Sabatini: “Osvaldo non è sul mercato”

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GIALLOROSSI.NET –  Dopo ben due mesi e mezzo, Osvaldo torna a fare gol. Il suo ultimo centro risale a Bologna-Roma, quando sulla panchina giallorossa c’era ancora mister Zeman. E mentre in Inghilterra lo danno vicinissimo al Tottenham di Villas Boas, Sabatini lo toglie dalla lista dei cedibili.

Il direttore sportivo, in diretta tv, allontana le società che cercano l’attaccante: “Mediaticamente è stato messo in vendita dal 1 gennaio. La società non lo ha messo in vendita e siamo contenti. È un po’ esuberante, ma è un bravissimo ragazzo. La gestione dei giocatori è difficile, qualche reazione scomposta ce l’hanno, ma parliamo di un giocatore formidabile. Osvaldo piace molto anche alla Roma. Soprattutto alla Roma, direi”.

Nonostante le parole di Sabatini però il futuro dell’attaccante appare sempre incerto. Le dichiarazioni del ds paiono più una strategia (corretta) per far rivalutare il prezzo di Osvaldo, la cui valutazione era crollata dopo le sue ultime discutibili prestazioni, dentro e fuori dal campo.

Pjanic rischia di dover saltare l’Inter

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IL MESSAGGERO  (U.Trani) – Miralem Pjanic cade dopo un azione d’attacco e chiede il cambio da terra. Il bosniaco si stringe la caviglia sinistra: trauma contusivo. È come se fosse una ricaduta, quaranta giorni dopo. Si fece male, stessa caviglia, durante la gara con il Genoa all’Olimpico il 3 marzo, anche se in quel caso la diagnosi fu peggiore: trauma distorsivo. Rimase fuori quasi un mese, rientrando il 30 marzo, per giocare solo la ripresa con il Palermo. Adesso rischia di saltare la semifinale di Coppa Italia contro l’Inter.

Francesco Totti festeggia il successo ritrovato e si prepara alla sfida di Milano: «Sappiamo cosa ci giocheremo a San Siro: la finale di Coppa Italia come posta in palio». “La gara di Milano è la più importante: tutti vogliamo giocare la finale contro la Lazio e vincere la coppa” ammette Piris. Florenzi avverte: «Vediamo se l’Inter mi porta davvero bene».

Il giudizio rimane sospeso, il futuro però ha tinte rosa

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CORRIERE DELLO SPORT  (G.Dotto)Detto che ci vorranno due giorni e due notti almeno per smaltire la ferita del sinistro di Lamela che alle 16 e 22 ci ha fracassato il petto per quanto improvviso, musicale e inesorabile, intascati i tre punti al platino, cosa ci racconta il Torino del più sottovalutato allenatore della storia, nome e cognome Giampiero Ventura? Che la Roma a oggi è squadra “incompiuta”. Che non vuol dire sentenza, ma giudizio sospeso su qualcosa che sta viaggiando non si sa in quale direzione ma carico di cose belle e allarmanti, qualcuna inutile. Oltre Andreazzoli, uomo tenero, intelligente e appassionato, servirà un maestro di calcio carismatico ma dialogante per lucidare il bello e cestinare l’inutile.
Leggiamo in chiave rosa il futuro. Romagnoli e Marquinhos si libereranno dei candori da anagrafe. Pjanic, ieri al suo peggio da romanista, diventerà meno calligrafico e più leader. Lamela si ricorderà della lezione zemaniana, meno innamorato dell’attrezzo, non più attirandosi dietro mute ringhianti di terzinacci incattiviti dalle provocazioni del narciso. E poi Dodò. Lampi da fenomeno anche ieri, sinistro che canta, deve solo capire in che mondo è capitato e trovare il suo posto. Da qui in poi tassativo farlo giocare il più possibile.

Ripartire da questi cinque e non solo. Lunga vita a santoni da campo e da spogliatoio, Totti e Perrotta (…). Recuperare De Rossi, via la barba, murale iperrealistico del buio di dentro, dimenticandosi noi di quanto guadagna e lui di quanto noi lo sappiamo. E poi Osvaldo. Il masochismo della piazza ha toccato con questo ragazzo dai nervi infiammabili vertici di stupidità. Domanda ai linciatori del gregge: e poi, fuori Osvaldo, c’è in giro di meglio? Vogliamo o no provare a rifarlo nostro? (…)
Mercoledì a San Siro, contro l’ex figlio di Trigoria sempre più simile a un mister Bean finito nel copione sbagliato, dal comico al tragico, servirà qualcosa che da due anni non si vede in questa Roma condannata alle belle maniere. Una cattiveria ai confini della maleducazione.

Roma, punti e sorrisi

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – La Roma, aspettando di sapere se potrà giocare il suo terzo derby stagionale, riscopre il gusto del successo e apre nel migliore dei modi la quattro giorni che può decidere la sua annata fin qui deludente. A Torino raccoglie tre punti che valgono tanto, perché utili a riprendere la corsa, interrotta nelle ultime due gare con il raccolto di un misero punto, per la prossima Europa League. Con il 2 a 1, costruito con il carattere di una grande e difeso con l’umiltà di una provinciale, sale al quinto posto accanto alla Lazio che, stasera, ospita all’Olimpico la Juve e che comunque è in vantaggio sui giallorossi grazie agli scontri diretti. In classifica, però, sorpassa proprio l’Inter che affronterà mercoledì a San Siro nella semifinale di ritorno di Coppa Italia e dove si presenterà portando in dote il 2 a 1 dell’andata.

IL TURN OVER PAGA – Andreazzoli ottiene il massimo proprio nel pomeriggio in cui sceglie la rotazione per preservare alcuni dei suoi interpreti per la gara di Milano. Il 4-3-3 iniziale è arricchito da Dodò. Il giovane mancino brasiliano parte alto a sinistra, da attaccante esterno. Senza stupire, la mossa servirà a risparmiare contemporaneamente Totti e Destro.

FUORI PJANIC – Il capitano entrerà per Pjanic, al nono della ripresa, solo perché il bosniaco si arrende per una contusione alla caviglia sinistra. L’infortunio del centrocampista è l’unica nota stonata nella sfida contro i granata di Ventura. In attacco, con Lamela a destra, torna Osvaldo che ritrova in un colpo solo il posto da titolare, dopo 40 giorni (ultima gara dall’inizio con il Genoa il 3 marzo), e il gol, dopo 77 giorni (ultima rete a Bologna il 27 gennaio). Al ventiduesimo l’italoargentino, su cross dalla sinistra di Balzaretti e saltando più alto di Ogbonna, sigla di testa, con pallonetto sul palo lontano, il suo dodicesimo gol in campionato e il sedicesimo stagionale (1 in Coppa Italia e 3 in Nazionale). In difesa c’è Burdisso che, come Osvaldo, mancherà a contro l’Inter perché squalificato. Marquinhos resta in panchina, come Destro che sarà titolare a San Siro. A centrocampo, senza l’infortunato De Rossi che comunque si scalda prima del match con una corsa leggera a bordo campo, spazio a Perrotta da intermedio di destra, per far riposare Florenzi che entrerà dopo un’ora.

LA RABBIA DELL’EX – Ventura, nonostante il Torino abbia il pareggio facile (13 volte, più di tutti in A), sceglie il solito 4-2-4 con Cerci e Santana larghi ad accompagnare le due punte Bianchi e Meggiorini. A fare la partita, fino all’ultimo secondo, sarà l’ex attaccante giallorosso. Cerci prenderà un palo sull’1 a 0, punizione di sinistro, determinerà il pari di Bianchi al trentunesimo, colpirà nella ripresa una traversa sull’1-1, ancora su calcio da fermo e con deviazione di Stekelemburg, e costringerà al fallo Balzaretti che sarà espulso per doppia ammonizione al minuto trentasei. Andreazzoli per non farsi sorprendere dal collega usa il 4-3-3 in fase di possesso palla, ma si difende con il 4-1-4-1, abbassando Bradley davanti alla linea arretrata e chiedendo a Lamela e Dodò di affiancare Perrotta e Pjanic. Quest’ultimo dovrebbe preoccuparsi di impostare, anche perché senza Totti la Roma ha poca qualità. Il bosniaco, però, non entra in partita. Solo Lamela prova a dare un senso alle ripartenze giallorosse. Il pari di Bianchi che, su cross di Cerci, sfrutta il rimpallo aereo con Burdisso e anticipa l’uscita di Stekelenburg, rianima il Torino.

ECCO IL CAPITANO – Entra Totti per Pjanic, la Roma si mette a specchio: 4-2-4, con Perrotta e Bradley mediani. In fase di non possesso palla Dodò arretra a centrocampo. Lamela da destra, come faceva con Zeman, si accentra per colpire a giro di sinistro. È il quindicesimo e l’argentino disegna l’arcobaleno nel pomeriggio di Torino: 2 a 1 e quattordicesimo gol stagionale che lo conferma miglior realizzatore. Piris ha la palla del tris, bravo Gillet, Bianchi si pappa un altro gol su palombella smarcante di Cerci, Totti ci prova su punizione ma è ancora da applausi il portiere granata. Entrano Florenzi per Dodò e Marquinho per Perrotta. Il primo andrà a chiudere due volte Cerci dopo l’espulsione di Balzaretti che prende il secondo giallo, dopo quello nel primo tempo per fallo su Vives, per frenare l’ex giallorosso. I tredici minuti in inferiorità numerica non sono di grande sofferenza, a parte un salvataggio sulla linea di Florenzi su tiro di D’Ambrosio. La Roma resiste e può subito pensare ad altro. All’Inter. L’appuntamento è a San Siro, mercoledì sera.

Erik, il bambino dal piede d’oro

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IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) – Erik Lamela è salito a quota 14. E, le immagini parlano chiare, l’ha fatto in maniera strepitosa. Cioè, firmando un gol da fantascienza, appunto il suo quattordicesimo in campionato, con il quale ha regalato i tre punti alla Roma. Vale proprio la pena cominciare dalla prodezza dell’argentino, festeggiatissimo dai compagni, panchinari compresi. El Coco ha preso la palla sull’out di destra e con il sinistro l’ha portata in orizzontale verso il centro del campo: quando ha visto che aveva mezzo metro di spazio per tentare il tiro, ha calciato alto a girare sul palo più lontano e… Gillet, portiere granata, non ci ha potuto far niente.

UN ANNO SUPER – L’ennesima conferma che il ventunenne ex River Plate sta disputando una stagione davvero esaltante. Lo sottolinea il numero dei suoi gol, che si è più che triplicato rispetto al passato campionato. Segno che il ragazzo sta crescendo partita dopo partita e che sta crescendo davvero bene. In avvio di stagione, ricordate?, Zdenek Zeman diceva che Erik faticava a capire il suo gioco, ma i gol dell’argentino non sono mai mancati. Stessa cosa con Aurelio Andreazzoli in panchina: il tecnico gli ha cambiato (più volte…) posizione ma anche con lui El Coco non ha smesso di segnare. Un rendimento costante, a ben vedere. Esattamente quanto speravano nei mesi passati i dirigenti di Trigoria. E ieri, all’Olimpico di Torino, è arrivato anche un gol da tre punti.

GLI OBIETTIVI – Torino, però, deve essere messa in fretta nell’archivio perché è già tempo di pensare alla partita di Coppa Italia di mercoledì in casa dell’Inter. Un impegno delicato e importantissimo per la stagione della Roma, alla continua ricerca di un posto in Europa. Lamela ha idee chiarissime. «È stata una vittoria pesante, ci abbiamo messo tutto e per la voglia che abbiamo messo meritavamo di vincere. Il mio gol? Non ho vendicato quell’errore nel derby, perché ci sta di sbagliare. Il derby è alle spalle. Speriamo di ripeterlo in finale di Coppa Italia. Possiamo finire bene l’anno, è quello che vogliamo».

TORINO-ROMA, le interviste – ANDREAZZOLI: “Vittoria di carattere”, LAMELA: “Finiamo bene l’anno”, TOTTI: “Con l’Inter servirà una grande Roma”

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GIALLOROSSI.NET – Queste le parole dei protagonisti al termine di Torino-Roma:

AURELIO ANDREAZZOLI

La squadra ha ritrovato il carattere. Si può dire?
Si, si può dire. L’ho visto già nel derby, avevamo fatto un secondo tempo importante. Oggi abbiamo ottenuto più di quello che abbiamo meritato, lunedì non abbiamo fatto bottino pieno, ma non bisogna perdere l’oggettività. Poteva vincere il Toro, hanno avuto molte più occasioni di noi. Ma questo il cacio. Bisogna essere oggettivi, questa squadra ha mostrato il carattere che prima non aveva mostrato

Osvaldo, è uscito dal letargo?
Per un attaccante il gol è particolare. Sono contento che ha segnato, un gol importante al suo rientro, dopo una settimana turbolenta, anche se fuori dallo spogliatoio. Le parole hanno un valore particolare, ma i fatti sono fatti. Quando ha segnato si è vista una squadra compatta. Cosi come al gol di Lamela, tutti i compagni hanno fatto capannello

Si sono ricomposte le cose?
No, non si è mai scomposto nulla

C’era solo serenità? Non ci sono state turbolenze?
Penso che possano succedere incomprensioni, sono normali. In un ambiente dove anche in allenamento si fa dell’agonismo, sarà normale. Da li a dire che lo spogliatoio è turbolento…

Osvaldo un caso mediatico?
No, parliamoci chiaro. Osvaldo ha un carattere che in talune prerogative può essere modificato. Ci mancherebbe altro però, per tutti è auspicabile rivedere qualcosa del proprio modo di essere

Totti in panchina è una notizia importante. Ma lei oggi ha fatto vedere con i fatti che ha la Roma in pugno, prendendo decisioni difficili. Ha dimostrato di poter essere l’allenatore per l’anno prossimo?
Non ho dimostrato nulla, le scelte difficili le ho fatte per il bene della squadra, non per il bene dell’allenatore. Nessuno può dire che questa squadra è nelle mie mani. I ragazzi non hanno bisogno di un pastore nè di un controllore, ma di un allenatore che stabilisca e che faccia rispettare le regole. E io le faccio rispettare. Sulle scelte pendeva la gara di mercoledì prossimo, e situazioni altrettanto importanti come le condizioni fisiche precarie di qualcuno. Se avessi potuto avrei potuto risparmiare anche Pjanic. Non ce la facevo a farlo e sono anche rammarico, se lo avessi fatto ce lo avrei a disposizione.

ERIK LAMELA

Vittoria pesante?
Un po’ per tutto, per la voglia che abbiamo messo meritavamo di vincere. Sono contento


Il gol, hai ‘vendicato’ l’errore nel derby?

L’errore ci sta sempre. Oggi abbiamo fatto una buona gara, il derby è alle spalle. Speriamo di ripeterlo in finale di Coppa Italia


Puntate all’Europa League?

Puntiamo all’Europa League e e alla Coppa Italia. Possiamo finire bene l’anno, ed è quello che vogliamo.

ALESSANDRO FLORENZI

Entrato in partita immediatamente.
Non è stato molto facile l’impatto con Cerci perchè è velocissimo ma siamo riusciti a chiudere bene portando a casa una grande vittoria.

 

Intelligente nella marcatura di Cerci.
Ho pensato a portarlo verso l’esterno. Sono intervenuto un paio di volte chiudendo bene ma è un grande giocatore.

 

Un soffio dal gol.
E’ un periodo un pò storto. Vediamo adesso l’Inter se mi porta bene.

Ventura: “Sconfitta immeritata”
Si sbaglia un pò. Abbiamo avute molte occasioni. La vittoria è giusta.

Dopo il gol di Lamela avete gestito con pochi affanno, forse con difficoltà quando eravate rimasti in 10.

Dopo l’espulsione logicamente loro hanno attaccato. Siamo stati bravi a gestire il pallone dopo il gol, abbiamo gente davanti capace a farlo. Siamo però felici per questo risultato, ci dà una spinta anche per mercoledì

Qualche rimpianto, potevate chiudere prima la partita con quel contropiede.

Si, non ci sono arrivato per poco.

FRANCESCO TOTTI DAL SUO BLOG

Il Torino è una squadra ben organizzata, fisicamente in salute ed ostinata: il classico avversario che non molla mai fino all’ultimo secondo.Quella di oggi è stata una partita difficoltosa, giocata inoltre su un campo sempre molto caldo. Nonostante tutto questo siamo riusciti a prendere i tre punti e si tratta di un risultato essenziale per migliorare la nostra classifica. Ora è il momento di pensare esclusivamente a mercoledì. Sappiamo bene cosa ci giocheremo a San Siro: dentro o fuori, con la finale di Roma come posta in palio. Servirà una grande Roma.

LIVE Torino-Roma: 1-2 (21′ Osvaldo, 31′ Bianchi, 59′ Lamela)

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GIALLOROSSI.NET – Queste le formazioni ufficiali di Torino Roma: nei giallorossi in campo Lamela e Osvaldo, out Totti e Destro. In campo dal primo minuto anche Dodò.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

TORINO: Gillet, Darmian, Glik, Ogbonna, Masiello; Vives, Gazzi; Cerci, Bianchi; Meggiorini, Santana. A disp.: Coppola, D’Ambrosio, Rodriguez, Di Cesare, Caceres, Bakic, Menga, Stevanovic, Barreto, Jonathas. All.: Ventura.

ROMA: Stekelenburg, Piris, Burdisso, Castan, Balzaretti; Perrotta, Pjanic, Bradley; Lamela, Osvaldo, Dodò. A disp.: Lobont, Goicoechea, Marquinhos, Torosidis, Taddei, Romagnoli, Florenzi, Marquinho, Tachtsidis, Totti, Destro, Lopez.. All. Andreazzoli

Arbitro: Romeo di Verona. Assistenti: Musolino e Paganessi. IV uomo: Faverani. Assistenti di porta: Massa e Pinzani.

Stekelenburg: “Sto lavorando per il futuro, ma non so cosa succederà”

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GASPORT (C. ZUCCHELLI)«Sto già lavorando per il futuro, anche se non so cosa succederà. Io posso solo essere un buon portiere con questo allenatore o con un altro». Maarten Stekelenburg parla in Olanda al magazine «Elf Soccer» e non si sbilancia sull’anno che verrà. Da quando in panchina c’è Andreazzoli è tornato ad essere titolare, ma il suo futuro a Roma è tutto da stabilire: «Sono arrivato qui nel 2011 perché c’era Luis Enrique. Andato via lui è arrivato Zeman che non mi faceva giocare perché preferiva un altro. Mi sono fatto male e quando ero pronto per rientrare ho saputo solo 3’ prima della partita che avevo perso il mio posto. Ora l’ho ritrovato». In attesa di ritrovarlo anche con l’Olanda, Stekelenburg aspetta notizie sul suo futuro: il Fulham continua ad avere contatti col procuratore, la Roma si tutela studiando il mercato brasiliano con un occhio particolare a Rafael del Santos.

Zeman aveva capito tutto

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IL MESSAGGERO (P. LIGUORI) – Un capitano immenso. L’orgoglio della maglia e la passione dei tifosi. Qualche lampo di generosità dei giovani. Questo ci resta dal derby e poco più. Niente gioco, niente schemi e perfino la conferma della precaria condizione atletica, che avevamo tristemente registrato a Palermo. Per forza: nel caos totale della società, gli allenamenti sono ridotti al minimo, solo i più scrupolosi come Totti seguono un programma individuale per tenere la forma. E in campo la differenza con gli altri si vede.

La ultime due partite della Roma ci hanno intristito e della gara di Torino c’è poco da dire. Quasi tutti la considerano una tappa di preparazione per la semifinale di Coppa con l’Inter. In quell’appuntamento ci giochiamo la stagione, perché entrare in finale è la chiave d’accesso per l’Europa l’anno prossimo. L’ultimo, esonerato, aveva avvertito in tempo che c’erano problemi con Osvaldo e De Rossi. Tecnici e comportamentali. I fatti successivi gli hanno dato ragione e anche il calo di condizione atletica. Ma Baldini e Sabatini, con un mazzetto di altri dirigenti, tanto folto quanto inutile, hanno favorito una bella rivolta di spogliatoio e hanno cacciato Zeman. Se Pallotta vivesse a Roma, caccerebbe loro e cambierebbe i giocatori riottosi con giovani giusti, rimetterebbe in panchina il Boemo, ancora sotto contratto anche per l’anno prossimo. Sbagliare è umano, perseverare diabolico.

Torino-Roma, le probabili formazioni dei quotdiani

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GIALLOROSSI.NET – Contro il Torino saranno tanti i dubbi di formazione per il tecnico giallorosso che, avendo a disposizione tutta la rosa (ad eccezione di De Rossi), potrà schierare la sua Roma scegliendo tra diverse soluzioni e moduli. Probabile perciò che assisteremo all’ennesima formazione inedita.

Queste le formazioni ipotizzate dai quotidiani questa mattina:

Il Messaggero: Stekelenburg, Piris, Burdisso, Castan, Balzaretti; Perrotta, Bradley, Pjanic; Lamela, Osvaldo, Destro

Corriere dello Sport: Stekelenburg, Piris, Marquinhos, Castan, Balzaretti; Bradley, Pjanic, Florenzi; Lamela, Osvaldo, Marquinho

Gazzetta dello Sport: Stekelenburg, Piris, Burdisso, Castan, Balzaretti; Florenzi, Bradley, Pjanic; Lamela, Osvaldo, Destro

Il Romanista: Stekelenburg, Piris, Marquinhos, Castan, Balzaretti; Perrotta, Bradley, Pjanic; Lamela; Totti, Destro

Il Tempo: Stekelenburg, Torosidis, Marquinhos, Castan, Balzaretti; Florenzi, Bradley, Marquinho; Pjanic, Lamela, Destro

La Repubblica: Stekelenburg, Marquinhos, Burdisso, Castan; Torosidis, Pjanic, Bradley, Marquinho; Lamela, Florenzi; Destro

Corriere della Sera: Stekelenburg, Piris, Burdisso, Castan, Balzaretti; Florenzi; Bradley, Pjanic; Lamela, Osvaldo, Destro

 

Andreazzoli shock: “Roma, squadra senza carattere”

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GASPORT (M. CECCHINI) – Il tramonto del Generale Gentile, come spesso accade, è pieno di malinconia e di qualche incongruenza. In attesa del «promoveatur ut amoveatur» che lo porterà a fine stagione ad assumere il ruolo di d.t., lasciando la panchina a uno non necessariamente più bravomadi sicuro più famoso, Aurelio Andreazzoli cerca di lasciare in dote al suo erede l’Europa calcistica, magari assieme al punto esclamativo rappresentato da un eventuale successo in Coppa Italia. Per questo, se l’impegno di Torino oggi è importante («abbiamo ancora obiettivi e giochiamo contro la squadra con la fisionomia più delineata della A»), quello di mercoledì contro l’Inter lo è ancora di più. E questo è così ben chiaro che la dirigenza ha varato un maxi-ritiro fuori Roma (a Novarello) che non si vedeva da tempi biblici.

Caso Osvaldo A innescare le lamentele del tecnico è il caso Osvaldo, dopo il diverbio che l’attaccante ha avuto con Burdisso. «Quando un attaccante non trova la via del gol fa sempre fatica a mantenere l’equilibrio giusto. A Osvaldo è successo questo. È stato anche sfortunato nell’essersi creato delle situazioni che sono state ingigantite quasi sempre e siamo entrati in un vortice che lo ha danneggiato. Ma la realtà non è quella raccontata quotidianamente, anche se è suscettibile di miglioramento. Se vi vengo a raccontare che nello spogliatoio non succede mai niente datemi dello stupido, ma in qualsiasi gruppo accade qualcosa quando ci sono dei rapporti interpersonali, anche nelle vostre famiglie. Ci si dovrebbe preoccupare anche di quello che avviene nelle proprie famiglie e non esclusivamente nelle famiglie degli altri ». Detto che ciò che succede a casa di chi scrive, per fortuna, non interessa a nessuno, e risparmiata al lettore la geremiade sul fatto che «non si vuole bene alla Roma», Andreazzoli prosegue: «All’esterno tutto esce sempre in maniera difforme dalla realtà. Comunque sia, sono affari nostri. Abbiamo tutte le capacità per gestire qualsiasi situazione ». Difeso il maxi-ritiro («in realtà non è così lungo e poi siamo in un momento della stagione molto importante»), Andreazzoli critica che si parli di mercato («disturba i giocatori») e aggiunge: «Io sono qui per aiutare la squadra, non per fare carriera, e sono contro tutto quello che infastidisce la squadra, compresi i comportamenti dei calciatori se infastidiscono».

Staffetta Totti L’ammissione finale poi è importante, e fa eco a quella del d.g. Baldini di un anno fa. «È possibile che questa squadra manchi di personalità. Se io ho timore ad affrontare una situazione negativa, significa che non ne ho una spiccata, ma è fisiologico quando si è in costruzione. In Italia invece il programma triennale diventa trimestrale e quello quinquennale lo si vuole in 5 mesi. Comunque capisco il malumore, perché le aspettative erano di altro tipo». Vero. Perciò meglio non perdere di vista la Coppa. E per questo capitan Totti potrebbe anche partire dalla panchina e lasciare spazio dall’inizio al «bad boy» Osvaldo. Un gol, forse, sarebbe il miglior modo per farsi perdonare

ANDREAZZOLI: “Osvaldo? La realtà non è quella raccontata. Le parole di Zeman? Non le commento. Col Toro sarà dura”

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GIALLOROSSI.NET – Queste le parole di mister Aurelio Andreazzoli nella conferenza stampa alla vigilia di Torino Roma:

Qual è l’aspetto mancato nelle ultime partite?
Nelle ultime due partite non mi sento di accoppiarle, sono state completamente diverse. Nella prima, che abbiamo già analizzato, è molto facile riscontrare punti negativi, ce ne sono stati aiosa, compreso anche come abbiamo approcciato la gare, nella seconda partita questo non c’è stato. L’ho gia analizzata a calda, ora posso farlo in maniera molto più completa  e più oggettiva, non si discosta la mia analisi da quella fatta a caldo: la Roma è stata tacciata di approccio insufficiente non è stato insufficiente nell’approccio alla gara, anzi è stata esemplare. Abbiamo fatto il primo quarto d’ora ottimo, sotto ogni punto di vista,andando a ricercare quello che volevamo ricercare, riuscendoci a volte sì a volte no, più volte si che no, abbiamo creato presupposti importanti, ci è mancata la conclusione ma abbiamo creato presupposti importanti per essere contenti. Poi abbiamo subito il gol dalla Lazio che ci ha tagliato le gambe ma dal 35′ abbiamo fatto la partita normale, giusta, quella che bisognava fare per ua squadra che doveva inseguire. Dopo il rigore siamo stati una squadra esemplare fino alla fine della partita, agevolati dall’espulsione a 20′ dalla fine. Agevolati ma abbiamo fatto una gara importante. Potevamo anche predere,  anche averla vinta e tutte le analisi sarebbero state dettate dal risultato, come avviene sempre.

Rimasto deluso da Osvaldo?
Osvaldo è un grande e il risultato sportivo deve essere da grande. Il ruolo di un attaccante è particolare, la storia ne racconta aiosa. Quando non trova la via del gol fa sempre fatica a trovare e mantenere l’equilibrio giusto. A lui è successo questo, ed è stato sfortunato nell’essere creato delle situazione che poi sono state ingigantite quasdi sempre. Siamo entrati in un vortice che lo ha danneggiato. Ma la realtà quella vera che noi conosciamo bene, non è quella raccontata dai giornali e dai media in generale. La realtà che conosciamo noi dentro lo spogliatoio è completamente diversa anche se suscettibili di miglioramento, anche nel caso di Osvaldo è così, o in un caso generale. Mi diaspiace, non sono deluso, mi dispiace che lui non riesca ancora ad ottenere quelle che è nelle sue aspettative e nelle aspettative del pubblico. Non dimentichiamoci che se guardiamo nella casella cannonieri o se guardiamo il suo percorso fino a dicembre erano quelli pochi non erano entusiati, non delusi o contro Osvaldo, ma erano entusiasti. Bisogna avere un minimo di memoria anche se nel calcio è difficile mantenere viva. Credo che chi ha capacità di giudizio, un pò di memoria dovrebbe averla. Se poi uno non la vuole avere il discorso è diverso e non mi riguarda più

Partita difficile da preparare col Torino? Viene prima di una partita fondamentale e avete cinque diffidati
Intanto l’aspetto tattico del Torino, ha detto una cosa che ho detto stamani, facendola anche vedere, ai miei calciatori nella riunione che abbiamo fatto, mi sono riferito ai calciatori dicendo il Torino è la squadra con la fisionomia più precisa e definita della Serie A, questo per merito dei suoi calciatori ma principalmente del suo allenatore. Questo è un problema per tutte le squadre che lo affrontano e per chi fa il mio mestiere. Noi abbiamo un’idea, la perseguiremo, l’abbiamo trasmessa ai calciatori, speriamo di riuscirea limitare le peculiarità di un avversario che fa della tattica una cosa fondamentale. Poi le altre componenti sono in misura minore ma egualmente importanti perchè vanno considerate

Ieri Zeman ha detto che questa squadra non può avere una identità
E’ una cosa che non voglio commentare

Ci ha detto che la realtà raccontata è differente. Osvaldo sta bene nello spogliatoio? I compagni sono insofferenti?
Quello che emerge all’esterno esce sempre in maniera difforme. Se io vi vengo a raccontare che nello spogliatoi non succede mai nulla voi mi date dello stupido ma io stupido non sono e questo non ve lo racconto. In qualsiasi situazione, in qualsiasi associazione succede qualcosa quando ci sono rapporti interpersonali, credo anche nelle famiglie di tutti quanti, e come in ogni famiglia nessuno va a raccontare le cose che escono e succedono nella propria famiglia, e gli interlocutori dovrebbero avere anche il buongusto di preoccuparsi di quello che avviene nelle proprie famiglie senza occuparsi sempre e esclusivamente di quello che succede nelle famiglie degli altri. Credo questo sia un principio di buona educazione. Se poi quello che io racconto su una famiglia non corrisponde nemmeno a realtà, la cosa diventa ancora più importnate e fastidiosa. Sono affari nostri, del gruppo, non affari dell’esterno. Noi abbiamo la capacità per gestire tutte le situazioni, anche quella più grave che purtroppo, tra virgolette, non è mai accaduta

Come mai il ritiro?
Noi siamo oggi, stasera a Torino, domani a Torino, martedì sera e mercoledì a Milano, dove sono i tre giorni di ritiro? Dove sono? Per motivi che se volete vi dico ma sono nostri, e sarà prerogativa di una società o di un gruppo prendere le decisioni che vuole senza prendere dietrologia che non comprendo, ma c’è sempre, sarà prerogativa di decidere in maniera per rendere la logistica di una traferta ravvicinata più semplice possibile? Come quella di evitare un rientro a Roma, un allenamento lunedì, una partenza e ripartenza per Milano perchè domenica prossima dobbiamo giocare  col Pescara. Abbiamo voluto innanzitutto rendere agevole la doppia trasferta, cercando una situazione a metà strada o molto vicino a Milano. Noi sappiamo, e voi giustamente lo evidenziate, che siamo in un momento importante per noi, allora cerchiamo di fare tutto il possibile per renderlo piu efficace possibile. E’ un errore anche questo. Se siamo attenti siamo troppo attenti e in questo caso siamo troppo attenti se siamo poco attenti non capiamo niente e non sappiamo fare il nostro lavoro perchè non siamo attenti , la vogliamo prendere una misura? Non c’è è tutto esaltato, esagerato. Le prime volte che sono entrato qui dentro l’ho fatto con la speranza di , i rapporti sono ottimi non mi posso lamentare, e vi devo anche ringraziare non posso lamentarmi, però speravo che cambiasse un pochino questa voglia di polemica continua. Il mercato è gia aperto, degli allnatori, dei giocatori, quelli che partono, che vengono, chi vuole bene alla Roma? Sapere che pincopallino non sarà più un giocatore della Roma perchè non la vale, non credo sia un vantaggio. Allora uscite allo scoperto dite chi vuole bene e chi male. Io chiedevo un aiuto di questo tipo. Non c’è, non lo vedo, lo sento, non lo leggo, i giornali non li leggo però un pò di rassegna stampa devo leggerla perchè devo essere al corrente ma ne farei a meno volentieri. Non è la maniera, non è costruttivo, poi ci lamentiamo e ci lamentiamo perchè la Roma ha sempre problemi, forse sono anche questi

Noi siamo qui anche per analizzare
Se uno scrive una cosa non vera, o lede il comportamento della mia squadra, cosa devo dire che gli vuoi male? Uso un eufemismo e dico che non gli volete bene. Non ci sono vie di mezzo. Vi ho ringraziato per come vi comportate individualmente con me, bene come del resto faccio io, però sono qui per aiutare la squadra, non sono qui per fare carriera, sono qui per aiutare la squadra. La società mi ha chiesto di dare una mano e io lo faccio volentieri, lo faccio H24 come usa dire un mio caro collaboratore. Permetti mi da fastidio tutto quello che può infastidire, tutto ciò che ho detto ora infatidisce la squadra. Io sono contro tutto ciò che danneggia la squadra, compresi i comportamenti dei giocatori se infastidiscono la squadra

La personalità. Possibile che sia un problema della Roma?
Sì possibile, è fisiologico quando si è in costruzione di un qualcosa che non voglio chiamare come tutti chiamano, stiamo a pensare io mi ricordo la società e presidente hanno sempre parlato di tempi lunghi per la costruzione di una cosa nuova, per cercare giocatori che possono essere importanti per il futuro, lo svecchiamento che è stato fatto. Tutto questo ha bisogno di un tempo fisiologico, poi è chiaro che nel calcio, in particolar modo non solo a Roma, in Italia, senza andare fuori, c’è questa necessità che un programma triennale diventi trimestrale, o quinquennale diventi di cinque mesi, ma cinque mesi sono già tanti perchè c’è l’ansia del risultato. Capisco ma è comprensibile,  ma chi è della società, io stesso, che non vorremmo il risultato tutto e subito? Però nella costruzione e in tutto ciò che abbiamo detto c’è anche un discorso della personalità che deriva dalla qualità dei calciatori, dall’esperienza, che deriva da tante cose

Destro e Osvaldo possono giocare insieme?
Destro si può adattare, è un giocatore che si adatta di più. Osvaldo è un pochino più definito come calciatore. Destro lo ha gia dimostrato, mi ricordo una partita giocata molto bene a Milano con l’Inter, è un giocatore che può farlo, che lo fa

Teme un atteggiamento particolare degli arbitri nei confronti dell’Inter?
Io giudico il mio atteggiamento, il mio profilo, il profilo della mia società, non parlo di arbitri se non in positivo

In questo momento la Roma non ha centrato nessun obiettivo. Farebbe a meno di giocare a Torino, il campionato è gia finito, per preparare la Coppa Italia e qualificarsi in Europa?
Il tuo preambolo dimostra che il campionato della Roma non è finito, abbiamo ancora degli obiettivi che sono obiettivi vivi, sia di classifica che la semifinale con l’Inter. Io capisco il malumore e che le aspettative erano di altro tipo. Non mi sono messo qui a difendere una parte. Credo, tento di essere oggettivo e non posso darti torto. Non posso però togliere la partita di Torino, c’è una partita da giocare. E’ chiaro chi è che, credo anche l’Inter vorrebbe avere tre giorni puliti prima del ritorno della semifinale, questo non è possibile e stiamo parlando di aria fritta

Ha parlato di voler bene alla Roma, vuoldire accettare 3 anni di obiettivi non raggiunti? Questa squadra è troppo sensibile?
Questa domanda me la ha fatto gia la tua collega alla quale ho gia risposto. Se io ho timore ad affrontare una situazione negativa, significa che non ho personalità: ritengo sia la stessa sfera, comunque sì. Sottolineare gli aspetti è il vostro mestiere, ci mancherebbe altro, altrimenti non saremmo qua. Chi è che, è ben lontano dal mio pensiero chiedervi, togliervi e dirvi di non aver diritto di critica, di giudizio di quello che avviene, ci mancherebbe. Io mi riferisco al fatto di inventare o ingiagantire talune cose, dando l’impressione che ci sia il gusto di ingigantirle. Per esempio il mercato: possibile sia fatto sui giornali? Ma quando mai, ma come è possibile. Lo farà la società il mercato. C’è tutto un mercato in subbuglio. Alla tua radio se entri e ti dicono tutti i giorni che tra una settimana ti danno un calcio in culo e ti buttano fuori perchè ne prendono un altro più simpantico di te, più bravo di te, tu ci lavori volentieri? Se ti danno un calcio nel culo e senti dire questo dove lavori non sei sereno, non puoi fare il tuo lavoro fatto bene. Così succede nella tua famiglia, se tu senti che non sei apprezzato dalla tua famiglia, succede così. Sono dinamiche della vita che funzionano così, interrogatevi un pochino. Quindi uno che fa lavoro particolare, bello, ben retribuito ma un lavoro di prestazione dentro la quale ci sono tante componenti che possono funzionare o possono agevolare, è ancora più complicata la cosa. Non è un lavoro materiale, è un lavoro di prestazione, di massima prestazione. E’ giusto richiedere la massima prestazione perchè sono atleti di alto livello ma se c’è questo tram tram continuo è difficile. Fino a che c’erano gli obiettivi non c’era il mercato ora che gli obiettivi sembravo che non ci sono il mercato è finito e via dentro tutti. A questo mi riferisco quando dico che non si vuol bene, non si vuol bene se si fa così. Poi dopo il diritto di critica ci mancherebbe altro, anzi come vedi non ho problemi io a dire hai ragione. Certo non posso essere d’accordo sulle, su quello che ritengo sono stupidaggini

Ad oggi ha trovato la quadratura?
Faccio autocritica e devo dire che nel tempo che abbiamo avuto a disposizione l’identità l’abbiamo trovata a tratti evidente, a tratti è scomparsa, a tratti l’abbiamo avuta per un tempo e poi l’abbiamo persa, certe partite la abbiamo avuta sempre. Per diversi motivi siamo stati costretti anche, avendo sempre la spada di Damocle nel collo una partita sempre successiva, quindi non avendo la possibilità di aver costruito durante periodo dove non c’è egoismo una situazione logica. Quindi avendo questa condizione negativa, li siamo indietro rispetto a quello che desidererei. Sono contento lo stesso perchè il tempo è galeotto, ma non soddisfatto perchè non è così come vorrei

Balzaretti è andato a corrente alternata. Nico Lopez può avere piu spazio?
Nico Lopez sarei felicissimo di dargli possibilità, si allena sempre con molta attenzione sempre, tutti i giorni, è un ragazzo di qualità poi in definitiva bisogna avere occasione di dargli questa opportunità e non so se l’avrò questa possibilità di dargliela però la meriterebbe come gli altri. Balzaretti, non ritorno sui complimenti che gli ho fatto sulla persona e sull’uomo eccezionale, parlo del calciatore: lui credo ha sofferto in un certo periodo il fatto di dover giocare tutte le partite che la Roma disputava, sacrificandosi e mettendosi a disposizione perchè era in quei momenti che non c’erano alternative, anzi mancavano alternative. Quindi è stato costretto a fare un super lavoro, lavoro eccessivo che credo ha inciso sulle sue qualità che aveva dimostrato ampliamente nella sua carriera e anche nella prima parte di Roma. ora sta ritornando, purtroppo la settimana scorsa ha avuto una settimana di febbre ed è stato male ma ora sta tornando e gli auguro di ritornare il Balzaretti di sempre e quello della prima parte di stagione

Italiane fuori dalle coppe
Basta veder giocare le prime cinque e poi ti rendi conto, la Juve ammazza tutte in Italia da due anni e subisce una squadra come il Bayern. La verità è data sempre dalla classifica. Guarda le semifinaliste sia di Uefa che di Champions e capisci dopo quali sono i livelli. Dobbiamo prenderne atto come ho sentito la Juventus nei suoi principali rappresentanti ne ha preso atto, molto tranquillamente. E’ oggettivo il calcio, non facciamo diventare soggettivo perchè ciconviene mettere del nostro, il calcio è oggettivo se studiato se preso così come cosa alieatoria è diverso, se studiato è oggettivo. Come tutte le realtà.

La difesa a 4 può essere riproposta? Gestirà queste gare anche calcolando i diffidati?
Ho gia risposto, certo teniamo in considerazione tutto quanto, bisogna tenere in considerazione tutto quanto. In una settimana ci sono tre partiteche dovremmo disputare bene tutte e tre. Riguardo alla difesa a 4 la inserirei anche dentro questa domanda. Non avendo libertà assoluta di scelta rispetto alla domanda che mi hai fatto è chiaro che le valutazioni le faremo.

Destro ha i 90′?
Mercoledì prossimo avrà più minuti, ad oggi ce ne ha meno, ma credo che Destro è un giocatore importante. E’ difficile dopo un periodo così di inattività avere i 90′ sulle gambe come si dice in maniera classica, è difficile. Lui ama sacrificarsi se avremo bisogno ci proverà ma diciamo di no.

Zeman amaro: “Al derby Roma senza identità? E’ che non può averla”

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CORSPORT – (…) Zdenek Zeman. Giacca sportiva blu, camicia jeans, pantaloni sportivi e sneaker ai piedi: l’ex allenatore della Roma, in compagnia delle sue inseparabili “bionde”, è con amici e aspetta di prendere possesso della sua DS3 cabrio color grigio metallizzato con tettino in tela tendente al violetto, per una prova da intenditore. Qualche tifoso lo chiama da lontano e lo saluta e lui risponde con la mano, perchè Zeman a Roma e alla Roma è legato in maniera quasi viscerale, al di là del triste epilogo di qualche mese fa. Un epilogo che gli deve aver prodotto una ferita ancora non rimarginata.

Perché quando qualcuno gli chiede “mister, allora non era colpa sua”, lui sereno e sorridente come sempre sussurra «Eh no, direi proprio di no». Ci sarebbe da chiedere e da dire molto altro, ma non è la sede e c’è comunque un contratto da onorare. Eppure il derby è troppo fresco. E la domanda scatta quasi in maniera naturale: “Ha visto, mister lunedì che partita? In campo c’era una squadra che sapeva esattamente cosa fare e un’altra quasi senza identità”. Lo sguardo di Zeman si spegne un po’, il sorriso si fa più amaro e sospirando dice: «Non la può avere». E’ proprio questo il problema.

Andreazzoli: il futuro è da direttore tecnico

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GASPORT (C. ZUCCHELLI) – Di una cosa a Trigoria sono certi: «Andreazzoli da qui non si muove». Forte di un contratto di altri 4 anni, il tecnico della Roma resterà in giallorosso. Già, ma con quale ruolo? Ameno di miracoli (4˚ posto e vittoria della Coppa Italia, come minimo) non avrà più la guida tecnica, ma la Roma vuole comunque gratificarlo per aver accettato di allenare la squadra in un momento così delicato. Per lui si sta pensando a un ruolo che non sia più quello del semplice collaboratore tecnico, ricoperto con Spalletti prima e poi con Montella, Luis Enrique e Zeman.

Tra campo e scrivania Andreazzoli potrebbe diventare o una sorta di direttore tecnico, un braccio destro del d.s.Walter Sabatini (a breve la sua firma sul rinnovo del suo contratto) pronto a dividersi tra campo e scrivania, oppure, considerando che a Trigoria di direttori ce ne sono già tanti, potrebbe andare a fare l’osservatore in giro per l’Italia e, se necessario, anche per l’Europa. Lui, che ha dato la sua disponibilità a restare fino alla scadenza del contratto, adesso si concentra sul campo, coltivando qualche speranza di conferma. Andreazzoli sa bene che se dovesse regalare alla Roma la decima Coppa Italia, vinta battendo la Lazio, le possibilità di continuare a guidare Totti e compagni aumenterebbero notevolmente. Con tanti saluti —e zero rimpianti—ad un futuro da dirigente o da osservatore.

La Gazzetta dello Sport presenta: “FRANCESCO TOTTI, L’UOMO DEI RECORD”

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Un’iniziativa imperdibile per ogni tifoso romanista che si rispetti quella che sta per uscire in edicola grazie a La Gazzetta dello Sport. Dal 15 aprile infatti sarà possibile acquistare al prezzo di 10,99 € il primo dei cinque DVD della collana “FRANCESCO TOTTI, L’UOMO DEI RECORD”. Una raccolta che racconta la fantastica storia del numero dieci giallorosso, dalle origini del mito fino ai giorni nostri. L’dea  nasce dalla voglia di celebrare il ventesimo anniversario in serie A del Capitano giallorosso.

La prima uscita, “Il re del gol”, ricostruisce passo dopo passo tutti i record da realizzatore del Capitano giallorosso. Una galleria di prodezze balistiche che ripercorre i gol più belli e importanti della sua carriera e che lo hanno portato ad essere (per il momento) il secondo goleador di sempre della storia del calcio italiano. Gli altri Dvd delineeranno a 360° il ritratto di Francesco Totti attraverso interviste, cuoriosità, divertenti sketch e immagini inedite che giustificano l’acquisto di ogni singolo volume. Un’opera da collezionare per intero e da tramandare di genereazione in generazione.

Questo l’elenco completo delle uscite, tutte acquistabili al prezzo fisso di 10,99€:
– 1°: Il re del gol – 15/04/2013;
– 2°: C’è solo un capitano – 22/04/2013;
– 3°: Numeri da fuoriclasse – 29/04/2013;
– 4°: Una storia d’amore – 06/05/2013;
– 5°: Il re di Roma – 13/05/2013.

Per ulteriori informazioni sulla collana, visitare il minisito dedicato all’iniziativa firmata Gazzetta dello SportFrancesco Totti, l’uomo dei record