incontrato tanti allenatori, Rudi è quello che ha fatto l’impressione migliore. Calcio offensivo, poliedricità nel saper gestire più aspetti di una squadra, personalità da leader e tanta voglia di vincere ancora. Anche fuori dalla Francia, dove da calciatore come da allenatore non ha mai lavorato. Adesso c’è la Capitale, una piazza a cui restituire l’entusiasmo che merita, una Roma da ricostruire con fermezza, non c’è tempo da perdere. Una nuova missione per il comandante Garcia, pronto già a saltare in sella. Tante idee, due ruote, una bicicletta (rigorosamente giallorossa) e via. Pedalare…
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Nainggolan – Roma, si tratta. Ma Cellino vuole creare l’asta
Benatia, il ritratto: un muro un po’ fragile
FONTE: GASPORT – Quando aveva sedici anni entrò nel centro di Clairefontaine, punto di riferimento per squadre del calibro di Chelsea e Manchester United. Invece lo prese il Marsiglia che lo mandò a farsi le ossa prima al Tours e poi al Lorient dove la sua carriera, però, incappa in un doloroso imprevisto: grave infortunio al ginocchio, recupero più lungo del previsto, il Marsiglia che non ha pazienza e lui che decide di ripartire dal Clermonte in Ligue 2.
L’UOMO DELLA SVOLTA – Lui è Medhi Benatia, e il destino ha spesso avuto un peso nella sua carriera. L’infortunio al ginocchio, ma non solo. Destino, si diceva. A Udine Benatia è stato l’uomo della svolta negli ultimi tre anni. Suo il gol alla sesta giornata al minuto 9’ di Udinese-Cesena 1-0. Fin lì i friulani avevano raccolto un punto, senza quella vittoria Francesco Guidolin sarebbe stato probabilmente esonerato e la storia di questa stagione, un’altra favolosa per i friulani, sarebbe stata completamente diversa. La sua prima partita l’ha giocata alla seconda di campionato a San Siro contro l’Inter (preferito ad Angella, fece l’esterno destro nella difesa a quattro e marcò Eto’o), l’ultima sempre al Meazza contro i nerazzurri dove l’Udinese ha maramaldeggiato con cinque gol.
TATTICA – Da quella famosa partita con il Cesena, quando Guidolin passò stabilmente alla difesa a tre, Medhi ha sempre fatto il centrale di destra nella linea a tre. E le poche volte che Guidolin è tornato a giocare a quattro l’ha schierato da centrale, fatta eccezione per la gara di Champions con l’Arsenal. Non fu una scelta fortunata, Gervinho gli fece passare una brutta serata anche se non solo per colpa del difensore franco-marocchino. Quando arrivò a Udine disse: «Difesa a tre o a quattro per me è uguale, anche se in Francia ho sempre giocato a quattro». Proprio come la Roma, sempre se i giallorossi si affideranno a Garcia.
UN MURO – La sua è una struttura fisica massiccia, ma non va a discapito della velocità. Difficilmente viene messo in difficoltà nell’uno contro uno. I suoi unici veri problemi sono nati in occasione della prima preparazione atletica: nelle ripetute sulle lunghe distanze veniva regolarmente doppiato dai suoi compagni, Medhi arrancava, ma non mollava. La ripetuta andava comunque conclusa.
DIFETTO – Nell’ultima stagione ha messo assieme solo 19 partite a causa di qualche problema muscolare. Ecco, gli adduttori sono il suo vero tallone d’Achille, sarà importante che i preparatori giallorossi lo conoscano a fondo per regolarsi di conseguenza. Sul valore del giocatore, però, non si discute. Non è un caso che la striscia di otto vittorie consecutive dell’Udinese sia coincisa con il suo rientro in squadra. Otto partite e due gol, quello della sicurezza (3-1) con il Chievo, e soprattutto quello decisivo (2-3) di Palermo a pochi istanti dal fischio finale. L’uomo del destino, appunto. Lo sarà anche per la Roma?
La Roma vola da Pallotta. C’è anche Rudi Garcia
IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Anche Rudi Garcia è a Manhattan, arrivato a New York da Parigi in compagnia di Federic Massara, braccio destro di Walter Sabatini. Da Trigoria smentiscono la presenza dell’allenatore francese, volato negli Usa per conoscere James Pallotta e firmare con il presidente giallorosso il contratto biennale. Ma se la Roma, con tutto il suo management quasi al completo, è da ieri sera riunita negli States, il motivo principale è proprio la programmazione della nuova stagione. E il nuovo tecnico è la prima pietra della rifondazione.
IL VIAGGIO – La convocazione non sorprende. Così non si può più andare avanti. Tutti a rapporto da James Pallotta, per voltare pagina. I dirigenti del club giallorosso, umiliato e deriso in città e fuori (tra vignettisti e imitatori, il marchio subisce affronti quotidiani), sono da ieri a New York su invito del presidente giallorosso. Che vuole conoscere la verità su quanto sta accadendo a Trigoria. Senza Europa da due anni e senza risposte per una piazza delusa e ormai in rivolta, bisogna prendere di petto la situazione per dare nuove certezze alla tifoseria dopo le due stagioni fallimentari. Con più umiltà e meno approssimazione.
INTERROGATIVI E PERPLESSITÀ – Pallotta è alterato. La Roma è come se fosse sparita dal pianeta calcio. «Non possiamo più sbagliare» è la sintesi del messaggio che il presidente ha rivolto ai suoi interlocutori. Sabato ha preparato l’incontro negli Usa, contattando l’avvocato Mauro Baldissoni e il ds Walter Sabatini, riuniti allo studio Tonucci per avere la conferma dell’appuntamento oltreoceano. Il ceo Italo Zanzi si è messo in viaggio con due giorni di anticipo. Sua la relazione, sul momento della società, presentata nel weekend a Pallotta. Diversi gli aspetti da affrontare: questione tecnica e anche ambientale, budget di mercato e comunicazione, iniziative commerciali e aggiornamento sullo stadio di proprietà. E’ il primo vertice dopo l’addio di Franco Baldini. Andranno ridefiniti i ruoli. C’è chi spinge per affidare un ruolo, magari proprio quello vacante di dg, al consigliere Baldissoni che, con Sabatini, ha ormai i pieni poteri. Più di Zanzi, messo in discussione dai dirigenti italiani che negano ovviamente ogni contrasto. Se non salteranno subito alcune figure, da oggi in poi tutti saranno però sotto la lente di ingrandimento di Pallotta e del suo braccio destro Mark Pannes, presente pure lui (e Sen Barror) a Manhattan negli uffici della Raptor. Troppi errori commessi, in particolare dopo la sconfitta con la Lazio nella finale di Coppa Italia: dalla gestione del nuovo logo che non piace alla sciarpa celebrativa del derby finito male messa in vendita dopo la figuraccia storica. La contestazione è a 360 gradi: anche l’Hall of Fame è nel mirino, solo insulti e nessun consenso. Sabatini esporrà le sue idee di mercato. Alcuni calciatori li ha già bloccati, altri dovrà prenderli. E qualcuno dovrà cederlo. Dopo quanto accaduto in questi due anni, 120 milioni spesi e risultati scadenti, Pallotta vigilerà personalmente sugli investimenti.
L’ASSENZA DELL’AD – Se Zanzi, avendo fiutato attorno a lui un’aria che non gli piace, ha visto Pallotta prima di Baldissoni e Sabatini, l’amministratore delegato Claudio Fenucci non è stato nemmeno invitato al meeting di New York. Ormai, con l’uscita di scena di Baldini, è sempre meno coinvolto nelle strategie. L’ad cura la parte finanziaria ed è il riferimento per UniCredit, il socio di minoranza, e per la Lega calcio, dove potrebbe avere una carica al più presto. Da fine mese o comunque in estate, chiamandosi pure lui fuori dal progetto. La Banca, invece, monitorizza ogni mossa del club. Escluse nuove linee di credito per il rafforzamento della squadra.
LE DISMISSIONI TECNICHE – La Roma si dovrà autoalimentare. Per i nuovi acquisti saranno necessarie, dunque, alcune cessioni: De Rossi e Osvaldo sono sul mercato e qualche giovane partirà, inserito in alcune operazioni in entrata. Ma in assoluto gli incedibili sono pochi. UniCredit, dall’inizio dell’avventura con il consorzio Usa, sta cercando di diminuire la sua quota, così come Pallotta sta lavorando per accogliere nuovi soci per rendere più solido il club. La settimana prima del derby il presidente ha avuto incontri con i rappresentanti di due fondi internazionali che avrebbe voluto subito come potenziali partner. All’estero, però, il fascino per la Roma non è più quello di qualche mese fa. Per i risultati negativi sul campo e per le scelte pittoresche nella comunicazione è meno credibile. Baldissoni e Sabatini domani saranno di nuovo nella capitale. Con Garcia.
La Roma di Garcia nasce a New York
IL TEMPO (A. AUSTINI) – La nuova Roma si fa dall’altra parte dell’Oceano.Pallotta la riceve tutta assieme: Sabatini, il dirigente plenipotenziario dopo le dimissioni diBaldini, e Rudi Garcia, l’uomo scelto dal ds dopo due stagioni fallimentari e il doppio rifiuto di Mazzarri e Allegri.
Sabatini è atterrato ieri sera a New York insieme al consigliere Baldissoni. Ad attenderli all’aeroporto Jfk il tecnico del Lilla, che ha viaggiato qualche ora prima in compagnia di Frederic Massara, il vice del ds romanista, di origini francesi. Dopo la cena di ieri, la comitiva del futuro giallorosso è pronta a celebrare l’intesa oggi negli uffici della Raptor, insieme al presidentissimo Pallotta e il CEO Zanzi, già volato negli States nel weekend.
Una svolta improvvisa, avvolta dal mistero, ma a quanto pare definitiva. A meno che le notizie in arrivo nella notte dalla Spagna non si rivelino fondate: il Malaga sarebbe convinto di annunciare presto l’ingaggio di Garcia.
Troppo tardi, a giudicare dall’adunata newyorkese della Roma. Garcia si è liberato sulla parola dal Lilla ed è pronto a tornare domani in Europa da allenatore giallorosso in pectore. «Siamo consapevoli che Garcia è in trattativa con un’altra squadra – ha confermato il dg del club transalpino Frederic Paquet – e noi vogliamo che le cose vadano per il meglio per tutti. Siamo pronti a lasciarlo partire. Tutto sarà più chiaro quando parleremo con Rudi». In ballo c’è un milione di euro di stipendio per l’ultimo anno di contratto, soldi che Garcia è pronto a lasciare in buona parte al Lilla. Dalla Roma avrà un contratto biennale da circa 1,2 milioni netti più premi. Lo accompagneranno a Trigoria almeno tre collaboratori del suo staff tutto francese, Nanni dovrebbe continuarsi ad occupare dei portieri (ma attende il rinnovo di contratto) mentre Andreazzoli è l’uomo ideale per aiutarlo nei primi mesi a capire in che posto è finito. La nuova scommessa di Sabatini, insomma, sta per essere benedetta dalla proprietà americana. L’obiettivo del blitz negli Usa era proprio quello di ottenere l’ok sull’allenatore francese, dopo aver scartato la candidatura di Bielsa.
Ma non solo, Sabatini vuole convincere Pallotta sull’ambizioso piano di mercato che ha in mente per rilanciare la Roma. Il dirigente si è forzato, non saliva su un volo intercontinentale da un paio d’anni, e già questo spiega l’importanza del viaggio. Le dimissioni di Baldini gli hanno consegnato nuovi poteri e ora spetta a lui, in qualità di unico referente dell’area tecnica, tenere alta la «motivazione» di Pallotta. Dopo le lunghe e «fredde» conference call dei giorni scorsi, il ds ha sentito il bisogno di parlare faccia a faccia con il boss. Oltre alla questione allenatore, è un momento di scelte decisive: sul budget e non solo, con Unicredit spettatrice interessata e spiazzata dalle dimissioni di Baldini.
Detto che Zanzi sta lavorando sodo sul progetto stadio da presentare tra un mese al nuovo sindaco Marino, con cui si conta di lavorare in sinergia come accadeva con Alemanno, alla Roma servono nuovi investimenti. E una linea comune con la proprietà su operazioni di mercato fuori dalla norma: Sabatini è pronto a rivoluzionare ancora la rosa, con almeno tre innesti importanti (Benatia è fatto, Nainggolan un obiettivo concreto) e un paio di cessioni «strategiche» e dolorose, dicasi Osvaldo e De Rossi. Con il placet di Garcia.
Benatia firma per cinque anni
FONTE: IL MESSAGGERO (S. CARINA) – Sarà il primo colpo ufficiale della Roma. Benatia attende in Marocco con la famiglia dove sta trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza. L’offerta giallorossa ha convinto l’Udinese che in realtà oltre al cash (7 milioni), avrebbe voluto l’inserimento nella trattativa anche di Romagnoli. La Roma ha detto di no, dando però la disponibilità a scegliere tra Lopez, Viviani e Verre. Bertolacci, in un primo momento richiesto dal club friulano, ha manifestato la volontà di rimanere a Genova. Toccherà ora trovare un accordo con il presidente Preziosi. Con l’arrivo del marocchino – che dovrebbe firmare un quinquennale – il reparto difensivo viene puntellato in attesa della firma di Garcia. Giocando a quattro dietro, Marquinhos-Benatia sarà il tandem titolare del tecnico franco-spagnolo con Castan pronto a ruotare insieme ai primi due. Rimangono Romagnoli e Burdisso: dovendo giocare una stagione senza coppe europee uno dei due potrebbe essere di troppo. Il ragazzo di Anzio ha diverse offerte dalla serie A ma vuole rimanere a Trigoria. L’ex Inter, invece, ha il Boca Juniors che lo aspetta ma lui preferirebbe onorare il contratto che lo lega in giallorosso sino al prossimo anno. L’ultima parola, spetterà al nuovo tecnico.
Garcia, oh yes: vola da Pallotta per firmare un biennale. Roma alla svolta
GASPORT (A. PUGLIESE) – Basta dubbi, basta titubanze. La Roma ha finalmente scelto, l’allenatore per le prossime due stagioni sarà Rudi Garcia. Tanto che il tecnico francese da ieri è a NewYork con tutto il resto del management giallorosso. Ieri, infatti, James Pallotta ha convocato d’urgenza Walter Sabatini e Mauro Baldissoni, che da oggi saranno negli uffici della Raptor, a Manatthan, insieme al Ceo Italo Zanzi (lì dal weekend). La triade giallorossa è stata infatti chiamata per una sorta di «Stati Generali». Con loro, ci sarà appunto anche Garcia, imbarcatosi a Parigi con Frederic Massara, braccio destro di Sabatini, per andare a firmare il biennale da 1,5 milioni di euro a stagione.
L’accordo Garcia, dunque, oggi conoscerà Pallotta, poi domani tornerà a Roma con il resto del management e già giovedì potrebbe esserci l’annuncio. «Sappiamo che è in trattativa con i giallorossi, vogliamo che le cose vadano avanti bene per tutti — ha detto Frederic Pasquet, d.g. del Lilla — Se vuole andare lo libereremo,ma non mi piace parlare di cifre. L’importante è trovare una soluzione soddisfacente per tutti». Già, prima di partire per NewYork Garcia aveva infatti fatto il punto con Pasquet e con il presidente Seydoux per la buonuscita. L’accordo si troverà, Garcia rinuncerà all’intero milione di euro.
Vertice Ma perché tutti a New York? Pallotta, oltre che conoscere personalmente il nuovo allenatore, vuole parlare di tante cose: mercato, budget, stadio e redditività. Chiederà spiegazioni sul momento della Roma, sul clima ambientale intorno a squadra e club e sulle contestazioni. «Non possiamo più sbagliare», sarà il succo delle sue parole. E lo dirà a chiare lettere, in una full immersion dove saranno presenti anche Mark Pannes e forse Sean Barrow, suoi uomini di fiducia. Pallotta vuole capire da Sabatini come rinforzerà la squadra e il d.s. su quanto potrà contare per il mercato. Sabatini, poi, dovrà convincerlo della bontà delle scelte, dopo due anni di fallimenti. Con Zanzi e Baldissoni si parlerà invece di revenues, fonti di reddito. Unicredit, infatti, fa sapere che difficilmente concederà ulteriori linee di credito e che da ora in poi farà fronte solo agli impegni derivanti dai patti parasociali (e, quindi, legati al 40% di sua competenza). In sostanza, la Roma dovrà autofinanziarsi con i flussi di cassa, tra mercato e produttività. E poi si parlerà di stadio. Anche se a livello burocratico si è ancora all’alba e con la vittoria di ieri di Marino nelle amministrative la Roma ha persa una sponda (Alemanno), con cui i discorsi erano già ben avviati. Bisognerà così ripartire da zero, o quasi.
Mercato Intanto, in settimana arriverà l’ufficialità di Benatia. Sabatini punta ad un esborso economico di 6,7 milioni, più un paio di giocatori (prestito o comproprietà) tra Viviani, Verre, Romagnoli, Nico Lopez e Bertolacci. L’Udinese, invece, non vuole scendere sotto gli 8 milioni, più una base tecnica. Nel frattempo si sta lavorando per far abbassare il prezzo di Nainggolan, su cui però c’è anche l’Inter. Se i nerazzurri si faranno da parte, Sabatini potrebbe anche offrirgli uno sconto sul prezzo di Osvaldo (su cui sono piombati anche Galatasaray e Fenerbahçe), che Mazzarri ha chiesto a Moratti. Prima, però, bisognerà chiedere a Garcia, il nuovo tecnico della Roma.
Rudi Garcia allenerà la Roma: è a New York da Pallotta per firmare il contratto
FONTE: GIANLUCADIMARZIO.COM – Fumata giallorossa. Rudi Garcia sarà il nuovo allenatore della Roma, il francese in queste ore è a New York con Sabatini e Baldissoni da James Pallotta. E’ il momento delle firme, ormai ci siamo, l’accordo è stato già trovato.
Per domani è atteso l’annuncio ufficiale, poi per giovedì dovrebbe esserci la presentazione al ritorno dagli Stati Uniti (che sarà mercoledì). Tutto pronto, Rudi Garcia allenerà la Roma.
Roma, SOS Tata
GIALLOROSSI.NET – Rudi Garcia si avvicina al Malaga. Ve ne avevamo parlato oggi pomeriggio, ora la notizia viene rilanciata anche dalla Spagna. Un’indiscrezione però che è tutta da confermare. La Roma infatti sembra ancora davanti a tutte le concorrenti, e tra domani e dopodomani potrebbe chiudere la trattativa.
Se i giallorossi però dovessero davvero essere scavalcata dal club iberico nella corsa a Rudi Garcia, i giallorossi potrebbero puntare su Gerardo Martino,detto el Tata, attuale allenatore del Newell’s Old Boys. Sarebbe lui infatti il famoso mister X che la Roma avrebbe individuato nel caso in cui sfumasse anche il tecnico del Lille.
Ma come reagirebbe la piazza davanti all’ennesimo rifiuto di un allenatore?
A.F.
Dg. Lille: “Garcia sta trattando con un altro club. Se vuole, lo lasceremo andare”
FONTE: RMCSPORT – “Rudi Garcia? Sappiamo che sta trattando con un altro club, ci ha informato. Tutte le parti in causa vogliono trovare una soluzione soddisfacente. Di solito non parliamo di numeri, speriamo che ognuno ottenga il meglio per sé”. Queste le parole rilasciate a RMC Sport da Frederic Paquet, vicedirettore generale del Lille, il quale ha confermato che l’attuale allenatore del club transalpino Rudi Garcia stia trattando con un altro club, molto probabilmente la Roma, che vorrebbe annunciarlo entro la fine di questa settimana.
FONTE: LE10SPORT.COM – Queste le parole del direttore generale del Lille, Frédéric Paquet, al portale transalpino in merito al futuro del club e del suo allenatore Rudi Garcia, conteso da più parti.
Rudi Garcia è alla ricerca di un nuovo club: i dirigenti del Lille sono pronti a lasciarlo partire, si parla di un accordo con la Roma, o sarà lui ad allenare il Lille anche nella prossima stagione?
Oggi, ci sono un sacco di persone che parlano, anche a sproposito. Sappiamo che in realtà è tutto in discussione. E tutto sarà più chiaro quando parleremo con Rudi. Tutto il resto sono solo supposizioni.
Sareste disposti a lasciarlo andare alla Roma in caso?
Manterremo i buoni rapporti che ci sono con Rudi. Oggi sappiamo che è alla ricerca di un club. Se Rudi vorrà andare in un club e ce lo chiederà, lo lasceremo andare. Sarà tutto fatto in maniera trasparente e non ci saranno problemi da quel punto di vista.
Avete già delle alternative?
Aspettiamo di parlare con Rudi e poi eventualmente penseremo ad eventuali alternative?
E il potenziale successore è già stato scelto?
No, per niente. Non è stata presa alcuna decisione. Finché le cose non vengono risolte con Rudi, per ora non c’è scelta che è stata fatta. C’è una lista, naturalmente, ma siamo in attesa di incontrare e parleare con eventuali nuovi allenatori.
René Girard è il primo nome sulla lista?
Lascio che gli altri dicano la loro. Daremo un nome quando avremo parlato con Rudi.
ON AIR – Mangiante: “Pallotta arrabbiato ha chiamato tutti a rapporto”, Ferretti: “Siamo alla resa dei conti”, Gentile: “Garcia come Zeman”, Trani: “Non lo conosce bene nemmeno Sabatini”, Bersani: “Delirio di onnipotenza di chi guida il club”
GIALLOROSSI.NET – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!
Angelo Mangiante (Rete Sport): “Io credo che sia un Pallotta piuttosto arrabbiato. Non conoscerà il calcio italiano, ma è un imprenditore accreditato. Lui si è sempre fidato del management italiano: ora uno se n’è andato via, senza nemmeno salutare. Pallotta ha chiamato tutti a rapporto, è stufo di questa confusione. E’ la prima volta che convoca Sabatini, che è indietro su tutto: nn ha chiuso per un giocatore, e non ha chiuso per l’allenatore. Soprese? Non ci credo, Sabatini vuole Garcia che è un altro azzardo. Sabatini si assumerà tutte le responsabilità per questa scelta.”
Pierluigi Pardo (Tele Radio Stereo): “E’ complicato raccontare la Roma. In questo momento non si capisce dove vanno, e secondo me non lo sanno nemmeno loro. Sabatini vuole Garcia, ma dentro alla società non tutti sono convinti di questa scelta. A me risulta che con Mancini c’è stato un contatto, dalla parte pallottiana della Roma”
Mimmo Ferretti (Tele Radio Stereo): “La Roma al 99,9% ha scelto Rudi Garcia, ma non può annunciarlo perchè è ancora sotto contratto con il Lille. Oggi dovrebbero arrivare ad un accordo con Garcia che potrebbe rinunciare alla buonuscita, e così sarebbe libero di firmare immediatamente con la Roma. E’ arrivato il momento della resa dei conti, entro questa settimana ci dorvà essere per forza l’annuncio del nuovo allenatore. Se così non sarà, c’è qualcosa di più grave dietro a questa mancata scelta.”
Riccardo Gentile (Rete Sport): “Benatia all’Udinese ha fatto benissimo, sarà un bel partire se dovesse essere lui il primo acquisto, come sembra, della Roma. Garcia? Per quello che ho visto io è un allenatore che ha una mentalità molto offensiva, chi considerava Zeman scriteriato dovrà fare lo stesso con lui. Gioca con una difesa a quattro molto alta, che ha l’idea di dominare l’avversario”.
Alessandro Angeloni (Rete Sport): “Io De Rossi non lo cederei, anche perchè dal punto di vista economico cercheranno di prenderlo a un prezzo basso. Quest’anno non ne vale la pena, forse sarebbe convenuto cederlo la scorsa stagione. A questo punto lo terrei e proverei a recuperarlo”
Ugo Trani (Rete Sport): “La Roma sta puntando troppi centrali, questo mi fa pensare che qualcuno potrebbe partire. Rudi Garcia non lo conosce bene nessuno, non lo conosce bene nemmeno Sabatini. Oggi sui giornali si parla di giocatori francesi in base al tecnico che stai prendendo. Ma non è così. Il mercato lo fa Sabatini, a prescindere dall’allenatore.“
Jonathan Calò (Centro Suono Sport): “Ancelotti dice che Rudi Garcia è bravo? Non ho mai sentito dire da un allenatore che un suo collega è una pippa”.
Dario Bersani (Tele Radio Stereo): “Questo senso di onnipotenza sta pervadendo chi decide le sorti dell squadra, questo è l’aspetto più allarmante. Io non vedo perchè dovrei fidarmi di un ds che al Palermo era una comparsa con Zamparini. E’ lo stesso ds che scartò Montella per prendere Zeman, che ha ritenuto più adeguato Luis Enrique allo stesso Rudi Garcia. Il livello di impopolarità che ha raggiunto questa dirigenza è spaventoso. C’è un grande distacco tra chi decide e chi subisce certe decisioni. Uno che pensa che Garcia non sarebbe ben accolto dalla piazza e lo porta lo stesso, è una persona che ha un senso di onnipotenza e che vuole sfidare tutto e tutti”.
David Rossi (Tele Radio Stero): “Ma che gli chiedi a Rudi Garcia, che gli fai dire? Io la conferenza stampa di presentazione non la farei, magari aspetterei il ritiro. La cosa più importante al momento non è l’allenatore, ma lo stato d’animo dei tifosi. Il 26 maggio è successo qualcosa di importante in senso negativo, c’è stato uno strappo tra squadra e tifosi, ed ora bisogna ricostruire da zero. C’è da riportare un senso di appartenenza che adesso non c’è più., e i 15mila abbonamenti non devono ingannare”.
Stefanno Petrucci (Tele Radio Stereo): “Io credo che la soluzione sia abbastanza delineata, piaccia o meno. La piazza reagisce come meglio crede, ma la società deve avere la forza di portare avanti la sua scelta. Rudi Garcia è un allenatore, molto più di Luis Enrique, con tutti i dubbi che sono legati ad un allenatore che viene da fuori e che ha avuto successo lavorando in una sola piazza. A Roma comunque gli scudetti li hanno vinti gli allenatori stranieri, questa è una verità inconfutabile”.
Roberto Renga (Radio Radio): “Rudi Garcia era stato individuato da Sabatini già due anni fa, lui veniva da uno scudetto vinto al Lille, ma poi la Roma lo scartò per prendere Luis Enrique. Adesso invece ritorna buono. Nainggolan? Quando sta bene è un ottimo giocatore. Però da quando lo seguo, ogni anno mi fa mezza stagione. Benatia lo prendono, anche se lui è abituato a giocare con la difesa a tre, che è un altro mondo rispetto alla difesa a quattro. Spero però che non cedano Bertolacci”.
Furio Focolari (Radio Radio): “L’unico forte è Naingolan, che è un gran giocatore. Rafael è un portiere che non conosciamo. Benatia invece lo conosciamo, ed è un giocatore normale, è un discreto difensore.”
Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Nainggolan è un ottimo giocatore, non è uno che può prenderti la squadra per mano, ma può darti una grossa mano. Benatia sta facendo molto bene a Udine, ma poi quando escono da lì…”
(Continua…)
Tra la Roma e Rudi Garcia c’è il Malaga: gli aggiornamenti
GIALLOROSSI.NET – Viaggio negli States per la dirigenza giallorossa. Convocati da Pallotta il consigliere Mauro Baldissoni, che dopo l’addio di Baldini ne sta facendo le veci, e il direttore sportivo
Benatia alla Roma, venerdì la firma
FONTE: GIANLUCADIMARZIO.COM – Mehdi Benatia è pronto per diventare un giocatore della Roma. Ormai ci siamo: il difensore centrale dell’Udinese è in Marocco e tornerà giovedì o venerdì per la firma su un contratto di cinque anni. L’affare con l’Udinese è praticamente concluso, nell’operazione rientreranno due giovani tra Romagnoli, Nico Lopez, Viviani o Verre (se sarà riscattato dal Genoa), più un conguaglio sui 6,5/7 milioni di euro al club di Pozzo.
Benatia sarà quindi il primo rinforzo per Rudi Garcia, confermato come allenatore, mentre ora il d.s. Sabatini è in viaggio per New York dove incontrerà Pallotta: formalizzerà il discorso allenatore, studierà il budget di mercato, relazionerà sugli ultimi movimenti. La nuova Roma inizia a prendere forma.
Roma, Lucas Digne in cima alla lista di Garcia
FONTE: CALCIOMERCATO.IT – Rudi Garcia ha le idee chiare. Se fosse effettivamente lui a sedersi sulla panchina della Roma, in cima alla lista della spesa ci sarebbe il suo pupillo Lucas Digne.
Si tratta di un terzino sinistro 19enne, in forza al Lille, lanciato alla ribalta proprio da Garcia. In scadenza nel 2017, Digne non è valutato meno di 10-12 milioni di euro.

























