Jim, questa si chiama mediocrità

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LEGGO (F. MACCHERONI) – Non c’era Falcao. Pruzzo nemmeno. Dev’essere stato lontano anche lui. Ma Conti è di Nettuno, che non è più distante da Roma di Allumiere. Eppure Superchi, secondo portiere (emerito) che un quarto d’ora quell’anno giocò, c’era. E comunque quei cinque Campioni, hanno passeggiato sotto la Sud per ricordare che un passato questa Roma l’ha avuto.

Speriamo che l’abbiano ricordato anche a Jim, che dopo la vittoria di Firenze, voleva confermare Andreazzoli sulla panchina. Secondo Jim, evidentemente, questo signore aveva battuto Montella. Ma se questo presidente vuole Andreazzoli, noi vogliamo un altro presidente. Se questo presidente vuole questa Roma che viene umiliata a Firenze e vince senza vergognarsi, noi vogliamo un altro presidente.

Perché tre giorni dopo quella stessa Roma, con quello stesso tecnico, umilia i tifosi che credono a singhiozzo ed escono dall’Olimpico col singhiozzo. Basta. Basta con la mediocrità. Con i progetti, i «meravigliosi errori». Con «i ragazzi hanno dato tutto». Basta con «l’occasione perduta». Perché l’Europa League è una coppa «d’occasione», un trofeo a buon mercato. I suoi tifosi, Roma, no.

MERCATO – Alderweireld snobba Liverpool e Tottenham per andare alla Roma

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METRO.CO.UK – Il difensore dell’Ajax Toby Alderweireld ha snobbato l’interesse di Liverpool e Tottenham per unirsi Roma al termine della stagione. Il difensore 24enne aveva annunciato di voler lasciare l’Ajax al termine della stagione, mostrando una certa preferenza per la Premier League.  Tuttavia, nonostante Liverpool, Tottenham e Newcastle avessero espresso un interesse per il giocatore , la Roma ha bruciato la concorrenza e trovato l’accordo.

Il club giallorosso aveva messo da tempo nel mirino Alderweireld, reputandolo uno dei migliori obiettivi per la difesa, ma vista la concorrenza ha temuto di perderlo sul finale. Con una mossa rapida la Roma si è assicurata i servizi di uno dei difensori più interessanti in Europa, lasciando il Liverpool a bocca asciutta: il club inglese è infuriato per aver perso un altro obiettivo per la linea difensiva.

LEGGI LA’RTICOLO ORIGINALE

FLASH – La Roma pronta a spendere cifre importanti per lo stipendio di Mazzarri

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GIALLOROSSI.NET – L’offerta che Aurelio De Laurentiis sta per presentare a Walter Mazzarri potrebbe spingere il tecnico toscano a riflettere sulla decisione di lasciare Napoli a fine stagione. La Roma infatti sta tentando l’allenatore dei partenopei, con Walter Sabatini in costante pressing sull’attuale tecnico dei campani. Il club capitolino però, per riuscire a rompere gli indugi di Mazzarri, dovrà presentare un’offerta altrettanto consistente: si parla di un contratto non inferiore ai 2,5 milioni di euro all’anno.

La Roma però è in grado di fronteggiare una spesa del genere, visto e considerato che mister Zeman è ancora sotto contratto dal club giallorosso? Secondo il giornalista di Sky Sport Paolo Assogna, da Trigoria fanno sapere che la proprietà sarebbe pronta a sostenere una somma così onerosa  pur di arrivare ad un allenatore importante come potrebbe essere Walter Mazzarri.

Trigoria, striscione dei tifosi: “Vietato perdere la finale”. Problemi per Pjanic.

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GIALLOROSSI.NET (Qui Trigoria) – Fuori dai cancelli del centro tecnico Fulvio Bernardini alcuni tifosi giallorossi lanciano un messaggio forte e chiaro alla squadra esponendo uno striscione con su scritto: “Vietato perdere la finale. Capitano, vice, Florenzi e Romagnoli sapete di cosa si parla. Col coraggio della Roma Campione, lo dice anche la storia. Massimo impegno, siamo i più forti”.

La seduta di allenamento odierna fa registrare un problema per Miralem Pjanic: il centrocampista bosniaco, ancora alle prese con evidenti problemi fisici, lascia il campo nel bel mezzo della seduta. Sono assenti dal terreno di gioco anche Torosidis, De Rossi, Balzaretti, Stekelenburg e Romagnoli.

 

ON AIR – Renga: “Preoccupato per la Roma”, D’Ubaldo: “Mazzarri? Non è così semplice”, Petrucci: “De Rossi, ormai è addio”, Corsi: “Sabatini ha sbagliato tutto”

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ON AIR (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Massimo Cecchini (Radio Radio): “Credo che la proprietà stavolta non si opporrà davanti alle dimissioni di Baldini, a differenza di quanto è successo l’anno scorso”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio): “Io sono sconvolto. Sabatini ha sempre fatto il visionatore di giovani talenti, e adesso vogliono dargli pieni poteri in società. Sono davvero sconvolto.”

Roberto Renga (Radio Radio): “Baldini verrà invitato a lasciare. Sabatini diventa l’uomo forte? Andate a vedere gli acquisti sbagliati. Io sono sempre più preoccupato. Baldini non può essere l’origine di tutti i mali. Ma Sabatini che mi prende solo ragazzini, che cos’è? Io a questo punto spero molto in Mazzarri. Chi non è proccupato di questa situazione non ha cuore le sorti della Roma”

Guido D’Ubaldo (Radio Radio): “Questo è il secondo anno che le cose non vanno bene, e penso che vista la moltitudine di dirigenti che ci sono e che vogliono avere voce in capitolo, credo che l’addio di Baldini sia una soluzione possibile. Potrà trovare una soluzione in Inghilterra. Mazzarri? Il discorso è più complesso di quello che sembra: c’è un offerta pesantissima del Napoli. La Roma ci sta pensando, ma dovrà farsi autorizzare dalla banca per poter offrire circa 7 milioni lordi l’anno, ed è una cifra pesante.”

Stefano Petrucci (Radio Radio): “L’addio di Baldini? Ha fatto talmente male che fare peggio di lui diventa impossibile. Io però il potenziamento di Sabatini non lo capirei: lui deve pensare a fare il suo lavoro, e a farlo meglio di quanto ha fatto fino ad oggi. De Rossi? Credo che la sua avventura alla Roma sia finita qui, e lo dico con grande dispiacere”.

Mario Corsi (Centro Suono Sport):Scheletric (Sabatini, ndr) ha sbagliato quasi tutto: su trenta acquisti fatti in due anni e ne ha indovinati solo cinque. Intanto la Roma è sempre settima in classifica. Sulla Roma c’è un silenzio di tomba, nessuno denuncia questa situazione e tutti quanti tacciono. Ma ora arriva il redde rationem, e oggi leggo tanti giornalisti che scrivono del fallimento del progetto. Via Baldini? Io spero che vada via Zanzi e non Baldini.”

Paolo Assogna (Tele Radio Stereo): “Se Baldini andrà via sarà scelta sua, nessuno ha la volontà di mandarlo via. La guida tecnica sarà più importante della scelta del prossimo direttore generale. “

Dario Bersani (Tele Radio Stereo): “Se dovesse andare via Baldini non sarbebbe un dramma, perchè ne ha azzeccate talmente poche…ma se la soluzione è quella di dare pieni poteri a Sabatini e Baldissoni, andiamo male. Se pensi di risolvere la situazione terzini spendendo 5 milioni di euro per portare Dodò e Piris, allora sei presuntuoso”.

Ugo Trani (Rete Sport): “Sabatini sta convincendo Pallotta sul fatto che bisogna cambiare allenatore. Il ds ha virato su Mazzarri perchè ha capito che era difficile arrivare ad Allegri”.

Luca Valdiserri (Rete Sport): “La Roma in questa situazione ci si è cacciata la Roma con le sue mani, e senza torti arbitrali eclatanti. Mazzarri? Se dovesse venire alla Roma farà restare Osvaldo. Con la cessione di De Rossi si può costruire la rosa”

Max Leggeri (Radio Manà Manà Sport): “Allegri ormai si è promesso alla Roma e difficilmente tornerà sui propri passi. Dopo la giornata di ieri possiamo dire che questo è un campionato fallimentare, ora bisogna ripartire nuovamente da zero”.

Chi è Etienne Capoue: scheda e video

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GIALLOROSSI.NET – Nato a Niort l’11 luglio del 1988, Etienne Capoue è un centrocampista francese attualmente in forza al Tolosa. Capoue ha iniziato la sua carriera calcistica proprio nel Niort, il club della sua città natale, dove è rimasto per un solo anno prima di passare all’Angers. Le sue pretazioni hanno subito attirato l’interesse di alcuni club della Ligue 1, come il Lilla ed il Bordeaux. Nel 2006 Capoue passa al Tolosa, cominciando dalle giovannili. Nel 2008 firma il suo primo contratto da professionista.

LA CARRIERA – Cresciuto nel Tolosa, Capoue si è messo in mostra fin dagli esordi in prima squadra, andando a sfiorare il premio di giocatore dell’anno della Ligue 1 nella stagione 2008-2009, all’età di ventuno anni: alla fine il riconoscimento va a Eden Hazard, ma lui si piazza subito dietro. Le sue prestazioni di livello lo rendono un giocatore indispensabile per il Tolosa: dal 2008 ad oggi colleziona 161 presenze con la maglia del club, realizzando 10 reti. Dopo aver fatto tutta la trafila con le nazionali giovanili, è appena entrato nel giro della Francia guidata dal neo commissario tecnico Didier Deschamps collezionando già 5 presenze e un gol.

LE QUALITA’ – Etienne Capoue è un centrocampista centrale che nasce come mediano davanti alla difesa, dotato di una forza fisica impressionante: alto quasi un metro e novanta per ottanta chilogrammi di peso, il centrocampista francese si distingue per la stazza fisica, a cui abbina però una tecnica di base di buonissimo livello. Molto abile nel ruolo di incontrista, è un gradissimo “rubapalloni”, ma non disdegna anche l’impostazione del gioco. Ma il punto di forza di questo ragazzi di 25 anni è la sua personalità, fuori e dentro al campo. Stiamo parlando di un leader carismatico, che gioca al servizio della squadra e che grazie alle qualità mentali è diventato il capitano del Tolosa a furor di popolo (e di spogliatoio).

IL COSTO E LE PRETENDENTI – Ad un giocatore del genere non mancano di certo le pretendenti: in Italia Milan e Napoli hanno messo da tempo gli occhi su di lui. Ma piace tantissimo anche all’estero, soprattutto all’Arsenal, che sembra sul punto di avanzare un’offerta di dieci milioni per il giocatore. Il suo cartellino è attualmente valutato dal Tolosa non meno di dodici milioni di euro.

LA SCHEDA DI ETIENNE CAPOUE

Data di nascita: 11 luglio del 1988
Luogo di nascita: Niort
Nazionalità: Francia
Età:     24 anni
Altezza: 1,89
Peso: 80 Kg
Ruolo: Centrocampista – Mediano
Piede: Destro
Valore di mercato: 12.000.000 €
Scadenza del contratto: 30.06.2015

IL VIDEO DI ETIENNE CAPOUE

Roma, per l’offerta a Mazzarri serve l’autorizzazione di UniCredit

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RADIO RADIO – La Roma vorrebbe Mazzarri, ma riuscire a portarlo nella capitale non sarà compito così facile. In primis perchè il Napoli è pronto ad offrirgli un contratto top, ad una cifra (si parla di 3,5 milioni annuali) che i giallorossi dovrebbero quantomeno cercare di avvicinare.

Il problema però è che i giallorossi, prima di avanzare una proposta al tecnico toscano, dovrebbero chiedere l’autorizzazione ad UniCredit. Lo afferma questa mattina il giornalista Guido D’Ubaldo dai microfoni di Radio Radio: “La Roma a Mazzarri ci sta pensando, ma l’operazione non è così semplice come la fanno passare in tanti. Prima di tutto perchè  dovrà farsi autorizzare dalla banca per poter offrire circa 7 milioni lordi l’anno, che è una cifra pesante.”

Baldini prepara l’addio, Sabatini in ascesa

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FONTE: IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Franco Baldini, a fine stagione, si farà da parte. Proprio come accadde un anno fa, il dg giallorosso incontrerà Pallotta per comunicargli di essere pronto a dare le dimissioni. «Tu sei la Roma» gli rispose, l’estate scorsa, l’imprenditore bostoniano prima di diventare, il 27 agosto, il 23° presidente della Roma. La proprietà, dunque, convinse il direttore generale ad andare avanti. E’ molto probabile che stavolta diventi invece automatico il divorzio, anche se nel calcio, in poche ore o settimane, tutto può cambiare o sistemarsi. Di sicuro, dodici mesi dopo, la situazione a Trigoria è ben diversa. E nessuno, negli Usa, sembra disposto a confermare l’attuale staff dirigenziale a priori, soprattutto se non c’è la convinzione degli interessati. I ruoli del management sono gli stessi solo per quanto concerne le cariche. Ora il consorzio statunitense ha come punto di riferimento il ds Walter Sabatini.

LA CADUTA DEL DG – Baldini, già in autunno, avrebbe voluto più potere all’interno della struttura societaria. Era una promessa che gli aveva fatto, a luglio, James Pallotta in persona, durante la tournée negli States. La vicenda dello sceicco e l’esonero di Zeman non hanno certamente aiutato il dg che spesso, anche ultimamente, ha ricevuto, dentro Trigoria e platealmente, più critiche che consensi. I collaboratori di Pallotta lo hanno definito distaccato o quantomeno non partecipe come all’inizio dell’avventura, in alcuni casi si sono lamentati degli sbalzi d’umore e in assoluto della presenza-assenza. Baldini, stufo di certe lamentele, si prepara a lasciare. Lo aspetta il Tottenham a Londra.

L’ASCESA DEL DS – Sabatini è ormai il capo assoluto a Trigoria. Come Andreazzoli, è sempre dentro il centro sportivo e ogni decisione si prende nel suo ufficio. Per la proprietà non si discute e il suo rinnovo di contratto va dato per scontato. Dall’estate scorsa, è stato lui a scegliere che cosa fare e in qualsiasi settore, dall’individuazione, uno per uno, dei tanti componenti dell’ufficio di comunicazione a quella del preparatore dei portieri, dalla promozione di Andreazzoli agli uomini da affiancare al traghettatore, dal primo contatto con Allegri alla virata su Mazzarri. E’ lui che parla a quattr’occhi con i giocatori, in particolare gli stranieri. Il suo primo interlocutore è Burdisso. Pallotta non gli metterà nessuno sopra anche se Baldini andrà via. Gli chiederà solo se avrà bisogno di potenziare il suo staff di collaboratori, magari prendendo l’amico Sensibile, ex ds della Sampdoria, o dando più spazio al suo braccio destro Frederic Massara. A quest’ultimo, per ora, Sabatini ha promesso il ruolo di responsabile del settore giovanile, ma un paio di mesi fa Baldini si è impegnato con Bruno Conti per confermarlo e l’attuale capo dei giovani ha accettato una riduzione dello stipendio. Toccherà al ds, entro fine stagione, sistemare la questione.

I DOPPIONI – Il ceo Zanzi rimane il trait d’union tra Roma e Boston. E l’ad Fenucci è poco coinvolto. Entra in scena solo quando deve rappresentare il club in Lega e nelle riunioni sullo stadio di proprietà. E’ l’interlocutore della Banca che avrebbe voluto un uomo di forte personalità: Lo Monaco, ex ad del Palermo. Troppo accentratore, però, per convivere con Sabatini che ne ha respinto la candidatura.

Mazzarri vicinissimo alla Roma. E chiede a Sabatini di tenere Osvaldo

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FONTE: IL TEMPO – Saluta il Napoli e parla con la Roma. Walter Mazzarri è molto più vicino a Trigoria di quanto si possa credere. E a sentirlo parlare ieri sera, dopo aver riportato gli azzurri in Champions, tutto torna: «L’importante in un club sono i giocatori e li ho ringraziati. Ora voglio finire al meglio il campionato, poi valuterò il futuro: le componenti sono tante». Una su tutte: l’offerta giallorossa. Corteggiato Allegri per mesi, da qualche settimana Sabatini ha virato sul tecnico dei partenopei. Mai avrebbe pensato di farlo: lo scartò ai tempi della Lazio e non ha cambiato idea nei primi due anni da ds romanista.

Subito dopo Pasqua Sabatini ha incontrato Mazzarri nella Capitale. Dalle parti del centro, ovviamente in gran segreto. Ed è probabile che non sia stato l’unico faccia a faccia tra i due. Il dirigente e il tecnico, infatti, stanno già pianificando la squadra del futuro, a cominciare dalle conferme. Totti a parte, Mazzarri ha chiesto di tenere Osvaldo (che voleva portare al San Paolo), il suo pupillo Lamela e Destro, il bomber del futuro. Tenendo in sospeso De Rossi, sul resto della rosa ci sarebbe parecchio da lavorare. Meno giovani e più giocatori «fatti».

Ma questa è un’altra storia. Bisogna prima sancire il matrimonio tra Mazzarri e la Roma con un contratto. Il tecnico ha rinviato l’incontro con De Laurentiis, che aspetta una risposta alla sua ricca offerta di rinnovo biennale. L’allenatore, scontento del piano di mercato degli azzurri e convinto che è arrivato il momento giusto per mollare il Napoli, vuole smarcarsi solo quando avrà chiuso l’accordo con la prossima squadra. Non c’è solo la Roma a tentarlo: oltre al Milan, ha sondato la sua disponibilità la Juventus, timorosa di un addio a sorpresa da parte di Conte.

Sabatini, intanto, sta già progettando la rosa del futuro, tenendo in mente le indicazioni di Mazzarri. Il 18enne Wallace arriverà comunque ma di esterni ne servono almeno altri due, per non parlare dei centrali. Il belga Aldeweireld dell’Ajax è stato offerto, non dispiace, ma per ora resta in naftalina. Pronto l’assalto ad Astori e Nainggolan del Cagliari.

Mazzarri: “Rinnovo? Non ho ancora deciso, è una questione di stimoli”

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GIALLOROSSI.NET – E’ un pressing forte e disperato quello che la Roma sta facendo su Walter Mazzarri. Sabatini ha scelto lui per la prossima panchina giallorossa, ma teme che le sue lusinghe possano non bastare davanti ai soldi (tanti) e alle prospettive (migliori) che in questo momento il Napoli offre al suo allenatore. Ma la Roma può ancora sperare che Mazzarri ceda alle sue lusighe, soprattutto per un motivo: l’avventura giallorossa affascina tantissimo l’allenatore toscano, che a Napoli pena di aver ottenuto il massimo raggiungibile. Insomma, tutto è legato agli stimoli.

“Questo è un traguardo che soddisfa, possiamo fare anche un record di punti superiore a quello dell’era Maradona. Quindi siamo contentissimi” , le parole del tecnico dei partenopei al termine della gara vinta ieri sera contro il Bologna, “Il futuro? In parte ora posso pensarci, ma voglio chiudere bene il campionato. C’è chi merita di giocare contro Roma e Siena, dobbiamo vincere le partite, poi se si parla troppo di Mazzarri e del futuro si distraggono i ragazzi. Da quest’estate ho deciso di valutare tutto a fine campionato. Le valutazioni sul rinnovo? Un allenatore dev’essere sempre carico e avere entusiasmo per rinnovare, servono tante componenti: è una questione di stimoli, diciamo che ci sono farò valutazioni con me stesso”.

Fragile e nervoso, ora Miralem divide. Ma la Roma lo blinda

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GAZZETTA DELLO SPORT  (C.Zucchelli)A vedere la Roma incasellare figuracce, soprattutto tra le mura dello stadio Olimpico, la gente giallorossa ci è oramai abituata da un po’. A veder giocare malino Miralem Pjanic, invece, molto di meno. Dopo due partite (contro Fiorentina e Siena) in cui il centrocampista bosniaco era stato tenuto in naftalina (anche se solo in parte), con il Chievo è tornato titolare e i risultati non sono stati brillanti. I motivi? Tanti, a cominciare da quella caviglia che si è girata con il Genoa due mesi fa e ancora non lo lascia in pace. La Roma, però, in Miralem ci crede così tanto (come darle torto) che ha già cominciato le manovre per il rinnovo del suo contratto, in scadenza nel 2015. Trattative partite da due settimane, Baldini e Sabatini si aggiorneranno con il rappresentante del giocatore (Michele Gerbino) prima della finale di Coppa Italia. L’obiettivo è arrivare ad un prolungamento fino al 2018, anche se le parti vogliono garanzie reciproche: Miralem vuole cominciare a giocare per vincere qualcosa, la Roma che lui dimostri — una volta per tutte — di essere un campione non solo sulla carta.
LE ACCUSE – Ma vale la pena puntare così tanto su Pjanic? Considerando il talento del giocatore, assolutamente sì. Lui, insieme a Lamela e Marquinhos, sono i gioielli da blindare e su cui costruire la Roma del futuro. Eppure, in una città da cortocircuito, sono in tanti quelli che ultimamente hanno puntato il dito anche su Mira. I motivi? Il primo è la fragilità fisica (Pjanic quest’anno si è fermato tre volte: la prima per un problema agli adduttori, le altre due a causa delle caviglie), poi al bosniaco si imputa anche un eccessivo nervosismo. E non sono un caso quelle otto ammonizioni (ed un’espulsione) collezionate quest’anno, record negativo di Miralem (lo scorso anno si era fermato a 7, prima i gialli erano stati massimo 5 in un campionato). Infine, l’ultimo capo d’accusa è la mancanza di cattiveria agonistica: Miralem, sarebbe troppo bello a vedersi, ma a volte poco concreto.

LA DIFESA  – Discutere uno come Pjanic, però, sembra francamente assurdo. Per di più in questa Roma qui, dove di mancanza di cattiveria si abbonda e di talento puro, forse, ce n’è molto meno di quanto si sia sbandierato. Pjanic è uno di quelli che il talento ce l’ha tatuato dentro e che con la sua poliedricità, può garantire la copertura di più ruoli: trequartista, esterno d’attacco, intermedio di centrocampo e anche regista. Anzi, è proprio in quest’ultima posizione che a Miralem piacerebbe giocare e dove ha dimostrato di poter rendere al meglio. E poi la Roma considera il suo attaccamento alla causa e proprio il fatto che stia giocando con una caviglia ancora non al meglio, stringendo i denti, è apprezzato (e non poco) dalle parti di Trigoria. Miralem viene considerato un grande professionista, il club adesso gli chiede solo di prendere per mano di più la squadra e di imporsi come uno dei leader di questa squadra. Lui vuole giocare sempre, anche se questa è la stagione dove gli è successo di meno. E allora chissà che dalla finale di Coppa non nasca un futuro tutto nuovo. Magari con un contratto già nel cassetto fino al 2018.

Mercato, la Roma su Capoue e Alderweireld

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CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – Si riaprono i giochi di mercato a tutti i livelli. Sarà così fino al 31 agosto. Gli operatori sono al lavoro e i giornalisti come segugi cercano di indovinarne le mosse. Ecco allora spuntare per la Roma alcuni nomi importanti. Il primo, quello di Etienne Capoue, nazionale francese, 25 anni, mediano imponente originario della Guadalupa. Gioca nel Tolosa e sulle sue tracce ci sono già Inter, Juve e Psg. Quotrazione di mercato, 12 milioni.

Contatti anche per Toby Alderweireld, il difensore centrale, nazionale belga dell’Ajax che ha 24 anni e per il quale la squadra di Amsterdam chiede 10 milioni. Si può fare, ma con un forte sconto. Altro difensore centrale che interessa la Roma è il cagliaritano Astori, già nel mirino del Milan e pupillo di Allegri.

IN SUDAMERICA – Naturalmente Sabatini è molto attivo anche in sudamerica dove oltre al centrocampista Jean (già bloccato) del Fluminense, sta trattando anche il nazionale Paulinho del Corinthians.
PORTIERI – Sempre in Brasile la Roma è a un passo dal portiere del Santos Rafael. Portiere di 23 anni, ha parato ultimamente due rigori, molto quotato e prossimo alla convocazione in nazionale. Se arriva Rafael parte Stekelenburg che ha richieste in Inghilterra. (…)

Totti deluso dall’atteggiamento dei compagni

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FONTE: GASPORT – Dopo la sconfitta umilante rimediata contro il Chievo, dallo spogliatoio giallorosso filtra più di un malumore. Secondo quanto riporta questa mattina il quotidiano La Gazzetta dello Sport, sarebbe proprio il Capitano della Roma Francesco Totti uno dei più delusi dall’atteggiamento definito “passivo” di tanti suoi compagni di squadra, troppo spesso fatti passare per fenomeni ma che poi nella realtà valgono meno di quanto promesso.

Radio Trigoria, prosegue il quotodiano in rosa,  sussurra che, nella ventina di giocatori arrivati in due anni, in fondo solo 4-5 stiano convincendo appieno: Marquinhos, Lamela, (parzialmente) Pjanic e Osvaldo, a parte il già salutato Borini. Gli altri acquisti hanno convinto assai poco.

Allegri verso il rinnovo, la Roma va in pressing su Mazzarri

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – La priorità è l’allenatore per la prossima stagione, a prescindere dall’esito della finale di Coppa Italia del 26 maggio. Aurelio Andreazzoli non ha più chance di essere confermato, nonostante Pallotta abbia spinto per lasciarlo sulla panchina giallorossa anche nel terzo anno dell’éra Usa. Troppo gravi gli errori commessi nella preparazione della gara con il Chievo che retrocede la Roma al settimo posto, fuori dall’Europa League: squadra sbagliata nel sistema di gioco e negli interpreti, inspiegabili le scelte iniziali e i cambi in corsa. E recidivo: come contro il Pescara e a Palermo, non è stato capace di trasmettere ai calciatori il giusto atteggiamento per affrontare una rivale più debole.

Si volta pagina e i nomi rimangono i soliti due, Allegri e Mazzarri, anche se c’è chi spinge per fare un tentativo con Montella . Che può incidere nella scelta della Roma. Se lo lo dovesse chiamare il Milan, la Fiorentina dovrebbe rispettare la clausola che è nel suo contratto biennale: libertà in caso di chiamata di società che partecipa alla Champions. In questo caso Allegri direbbe subito sì alla Roma. Anche se ieri, come confermato dal tecnico livornese, il presidente Berlusconi lo ha chiamato. Per rinnovargli la fiducia e sposare la linea di Galliani e dei giocatori che si sono schierati con l’allenatore rossonero. C’è aria di rinnovo. « Io non sono l’unico tecnico ad essere tirato in ballo, forse un pochino di più degli altri» ha detto ieri sera Allegri, a Pescara, in riferimento alla sua candidatura per la panchina giallorossa. Domenica sera ospiterà la Roma a San Siro «per vincere e avere la certezza della Champions». Poi saprà se il Milan lo confermerà.

La Roma non vuole dipendere dal club rossonero e sta lavorando ai fianchi Mazzarri che da ieri sera è libero di scegliere: ha conquistato il secondo posto e la Champions senza preliminari. Non può però offrire all’allenatore di San Vincenzo i 3 milioni e mezzo (netti) all’anno che può garantirgli il presidente De Laurentiis per farlo restare a Napoli. Ma Sabatini, chiedendo uno sforzo supplementare a Pallotta, ci punta forte. Serve un leader come lui. L’altra sera, ad esempio, nessuno ha avuto la forza di chiedere ai giocatori di parlare in tv dopo la sconfitta contro il Chievo. Scena muta. In tutti i sensi.

Roma da rifondare

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IL MESSAGGERO (S. CARINA) – «Dicono che abbiamo una squadra di campioni. Ma dove stanno? Non si vedono nemmeno quando c’è da battere un fallo laterale». L’esternazione è di un senatore dello spogliatoio giallorosso dopo la sconfitta contro il Chievo. Parole che aprono ufficialmenteil dibattito: la rosa della Roma è competitiva o sopravvalutata? Negli ultimi due anni le responsabilità dei flop sono ricadute esclusivamente sugli allenatori. Prima Luis Enrique, poi Zeman e ora Andreazzoli. Tre tecnici, tre modi diversi di concepire il calcio ma alla fine lo stesso risultato: deludente. Se davvero fosse questa la causa, Pallotta per il prossimo anno avrebbe il compito agevolato. Basterebbe individuare l’allenatore giusto al quale affidare il gruppo e tutto si risolverebbe. E se invece fosse la rosa, da ieri sera di nuovo fuori dall’Europa, ad essere sopravvalutata?

DIFESA – La difesa è il reparto che è stato maggiormente rivoluzionato da Sabatini. A conti fatti, se si esclude Marquinhos (che vedrà adeguato il suo contratto da 600mila a 800mila), hanno tutti deluso. A partire da Stekelenburg che ha inanellato una serie di errori offuscati solo da un paio di papere di Goicoechea. Anche Castan ha evidenziato dei limiti evidenti, per non parlare dell’annata disastrosa di Balzaretti e Piris. Torosidis ha spostato poco o nulla negli equilibri della squadra mentre Dodò, dipinto dal ds come un fuoriclasse, per problemi fisici (e tattici) almeno per adesso non è pronto per giocare in serie A. Considerazione fatta nel post-Chievo anche da qualche compagno: «Ma perché bisogna correre per lui che ha vent’anni?».

CENTROCAMPO – Nell’assemblea dei soci dello scorso fine ottobre, l’ad Fenucci dichiarò di aver rifiutato in estate «offerte per oltre 100 milioni di euro per Lamela, Pjanic e De Rossi». Qualora il nazionale azzurro e il bosniaco finissero ora sul mercato sarebbe automatico ricavare gli stessi soldi? Se Daniele vive un’involuzione difficile da spiegare, il bosniaco non incide. Ventidue anni, grande tecnica personale ma mai decisivo. Senza contare l’evidente equivoco tattico nel quale è finito: si sente un regista quando probabilmente è un trequartista. Il problema, però, è che in quel ruolo gioca Totti. La dirigenza continua a manifestargli fiducia e ha avviato le operazioni per il rinnovo. Lui, intanto, ha iniziato a guardarsi intorno. Tra Tachtsidis, Marquinho, Bradley e Florenzi, invece, solo l’Under 21 azzurro è promosso. E pensare che, dopo averlo scaricato due anni fa, Sabatini lo ha dovuto riacquistare l’estate scorsa.

ATTACCO – E’ il reparto migliore anche perché è quello dove si è speso di più. Tra Lamela, Osvaldo e Destro sono oltre 50 i milioni investiti. Non volendo entrare sulla compatibilità tra gli ultimi due, rimane un quesito: possibile che quando non gira il 36enne Totti, anche loro si spengono?