Ecco Bergonzi, l’anti-Roma

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IL ROMANISTA (L. PELOSI) – Se serviva una designazione per alimentare il sospetto che un’Inter in finale di Coppa Italia farebbe comodo a tanti, dal prefetto a chi deve organizzare la partita e fronteggiare i piagnistei di Moratti, è arrivata. Sarà Mauro Bergonzi di Genova a dirigere la semifinale di ritorno di domani. Arbitro di basso livello, estremamente condizionabile e il cui bilancio con la Roma non è affatto rassicurante. Non tanto per le 6 vittorie giallorosse in 11 incontri diretti dallo stesso Bergonzi, quanto per le cose che si scoprono se si va a scavare nel passato. Il ricordo più fresco è Chievo-Roma di questa stagione. Due rigori negati ai giallorossi per falli subiti da Balzaretti e Totti, gol in fuorigioco concesso a Pellissier.

Andando a ritoroso, si parte da quel Roma-Messina del 2005-06, in cui se non fosse stato per la sportività di De Rossi, avrebbe convalidato un gol segnato con la mano. E sarebbe stato l’unico favore fatto alla Roma nel corso della sua carriera, che ha tante altre macchie. Ad esempio, il disastro che combinò in Fiorentina-Roma del 2007-08, quando la squadra di Spalletti era prima in classifica. Annullò un gol a Mancini per fuorigioco, senza accorgersi però che l’ultimo tocco era di un giocatore viola (Ujfalusi). Poi fermò Vucinic solo davanti al portiere per concedere una punizione alla Roma, applicando quindi lo svantaggio, piuttosto che il vantaggio. Infine, non espulse Mutu per una gomitata a Cicinho. Lo ammonì. Poi Mutu segnò il gol del 2-2 su rigore, che, almeno quello, c’era. Ma non si fermano qui le prodezze di Bergonzi.

Intanto, se ha difficoltà ad espellere gli avversari, si fa molti meno scrupoli con i romanisti. Ultimamente con lui la Roma chiude sempre in 10. Ha espulso due volte Stekelenburg, nel derby di ritorno dell’anno scorso giustamente e in Juventus-Roma 4-0 molto meno giustamente, e Osvaldo quest’anno in Inter-Roma 1-3 comminandogli la seconda ammonizione per un fallo di mano inesistente. Tornando al derby di ritorno della passata stagione, l’ineffabile arbitro riuscì a non vedere lo schiaffo di Matuzalem a Borini a gioco fermo (condotta violenta, qualora il direttore di gara si fosse scordato il regolamento). E sì che Matuzalem, che già aveva calpestato Totti l’anno prima e quest’anno ha dato bella prova di sé stroncando la carriera a Brocchi, dovrebbe essere uno da tenere d’occhio. Ma l’occhio non è il suo forte, dato che in RomaNapoli del 2010-2011 non vide gli sputi incrociati tra Rosi e Lavezzi, poco dopo non essersi accorto della gomitata di Dossena a Taddei, che qualsiasi arbitro dai Giovanissimi in su avrebbe sanzionato con l’espulsione.

A proposito di Inter-Roma, oltre al 3-1 per i giallorossi di questa stagione, diresse anche la Supercoppa 2010, vinta 3-1 dall’Inter. Ma lì bisogna ringraziare Vucinic, che servì un bell’assist a Pandev mentre la Roma stava vincendo e dominando. Peraltro l’Inter con Bergonzi vanta un bel record d’imbattibilità: nelle prime 12 occasioni in cui sono stati diretti dal genovese, i nerazzurri non hanno mai perso.

Roma, un Destro all’Inter

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Il flashback di Andreazzoli è improvviso, ma significativo. Venticinque anni fa conquistò il suo primo risultato, con i dilettanti dell’Ortonovo, portando la sua squadra in ritiro a Marina di Massa. Una novità assoluta per un campionato di seconda categoria. Vinse in trasferta e fu promosso. «Fa bene al gruppo, anche per il riposo e l’alimentazione. Dopo Torino abbiamo subito messo nella testa l’Inter». Bastò una notte, in una pensione di un amico: il successo, la mattina dopo, nella primavera del 1988. Qui, invece, la Roma prepara la Partita nel centro sportivo dei sogni. Novarello è il lusso, più di cinque stelle: 150 mila metri quadrati di benessere sportivo e non solo la spa, il palazzetto, i cinque campi, la pista di atletica, i due alberghi, la foresteria del settore giovanile, i bar e il ristorante, le due sale congressi e le risaie attorno.

LA CASA DI PIOLA – Il suggerimento di Sensibile, l’ex ds della Sampdoria che Sabatini vorrebbe a Trigoria tra i suoi collaboratori, e il test del Palermo, società che ha comunque buoni rapporti con il club giallorosso, hanno convinto il management giallorosso a spostarsi per due notti fuori Novara, Granozzo con Monticello, dove un vecchio mulino custodisce i trofei degli azzurri e le fotografie di Silvio Piola che con la maglia di questa squadra segnò fino a 40 anni. Francesco Totti guarda, aspettando l’Inter, e si ricorda che il rivale è ancora lontano 47 reti, mentre i dirigenti del Novara vedono la Roma blindare il centro sportivo: un auto dei carabinieri e cinque uomini della sicurezza per schermare l’allenamento che stamattina sarà chiuso anche ad Aglietti, tecnico della società piemontese, e a chi lavora a Novarello.

LA VOGLIA DELL’EX – Mattia Destro suda, e di brutto per i 20 e passa gradi, in campo. C’è da sempre l’Inter nel suo destino. Il club nerazzurro che lo lasciò al Genoa per prendersi Ranocchia. Domani sera si ritroveranno da avversari, loro che sono anche compagni in Nazionale. Il centravanti della Roma si fermò proprio dopo la sfida d’andata contro la sua ex squadra. Il 23 gennaio all’Olimpico segnò la seconda rete dei giallorossi, quella che per ora fa la differenza verso la finale di Coppa Italia. Quella notte, con Zeman ancora in panchina, gli saltò il menisco esterno del ginocchio sinistro, diagnosi del giorno dopo il 2 a 1 della prima semifinale. Fu la sua ultima rete e anche la sua ultima gara intera. È chiaro che non può avere i 90 minuti nelle gambe (ne ha giocati, dopo l’operazione, solo 40 nel derby).

L’UOMO DI COPPA – Andreazzoli non lo ha utilizzato a Torino «per averlo fresco a Milano». Ma non è detto che parta dall’inizio perché bisogna sempre mettere in preventivo i supplementari. «Questa partita non voglio proprio perderla» ha confidato ieri l’attaccante a chi gli chiedeva come si sentiva. Contro i nerazzurri, nelle tre gare prima di questa, ha sempre giocato. È l’uomo di Coppa: perché, oltre ai 4 gol in campionato (17 presenze), ne ha fatti 3 nelle tre gare contro Atalanta, Fiorentina e Inter.

Il VICECAPITANO CI CREDE – Se Destro giustamente vuole esserci per non fermarsi in coppa, De Rossi punta su Novarello. Allenandosi qui, il Novara l’anno scorso vinse due volte contro l’Inter: Speriamo possa portarci fortuna, anche se a noi basterà un pareggio per andare in Coppa Italia» chiarisce Daniele a Novara channel. «Noi stiamo bene e passare il turno è nelle nostre corde. Non sottovalutiamo i nerazzurri che però stanno vivendo un momento un pò difficile per via degli infortuni. Dobbiamo sfruttare questa chance. Io sento ancora dolore ma sono qui per recuperare». Sabatini ha ricevuto la visita dei procuratori Martina, vigile sui giocatori slavi, e Calenda, aggiornamento sull’adeguamento del contratto di Marquinhos. Nel pomeriggio alcuni giocatori si sono rilassati nel centro benessere e in serata tutti davanti alla tv per Lazio-Juve.

ALLEGRI IN POLE – Favorito per la panchina giallorossa resta l’attuale allenatore del Milan. Radio Radio, emittente capitolina, ha ipotizzato che la Roma gli abbia offerto un triennale. Baldini si è mosso a ottobre: per ricevere il gradimento dal livornese. Non può, però, andare oltre. Allegri è sotto contratto fino al 30 giugno 2014: deve essere lui a rompere con il club rossonero. Lo farà, se non avrà il rinnovo.

Il bluff di Sabatini che portò Alvarez all’Inter

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CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – Fu vero bluff? Oppure una volta perso Alvarez, Walter Sabatini con uno scatto di reni puntò dritto su Lamela e convinse gli americani a spendere qualche dollaro in più perchè forse, probabilmente ne valeva la pena?

Forse non sapremo mai la verità vera, ma la storia recita comunque che poco meno di due anni fa il diesse romanista portò avanti una lunga trattativa per portare Ricky Alvarez in giallorosso. Poi arrivò l’Inter e in due giorni rivoltò il tavolo, anzi, ci mise due milioni in più e soffiò il mancino alla Roma pagandolo 14 milioni circa.
Apriti cielo! Sabatini si trovò a fronteggiare l’offensiva mediatica, il tam tam delle recriminazioni, ma la sua risposta non si fece attendere. Blitz a Buenos Aires e ritorno con il Coco Lamela in braccio. Più giovane, più talentuoso, più affascinante, ma anche più costoso (18 milioni). E i risultati, a distanza di quasi due anni gli danno ampiamente ragione.

Curiosamente, Lamela e Alvarez, come Lamela e Cerci, sono due mancini con alcune caratteristiche individuali molto simili.(…)

Erik è in costante maturazione e sembra poter esplodere da un momento all’altro. Segnali più che evidenti i suoi gol, quasi un marchio di fabbrica quelli con tiro a giro che non danno scampo ai portieri. Come a Torino. Ora lo aspetta San Siro, la Scala del calcio.

Ansia Marquinhos: “Non credo di farcela”

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IL MESSAGGERO (U. Trani) – Sotto il sole, sull’unico campo in erba del Villaggio Azzurro di Novarello a dieci chilometri dal centro città, De Rossi corre, fuori dal gruppo, sotto gli occhi del ds Sabatini e seguito dal preparatore atletico Chinnici. Scatti e allunghi, nel finale anche un po’ di pallone, mentre i compagni fanno lavoro di scarico e quelli che non hanno giocato a Torino lavorano con Andreazzoli sulla tattica, concludendo l’addestramento con una partitella. Marquinhos esce subito dal campo, Pjanic nemmeno ci entra. Il brasiliano si ferma in palestra per rinforzare la muscolatura: deve sorreggere il ginocchio destro che ancora gli dà fastidio. […]

I DUBBI DI AURELIO
Stramaccioni non riconosce l’Inter. Più di una squadra è già fuori dalla semifinale di ritorno di Coppa Italia. Oltre agli squalificati Pereira e Guarin, impressionante la lista degli infortunati: Cassano, Milito, Palacio, Nagatomo, Gargano, Stankovic, Obi, Castellazzi e Mudingayi. E Chivu è in bilico. I nerazzurri sono messi male. «Ma il campo è quello che conta. Anch’io sono preoccupato. E non solo per Pjanic» spiega Andreazzoli. De Rossi da una settimana non lavora con i compagni, Destro non ha i 90 minuti nelle gambe e Marquinhos non sta bene. […]

LA PROMESSA AI TIFOSI
«Vi ho portato i campioni del mondo» sorride Andreazzoli davanti a un gruppo di tifosi giallorossi. Sono una cinquantina. Vanno e vengono: chi torna al lavoro, chi esce prima da scuola. Perrotta e De Rossi firmano autografi, con loro anche Florenzi, Balzaretti e Marquinhos. «Il ginocchio mi fa ancora male e non so se ce la faccio, ma so che non dovrò fare segnare Rocchi» garantisce il giovane difensore brasiliano. Gregorio Maiorana chiede al tecnico di vedere Totti: «Voglio l’ autografo sul braccio, per farmi un tatuaggio». Andreazzoli gli boccia l’iniziativa. Da papà più che da allenatore.

De Rossi: “Inter in difficoltà, approfittiamone. Totti può riprendere Piola”

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GIALLOROSSI.NET– Il centrocampista della Roma Daniele De Rossi ha rilasciato alcune dichiarazioni al canale ufficiale del Novara calcio Novara Channel. La Roma infatti è in ritiro nel centro sportivo dei piemontosi in vista della sfida di mercoledì contro l’Inter. Queste le sue parole:

“Ho rimediato una distorsione al derby e ancora accuso del dolore ma siamo in questo centro per prepararci al meglio e provare a passare il turno domani contro l’Inter. Il centro sportivo di Novarello è incredibile, una realtà come il Novara, che si è affacciata al grande calcio negli ultimi anni, ha sviluppato un centro del genere con una rapidità incredibile. In Serie A sono pochissime le squadre che possono usufruire di un centro sportivo come questo. Un ricordo di Roma-Novara? E’ stata la mia prima partita su un campo sintetico, ricordo che pioveva molto ma il campo ha retto alla perfezione permettendoci di disputare una gara difficilmente giocabile su un altro terreno. Ricordo che poi mi sono fermato a Novara con un mio grande amico, la mia ragazza, insomma ho passato una bella giornata”.

Su Totti e il record di Piola.

“Il nostro capitano, con il nostro aiuto, entro 3/4 anni potrebbe raggiungere quello che è il record più clamoroso del calcio italiano. Già oggi Totti ha raggiunto una cifra incredibile di reti nel campionato italiano e, con tutto il rispetto per Piola campione indiscusso, credo che oggi sia più difficile segnare rispetto ad una volta quando le gare terminavano con molti gol. Oggi è un calcio molto più tattico e fisico quindi fare i gol che ha fatto Francesco nel 2000 è un risultato da record. Con un pò di anni potrà raggiungere allo stesso modo Piola”.

Il Novara la scorsa stagione ha sconfitto sia all’andata che al ritorno l’Inter in campionato. Un buon auspicio per la Roma?
“Speriamo possa portarci fortuna Novarello, anche se a noi basterà un pareggio per accedere alla finale di Coppa Italia. Noi stiamo bene nonostante la partita molto brutta di Palermo e passare il turno è nelle nostre corde. Non li sottovalutiamo ma l’Inter sta vivendo un momento un pò difficile per via degli infortuni. Non possiamo non prendere al balzo questa palla…”.

Sabatini non scarta Andreazzoli

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GIALLOROSSI.NET – La riconferma di Andreazzoli per il prossimo anno non è un’ipotesi ancora completamente da scartare. Secondo quanto riferisce il giornalista del Corriere dello Sport Guido D’Ubaldo ai microfoni di Radio Radio, il direttore sportivo della Roma Walter Sabatini sarebbe orientato verso una conferma del tecnico toscano, soprattutto in caso di vittoria della Coppa Italia.

Diverso il parere di Franco Baldini, che vorrebbe cambiare con un tecnico più blasonato: il prescelto del dg è infatti Massimiliano Allegri, con cui ha già allacciato un contatto diverso tempo fa.

 

Inter a pezzi, ma con la Roma sarà battaglia

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GIALLOROSSI.NET – Stramaccioni perde i pezzi e conta gli uomini che gli restano a disposizione in vista della sfida decisiva di mercoledì prossimo, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia che metterà di fronte Inter e Roma.

La maledizione degli infortuni non ha risparmiato i nerazzurri, falcidiati anche domenica scorsa contro il Cagliari: alla già lunga lista degli indisponibili si aggiungono infatti anche Gargano (lesione al retto femorale) e Nagatomo (rottura del menisco). Se si considera poi che Pereira e Guarin sono squalificati, la formazione che Stramaccioni manderà in campo sarà obbligata.

In porta giocherà Handanovic, la difesa sarà formata da Zanetti e Juan Jesus sugli esterni, con Ranocchia (recuperato in extremis) e Samuel centrali. A centrocampo insieme a Cambiasso giocheranno i neo-acquisti di gennaio Kuzmanovic e Kovacic. Stankovic potrebbe scendere in campo dal primo minuto, ed è probabile che Stramaccioni gli chieda di stringere i denti. In attacco la coppia Rocchi-Alvarez.

Una squadra decimata, ma che resta comunque una formazione esperta e temibile: Zanetti, Cambiasso, Alvarez, e Rocchi (bestia nera dei giallorossi) sono giocatori che possono creare sempre grattacapi. Il morale dei nerazzurri è sotto terra, ma mercoledì sarà per loro, come per la Roma,  la partita della vita. E con uno stadio pieno e pronto a trascinare i suoi, passare il turno sarà tutt’altro che una passeggiata. Ad accrescere l’apprensione in casa giallorossa c’è anche la recente designazione di Bergonzi come direttore di gara: una scelta che fa tremare i polsi al tifoso più smaliziato.

Di Marzio: “La Roma vuole Wallace, il problema con il Chelsea è il riscatto”

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CENTRO SUONO SPORT – Il giornalista ed esperto di mercato Gianluca Di Marzio è intervenuto a Centro Suono Sport. Queste le sue parole:

L’Inter è in emergenza.

Pensare che Stramaccioni sia il problema dell’Inter mi sembra sbagliatissimo. L’Inter contro la Roma sarà in emergenza, la Roma mi sembra favorita anche per la condizione psicologica.

Arbitrerà Bergonzi.

Mmm. E’ un po’ migliorato ultimamente. E’ stata una stagione abbastanza positiva la sua.

Ieri a Torino era presente il figlio di Ferguson…

E’ venuto per visionare Ogbonna. Che però non mi è piaciuto: secondo me al momento non è da Manchester, ma nemmeno da Roma. Ieri sul gol di Osvaldo ha commesso un brutto errore.

Inter danneggiata a Cagliari?

Ha commesso due errori: uno c’era, quello su Ibarbo, e l’altro invece no.

E’ vera la storia della Roma e del prestito di Wallace?

Assolutamente si. Il Chealse non può tesserarlo perchè extracomunitario, ma lo ha pagato tanto. La Roma che era già sul giocatore prima del Chelsea lo vorrebbe. La Roma però non vuole tenerlo in prestito per un anno per poi perderlo a fine stagione come una piccola squadra. La Roma vuole riscattarlo e si sta discutendo su questo. E’ questo il problema, il Chelsea preferirebbe darlo in prestito secco a una squadra.

De Rossi e Osvaldo?

Su Osvaldo la Roma fa bene a smentire che è in vendita, altrimenti lo svaluti.Osvaldo è un capitale della Roma, ha un talento indiscutibile. Se è recuperabile il rapporto, e se lui migliora negli atteggiamenti, può anche restare. Ma ci sono squadre pronte ad infilarsi in questi problemi. Per De Rossi è presto per parlarne, molto dipenderà dal futuro degli allenatori di Real Madrid e City. E’ un mercato talmente importante  quello di Daniele che se ci sarà, sarà condizionato dal momimento degli allenamenti in Europa.

Verratti per De Rossi?

Verratti è uno dei centrocampisti centrali giovani più forti d’Europa. Io non credo che sia in vendita. Se il SPg tornasse su De Rossi, lo farà a prescindere.

 

 

 

Mercato, la Roma vuole Flavio Ferreira

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GIALLOROSSI.NET  – La Roma e Sabatini sarebbero sulle tracce di Flavio Ferreira. L’indiscrezione di mercato arriva direttamente dal Portogallo, dove gioca questo ragazzo di ventuno anni. Secondo quanto riportato dal portale online abola.pt, la Roma sarebbe intenzionata ad acquistare il calciatore lusitano dell’Academica, valutato circa 2 milioni e mezzo di euro.

Il calciatore portoghese può disimpegnarsi sia da difensore centrale che da centrocampista arretrato. Cresciuto nel Covilhã, squadra di seconda divisione portoghese, il giocatore si è messo in mostra per le sue prestazioni di ottimo livello ed è stato acquistato dall’Acadmeica, facendo così il salto nella massima serie.

 

ON AIR – Corsi: “Tra Lamela e Pjanic c’è un abisso”, Petrucci: “Bradley meglio dell’ultimo De Rossi”, Bersani: “Giocando così si vincerà poco”.

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ON AIR (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Franco Melli (Radio Radio): “Temo che ci sia la voglia di compensare i torti subiti dall’Inter. La Roma deve stare attenta a questo.”

Furio Focolari (Radio Radio):Salva la stagione chi vince la finale, non chi ci arriva.”

Stefano Petrucci (Tele Radio Stereo): “Bradley ha giocato meglio di quanto abbia fatto De Rossi nelle ultime apparizioni. Ma Bradley rimane un giocatore da panchina, non può fare il titolare in una squadra che ha ambizioni importanti.”

Tony Damascelli (Radio Radio): “Inter-Roma? Sono due mezze squadre, divise da un fuoriclasse come Francesco Totti”.

Mario Corsi (Centro Suono Sport): “Spero che Andreazzoli se ne vada, perchè dice delle cose imbarazzanti. Ma ieri ha fatto bene: non ha fatto giocare Totti per tenerlo fresco mercoledi. Tra Pjanic e Lamela c’è un abisso: Pjanic ha due piedi favolosi ma sparisce spesso dal campo. Contro l’Inter sarà un pro forma: ai nerazzurri gli mancano tutti i giocatori più forti.”

David Rossi (Tele Radio Stereo): “Partita dal gioco non esaltante, ma almeno la Roma è riuscita a conquistare una vittoria molto importante per la classifica. I tre punti di ieri ci regalano una perla strepitosa, un gol alla Lamela. Io personalmente, ma perché sono malato, ho visto un paio di cosette di Dodò che fanno capire che i numeri ce li ha. Spero trovi il modo per offrirli con continuità”.
 

Dario Bersani (Tele Radio Stereo): “E’ una vittoria che fa morale. Pesante in senso positivo, perché influenza l’umore e ha degli effetti pratici sulla classifica, che adesso è più decente. Va bene limitatamente a ieri, ma continuando a giocar così i tre punti li vedremo poco, da qui alla fine”

Luca Valdiserri (Rete Sport):Che partita ho visto? Migliore di quella che mi aspettavo. Immaginavo una Roma con la testa già all’Inter, però poi la squadra con un pò di fortuna si applicata molto. La Roma si è rimessa in corsa anche per il quinto posto, e questo è un bel paracadute nel caso mercoledì vada male”.   

Ugo Trani (Rete Sport): “Osvaldo? Io avevo già detto che la responsabilità sul discorso di Londra era della società prima che del giocatore. Meglio che vada a Londra piuttosto che nascosto dentro ad un bar. Ieri non è andato a salutare i tifosi insieme alla squadra, ma ognuno fa quello che vuole. Non cominciamo a dire che doveva andare li’, doveva fare questo e quello. Ognuno fa quello che si sente. Molti non si sono accorti dell’impegno che ha messo durante la fase di riscaldamento pre-gara. Io ero li’ e l’ho visto con i miei occhi”.   

Roma, niente stravolgimenti: bastano tre acquisti di livello

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GIALLOROSSI.NET – Con la vittoria di ieri la classifica della Roma assume un aspetto migliore, più decoroso, ma ugualmente deludente. Il quinto posto non può essere preso certo come un traguardo ambizioso, ma almeno ripartire il prossimo anno dall’Europa League sarebbe meglio di niente.

La vittoria contro il Torino non fa dormire sonni tranquilli: una partita che di buono ha solo il risultato, e il gol pazzesco di Erik Lamela. Per il resto si è vista la solita pochezza tattica, che sottolinea con forza  un punto fermo per la prossima stagione: la Roma ha bisogno di un allenatore con la A maiuscola. Un tecnico di personalità, che sappia ridare motivazioni e gioco ad un gruppo che va avanti a intermittenza, e sempre sulle invenzioni dei singoli.

Per questo motivo sarà molto importante non sbagliare mercato, partendo proprio dal nome del prossimo mister. La rosa poi avrebbe bisogno di diversi ritocchi, soprattutto in difesa e a centrocampo. Ma affidarsi all’ennesima rivoluzione, puntando su giocatori giovani e poco conosciuti (leggi Piris, Tachtsidis, Josè Angel o Kjaer) non si è dimostrata una strategia vincente, soprattutto per un progetto a medio-lungo termine.

Più sensato sarebbe non stravolgere la rosa, limitandosi ad un paio di cessioni (anche dolorose) per rafforzare poi la squadra con tre-quattro acquisti di livello. Giocatori affidabili, che abbiano già maturato esperienza in squadre importanti, che abbiano qualità tecniche, ma che soprattutto aggiungano a questa squadra personalità e carisma. Qualità difficilmente rintracciabili in giovani promesse pescate in giro per il mondo.

Questa Roma i suoi giovani talenti li ha già trovati: Marquinhos, Dodò, Pjanic, Florenzi, Lamela, Nico Lopez, Destro sono calciatori su cui i giallorossi costruiranno il suo futuro. Adesso però serve rafforzare la squadra, puntellandola alle fondamenta con tre giocatori di livello. Solo così il progetto può portare a risultati concreti, senza dover attendere altri due o tre anni prima di poter competere per traguardi più ambiziosi.

Torino-Roma, le pagelle dei quotidiani: Lamela il migliore, bocciato Balzaretti

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GIALLROSSI.NET – Queste le pagelle dei quotidiani di Torino-Roma, partita che i giallorossi hanno vinto per due a uno. Il migliore in campo è per tutti Erik Lamela, con una media voto che supera il sette. Promosso anche l’altro marcatore, Osvaldo. Bocciato invece Balzaretti, che con una media inferiore al cinque è di fatto il peggiore in campo.

Questi tutti i voti dei principali quotidiani:

IL MESSAGGERO (M.Ferretti)

STEKELENBURG 6 Assai poco reattivo (non sa cosa fare…) nell’azione che porta al gol di Bianchi. Due volte i legni lo salvano su Cerci da fermo. Nel secondo caso, però, spizzica il pallone in maniera decisiva.

PIRIS 6,5 Giornata complicata visto che dalla sua parte c’è Santana: il piccolo paraguaiano cerca di non perdere le misure, si impegna molto. E, alla fine, fa bella figura.

BURDISSO 5,5 Perde malamente il duello aereo con Bianchi che poi va a pareggiare. Ammonito, salterà il Pescara.

CASTAN 6,5 Non si tira indietro se c’è da fare a sportellate, e lì dietro dimostra la maggiore personalità. Con le buone o con le cattive, lui c’è sempre.

BALZARETTI 4,5 Fischiatissimo dai suoi ex tifosi per la parentesi juventina, pennella sulla testa di Osvaldo la palla del vantaggio romanista. La fase difensiva su Cerci, però, è roba delicata. E con due gialli, rimedia l’espulsione lasciando la Roma in dieci nel momento più delicato della partita.

PERROTTA 6 Parte come intermedio di destra poi Andreazzoli lo sposta momentaneamente più largo, quasi attaccante di destra. Torna in fretta alla posizione originale, comunque. Qualche buon recupero ma contributo pari allo zero alla fase di costruzione.

BRADLEY 6 Fatica a trovare una posizione tatticamente corretta e quando ha il pallone tra i piedi sembra troppo macchinoso. Un po’ meglio nella ripresa, specie quando Andreazzoli comincia a modificare l’assetto della Roma.

PJANIC 5 Non si vede praticamente mai, nel primo tempo. Intermedio di sinistra, è spesso tagliato fuori dalla manovra. E sbaglia quasi tutti gli appoggi. In avvio di ripresa esce per infortunio: Milano a rischio.

LAMELA 7,5 Sullo zeroazero ha una buona occasione, ma non è fortunato e preciso. Sul finire del primo tempo, prende (tatticamente) il posto di Perrotta entrando maggiormente all’interno del campo. Torna al suo posto, poi. E da lì s’inventa un gol letteralmente straordinario (14esimo in campionato).

OSVALDO 6,5 Durante il riscaldamento si becca gli insulti dei tifosi arrivati da Roma, poi impiega una ventina di minuti per superare Gillet di testa (gol n.12 in campionato, 16esimo stagionale).

DODÒ 5,5 Teoricamente attaccante di sinistra nel 4-3-3, come al solito le (poche) cose carine le fa vedere in fase offensiva. Quando è chiamato a difendere, dà l’impressione di essere un po’ troppo leggerino.

TOTTI 6 Per Pjanic: porta qualità in campo e impegna severamente Gillet. È pronto per la sfida di coppa Italia contro l’Inter.

FLORENZI 6,5 Per Dodò dopo la rete di Lamela: attivissimo, corre, tampona e manca di poco il gol. E uno lo salva.

MARQUINHO ng Per Perrotta: solo contenimento, con la Roma in 10.

ANDREAZZOLI 6,5 Cambia e ricambia la propria squadra e alla fine riesce a portare a casa i tre punti.

 

IL ROMANISTA (D.Giannini)

STEKELENBURG 6,5Fortunato prima, salvato dal palo quando sembrava superato dalla punizione di Cerci. Bravo poi, quando sul calcio piazzato-bis ci mette la manona e devia sulla traversa. E, forse cosa più importante, sicuro alla fine dando tranquillità quando c’era da mantenere il vantaggio.

PIRIS 6 Bello il tiro con cui per poco non trova il suo primo gol romanista. Molto meno belli i tre rinvii svirgolati e finiti tra i piedi dei giocatori granata.

BURDISSO 5 A Torino il Bandito “sbanda”. Si prende il giallo per un fallo netto su Meggiorini che gli farà saltare il Pescara e poco dopo straperde il duello fisico con Bianchi e gli spalanca la strada per il gol rimanendo in ginocchio. Un po’ l’immagine della sua giornata.

CASTAN 6 Pochi fronzoli, parecchia sostanza. Non una prestazione da rubarti gli occhi, ma quando la palla gironzola dalle sue parti, lui c’è. Per il Torino può bastare.

BALZARETTI 5 Sarà pure in gran forma, ma Cerci non è Garrincha. E’ fermabile e Florenzi nel finale lo dimostra. Lui invece, assist per Osvaldo a parte, su quella fascia soffre troppo, in un crescendo di nervosismo magari dovuto ai fischi dell’Olimpico granata che culmina col rosso che mette fine alla sua partita.

PERROTTA 6 Sarà per la fascia al braccio, ma in avvio due suoi cross sembrano partire dai piedi di Totti. Si piazza lì nel mezzo, disturba tutti gli attacchi centrali granata e corre più forte dei suoi 35 anni. Poi il caldo si fa sentire anche prima di essere costretto al cambio.

BRADLEY 6,5 Il primo vero errore della partita lo commette a una decina di minuti dal termine. Se ne rende conto e sacrifica un giallo per rimediare. Prima ci aveva messo testa, centimetri e soprattutto muscoli. Il Toro prova a incornare? Lui non fa il torero, non sventola la muleta, risponde colpo su colpo di forza.

PJANIC 6+ Solo una contusione, pare. E si può tirare un sospiro di sollievo. Perché quando i romanisti hanno visto Miralem toccarsi la caviglia e uscire hanno tremato. Perché rinunciare a Pjanic è dura e a questo Pjanic di più. Che magari a volte è un po’ leggerino, ma che ha provato a prendere la Roma per mano, cercando di non essere mai banale. Solo una contusione, pare. Meno male.

LAMELA 7+Il migliore e non solo per il gol. Che pure basterebbe solo quello per quanto è bello. Appena la palla lascia il piede morbido di Erik si possono anche chiudere gli occhi perché lo senti senza bisogno di vederlo che quella feroce carezza finirà lì dove il calcio diventa estetica pura. Quel gioiello ma non solo, anche tanta corsa, tante rincorse, tanta voglia, tanto Lamela.

OSVALDO 6 22 minuti e finisce l’ossessione di un gol che mancava da una vita e che aveva cercato dal primo minuto. A quel punto ti aspetti che giochi libero di mente, che dilaghi, che ricominci da quel bel colpo di testa per riconquistare i tifosi. E invece, tranne l’assist per il quasi gol di Florenzi, la sua partita finisce lì.

DODO’ 6- Con i capelli bagnati e senza riccioloni quasi non lo riconosci. Poi piazza l’allungo e un cross quasi perfetto nel mezzo e rivedi il talento pronto ad esplodere. Un lampo, anche un altro e poco altro da attaccante esterno in un ruolo non suo. Non molto, ma abbastanza per capire che vale la pena aspettarlo.

ANDREAZZOLI 6,5 A leggere la formazione di partenza i commenti si sono sprecati. Le perplessità pure. Ma alla fine ha avuto ragione lui, con una squadra magari non scintillante ma presente, non conturbante ma concreta, non scintillante ma vincente.

TOTTI 6,5 Scherza in panchina ma fa sul serio appena entra in campo. Una gran punizione, l’azione in contropiede e… tecnicamente la palla per il gol di Lamela l’ha data lui.

FLORENZI 6,5 Carico come una molla, mette piede in campo e si accende in un istante. Quello che manca per buttarla dentro dopo un contropiede iniziato e portato avanti a 100 all’ora. Quasi decisivo davanti, sicuramente decisivo dietro quando si piazza alle calcagna di Cerci e lo blocca.

MARQUINHO SV Stavolta pochi minuti, abbastanza per coprire due ruoli: centrocampista e esterno di difesa.

 

GAZZETTA DELLO SPORT (P.Archetti)

STEKELENBURG 6 Lento nel capire il rimpallo sul gol, devia sulla traversa il possibile 2 1. PIRIS 6 Tentenna dietro (due rinvii a caso) ma sfiora la terza rete.

BURDISSO 5,5 In ritardo su Bianchi ed è punito. Sarà anche squalificato.

CASTAN 6 Resta fuori dalla scene più rischiose. Sei recuperi.

BALZARETTI 5 Cresciuto in granata, passato in bianconero: un uragano di fischi lo condiziona. Dopo l’assist a Osvaldo fa crossare il pari e stende Cerci da ammonito. Rosso inevitabile.

PERROTTA 6 Abbastanza pulito in fase difensiva (6 palle recuperate), non troppo incisivo nell’altra (Marquinho s.v.)

BRADLEY 6 Alterna importanti catture e perdite sbadate.

PJANIC 5,5 Spesso fuori dal gioco, 8 palloni persi. Esce k.o. TOTTI 6 Si fa vedere non solo per una botta che Gillet respinge.

7 IL MIGLIORE LAMELA Un gran colpo per sbancare l’Olimpico granata e arrivare alla rete numero 14.

OSVALDO 6,5 Non era titolare dal 3 marzo, non segnava dal 27 gennaio. Fa soltanto il gol ma lo aiuterà dopo critiche e baruffe.

DODO’ 6 Terzino con Zeman, terza punta qui. Non travolge e non si fa travolgere, offre una palla gol a Lamela.

FLORENZI 6,5 Inizia ma non chiude un contropiede da manuale, toglie dalla porta un tiro cross velenoso.

ANDREAZZOLI 6,5 Gira e rigira, torna al 4 3 3 zemaniano. È fortunato in alcune situazioni però le mosse della ripresa fanno effetto.

 

CORRIERE DELLO SPORT (R. Boccardelli)

Stekelenburg 6 – Potrebbe fare di più e di meglio in occasione del gol di Bianchi. Ad esempio uscendo con prontezza. Nel secondo tempo nega il gol a Cerci deviando sulla traversa una punizione destinata al gol.

Piris 6,5 – Ingaggia duelli su duelli con Santana e ne esce quasi sempre vincente. Non sarà un modello di stile, ma in campo il suo lo fa sempre. Gillet gli nega il gol nell’unica sortita della ripresa.

Burdisso 6 – Combina un mezzo pasticcio in occasione del gol di Bianchi. Per il resto però tiene bene la posizione e nel finale guida la resistenza del fortino giallorosso.

Castan 6,5 – Dalle sue parti non si passa, si guadagna anche una punizione dal limite mal sfruttata da Lamela.

Balzaretti 5 – A disagio con Cerci, fischiatissimo dal pubblico granata che gli rimprovera ancora il passaggio alla Juve. Due ammonizioni per lo stesso fallo, la seconda forse eccessiva e si prende il rosso da Romeo. Di buono, il cross per l’inzuccata vincente di Osvaldo.

Perrotta 6 – La solita generosità, cerca di andare in aiuto di chi ne ha bisogno. Non gli si può chiedere anche di illuminare il gioco.

Bradley 6,5 – Fa diga in mezzo al campo in fase di non possesso. Recupera parecchi palloni e in alcuni frangenti, soprattutto nei momenti più difficili sembra quello che tiene la Roma a galla.

Pjanic 5,5 – Non riesce mai a trovare la posizione per incidere positivamente. Perde molti palloni, s’infortuna ad inizio ripresa. Non era proprio la sua partita quella di ieri a Torino.

Totti (9’ st) 6,5 – Entra lui e la Roma si scrolla di dosso molte delle sue ansie. Un destro ciclonico costringe Gillet al paratone, poi distribuisce palloni con la solita sapienza tattica e tecnica.

Lamela 7 – A volte si intestardisce inutilmente sul portare palla quando cercando l’uno-due potrebbe fare molto male agli avversari. Ma poi, al momento della verità, sfodera un sinistro da leccarsi i baffi. E’ il gol della vittoria, quattordicesimo in questa stagione. Applausi.

Osvaldo 6,5 – Dov’era finito Osvaldo? Da nessuna parte. E lì al centro dell’area di rigore a piazzare di testa in gol il cross di Balzaretti. Se si dedicasse sempre e solo al mestiere che sa fare meglio (segnare) sarebbe l’Osvaldo da custodire gelosamente. Ma dipende solo da lui.

Dodò 6 – Presenza soprattutto tattica, svolge bene il suo lavoro lasciando intravedere di tanto in tanto di avere forti margini di crescita.

Florenzi (21’ st) 6,5 – La sostituzione giusta al momento giusto. In 25 minuti Alessandro fa di tutto: centrocampista, terzino, attaccante. Sfiora un gol, ne salva un altro. Va a raddoppiare su uno scatenato Cerci frenandone le discese. E’ l’uomo in più con la Roma in dieci.

Andreazzoli (all.) 6,5 – Presenta una Roma forse troppo appiccicata all’avversario sul piano tattico. Gli episodi lo premiano. Determinanti i cambi che azzecca in toto.

Osvaldo gol, ma niente saluto ai tifosi

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FONTE: IL MESSAGGERO – I tifosi giallorossi hanno sfogato ieri, prima del calcio di inizio, il malumore nei confronti di Osvaldo.Quando la Roma è entrata in campo per il riscaldamento, ha scelto la zona di campo più vicina ai mille tifosi giallorossi presenti a Torino.

Osvaldo, durante gli esercizi, ha dovuto ascoltare insulti che forse aveva messo in preventivo. Fanno parte del gioco. Quando ha segnato il primo abbraccio è stato di Burdisso, con il quale aveva avuto uno screzio in settimana: feeling ritrovato. Al fischio dell’arbitro, ha lasciato il campo e  ha voltato le spalle ai tifosi giallorossi, infilandosi nel tunnel che porta allo spogliatoio, mentre gli altri compagni andavano a ringraziare la gente. Il feeling tra il bomber e i suoi tifosi è ancora tutto da ricostruire.

Sabatini: “Osvaldo non è sul mercato”

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GIALLOROSSI.NET –  Dopo ben due mesi e mezzo, Osvaldo torna a fare gol. Il suo ultimo centro risale a Bologna-Roma, quando sulla panchina giallorossa c’era ancora mister Zeman. E mentre in Inghilterra lo danno vicinissimo al Tottenham di Villas Boas, Sabatini lo toglie dalla lista dei cedibili.

Il direttore sportivo, in diretta tv, allontana le società che cercano l’attaccante: “Mediaticamente è stato messo in vendita dal 1 gennaio. La società non lo ha messo in vendita e siamo contenti. È un po’ esuberante, ma è un bravissimo ragazzo. La gestione dei giocatori è difficile, qualche reazione scomposta ce l’hanno, ma parliamo di un giocatore formidabile. Osvaldo piace molto anche alla Roma. Soprattutto alla Roma, direi”.

Nonostante le parole di Sabatini però il futuro dell’attaccante appare sempre incerto. Le dichiarazioni del ds paiono più una strategia (corretta) per far rivalutare il prezzo di Osvaldo, la cui valutazione era crollata dopo le sue ultime discutibili prestazioni, dentro e fuori dal campo.

Pjanic rischia di dover saltare l’Inter

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IL MESSAGGERO  (U.Trani) – Miralem Pjanic cade dopo un azione d’attacco e chiede il cambio da terra. Il bosniaco si stringe la caviglia sinistra: trauma contusivo. È come se fosse una ricaduta, quaranta giorni dopo. Si fece male, stessa caviglia, durante la gara con il Genoa all’Olimpico il 3 marzo, anche se in quel caso la diagnosi fu peggiore: trauma distorsivo. Rimase fuori quasi un mese, rientrando il 30 marzo, per giocare solo la ripresa con il Palermo. Adesso rischia di saltare la semifinale di Coppa Italia contro l’Inter.

Francesco Totti festeggia il successo ritrovato e si prepara alla sfida di Milano: «Sappiamo cosa ci giocheremo a San Siro: la finale di Coppa Italia come posta in palio». “La gara di Milano è la più importante: tutti vogliamo giocare la finale contro la Lazio e vincere la coppa” ammette Piris. Florenzi avverte: «Vediamo se l’Inter mi porta davvero bene».