Seria A, il derby Roma-Lazio posticipato a lunedì 8 aprile ore 20:45

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LEGASERIEA – La Lega Calcio ha comunicato anticipi e posticipi delle giornate dall’11ª alla 13ª del campionato di serie A. Il derby Roma-Lazio si giocherà lunedì 8 aprile alle 20,45. La partita è stata posticipata a causa degli impegni della Lazio in Europa League.

11ª GIORNATA RITORNO
Sabato 30 marzo 2013 ore 15.00 ATALANTA – SAMPDORIA
Sabato 30 marzo 2013 ore 15.00 CAGLIARI – FIORENTINA
Sabato 30 marzo 2013 ore 15.00 GENOA – SIENA
Sabato 30 marzo 2013 ore 15.00 INTER – JUVENTUS
Sabato 30 marzo 2013 ore 15.00 LAZIO – CATANIA
Sabato 30 marzo 2013 ore 15.00 PALERMO – ROMA
Sabato 30 marzo 2013 ore 15.00 PARMA – PESCARA
Sabato 30 marzo 2013 ore 15.00 UDINESE – BOLOGNA
Sabato 30 marzo 2013 ore 18.30 CHIEVO – MILAN
Sabato 30 marzo 2013 ore 21.00 TORINO – NAPOLI

12ª GIORNATA RITORNO
Sabato 6 aprile 2013 ore 18.00 JUVENTUS – PESCARA
Sabato 6 aprile 2013 ore 20.45 INTER – ATALANTA
Domenica 7 aprile 2013 ore 12.30 FIORENTINA – MILAN
Domenica 7 aprile 2013 ore 20.45 NAPOLI – GENOA
Lunedì 8 aprile 2013 ore 20.45 ROMA – LAZIO

13ª GIORNATA RITORNO
Sabato 13 aprile 2013 ore 18.00 PESCARA – SIENA
Sabato 13 aprile 2013 ore 20.45 ATALANTA – FIORENTINA
Domenica 14 aprile 2013 ore 12.30 PALERMO – BOLOGNA
Domenica 14 aprile 2013 ore 20.45 MILAN – NAPOLI
Lunedì 15 aprile 2013 ore 20.45 LAZIO – JUVENTUS

Verso Roma–Parma: analisi, statistiche e curiosità del match

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GIALLOROSSI.NET (A. Diofebbo) – Habemus Roma – Parma. Dopo l’elezione di Papa Francesco (inutile citare i rimandi a quel ragazzino che a trentasei anni ancora continua a stupire) e la decisione di rimandare la sua intronizzazione al 19 Marzo, si è avuta oggi, finalmente, la certezza che la partita si giocherà regolarmente Domenica 17 Marzo alle 20.45.  Scongiurato dunque il rischio rinvio.

FRONTE PARMA – Arriva quindi all’Olimpico un Parma ritrovato. La vittoria, prima di quella conseguita domenica in casa contro il Torino in rimonta, non si vedeva dall’epifania. Da lì, un momento buio che ha fatto poi dimenticare le belle prestazioni ottenute nel 2012. Il Parma, proprio per la tripletta segnata dall’italobrasiliano nell’ultimo turno, non potrà che ripartire da Amauri. Chi rischia invece di non scendere in campo saranno Valdes e Mesbah. Il primo non sta attraversando un grande periodo di forma e Donadoni potrebbe concedergli un turno di riposo; il secondo invece ha accusato in settimana un affaticamento muscolare e rimarrà in dubbio fino all’ultimo, giocandosi una maglia da titolare per la fascia sinistra col compagno di reparto Gobbi. Chi non sarà probabilmente nemmeno in panchina sarà Coda che lascerà la ‘nuova’ difesa a tre, se dovesse essere riproposta, in mano a Benalouane, Paletta e Lucarelli. Il terzetto sarà supportato da Biabiany sulla sinistra, nonostante la prestazione opaca contro il Toro. Se la formazione emiliana dovesse ripartire dal 3-5-2, a far coppia con Amauri sarà Sansone, autore di un gol e un assist nell’ultimo turno di campionato, che dovrebbe aver smaltito completamente i problemi fisici.

QUI TRIGORIA – Tanti dubbi invece per la formazione di Mister Andreazzoli che dopo il deludente pareggio di Udine, cerca subito il riscatto per agganciare la zona Europa. Nell’allenamento di oggi sono risultati assenti Pjanic, Destro e Torosidis. Di questi, solo il greco dovrebbe essere convocato. La difesa a tre invece, punto nevralgico della gestione dopo-Zeman, ritrova Marcos che affiancherà Burdisso e Castan. I dubbi cominciano dal centrocampo in giù. Se De Rossi (presenza numero 300 per lui), Bradley, Lamela e Totti (527° presenza, agganciato Rivera) sembrano sicurissimi di un posto, il resto è ancora da inventare. Osvaldo, Dodò, Florenzi, Marquinho, Perrotta, Torosidis si giocheranno fino all’ultimo un posto da da titolare. Dubbi su Osvaldo che, pur essendo stato mandato in panchina contro l’Udinese, potrebbe strappare un posto nell’undici iniziale. Se non dovesse essere così, potrebbe essere Florenzi a fare un passo indietro e lasciare le redini dell’attacco in mano alla coppia Lamela – Totti. Sulle fasce dipenderà da Torosidis : se dovesse farcela, il numero 35 sarà a destra, relegando quindi Marquinho sulla sinistra. Altrimenti scalpitano Florenzi e Piris.

L’ANALISI TATTICA – Come sempre l’atteggiamento del Parma sarà sicuramente più equilibrato e rinunciatario rispetto a quello giallorosso, non rinunciando però alle ripartenze, puntando sulla rapidità di Biabiany. Particolare attenzione dovrà prestare la Roma ai movimenti dei due attaccanti agli ordini di Donadoni, che avranno come sempre il compito di muoversi tra le linee e cercare poi successivamente la profondità. La Roma invece, punterà sulla difesa a tre, cercando di allargare le maglie avversarie spingendo il gioco sulle fasce, con i movimenti di Lamela, Torosidis e Marquinho, coadiuvati da un Totti, come sempre, in cabina di regia.

I NUMERI – Della partita sarà anche l’arbitro Russo, designato quest’oggi. La Roma con Russo non ha mai pareggiato, portando a casa 3 vittorie e 2 sconfitte, tra cui la sciagurata direzione di Brescia. La cornice di pubblico sarà come sempre importante e sugli spalti dovrebbero esserci intorno alle 35.000/40.000 persone. Se parliamo di Parma, parliamo di Totti : il nostro Capitano ha segnato ben 17 gol in carriera alla squadra gialloblu e tutti aspettano un’altra rete per poter effettuare il definitivo sorpasso a Nordahl. Proprio per questo potrebbe essere l’occasione giusta. Chiudiamo con una curiosità : la Roma, nella partita successiva al Conclave, non ha mai vinto. È per questo che l’insediamento di un Papa di nazionalità argentina, speriamo possa aiutare i giocatori sudamericani presenti tra le fila giallorosse. In questo caso Osvaldo, che non segna dal match contro il Bologna. E che questo possa aiutare anche la Roma ad invertire questo curioso trend negativo.

Zago: “Abbiamo tanti giovani forti. La Roma può stare tranquilla per il futuro”

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ASROMA.IT – Questa l’intervista ad Antonio Carlos Zago apparsa sul sito ufficiale del club giallorosso:

Antonio Carlos Zago, campione d’Italia con la Roma nel 2001, domenica sera prima di Roma-Parma sarà celebrato dall’Olimpico come grande ex della storia giallorossa. Emozionato?
“Sì, moltissimo. Questa maglia mi ha sempre suscitato grandi emozioni. Credo di averla onorata sempre, ogni volta che l’ho indossata. Non a caso con la Roma ho vissuto i momenti migliori della mia carriera”.

Il suo curriculum romanista recita: arrivato a Trigoria nel gennaio ’98, 4 campionati e mezzo da titolare, 1 titolo tricolore.
“Uno scudetto vinto qui vale 10 conquistati con il Milan o la Juventus. È stato un onore far parte di quella rosa così forte. Meritammo quella vittoria, dominammo il torneo dalla prima all’ultima giornata”.

Ricordi di quel 17 giugno, Roma-Parma, ultimo turno di quella stagione?
“Si creò un po’ di giusta tensione nella settimana che precedette la partita con il Parma, dato che a Napoli non riuscimmo a conquistare i 3 punti che ci avrebbero permesso di festeggiare con 7 giorni di anticipò. Ma fu più bello così, davanti la nostra gente”.

Il rapporto con i tifosi?
“È sempre stato splendido, forse anche loro percepivano quanto tenessi a questa squadra. La Curva Sud dà emozioni forti, è il tifo più caldo e bello d’Italia. Lo paragono a quello brasiliano del Corinthians e del Flamengo”.

A proposito di Corinthians, un giudizio sui brasiliani arrivati quest’anno proprio di scuola “Timao”: Castan, Dodò e Marquinhos?
“Castan è un difensore d’esperienza, forte fisicamente, un po’ come ero io. Marquinhos lo conosco da quando aveva 14 anni, dato che in passato sono stato direttore sportivo del Corinthians. Si vedeva che era forte, per me può diventare tra i migliori interpreti del ruolo del mondo. Lui e Castan possono essere i nuovi Aldair e Zago. Per non parlare di Dodò, non ha avuto ancora l’opportunità di mettersi in luce, ma sarà un giocatore importante. E non trascurerei nemmeno gli altri due brasiliani, Taddei e Marquinho, due elementi sui quale si può fare sempre affidamento”.

Tornando ai suoi anni, differenze tra i due tecnici che ha avuto nella Roma da calciatore, Zeman e Capello?
“Zeman tatticamente resta uno dei migliori al mondo. Capello, invece, era un sergente di ferro, sapeva tutto di tutti. Ho imparato tanto da entrambi, come sto apprendendo altrettanto da Andreazzoli. Questa esperienza a Trigoria da collaboratore tecnico mi sta dando tanto, mi piacerebbe diventare tra qualche anno un primo allenatore”.

Che idea si è fatto di questa rosa di calciatori?
“Ci sono tanti giovani fortissimi, la Roma può stare tranquilla per il futuro”.

 

LEGGI L’INTERVISTA ORIGINALE

SONDAGGIO – Dopo la vicenda Qaddumi, avete fiducia nella proprietà americana?

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GIALLOROSSI.NET – Il recente fallimento della trattativa tra la proprietà americana della Roma e lo sceicco Al Qaddumi sta lasciando strascichi polemici a non finire. James Pallotta e i suoi uomini hanno precisato che il mancato accordo con il il mancato accordo con il potenziale socio arabo non influirà sui progetti della Roma.

Vi chiediamo: dopo questa vicenda, avete ancora piena fiducia nella proprietà americana? Dite la vostra!

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(LIVE) Vegas (pres. Consob): “Qaddumi come Totò con la fontana di Trevi”

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GIALLOROSSI.NET – La vicenda Al Qaddumi si è conclusa nel modo peggiore possibile, con una inaspettata  fumata nera che lascerà pesanti strascichi e code interminabili di polemiche.

As Roma-Nike, nel 2014 nascerà una NewCo

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SPORTECONOMY.IT – La città di Roma, insieme all’AS Roma, sarà al centro della futura strategia marketing del colosso Nike. Da poche ore infatti è ufficiale l’accordo tra la casa di abbigliamento dell’Oregon e il club di Trigoria. Un’operazione, che, secondo quanto risulta a Insideroma.com, è stata gestita e coordinata direttamente da Mark Pannes (per l’AS Roma) insieme con i vertici europei di Nike. L’azienda a stelle e strisce vestirà i giallorossi per i prossimi 10 anni. L’importo dell’operazione non è stato ancora svelato ai media e agli addetti ai lavori. Il Corriere dello Sport parla di una cifra “monstre” pari a 100 milioni di euro, più vicina alla realtà quella dichiarata da SkySport24 (più di 50 milioni di euro). L’Inter (sempre griffata Nike), per esempio, incassa solo a livello di fisso più di 11 milioni, ma l’importo delle sponsorship tecniche è strettamente collegato anche ai bacini di utenza delle tifoserie, vero trampolino di lancio per le vendite del merchandising.

In attesa di conoscere la cifra esatta, di sicuro c’è la nascita di una “NewCo” gestita al 50% da Nike e al 50% dalla stessa AS Roma, che, presumibilmente, andrà ad inserire in questa nuova struttura una parte dei funzionari dell’area licensing giallorossa. Nike utilizzerà lo stesso modello marketing/commerciale testato a Torino con la Juventus, di cui è partner tecnico. La stragrande maggioranza del portfolio licenze passerà attraverso l’azienda americana, che inserirà il logo dello swoosh su tutti i capi di abbigliamento (non solo sul materiale replica da gara). L’ingresso dell’AS Roma nella famiglia Nike permetterà al club italiano di essere veicolato e venduto (se parliamo di merchandising) in tutta la rete mondiale.

Per il colosso a stelle e strisce l’operazione rientra tecnicamente in quelle che si chiamano “smart sponsorship”, ovvero delle operazione di sponsorizzazione, che vanno al di là dell’apposizione di un logo su una divisa di gara o della fornitura di materiale tecnico. In questo caso infatti Nike può utilizzare l’immagine del football club insieme a quella della città di Roma ed è probabile che dal 2014 i negozi monomarca diventeranno dei veri e propri terminali per le vendite ai turisti (innamorati della città eterna) di materiale giallorosso. Unica nota stonata l’operazione ponte della stagione 2013/14, quando l’AS Roma utilizzerà materiale tecnico unbranded in attesa dello sbarco commerciale degli americani a Roma.

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Unicredit stanca di mettere i soldi. Adesso mostra il conto a Pallotta

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FONTE: IL MESSAGGEROUnicredit si è stancata di donare sangue. Usa questi esatti termini Rosario Dimito, giornalista esperto di finanza e molto vicino alla banca che possiede il 40% della Roma. Secondo quanto scrive oggi su Il Messaggero, Unicredit ha sostenuto fino ad oggi  il club giallorosso per evidenti considerazioni sociali e temendo conseguenze reputazionali.

Adesso però sono arrivati tempi difficili, anche per gli istituti di credito. E la cinghia verrà inevitabilmente tirata. Per questo motivo andrà presto in scena un incontro/scontro tra Paolo Fiorentino e James Pallotta. La posizione della banca sarà molto netta:  Unicredit sarà disposta a un ulteriore sforzo, ma a certe condizioni tassative, tra le quali l’impegno degli americani a fare gli azionisti di maggioranza. Cioè a mettere i soldi che servono, anche perchè sin dall’inizio, come è scritto nel patto, Unicredit ha dichiarato di volersi diluire al 10%. E il patto gli consentiva di farlo già entro marzo 2012.

Il tempo dunque è scaduto. “Se gli americani non hanno le risorse dovranno trovare rinforzi seri nell’azionariato che mettano soldi veri.  Non lo sceicco di Perugia”, conclude duramente Dimito.

 

Allegri, accordo di massima con la Roma

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SPORTMEDIASET.IT – Secondo il portale dedicato al mondo sportivo Massimiliano Allegri molto probabilmente saluterà il Milan al termine della stagione. Ad attenderlo c’è la Roma, con la quale il tecnico toscano avrebbe già un accordo di massima. Alla finestra c’è anche lo Shaktar Donetsk, interessato ad Allegri per il post Lucescu

 

QUI TRIGORIA – Out Torosidis. Andreazzoli prova Florenzi e Lamela dietro a Totti

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QUI TRIGORIA (Giallorossi.net) – Questa mattina la Roma è tornata ad allenarsi a Trigoria. Assenti dal terreno di gioco Torisidis (ormai out per la sfida con il Parma), Pjanic e Destro.

La squadra svolge una prima parte dedicata alla fase atletica, quindi mister Andreazzoli passa alla tattica. Nella partitella in famiglia il tecnico giallorosso ha provato una formazione con Florenzi e Lamela alle spalle di Totti unica punta.

Da segnalare un problema fisico per il giovane Romagnoli, costretto ad abbandonare il terreno di gioco zoppicando.

(SEGUONO AGGIORNAMENTI)

Sceicco addio, fine del bluff

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IL MESSAGGERO (R. DIMITO) – È ufficiale: Adnan Adel Aref Qaddumi non entra nella Roma calcio. Ma nessuna sorpresa, il copione era già scritto da tempo. As Roma SVP LLC «informa che il partner non ha consumato l’investimento, non c’è un accordo in atto per prorogare il termine per la chiusura della transazione, l’accordo preliminare deve essere considerato risolto». Questa la nota diffusa ieri sera, alla scadenza del termine-ultimatum fissato il 24 febbraio scorso, entro il quale il personaggio della Giordania che dice di essere uno sceicco, avrebbe dovuto perfezionare l’operazione. Piuttosto per lui ora la situazione potrebbe farsi più pesante, visto che la procura di Roma l’ha iscritto nel registro degli indagati per il reato di aggiotaggio.

I PALETTI DELLA BANCA – Il bluff era scontato. Unicredit, partner degli americani nel club, ne era convinto sin da subito e lo ha detto abbastanza chiaramente Paolo Fiorentino nell’intervista al Messaggero. D’altro canto la verifica sulle quattro società riconducibili a Qaddumi (tre inattive e una in perdita di 797 euro con attività per 9 mila) e l’esame della Centrale rischi di Bankitalia che evidenzia una sofferenza di 4 mila euro per un debito non pagato alla Popolare di Spoleto, lasciavano presagire l’epilogo.
Ora ci dovrà essere un chiarimento tra Pallotta, socio assieme ai suoi alleati, con il 60% di Neep e Unicredit (40%) sul futuro immediato della As Roma. E questo confronto dovrebbe tenersi a breve, nei primi giorni della prossima settimana. Perchè da qui a giugno, c’è una necessità di cassa da colmare a tutti i costi. Finora americani e banca hanno accordato finanziamenti-soci per 65 milioni che saranno assorbiti dall’aumento di capitale da 80 milioni. Ne restano, quindi da versare 15. Ma non bastano. Unicredit farà rapidamente i conti per stabilire se altri 50 milioni sono sufficienti per tenere in piedi una società che nei sei mesi finiti il 31 dicembre scorso, ha perso 26,1 milioni portando il patrimonio netto in rosso per 78,5 milioni. 
Unicredit si è stancata di donare sangue. Finora ha sostenuto il club per evidenti considerazioni sociali e temendo conseguenze reputazionali. Ma i tempi sono quelli che sono, la stretta del credito costringe le banche a razionalizzare i soldi. Ecco perchè Fiorentino si siederà al tavolo con Pallotta mettendo bene in chiaro le condizioni: la banca potrebbe fare un ulteriore sforzo, ma a certe condizioni tassative, tra le quali l’impegno degli americani a fare gli azionisti di maggioranza. Cioè a mettere i soldi che servono, anche perchè sin dall’inizio, come è scritto nel patto, Unicredit ha dichiarato di volersi diluire al 10%. E il patto gli consentiva di farlo già entro marzo 2012. Il tempo dunque è scaduto. Se gli americani non hanno le risorse dovranno trovare rinforzi seri nell’azionariato che mettano soldi veri. Non lo sceicco di Perugia.

Qualcuno ora spieghi com’è stato possibile

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IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Che Adnan al Qaddumi non fosse l’emiro del Qatar era chiaro a tutti sin dall’inizio. E i segnali che potesse trattarsi del più classico dei «soloni» (i suoi trascorsi in nord Italia raccontavano di soldi promessi e mai palesati) erano tali da rendere impossibile non dubitare. Eppure la Roma, o meglio gli americani a capo della società (che di mestiere fanno soldi con i soldi degli altri: e quindi dovrebbero esser pratici dell’argomento), ci sono cascati con tutte le scarpe.

Non che l’interruzione della trattativa con il presunto sceicco abbia cambiato di una virgola la situazione societaria giallorossa, ma di certo dal punto di vista mediatico la Roma non ne esce bene affatto. Ma volendo anche assolvere la buona fede di chi è andato a «vedere» il bluff di Qaddumi, resta inspiegabile come tutto ciò possa essere accaduto a una società che si sta muovendo come un grande club e che solo due giorni fa ha siglato un accordo decennale (10 anni, roba che nemmeno il Barca…) con il colosso dell’abbigliamento sportivo americano Nike. Per arrivare al punto di firmare un preliminare d’intesa (sottoscrivere un accordo per sancire definitivamente il quale manca solo il passaggio del cash), l’insolito «sceicco» qualcosa dovrà pure aver fornito: carteggi, fidejussioni… insomma qualcosa che rendesse verosimile la sua storia. Impensabile si possa essere presentato con fotocopia sgualcita di un estratto conto milionario. E c’è chi è pronto a giurare che la due-diligence redatta per l’occasione avesse tutti i crismi della credibilità. Resta il mistero, un dubbio che adesso qualcuno dovrà svelare. Un atto di coraggio che i tifosi giallorossi chiedono a gran voce alla società per far sì che si possa continuare a «credere» in questa proprietà e non dar più alibi ai soliti «soloni». Con quelli la Roma ha già dato!

Torosidis verso la panchina: Piris sulla fascia destra?

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IL ROMANISTA (A. F. FERRARI) – Dilemma a centrocampo: chi sostituisce Torosidis? È questo il dubbio principale di Andreazzoli in vista dell’impegno (finalmente confermato) di domenica sera contro il Parma. Dubbio generato dalle non ottime condizioni fisiche dell’esterno greco. L’ex Olympiacos, infatti, dalla sfida contro l’Udinese dove ha rimediato un affaticamento muscolare, non si è ancora allenato con il resto della squadra. Ieri, come nei giorni scorsi, ha, infatti, svolto della fisioterapia e del lavoro in palestra. Solo oggi dovrebbe scendere in campo ma solo per una sgambata e qualche esercizio. Difficile, quindi, che il tecnico giallorosso lo impegni contro il Parma visto che avrà un solo allenamento (o poco più) sulle gambe. Più probabile, quindi, che Torosidis si sieda in panchina.

Il candidato numero uno alla sua sostituzione sembrerebbe essere Piris. Il terzino paraguaino, che da quando Andreazzoli è stato promosso a primo allenatore, ha sempre giocato nei tre dietro, potrebbe avanzare la sua posizione sulla linea dei mediani. Ruolo che può ricoprire tranquillamente anche se, rispetto all’esterno greco, è meno propositivo. A far propendere il tecnico toscano per questa scelta potrebbe essere anche il rientro di Marquinhos. Il brasiliano, che in pochi mesi si è conquistato il posto da titolare, ha recuperato dall’infortunio muscolare e domenica sarà nei tre in difesa. I compagni di reparto classe ’94 dovrebbero essere Castan e Burdisso. Anche se c’è la remota ipotesi Romagnoli. Il difensore italiano soffre da qualche giorno per un affaticamento muscolare che ieri lo ha costretto a svolgere solo della fisioterapia e del lavoro differenziato. Contro il Parma ci sarà ma in panchina.

Altri candidati alla sostituzione di Torosidis potrebbero essere Florenzi e Balzaretti. Due giocatori che, comunque, dovrebbero adattarsi in un ruolo non loro. Ipotesi che non sembrerebbe essere (sulla carta) dettata dal «buon senso» di cui Andreazzoli ha spesso parlato. Scartata, invece, la possibilità di rivedere Lamela nel ruolo di esterno dove fu schierato contro la Sampdoria. Intanto prosegue la preparazione della Roma in vista del confronto di campionato con il Parma.

La squadra giallorossa, ieri, si è ritrovata a Trigoria per il terzo allenamento della settimana. Dopo lo stretching e il solito torello con flessioni punitive per chi sbaglia, Andreazzoli ha diretto la parte tattica, concentrandosi ancora (dopo la seduta del 27 febbraio, prima di Roma-Genoa) sul possesso palla. Nelle prove tattiche, Andreazzoli ha poi provato le coppie di centrocampo: Tachtsidis-Bradley e De Rossi-Perrotta. Marquinho, invece, è stato ancora testato nel ruolo di esterno sinistro. Al fulvio Bernardini, ieri, si è rivisto anche Julio Sergio: il portiere, titolare ai tempi di Ranieri, è tornato ad allenarsi con la squadra, dopo aver cercato un nuovo club disposto ad acquisire il suo cartellino, senza però riuscirci. Per quanto riguarda gli infortunati: Destro e Pjanic continuano il programma di recupero. I due si sono sottoposti ad una seduta di fisioterapia e hanno lavorato in acqua e in palestra. L’ex attaccante del Siena domani dovrebbe scendere in campo per svolgere del lavoro differenziato.

Roma, niente soldi: lo sceicco si dissolve

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LEGGO (F. BALZANI) – «Qaddumi non ha consumato l’investimento, l’accordo è da considerarsi risolto». La fumata è stata nerissima. Il presunto sceicco non ha versato i 50 milioni richiesti dalla Roma e le garanzie affidate al fondo Usa J.P. Morgan non sono bastate. Il comunicato della Roma ha sancito la fine di una telenovela dai contorni grotteschi. «Facendo seguito al comunicato pubblicato il 24 febbraio con riferimento al contratto preliminare sottoscritto con lo sceicco Adnan Adel Aref al Qaddumi per il suo coinvolgimento, diretto o indiretto, con il gruppo azionario che detiene la quota di controllo di NEEP Roma Holding, e il termine ultimo del 14 marzo 2013 per il potenziale Partner per finanziare l’intero prezzo di acquisto del suo investimento, AS Roma SPV LLC – sentita la Consob – informa che il partner non ha consumato l’investimento, non c’è accordo per prorogare il termine per la chiusura della transazione e l’accordo preliminare deve essere considerato risolto».

Nessuna proroga quindi anche perché in giornata erano emersi dubbi in merito alle richieste di Qaddumi: una poltrona da vice presidente e una quota rilevante nel Cda oltre a una posizione di primo livello nel progetto stadio. Tanto, troppo per Pallotta che aveva confidato nel nuovo socio fino all’ultimo (nonostante il suo passato discutibile) al contrario di UniCredit che invece aveva cercato di mettere in guardia il presidente. In Usa Pallotta era con Zanzi (Baldini è tornato) e ha troncato la negoziazione, ma non la ricerca di nuovi soci. «Peccato, ma il progetto va avanti – si legge in una nota del presidente-. L’esito non avrà alcuno impatto, restiamo impegnati a rafforzare questo marchio per costruire una grande squadra a cominciare dal nuovo stadio che faremo insieme alla Nike. Continueremo a lavorare a stretto contatto con UniCredit per soddisfare le esigenze finanziarie del club». Sfumato lo sceicco, non sfuma l’inchiesta della Procura per aggiotaggio.

Finisce in farsa l’offerta dell’emiro: “Trattativa chiusa”

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LA REPUBBLICA (M. Pinci) – Niente soldi, niente accordo. Non sono ancora le 22 quando la cruda realtà dei fatti cala il sipario sulla grottesca trattativa tra la Roma e lo “sceicco” umbro: «AS Roma SPV LLC informa che il partner potenziale non ha consumato l’investimento, non c’è accordo sulla richiesta di prorogare il termine per la chiusura della transazione e l’accordo preliminare con il potenziale partner deve essere considerato risolto». Così il club giallorosso annuncia la rottura della trattativa con Adnan Adel Aref Qaddumi.

Unicredit che aveva mostrato fin dalla primissima ora un giustificato scetticismo potrà mostrare fiera le proprie ragioni a Pallotta&friends, che magari dovranno anche rispondere della gestione almeno azzardata di un affare risoltosi in una bolla di sapone. I segnali in questo senso in fondo erano parsi immediatamente chiari, nonostante si parlasse di patrimoni da 2 miliardi di dollari: la vivisezione della vita privata di Qaddumi, che tanto lo aveva innervosito, dipingeva il quadro di uno sceicco più a parole che nei fatti. Eppure Pallotta e i manager del suo Raptor Group non solo avevano intavolato un discorso con lui per mesi, ma erano arrivati a siglare — la firma era quella del Chief Financial Officer del gruppo Needham — un accordo preliminare vincolato al versamento entro il 14 marzo di 50 milioni. Condizione evidentemente che l’imprenditore di origine palestinese, non è riuscito a soddisfare.

E anche l’estremo tentativo di prendere tempo è naufragato nel rifiuto a concedere proroghe da parte di una società che forse ha capito troppo tardi quanto firmando il primo accordo avesse fatto un passo più lungo della gamba. Per Qaddumi, invece, l’esito è lo stesso della trattativa per Acquamarcia, saltata dopo la firma di un preliminare: un copione ripetuto quasi alla lettera con la squadra di Trigoria, affascinata da promesse eccessive per un imprenditore coinvolto in tanti flop da perderne il conto anche al registro delle imprese. Ora la palla passa alla procura, che ha già aperto un fascicolo per verificare eventuali reati finanziari, indagando (sembra) Qaddumi per aggiotaggio. E anche la Consob, che già da tempo ha drizzato le antenne, tenterà di capire l’origine dei movimenti sul flottante (a dire il vero decisamente esiguo) del titolo Roma in Borsa. Ma questa è già un’altra storia.

Fiducia a Osvaldo: è l’ultima chance

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CORSPORT (R. BOCCARDELLI) Dov’è finito il Pablo Daniel che sforbiciava spettacolarmente in gol suscitando l’ammirazione di di compagni, tifosi, addetti ai lavori e perfino di qualche avversario? La Roma s’interroga. L’italo-argentino, superato anche da Lamela come cannoniere giallorosso, si è inspiegabilmente fermato al gol di Bologna-Roma, ancora in era zemaniana. Era il 27 gennaio scorso, un mese e mezzo di digiuno. Dieci gol nel girone d’andata e solo uno nel ritorno. I numeri a volte esaltano, altre sono impietosi. Da una stagione da 20 gol, quella di Osvaldo si sta trasformando in una malinconica rincorsa al gol perduto. (…)

MALEDETTO RIGORE – Tutto ruota intorno a quel maledettissimo rigore che sul campo della Sampdoria, con una sorta di istinto autodistruttivo, Osvaldo rubò a Totti, col risultato di sbagliarlo malamente, contribuendo non poco alla sconfitta della prima di Andreazzoli sulla panchina giallorossa. Prima e ultima sconfitta. Osvaldo spiegò, si pentì, e la cosa finì lì, con la benedizione del capitano che in queste situazioni sa essere magnanimo. Ma evidentemente nella testa di Osvaldo qualcosa è cambiato, soprattutto non c’è più stata la tranquillità necessaria, la fiducia e la freddezza necessarie per un giocatore che vive sul filo della zona gol.

QUEI FISCHI – Ultrasensibile sotto la finta scorsa di “duro”, Osvaldo ha accusato il colpo, soprattutto i fischi dell’Olimpico che gli sono parsi ingenerosi, sbagliati. Ma la Curva, si sa, ha anche il diritto di fischiare, sta al destinatario reagire, dimostrare sì di avere carattere, darci dentro e tornare sulla via del gol. Ma senza cercarlo con ostinazione, che altrimenti non arriva mai. Contro la Juve, e non è certo preistoria, Osvaldo ha giocato un’ottima partita, pur non segnando. Ecco, quella dev’essere, dovrebbe essere la prestazione da cui ripartire. Il gol poi, può arrivare quando meno te lo aspetti, ma all’interno di una prestazione attenta, puntigliosa, generosa, al servizio della squadra.(…)

FIDUCIA – Dal primo giorno del suo insediamento, Andreazzoli ha pubblicamente dato la sua fiducia ad Osvaldo. Anche dopo il fattaccio di Marassi. Sotto questo punto di vista non può essere certo imputato qualcosa al tecnico toscano. L’esclusione iniziale di Udine è parsa ispirata da un’evidente esigenza tattica. E che non ci fosse alcuna preclusione sul conto di Osvaldo lo dimostra la mezz’ora abbondante che il tecnico gli ha concesso al posto di Totti. Sostituzione che ha provocato non poche critiche allo stesso Andreazzoli, visto che il capitano stava giocando bene e che, pochi secondi dopo il cambio l’Udinese è pervenuta al pareggio. Tutto sarebbe andato a posto se proprio Osvaldo, in pieno recupero, non avesse sbagliato un gol decisamente facile per uno come lui. Peccato, se avesse arpionato meglio il pallone di Balzaretti ora staremmo parlando di un Osvaldo ritrovato e una Roma lanciatissima anche verso la rimonta al terzo posto. (…)