Roma-Parma: la Prefettura decide oggi

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GIALLOROSSI.NET – L’elezione di Papa Francesco I, accolto ieri a San Pietro da una folla festante, potrebbe far slittare il match tra la Roma ed il Parma, in programma per domenica sera alle 20:45. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il Comune di Roma preme per questioni di viabilità per il rinvio, dato che nella capitale sono attesi una sessantina di capi di Stato stranieri, tra cui forse anche Obama.

La Roma, in ogni caso, ha già predisposto massima allerta agli steward dell’Olimpico, che saranno più numerosi del solito. Oggi, tuttavia, la Prefettura prenderà una decisione in merito: se l’intronizzazione del Papa dovesse avvenire martedì prossimo non ci sarebbero problemi.

I soldi per ora arrivano solo dalla Nike

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IL MESSAGGERO (S. CARINA) – A poche ore dall’ora X, nessun indizio sul versamento da parte dell’uomo d’affari giordano Adnan Adel Arel Qaddumi dei 50 milioni annunciati per entrare nel capitale della As Roma SVP LLC. Ieri pomeriggio si è tenuta una riunione del comitato esecutivo della Roma calcio per deliberare il contratto di sponsorizzazione con la Nike. Il presidente James Pallotta era collegato in call dal suo quartiere generale americano, mentre il vicedirettore generale di Unicredit, Paolo Fiorentino, a sua volta, avrebbe partecipato da Milano in video conferenza. Ma nessun accenno sarebbe stato fatto dal finanziere Usa sulla possibilità che Qaddumi adempia al suo impegno. E Fiorentino si sarebbe guardato bene dal fare domande, avendo già a sufficienza manifestato i suoi dubbi. Non resta quindi che attendere oggi, quando scade il termine per la formalizzazione di un’operazione sulla quale comunque in pochi credono. Al massimo Pallotta potrebbe annunciare una possibile proroga.

I SOLDI DELLO SPONSOR – L’annuncio con la Nike era nell’aria. Sarà il nuovo sponsor a partire dalla stagione 2014-2015. Le cifre dell’accordo? Dovrebbero aggirarsi attorno ai 45-50 milioni per l’intero periodo (ma con royalties più alte rispetto al precedente sponsor) che potranno lievitare a seconda dei risultati. Il riferimento è all’auspicabile qualificazione in Champions o Europa League. In attesa dell’esito del contenzioso con la Robe di Kappa, nella prossima stagione le maglie saranno prodotte invece da una marca collaterale all’Asics che però non farà figurare nessun logo. Per tifosi e collezionisti, quindi, diventerà un esemplare unico.
DIRIGENTI ENTUSIASTI – «Siamo impegnati a diventare la squadra di calcio più importante al mondo», ha dichiarato il Ceo della Roma, Italo Zanzi, che poi ha sottolineato «la dedizione che Nike ha verso l’eccellenza nel calcio e la costruzione di un brand globale sono perfettamente in linea con i nostri obiettivi». Molto soddisfatto anche Bert Hoyt, vice presidente e general manager di Nike Western Europe: «Siamo orgogliosi di diventare partner di un club di grande tradizione come la Roma. È una squadra che incarna valori forti, è conosciuta in tutto il mondo»

Pallotta aspetta Qaddumi, ma potrebbe dargli altro tempo

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LEGGO (F. BALZANI) – Né bianca, né nera: la fumata attesa oggi per il possibile insediamento di Qaddumi nella Roma sarà grigia. Il giallo legato allo sceicco potrebbe non finire con la deadline tracciata 20 giorni fa dalla Roma tramite un comunicato ufficiale. Qaddumi, infatti, non sarebbe ancora riuscito a scongelare i fondi bloccati in alcune banche americane per via delle leggi anti terrorismo, ma avrebbe convinto Pallotta – che ieri ha festeggiato 55 anni ricevendo una foto d’auguri della squadra – a proseguire una trattativa che considera solida.

Oggi la Roma dovrebbe annunciare il protrarsi del negoziato (10 giorni?) a meno di un improvviso dietrofront. Lo sceicco non molla: «Chi ama la Roma non deve avercela con me, ma con il vero male di questa squadra: alcuni giornalisti e altre persone che gravitano intorno al club. Mi è stato detto di tutto, ma si ricrederanno». Ferito, ma battagliero Qaddumi anche se UniCredit continua a essere scettica sulla possibilità che possa investire la somma richiesta: 100 milioni in due trance. Anche la Procura continua le indagini sullo sceicco(…).

As Roma-Nike: sì per dieci anni!

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IL ROMANISTA (L. PELOSI) – Proprio una Roma col baffo. Sulla camicia, non sulla maglietta, perché sarà prodotta dalla Nike dalla stagione 2014-2015 e per le dieci successive. L’annuncio del nuovo sponsor tecnico è arrivato ieri. Nike realizzerà tutti i prodotti da gara e da allenamento, dalla prima squadra fino alle giovanili, come anche quelli per il tempo libero per giocatori e tifosi. «Siamo orgogliosi di diventare partner di un club di grande tradizione come la Roma – ha affermato Bert Hoyt, Vice Presidente e General Manager di Nike Western Europe – E’ una squadra che incarna valori forti, è conosciuta in tutto il mondo e rappresenta una delle più importanti città d’Europa. Siamo impazienti di iniziare a lavorare con loro per costruire insieme una lunga partnership di successo». Italo Zanzi, CEO di AS Roma ha aggiunto: «AS Roma è impegnata a diventare la squadra di calcio più importante del mondo, dentro e fuori dal campo, e questo è un passo fondamentale verso questo obiettivo. La dedizione che Nike ha verso l’eccellenza nel calcio e la costruzione di un brand globale sono perfettamente in linea con i nostri obiettivi. Siamo molto emozionati per questo nostro futuro insieme».

Questo invece il commento di Christoph Winterling, direttore commerciale di As Roma: «Siamo davvero entusiasti di diventare partner del più grande brand sportivo del mondo e soprattutto di entrare a far parte del portfolio di Nike. La partnership tra AS Roma e Nike svilupperà prodotti e iniziative che aiuteranno il club giallorosso a diventare un brand sempre più globale nel mondo del calcio e a coinvolgere i nostri tifosi in tutto il mondo».

Dall’America è arrivato anche il commento di Dan Meis, uno degli architetti che sta lavorando al progetto del nuovo stadio giallorosso, che si è voluto complimentare con Italo Zanzi attraverso Twitter. «Congratulazioni! Un altro passo verso il più forte brand calcistico a livello mondiale». Che cosa sia Nike, non è necessario spiegarlo. E’ interessante però vedere come l’azienda americana non si sia mai seduta sugli allori, ma sia ai primi posti anche nell’innovazione, che poi è un elemento chiare per non perdere fette di mercato e per conquistarne di nuove. Come ha rivelato “Panorama” ieri, la rivista americana FastCompany, la colloca al primo posto da questo punto di vista, davanti anche a Google, che è all’undicesimo e a tante aziende “new economy”. Nike viene premiata per due prodotti: Fuel band, il braccialetto che misura movimenti e calorie; e le Flyknit Racer, le scarpe da running che hanno comportato una completa revisione dei processi di produzione riducendo l’impatto ambientale. A proposito di corsa, va ricordato anche come Nike in questi ultimi anni stia investendo molto proprio a Roma (dove sono presenti due negozi, a Via Cola di Rienzo e a Via del Corso).

Un esempio? Con la “We Run Rome”, la gara podistica che da due anni organizza in centro, ha rivitalizzato la vecchia corsa di San Silvestro. Come? Innovando, naturalmente. Nel percorso e nei materiali consegnati agli iscritti. In passato l’aveva già fatto con la Roma-Ostia. Ma, è banale dirlo ma non fa male ricordarlo, ovviamente Nike garantisce la diffusione dei prodotti As Roma in tutto il mondo e nel modo migliore. Per capire quanto l’azienda americana creda nel progetto Roma, basti pensare che con il Barcellona nel 2008 firmò per 5 anni, con opzione per altri 5. Con la Roma invece s’è impegnata direttamente per 10 anni. Peraltro nella sua scuderia la Nike ha già Destro, Osvaldo, Taddei e Marquinho. In passato aveva anche Totti. Per la stagione 2013-2014 le maglie usciranno senza marchio, “no logo” per capirci, e saranno prodotte da un’azienda (favorita è la Asics) con cui si stipulerò un accordo esclusivamente tecnico. D’altronde, 10 anni con Nike sono talmente convenienti che vale la pena aspettarne uno in più.

Scade l’ultimatum a Qaddumi: trattativa a oltranza nella notte

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LA REPUBBLICA (M. Pinci) – Il giorno del giudizio per Adnan Qaddumi. La mezzanotte di oggi segna il termine ultimo previsto dal contratto preliminare siglato con James Pallotta per l’ingresso dell’imprenditore di origine palestinese nella Roma. E nonostante lo scetticismo generale, lo “sceicco” fa sul serio: già da un paio di giorni ha pronti i documenti — un ordine irreversibile di pagamento vincolato alla firma sui contratti — con cui garantire il pagamento della cifra, una cinquantina di milioni, che chiede la As Roma Spv llc per chiudere l’affare. Trattativa a oltranza, si è parlato per tutta la scorsa notte in conference con Boston: Qaddumi dovrà versare 50 milioni sul conto di una banca americana. Si discutono anche le delghe da assumere. Si chiuderà in un senso o nell’altro, a meno che Qaddumi non presenti documenti suffi- cienti a giustificare uno slittamento dei termini. Probabile un comunicato già nella notte di venerdì per esporre al mercato azionario l’esito della trattativa.

Ma il club non è fermo ad aspettare: annunciato ieri un accordo di 10 anni con la Nike, nuovo fornitore tecnico dal 2014-2015. Accordo sulla base di 4-5 milioni annui, ma con royalties sulle vendite molto alte in favore della società: e in questo senso la Roma ha preferito Nike ad Adidas soprattutto perché il brand americano inserirà i giallorossi tra i propri global partner (come Barça, United, Juventus) garantendo esposizione massima negli store di tutto il mondo. Un accordo che potrebbe essere da volano per altri accordi: a giugno scade anche l’accordo con il main sponsor Wind. Oggi la decisione su Roma-Parma dopo nuovi tavoli tecnici con la questura: lievemente più probabile si giochi, in caso però si decida per il rinvio più probabile la gara slitti fino alla settimana successiva alla semifinale di Coppa Italia del 17 aprile. Se la Lega proponesse la settimana prima del derby facile immaginare il “no” della Roma.

Il giorno dello sceicco

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IL TEMPO (A. AUSTINI) – Il primo regalo gliel’ha fatto la Nike, oggi si aspetta di ricevere il secondo. James Pallotta, 55 anni compiuti ieri con tanto di auguri della Roma sul sito, è pronto ad accogliere un nuovo socio nel consorzio che guida il club giallorosso: Adnan Aref al Qaddumi, il misterioso sceicco giordano, deve versare su un conto di una banca di Boston 50 milioni di euro entro la mezzanotte di oggi per rilevare circa la metà delle quote dell’As Roma Spv Llc.

Oltre non si può andare, stando ai termini dell’accordo preliminare firmato con lo sceicco e ufficializzato dagli americani su sollecitazione della Consob. L’unica condizione per il «closing» è proprio il pagamento dei 50 milioni che rappresentano la prima tranche di un investimento complessivo stimato in 100 milioni di euro. Li ha promessi a Pallotta al Qaddumi, in una trattativa partita tanti mesi fa e arrivata alle battute finali. Non si può escludere a priori una proroga dei termini del «closing», peraltro prevista nel contratto all’avverarsi di determinate condizioni. Ma il giorno chiave è oggi, quello in cui si capirà se l’eredità miliardaria dello sceicco non è una favola.
In un clima di scetticismo generale, alimentato da Unicredit che segue l’affare da spettatrice con molte perplessità, i contatti non si sono mai interrotti. Anzi, nelle ultime ore sono diventati serratissimi. E oggi, a Borsa chiusa, la Roma è chiamata a comunicare ufficialmente gli sviluppi dell’affare. Nella notte si è tenuta l’ultima conference call tra la casa in Umbria dello sceicco e gli Stati Uniti che ha permesso di scambiare gli ultimi documenti. Al Qaddumi, impossibilitato a volare in Usa per motivi personali, aspettava oggi un uomo di fiducia di Pallotta per firmare l’accordo di persona. Ma l’amministratore delegato di Raptor, Robert Needham, che avrebbe siglato il preliminare, è impegnato nella convention di Austin in Texas, dove sono ospiti anche i dirigenti romanisti Baldini e Zanzi. Il mancato viaggio di Needham non pregiudica comunque l’affare: se arrivano i 50 milioni sul conto, il dado è tratto. Tanto per fare un esempio, anche l’accordo preliminare tra DiBenedetto e Unicredit del 2011 fu sancito in via telematica. Al Qaddumi si è affidato all’advisor Carlson per la lunghissima due diligence. Pallotta e i suoi uomini sono convinti di aver trovato un partner affidabile dopo le verifiche del caso e aspettano l’ultima prova concreta. La più importante. La Raptor ha recitato un ruolo cruciale nella trattativa per conto degli americani: Sean Barror ha seguito la fase iniziale con tanto di blitz nella Capitale, Mark Pannes è stato poi l’interlocutore più frequente.
A parte l’«introduzione» iniziale di Baldini, nella partita non sono entrati in gioco altri dirigenti italiani né gli avvocati. A loro, semmai, spetta la riscrittura dei patti parasociali coinvolgendo anche Unicredit. Pur lasciando il controllo a Pallotta, Al Qaddumi chiede un incarico di rilievo nella Roma (vicepresidente) e potere decisionale: proprio sul delicato tema delle deleghe si è continuato a discutere stanotte. D’altronde, chi investirebbe 100 milioni in una squadra senza contare nelle strategie? Padovano, amico dello sceicco, spera di avere un ruolo nella società ma sul suo nome è stato posto il veto. Sul resto si può discutere: l’affare sarebbe così conveniente che la Roma è pronta a spalancare le porte all’imprenditore giordano. Gli accordi prevedono infatti che una buona parte dei 100 milioni complessivi finirebbe nell’aumento di capitale da lanciare entro maggio, in aggiunta agli 80 già stanziati. Se così sarà, Unicredit diluirà la sua quota e perderà dei posti in cda (al momento cinque). Tutto, però, passa per i fatidici 50 milioni. Svolta o bufala colossale con strascichi giudiziari? Questione di ore e sapremo.

La Roma e lo sceicco: giorno verità col giallo

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GASPORT (M. CECCHINI) – Confessiamo la nostra difficoltà nel genere. Per raccontare il finale di partita di questa vicenda impastata di calcio, soldi, banche, garanzie, dubbi e indagini, occorrerebbe un giallista sui generis come Stieg Larsson. Il thrilling Roma, infatti, adesso si fa doppio, perché nel giorno in cui Adnan Adel Aref Qaddumi Al Shtewi deve consegnare tutte le garanzie richieste riguardo i 50 milioni che gli consentirebbe di diventare co-proprietario del club giallorosso, la Procura è pronta a iscriverlo nel registro degli indagati per il reato di aggiotaggio, relativamente alle oscillazioni del titolo in Borsa dopo che si era diffusa la notizia del suo interessamento alla società.

Atto dovuto «È un atto dovuto», filtra dal palazzo di giustizia, che già da due settimane aveva aperto un fascicolo esplorativo senza nomi sulla vicenda. A condurre le indagini, com’è noto, sono i magistrati Nello Rossi e Giorgio Orano, che già avevano lavorato sulla fallita scalata alla Roma condotta da Vinicio Fioranelli e i suoi partner stranieri. I sussurri raccontano come, oltre all’andamento azionario, a insospettire i pm sono stati i due comunicati emessi dalla società il 21 febbraio (quello della Neep Roma sembrava prendere le distanze dall’altro firmato As Roma Spv Llc) e il palese scetticismo sulla operazione mostrata da UniCredit, materializzatosi nella intervista rilasciata dal vice ceo Paolo Fiorentino il 23 febbraio. Come dire, la netta spaccatura tra i due soci è apparsa a tutti molto singolare. E per qualcuno forse sospetta.
Sceicco ottimista Come si sa, Adnan entrerebbe nel pacchetto di controllo della Roma, detenuto direttamente dalla cordata statunitense guidata da James Pallotta, e quei 50 milioni darebbero il via a una ricapitalizzazione vitale per le casse del club, senza contare che lo sceicco avrebbe intenzione di aumentare il suo investimento fino a cento milioni, aprendo scenari di controllo del club al momento imprevedibili. Oggi, comunque, dovrà concretizzare le sue promesse e per questo un uomo della Raptor di Pallotta sembra (ma non è confermato) sia pronto a sbarcare a Roma per chiudere l’affare, visto che per motivi di salute Adnan non ama viaggiare in aereo. Occhio però, perché slittamenti (al massimo a lunedì) sono possibili (nella notte c’è stata un conference call tra Roma e gli Usa), anche se non farebbero bene alla credibilità della operazione, che per lo sceicco «si concluderà di sicuro positivamente», a costo di rinunciare al compagno di viaggio degli ultimi tempi, cioè il discusso Michele Padovano.
Pallotta-Fiorentino: contatto Da registrare, poi, come ieri ci sia stato un contatto diretto tra Pallotta e Fiorentino, visto che — proprio nel giorno del suo 55° compleanno — il presidente ha «regalato» lo sponsor tecnico che tutti prevedevano: la Nike. In realtà l’azienda — che si è legata per 10 anni (fino al 2024) per una cifra complessiva di circa 45-50 milioni più royalties — comincerà a vestire la Roma solo dal 2014 perché è mancato il tempo per approntare la collezione. La squadra, perciò, nella prossima stagione sarà «vestita» da una azienda collaterale della Asics, senza però esporre alcun marchio. «Siamo orgogliosi di avere una partnership con grande club come la Roma», dice Hoyt, vice presidente della Nike. «Vogliamo diventare la più grande società del mondo — dice il ceo giallorosso Zanzi, che domani sarà di ritorno dagli Usa insieme a Baldini — e avere un marchio del genere al fianco è un passo verso questo obiettivo». La Nike, tra l’altro, sarà di sicuro anche tra gli sponsor che affiancheranno la Roma nel nuovo stadio di proprietà. Un affare che fa gola a molti. Nessuna sorpresa, in fondo, che il romanzo Roma si tinga sempre più di giallo.

Allegri rompe con il Milan e adesso aspetta la Roma

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Donadoni, allenatore del Parma che sarà il prossimo ospite all’Olimpico, può spingere Allegri a Trigoria. Fedelissimo di Berlusconi e milanista convinto, l’ex ct azzurro è la prima scelta del club rossonero. Come l’attuale tecnico del Milan è il preferito della Roma: Baldini ne ha parlato più volte, già da ottobre, con Alessandro Moggi, il manager che assiste il livornese, vincolato alla società di via Turati fino al 30 giugno del 2014. Il dg giallorosso ha ottenuto la disponibilità dell’interlocutore.

GLI SCENARI Allegri ha deciso: vuole salutare il Milan dopo averlo portato in Champions. Sa che Berlusconi non smetterà mai di criticarlo: gli ha contestato indirettamente pure le scelte iniziali nella gara con il Barça, in una telefonata con Galliani prima del match. E, cosa fondamentale, il tecnico considera la Roma la squadra più affascinante. L’eliminazione di martedì sera al Camp Nou non influisce sul destino dell’allenatore rossonero che da tempo ha scelto come comportarsi. Dopo la sconfitta di Barcellona, è stato esplicito: «Non capisco per quale motivo dovrebbe cambiare il mio futuro. Se arriveremo secondi o terzi in campionato, dopo avere tenuto in bilico fino all’ultimo la qualificazione ai quarti della Champions contro la squadra più forte del mondo, la stagione del Milan sarà comunque importante. Io sono realista. Se anche ci fossimo qualificati, il Barcellona sarebbe rimasto più forte di noi». Allegri, infastidito per il trattamento ricevuto nelle ultime ore, ha preso le distanze dal club rossonero: «Il risultato dell’andata aveva fatto perdere di vista la realtà a qualcuno: non ci si può presentare con cinque esordienti al Camp Nou, dove hanno preso quattro o cinque gol anche squadre tipo il Real e l’Arsenal, come se niente fosse». Stavolta anche Galliani, sempre pronto a difenderlo dalle frequenti battute acide di Berlusconi, è stato gelido, contestandogli la presenza di Pazzini venerdì a Marassi, contro il Genoa in campionato: secondo l’ad milanista, l’infortunio al centravanti, indisponibile poi contro il Barça, è stato fatale. Allegri si prepara al divorzio. E avrebbe scelto come vice Marco Landucci, oggi allenatore dei portieri rossoneri ma già suo secondo al Cagliari, e sta cercando di convincere Aldo Dolcetti, attuale tecnico della Primavera rossonera, a seguirlo a Trigoria.

Il giorno dello sceicco, ma la procura lo indaga

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IL MESSAGGERO (S. MENAFRA) – È la giornata decisiva per la chiusura dell’offerta sull’acquisto della società sportiva As Roma. E lo sceicco Adnan Adel Arel Qaddumi ha già detto che riuscirà a dimostrare che «non è in difficoltà economica» e che anzi ha i 50 milioni necessari a concludere l’affare. Nel frattempo, però, la procura di Roma ha deciso di iscrivere al registro degli indagati il suo nome, con l’accusa di aggiotaggio. L’iscrizione al registro degli indagati è un atto dovuto per verificare se fosse corretto il comportamento dello «sceicco» quando nel corso del mese scorso ha fatto circolare la voce sulla sua offerta alla As Roma Spa che poi, su richiesta della Consob, ha fatto un comunicato pubblico spiegando di aver ricevuto una manifestazione di interesse.

LA VARIAZIONE IN BORSA – Il dato di partenza c’è: da quando si parla dell’offerta di Al Qaddumi il titolo azionario della Roma ha già variato di parecchio. Lo scorso 22 febbraio le azioni chiusero con un rialzo del 9,7% e un passaggio di mano del 2,1% del capitale. Nei giorni scorsi, lui ha detto e ridetto di aver già pronti i documenti per un Ordine irreversibile di pagamento, subordinato alla firma sui contratti per acquistare la metà di As Roma Spv Llc, la società americana che controlla il 60% della Roma. Da Boston, invece, hanno fatto sapere che all’incontro di oggi parteciperà un inviato americano incaricato di capire se esista la possibilità concreta di chiudere l’affare.
IL FARO SUL PATRIMONIO – L’incontro di oggi determinerà, ovviamente, anche il destino dell’inchiesta penale. Finora, la Consob non ha ancora inviato al procuratore aggiunto Nello Rossi e al pm Giorgio Orano nessuno degli atti raccolti dalla As Roma perché l’incontro con la società dovrebbe essere determinante a capire la bontà dell’offerta. Intanto, però, i magistrati hanno delegato il Nucleo valutario della Guardia di finanza a fare i primi accertamenti sul patrimonio di Al Qaddumi e su eventuali compravendite del titolo As Roma che possano denotare accuse di insider trading per chi sapeva dell’offerta dello sceicco prima ancora che questi si facesse avanti e potrebbe averne beneficiato sul mercato azionario. Più defilata, almeno dal punto di vista penale, la posizione della società As Roma sebbene la sua stessa posizione abbia oscillato parecchio in queste settimane di presunta trattativa, perché alla richiesta di chiarimenti della Consob la risposta è stata veloce, sebbene generica.

I dubbi dunque riguardano soprattutto l’effettiva consistenza del patrimonio di Al Qaddumi. Nei giorni scorsi, il Messaggero ha pubblicato alcuni documenti riservati in cui si dimostra che l’imprenditore, apparentemente milionario, ha un debito di 4mila euro con la Popolare di Spoleto. E le società a lui riconducibili al momento sono appena due: la prima, l’unica attiva, è la Amyga oil & gas holding srl, e resta tutta in famiglia. Il 77% appartiene allo stesso Adnan al Qaddumi, il 10% è del figlio carabiniere Adel, un altro 10% per la figlia Yasmin che è anche impiegata presso la stessa società più un 3% di azionisti minori. L’altra società dello sceicco è la Technofin, capitale di 10mila euro di cui 3mila versati e di fatto inattiva. Lui ne controlla solo il 50%. A sentir lui però il suo patrimonio arriva a 2 miliardi e in Medio Oriente gli affari fioccano. L’ultimo per la costruzione di una zona industriale, Assir, in società con l’Hitech international group/Aramco. A pesare negativamente sull’immagine di Adan Adel Aref Al Qaddumi al Shtewi c’è anche il precedente di due anni fa con Acqua Marcia. Lo sceicco promise di salvare l’azienda e che avrebbe versato immediatamente 30 milioni. Poi però i soldi non arrivarono.

Cento milioni dallo sponsor: accordo d’oro

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CORSPORT (A. GHIACCI) – In attesa dei soldi del  «potenziale partner» , come fu battezzato dalla Roma stessa, ecco lo sponsor. Oppure: non avendo ancora conquistato l’Europa sul campo, il club giallorosso è comunque ancora più pronto a sbarcare in tutto il mondo. Dalla stagione 2014-2015 il materiale tecnico della Roma sarà griffato dal baffo più famoso che esiste: quello della Nike. Accordo per dieci anni e massimo riserbo sulle cifre perché, dicono,  «non sono tanto quelle che danno la dimensione della novità» . Vero, ma quelle interessano e allora ci basiamo su due ordini di misura: l’azienda che prima curava il materiale giallorosso pagava circa 5 milioni l’anno e l’Inter di Moratti dalla Nike prende circa 11 milioni a stagione. E’ facile immaginare che per la Roma si tratti di un accordo almeno pari a quello dei nerazzurri: il calcolo, presto fatto per la durata di dieci anni, supera i cento milioni di euro. Due le considerazioni che portano a pensare che sulla Roma sono in arrivo tanti soldi: il fatto che in Europa il trattamento riservato alla Roma ce l’hanno solo Manchester United, Barcellona, Psg e Juve, e che per questi club i contratti sono partiti sempre con la durata pari a cinque stagioni e non dieci.

CITTA’ ETERNA – Da molti anni la Nike è già attiva sul territorio di Roma: cura con partecipazione e passione tornei e manifestazioni di tutti gli sport. Grande attenzione ovviamente è legata al calcio, non solo professionistico: anche tanti incontri dilettantistici e giovanili sono sempre organizzati con professionalità (tra questi anche lo Junior Club, il torneo delle scuole della Capitale firmato dal Corriere dello Sport-Stadio). Tanti soldi sulla Roma, ma non solo. Perché l’accordo, riservato come detto solo ad altri pochi grandi club europei, prevede che il materiale giallorosso sarà presente in tutti i negozi Nike del mondo: nulla più di questo faciliterà quel processo di internazionalizzazione del brand cui Pallotta e soci tendono fin dalla loro entrata in scena. E alla Roma la Nike troverà già alcuni dei suoi testimonial da Osvaldo a Destro fino a Bradley e Taddei. (…)
CIRCUITO – Campioni, quelli giallorossi, cui se ne potranno aggiungere degli altri proprio grazie ai circuiti che la Nike ha in piedi. Da sempre l’azienda, leader mondiale del settore sportivo, ha influenzato le scelte di grandissimi protagonisti del mondo del calcio, a partire proprio da Ronaldo – il primo, quello vero – nel momento di andare all’Inter. E i giocatori che sono sponsorizzati dal baffo più famoso del pianeta, tra famosi e meno conosciuti, sono tantissimi (tra gli altri Cristiano Ronaldo, Drogba, Torres, Piquè, Ribery, Higuain, Rafael, Sneijder e Tevez ma anche Casemiro, Ganso, Willian del Gremio e Dentinho dello Shakhtar). Così come sono tantissimi anche i club (in Italia la Juventus oltre all’Inter). (…)

Cento milioni dallo sponsor: accordo d’oro

As Roma, accordo di 10 anni con la Nike a partire dal 2014 (COMUNICATO UFFICIALE)

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ASROMA.IT – AS Roma e Nike annunciano una nuova partnership in cui quest’ultima diventerà lo sponsor ufficiale del club per la fornitura di materiale tecnico e di abbigliamento. L’accordo avrà una durata di dieci anni a partire dalla stagione 2014-2015. Nike realizzerà tutti i prodotti da gara e da allenamento, dalla prima squadra fino alle giovanili, come anche quelli per il tempo libero per giocatori e tifosi.

Siamo orgogliosi di diventare partner di un club di grande tradizione come la Roma” ha affermato Bert Hoyt, Vice Presidente e General Manager di Nike Western Europe. “È una squadra che incarna valori forti, è conosciuta in tutto il mondo e rappresenta una delle più importanti città d’Europa. Siamo impazienti di iniziare a lavorare con loro per costruire insieme una lunga partnership di successo”.

Italo Zanzi, CEO di AS Roma, ha aggiunto: “AS Roma è impegnata a diventare la squadra di calcio più importante del mondo, dentro e fuori dal campo, e questo è un passo fondamentale verso questo obiettivo. La dedizione che Nike ha verso l’eccellenza nel calcio e la costruzione di un brand globale sono perfettamente in linea con i nostri obiettivi. Siamo molto emozionati per questo nostro futuro insieme”.

Siamo davvero entusiasti di diventare partner del più grande brand sportivo del mondo e soprattutto di entrare a far parte del portfolio di Nike. La partnership tra AS Roma e Nike svilupperà prodotti e iniziative che aiuteranno il club giallorosso a diventare un brand sempre più globale nel mondo del calcio e a coinvolgere i nostri tifosi in tutto il mondo”. È quanto dichiarato da Christoph Winterling, Commercial Director di AS Roma.

LEGGI IL COMUNICATO UFFICIALE

ON AIR – Corsi: “Pallotta vende le sue quote”, Rossi: “Lo sceicco? Spero non venga”, Melli: “Sto messo meglio io di lui”

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ON AIR  (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane.

Marquinhos: “Felice di essere tornato”

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GIALLOROSSI.NET – Marquinhos è tornato questa mattina ad allenarsi con la squadra dopo l’infortunio subito dieci giorni fa che gli ha fatto saltare le sfide contro Genoa e Udinese.

Il centrale brasiliano ha voluto esprimere la sua gioia sul proprio profilo Twitter pubblicando una foto da Instagram che lo ritrae durante l’allenamento. Di seguito per il suo  tweet: “Troppo felice di essere tornato a fare quello che tanto mi piace!!”

ON AIR – Valdiserri (Rete Sport): “Se arriva lo sceicco, Fiorentino è un uomo morto”

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ON AIR (Giallorossi.net) Il giornalista del Corriere della Sera Luca Valdiserri è intervenuto a Rete Sport per commentare le ultime vicende societarie della Roma. Queste le sue parole:

“Mancini allenatore della Roma? Allora preferisco la conferma di Andreazzoli. La Roma l’anno prossimo farà una campagna acquisti meno dispendiosa di quelle fatte in questi ultimi anni. E forse è un bene. Lo sceicco? Palllotta è un bello squalo della finanza, mi sembra strano che non abbia le sue informazioni. Nel momento in cui gli americani chiudono con lo sceicco, Fiorentino è un uomo morto. Per UniCredit sarebbe un danno, anche di immagine. Quello che mi chiedo, se lo sceicco è così ricco, perchè non li mette questi soldi? Non sarà mica colpa della stampa cattiva se non lo mette. Li tirasse fuori questi soldi, se ce li ha”.

Lo sceicco: “Quante bugie su di me. Prenderò la Roma, fidatevi di Pallotta”

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REPUBBLICA (M. PINCI) – Appuntamento al bar di un Autogrill alle porte di Roma, sulla strada di ritorno verso l’Umbria. Per un caffè: «Pago io, vede che i caffè li offro?». Adnan Adel Aref Qaddumi Al Shtewi (nome poi ridotto nei documenti italiani), lo sceicco che vuole la Roma, compare vestito da un cappotto blu, occhiali da sole firmati, sciarpa di ottima fattura. Fin troppo facile parlare dell’affare per il club giallorosso: «Non capisco perché sono così attaccato, a chi dà fastidio quello che sto facendo?».

Chiudere la partita per poter cancellare gli attacchi — lui li vive così — sulla sua credibilità d’investitore. Vuole farlo entro domani per rispettare la scadenza fissata. Avrebbe già preparato i documenti per un Ordine Irreversibile di Pagamento subordinato alla firma sui contratti per acquistare la metà di As Roma Spv llc, che controlla il 60 per cento della Roma. Contatti continui con la proprietà Usa a Boston, da dove domani dovrebbe arrivare un inviato per capire se esista davvero la possibilità di chiudere. O se continuare a cercare soci con cui sottoscrivere l’aumento di capitale che dovrà garantire la copertura di una situazione debitoria non certo leggera per il club.

In fondo il presidente Pallotta non ne ha mai fatto mistero: servirà una ricapitalizzazione di 80 milioni, forse anche qualcosa in più. Colpa anche di un indebitamento monster (oltre 90 milioni) con Unicredit, socio al 40 per cento degli americani e osservatore decisamente scettico della trattativa con Qaddumi.
Colpa, chissà, anche delle foto alla sua casa fuori Perugia: «Dicono sia due camere e cucina — sbuffa lo “sceicco” — ma se è una casa su due piani, come si fa a scriverlo? E poi non abito più lì da un po’. Ho letto che mio fratello vende collanine: la verità è che ha una parte importante del bazar più grande di Nablus. E la mia casa in Cisgiordania è una reggia di quattro piani, costruita in pietra: perché non andate a scattare le foto a quella?».

Persino la figura di Michele Padovano, per qualcuno inquietante, con cui si è presentato all’Olimpico: «Ci siamo conosciuti in vacanza, a Orbetello. Mi aveva detto di avere problemi giudiziari, quali l’ho scoperto solo più tardi, anche se spero li risolva. Comunque non entrerà mai nella Roma». Perché lui la Roma vuole prenderla davvero: «Sì, credo di riuscirci, sto lavorando molto, ma della situazione non parlo, è delicatissima ». Indiscrezioni assicurano abbia un patrimonio di quasi due miliardi di dollari: «Più o meno, ma che importanza ha? E poi, fidatevi di Pallotta».

La sua credibilità in Italia scricchiola, ma più di tutto l’ha urtato la vicenda del Don Orione di Bergamo (casa di riposo al centro di una trattativa che lo sceicco comunque nega) e le accuse di aver millantato parentele con i reali dell’Arabia Saudita: «Una cosa vergognosa, sono stato in quella struttura solo per motivi personali accompagnato da un amico. Adesso ho sporto querela, ho anche testimonianze scritte del motivo per cui ero lì: quelle bugie mi hanno creato problemi anche con il mio lavoro in Medio Oriente ».

Quali? «Abbiamo chiuso un contratto per la costruzione di una new city, Assir, con l’Hitech International Group/Aramco per costruire una città industriale. Un affare importantissimo, e quella storia ha rischiato di minare i miei rapporti». Che, mostrando il telefono, assicura di livello altissimo: «Avete scherzato sulle mie origini, ma conosco bene i reali sauditi, e quelli di Giordania». Degni di uno sceicco, in attesa di capire se a parole o anche nei fatti.