Sceicco, l’ultimatum scade alla mezzanotte del 14. Ma c’è la possibilità di una proroga

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GIALLOROSSI.NET – Domani a mezzanotte scade, di fatto, l’ultimatum che la Roma ha lanciato ad Al Qaddumi. Lo sceicco quindi ha ancora 24 ore di tempo per “sbloccare” questo fantomatico fondo multimilionario e versare i 50 milioni che serviranno come pass per entrare nella Roma.

Se tutto restasse così come stabilito nell’ultimo comunicato, domani o al massimo venerdì dovrà per forza essere messa la parola fine alla vicenda, in un senso o nell’altro. C’è però un’altra possibilità, che non deve essere scartata a priori. E cioè quella di un’ulteriore proroga che James Pallotta potrebbe concedere allo sceicco, qualora non riuscisse a compiere l’operazione entro il termine stabilito.

Un’eventualità remota, soprattutto perchè la scelta non sarebbe  gradita da UniCredit, già abbastanza agitata dallo svolgimento della trattativa. Ma che potrebbe verificarsi, qualora Al Qaddumi facesse passi concreti verso la dimostrazione dell’esistenza del fondo miliardario.

ON AIR – Rossi: “Spero che lo sceicco non arrivi”, Bersani: “Un danno all’immagine”

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ON AIR (Giallorossi.net) – Due visioni diverse sul possibile ed auspicabile finale della vicenda Al Qaddumi le danno questa mattina  David Rossi e Dario Bersani dai microfoni di Tele Radio Stereo: “Io spero che i soldi lo sceicco non li metta”, afferma il primo,  “Spero che questa operazione non si faccia. Tutti i personaggi che girano intorno a questa persona, da Padovano  a Moncalvo, non mi piacciono.  Se qualcuno pensa che questo Al Qaddumi possa rappresentare l’arabo coi cammelli e coi soldi, tipo quello del Manchester City, beh posso dire che siamo molto lontani da quei personaggi”.

Diverso invece l’auspicio di Dario Bersani: “Io invece spero che questo sceicco arrivi davvero, perchè quei soldi sono necessari per dare ossigeno a dei conti e un bilancio in rosso. Per quanto mi riguarda, aspetto la mezzanotte di domani. Alla storia dei 4 mila euro di debito non do retta. La Roma però sta subendo un danno di immagine incalcolabile, sta finendo tutto in burletta per la responsabilità di qualcuno. Io invito soltanto a farvi pensare all’immagine che sta dando la Roma in questi giorni, per colpa di chi alla Roma non vuole bene”.

QUI TRIGORIA – Osvaldo torna in gruppo, out Torosidis. Fisioterapia per Destro.

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QUI TRIGORIA (Giallorossi.net)  – La Roma ha svolto la prima parte dell’allenamento in palestra, per poi proseguire la seduta sul campo. Daniel Osvaldo oggi è regolarmente in campo, così come il difensore brasiliano Marquinhos. Assenti invece Torosidis, Pjanic e Destro, che ha svolto fisioterapia e che potrebbe lavorare nel pomeriggio. Out anche Romagnoli per un affaticamento muscolare.

Mister Andreazzoli ha poi diviso la squadra in due formazioni per svolgere la fase tattica. Questi gli schieramenti:

GIALLI: Marquinhos, Castan, Lucca, Dodò, De Rossi, Tachtsidis, Balzaretti, Florenzi, Totti, Lopez

ROSSI: Piris, Burdisso, Taddei, Bradley, Perrotta, Marquinho, Lamela, Guberti, Osvaldo

 

Roma-Parma slitta solo se il Papa viene eletto oggi

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IL TEMPO (A. SERAFINI) – Ancora ventiquattro ore, poi il quadro sarà definitivo. Un tempo limite, che la Prefettura insieme alle istituzioni capitoline si sono imposte per decidere il possibile slittamento della gara tra Roma e Parma, in programma domenica alle 20.45 all’ Olimpico.
Eventualità, che al momento, tutte le parti pensano di poter scongiurare, nonostante il potenziale acavallarsi di eventi lasci ancora un minimo di dubbio.

La chiusura della Cappella Sistina, e la conseguente ufficialità dell’inizio del Conclave consegnano a Roma giorni di attesa per l’annuncio del nuovo Pontefice: se la fumata bianca dovesse arrivare proprio oggi, il rischio di dover rinviare il match dei giallorossi assumerebbe dei contorni molto più concreti. L’intronizzazione potrebbe infatti coincidere nella stessa giornata della partita, una domenica in cui più di un milione di pellegrini e circa 70 Capi di Stato si presenterebbero in piazza San Pietro. I tempi (di solito) più lunghi del Conclave lasciano spiragli di ottimismo sul fatto che la cerimonia possa essere posticipata al martedì successivo, giorno di San Giuseppe, ufficializzando di fatto il regolare svolgimento della partita.

«La Prefettura non ritiene che la partita rappresenti un problema tale da chiederne lo spostamento» ha dichiarato il sindaco Alemanno, sicuro che il dilatarsi dei tempi non metterà a rischio di ordine pubblico la città. Più scettico il presidente del Coni, Malagò: «Ci potrebbe anche essere lo slittamento della maratona dalle 9 alle 16, così come della partita Roma-Parma». Le due società hanno già espresso parere favorevole alla conferma dell’orario, con i giallorossi pronti, in caso, anche ad aumentare il numero degli steward allo stadio.

A Trigoria intanto la squadra è tornata ad allenarsi: Andreazzoli conta sul reintegro di Marquinhos (ieri differenziato) e sul recupero di Torosidis (gli esami non hanno evidenziato lesioni, soltanto un risentimento). Il tecnico potrà contare anche su Osvaldo, ieri in palestra per una leggera infiammazione al ginocchio.

Mercato, la Roma sul brasiliano Weldinho

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ILSUSSIDIARIO.NET – Il ds della Roma Walter Sabatini continua a seguire giovani talenti in Sud America. L’ultimo nome finito sul taccuino del d.s. giallorosso è quello di Welder da Silva Marcal, meglio noto come Weldinho, terzino destro classe 1991 in forza al Palmeiras.

Il calciatore è legato alla società paulista fino al 2016. Un’eventuale tesseramento di Weldinho non sarebbe ostacolato dal prezzo del cartellino, visto che per assicurarsi le prestazioni del giocatore sarebbe sufficiente una cifra attorno ai due milioni, ma lo status di extracomunitario potrebbe frenare ogni trattativa. Anche l’Udinese sarebbe fortemente interessata al laterale brasiliano.

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ON AIR – Renga: “Roma, quanti debiti che hai”, Melli: “Povero sceicco, sta peggio di me”

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ON AIR (Giallorossi.net) – Tiene banco la vicenda sceicco anche sulle frequenze di Radio Radio. Il giornalista del Messaggero Roberto Renga afferma: “Se Dimito scrive quelle cose, vuol dire che è tutto vero. Lo sceicco è stato smentito con i fatti, non gli basta dire che non è vero. Però questo non vuole dire che lo sceicco  non abbia 50 milioni da qualche parte. Io me lo auguro con tutto il cuore che quei soldi li abbia. Anche perchè la Roma si è sbilanciata parecchio su questa vicenda. Si saprà tutto entro 24 ore, se arrivearanno o meno questi benedetti soldi. Ma se non arriveranno, che succederà? Io mi chiedo: com’è stato possibile fare così tanti debiti in un solo anno e mezzo? Ma avete visto quanto è stato pagato il sito web della Roma? I conti che presenta il Sole 24 Ore fanno spavento. I tifosi non se ne accorgono, pensano solo alla prossima partita.”

Rincara la dose il suo collega Franco Melli: “E’ una situazione da Totò e Peppino. Questo discorso  coinvolge tutti, anche i giornalisti. Ma chi ha firmato il preliminare con questo tizio, ma chi è? Si presenti. Povero Sceicco… uno che sta in sofferenza per 4mila euro, sta messo peggio di me. La banca non si capisce a che gioco gioca, perchè dice di non essere d’accordo con quanto stanno facendo gli americani. Ma se questi soldi dell’arabo non arrivano, questi 50 milioni chi li mette? “

ON AIR – Corsi (CSS): “Lo sceicco? Guerra in corso tra i due giornali di Roma”

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ON AIR (Giallorossi.net) – “Manca un giorno alla conclusione della storia. Ieri il principe giordano ci ha scelto per la smentita all’articolo del Messaggero. Oggi il Messaggero con Dimito e Piero Mei scrive, in sintesi, che la storia dello sceicco è tutta una gran cazzata. Il Tempo invece ci dice che lo sceicco andrà fino in fondo. Il Corriere dello Sport dal canto suo se ne lava le mani di tutta questa vicenda. Insomma, ci sono i due giornali di Roma, uno più potente dell’altro, che fanno a botte per sapere se lo sceicco sarà il nuovo proprietario della Roma.”

E’ il pensiero dello speaker radiofonico Mario Corsi, in onda dai micrfoni di Centro Suono Sport, che sulla vicenda aggiunge: “Ragazzi, ancora non avete capito che lo sceicco non verrebbe a dar man forte a Pallotta, come dicono certi giornalisti. E’ Pallotta che si vende la metà delle sue quote. Baldini ha parlato di ossigeno”

Caustico il commento di Jonathan Calò sull’intervista concessa da Al Qaddumi al quotidiano “La Repubblica”: “Certo, è strano che uno sceicco  per fare un’intervista scelga un autogrill sull’autostrada…A Perugia sul corso ci sono tanti bei locali dove incontrarsi”.

Baldini da Pallotta: si discute del prossimo allenatore

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LEGGO – Come riportato da Leggo, nell’incontro avvenuto ad Austin tra Pallotta, Baldini e Zanzi si è parlato anche di mercato e della scelta del prossimo allenatore. I nomi in ballo  sono quelli già noti. Allegri, per cui sarebbe sufficiente un ingaggio da 2,5 milioni, è in prima fila, ma bisognerà convincere il Milan che non vuole perderlo.

Altri candidati importanti restano Mazzarri e Mancini, che però chiederebbero più soldi, anche per la campagna acquisti. Le alternative meno eclatanti e più parsimoniose sono quelle di Pioli e Di Francesco.

Panucci: “Si, dopo Zeman ho avuto contatti con la Roma”

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SKY SPORT – Christian Panucci, l’ex difensore della Roma, ha svelato il retroscena del contatto con la società giallorossa dopo l’esonero del tecnico boemo Zeman.

Con la Roma ho parlato. Avevo chiesto un contratto lungo dato che avrei dovuto lasciare la Russia. Poi la società ha scelto Andreazzoli. Ma siamo sempre in contatto“, le parole dell’ex terzino giallorosso.

ON AIR – Petrucci (TRS): “Nauseante come è stata trattata la vicenda Al Qaddumi”

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ON AIR (Giallorossi.net) – “Il fatto che un giornale possa pubblicare documenti privati e personali che dimostrano sofferenze bancarie di una persona, la trovo una cosa nauseante, di cattivissimo gusto.” E’ il pensiero (condivisibile) di Stefano Petrucci ai microfoni di Tele Radio Stereo.

Il giornalista non si sbliancia sul possibile finale della vicenda, anche se un’idea sembra essersela fatta: “Io non so come finirà, ma posso ragionare per deduzioni: non credo che Pallotta possa essere così sprovveduto da trattare per tutto questo tempo con un millantatore da due soldi. Questa storia, comunque andrà a finire, resta davvero squallida, per quello che si è detto e scritto. Sui giornali abbiamo letto di tutto, perfino che questo Al Qaddumi va in giro con i calzini bucati”.

 

L’ora della verità: lo sceicco deve pagare

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IL MESSAGGERO (R. DIMITO) – Lo sceicco di Perugia prova a difendersi. «Non sono in difficoltà economica», fa sapere. E in una mail a una radio romana, esibisce un’attestazione di Eurisc, il sistema di informazione gestito da Crif, da cui risulta l’apertura di una carta di credito presso Banca Mediolanum, avvenuta il 29 agosto 2002, con un limite di utilizzo massimo di 1.300 euro. Ma questo attestato della Crif, che è un database privato al quale non aderiscono tutte le banche italiane, prova solo l’esistenza del rapporto di credito di Adnan Adel Arel Qaddumi con l’istituto milanese ancora in piedi. Non dimostra, invece, l’esistenza ancora oggi di una sofferenza, cioè di un debito non pagato con qualche altra banca italiana, evidenziato dalla Centrali rischi di Bankitalia, che è un altro database al quale, però, fanno capo tutti gli istituti.

LA SOFFERENZA – Da queste carte riservate, risulta che alla voce sofferenza è scritto 4, a cui vanno aggiunti tre zeri. Questo debito, secondo quanto ricostruito dal Messaggero, è nei confronti della Popolare di Spoleto, istituto umbro commissariato il 12 febbraio scorso da Bankitalia a causa di irregolarità gestionali, tra cui una gestione dissennata degli affidamenti. «Tutti quelli che hanno lavorato con me e per me, tra cui anche il governo Usa, non possono che parlare bene della mia persona», ha fatto sapere Qaddumi. «In questo momento ho bisogno di tranquillità e articoli come quello di oggi (ieri, ndr) mi fanno solo male». Ma la ricostruzione del Messaggero, si basa su prove certe e inconfutabili. Come appunto il debito non pagato di 4 mila euro, certificato dal database di Bankitalia e la documentazione in possesso dei vari banchieri che finora hanno incrociato la strada di Qaddumi. Che, per inciso, come annunciato da James Pallotta, entro domani dovrebbe fare il versamento di 50 milioni nel capitale della As Roma SVP LLC, la newco americana che possiede il 60% di Neep holding, azionista al 78% della squadra giallorossa. L’altro 40% di Neep è di Unicredit che in questa saga dello sceicco di Perugia è semplice spettatore, non essendo coinvolto nelle trattative con Pallotta. Anche se, avendolo anagrafato, cioè i suoi dati sono annotati nel cervello elettronico interno sin dalla fine del 2010 quando si fece avanti per acquistare il club, hanno ben presente la sfera dei suoi interessi patrimoniali.

I SOCI DELL’ARABO – Nel capitale di Amyga oil & gas holding srl, l’unica società attiva, con sede a Roma, il 77% è posseduto da Adnan Qaddumi, il 10% dal figlio carabiniere Adel, il 10% dalla figlia Yasmin (impiegata presso la stessa società), il 3% è ripartito in quote uguali (1%) intestate a Italia produzione energia srl di Roma, Global service international srl Roma e a Francesco Grimaldi di Nola (Caserta). Di Technofin, un’altra società da lui presieduta, con un capitale di 10 mila euro di cui solo 3 versati, ma inattiva, l’uomo d’affari detiene il 50%.
Comunque sia mancano poche ore al momento della verità, cioè domani. Nel frattempo l’ad Italo Zanzi e il dg Franco Baldini sono ad Austin per consultarsi con Pallotta sul da farsi. Anche perchè la situazione patrimoniale della Roma è precaria, con un patrimonio netto negativo di 78 milioni, dopo la semestrale a fine dicembre. Questa spia tiene in allerta Unicredit che continua ad essere sempre più dubbioso sull’arrivo di Qaddumi. Finora americani e banca hanno sostenuto il club con 65 milioni di finanziamento-soci che andranno a coprire quasi tutti gli 80 milioni di aumento di capitale. Ne mancano 15, ma non bastano. Per questo, a breve i due soci dovranno sedersi attorno a un tavolo per discutere del futuro: la banca però chiederà garanzie precise a Pallotta.

Osvaldo si ferma, torna Marquinhos

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CORSPORT (A. GHIACCI) – (…) Ieri la ripresa è stata segnata dall’assenza di Osvaldo, che dopo i due giorni di riposo trascorsi a Barcellona si è presentato a Trigoria con un infiammazione al ginocchio sinistro. «Nulla di grave» fa sapere la Roma: Osvaldo molto probabilmente tornerà a lavorare con il gruppo già oggi.

Sta bene, o comunque non ha riportato niente di serio, anche Vasilis Torosidis: l’infortunio subito nella serata di Udine si è rivelato essere solo un affaticamento muscolare e dopo gli esami strumentali il flessore della coscia sinistra non ha evidenziato lesioni. Torosidis non appare in dubbio per domenica.

Così come è pronto a tornare in squadra anche Marquinhos: il brasiliano ha iniziato a lavorare normalmente agli ordini di Andreazzoli salvo poi svolgere una parte di seduta da solo. (…) Dalla squalifica rientrerà invece lo statunitense Bradley. (…)Gli unici dubbi riguarderanno il centrocampista da affiancare a De Rossi e l’esterno di sinistra. Per il resto Stekelnburg in porta, difesa a tre con Marquinhos, Burdisso e Castan, a centrocampo Torosidis e De Rossi sicuri e tridente formato da Totti, Lamela e Osvaldo. Stanno procedendo sulla via del recupero sia Destro che Pjanic(…).

VISITA – Ieri mattina Lamela, su inizativa del Gruppo Idee, ha trascorso una mezz’ora in visita ai detenuti del carcere di Rebibbia. «Sono molto emozionato ma felice di essere qui – ha detto l’attaccante argentino della Roma – e sono contento di aver regalato un sorriso a tanti ragazzi» . All’incontro, in cui Lamela ha ricevuto in omaggio uno stemma della Roma in legno realizzato a mano apposta per lui, non hanno potuto partecipare i cronisti presenti. Lo ha deciso la Roma, rappresentata nell’occasione da Tempestilli.

De Rossi pronto alla festa, ma il futuro resta in blico

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GASPORT (M. CECCHINI) – Ci sono feste con palloncini sgonfi, torte mal riuscite, candeline già consunte. Feste in cui, apparentemente, non c’è niente da festeggiare. Ecco, il traguardo delle 300 partite in Serie A che Daniele De Rossi taglierà domenica contro il Parma appartiene al novero della gioia declassata.
Il motivo è chiaro, e lo stesso centrocampista azzurro lo ha confidato agli amici: sto disputando la peggiore stagione da quando gioco. Per questo, anzi, vorrebbe che questa ricorrenza passasse inosservata, ma la Roma in segreto (si fa per dire) sta già preparando un festeggiamento da consumare allo stadio, tra annunci dello speaker e targa ricordo.

Rinascita – D’altronde, affidandogli le chiavi della squadra, Andreazzoli ha chiarito fin dall’inizio come per rivedere in campo il vero De Rossi ci sarebbe stato bisogno di tempo. Il problema, però, è che il calcio va di fretta e persino se ti chiami De Rossi nessuno ha più voglia di aspettarti. Inutile nasconderlo, per alcuni tifosi Capitan Futuro, alle soglie dei 30 anni ha un retrogusto di passato e per di più condito con quel pizzico d’invidia sociale dovuta al fatto di essere il giocatore più pagato del calcio italiano (6 milioni a stagione) senza finire più in vetrina. Zeman lo ha detronizzato e De Rossi, col suo silenzio, non ha mai nascosto la sua diffidenza per un allenatore con cui il feeling non è mai scattato.

Lo sceicco: «Non ho problemi» –
In questo contesto, la società è chiamata a prendere una posizione. L’azzurro — sempre un leader della Nazionale — è ancora un giocatore con tanto mercato nobile (dal PSG al Real Madrid), sia pur non più alle cifre stratosferiche di poco tempo fa. Inutile dire che una sua cessione non è più un tabu e, anzi, farebbe comodo alle casse di un club che fa il conto alla rovescia per scoprire se il discusso sceicco Adnan al Qaddumi, entro domani, sia in grado di versare 50 milioni e divenire co-proprietario. Ormai gli aneddoti sul giordano sono una pioggia, l’ultimo (fonte Messaggero) parla di esposizioni bancarie per 4.000 euro e di un prestito negato per mille, tant’è che lo sceicco si sussurra possa essere un prestanome. Ma sulla questione ieri ha inviato una nota lo stesso sceicco specificando come non abbia «nessuna sofferenza economica, quelli che hanno lavorato con me, tra cui anche il governo Usa, non possono che parlare bene della mia persona. Ho bisogno di tranquillità e queste cose mi fanno solo male». Ne sarà felice James Pallotta che continua ad avere piena fiducia nel suo interlocutore (a differenza del partner UniCredit) e sarebbe disponibile anche a una proroga. Oggi il presidente festeggia ad Austin il 55° compleanno con Baldini e Zanzi. Ieri il presidente ha tenuto una conferenza, ma ha chiaro come la ricapitalizzazione sia una necessità. Resta da vedere, però, se si farà con un nuovo partner (lo sceicco) oppure se gli oneri resteranno solo a lui e a UniCredit.

Osvaldo & Espanyol – 
Intanto si lavora già per piazzare nel modo più conveniente Osvaldo. Nei due giorni liberi l’attaccante è stato a Barcellona e così Planes, ex d.s., ha detto come sarebbe bello riportarlo all’Espanyol, «ma è difficile per via dei costi». In ogni caso la Roma in questo momento ha l’obbligo di pensare a fare scelte economicamente convenienti, riguardo a lui e allo stesso De Rossi. Per questo domenica, forse, le 300 candeline saranno spente senza troppa gioia.

Lo sceicco va fino in fondo

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IL TEMPO (A. AUSTINI) – Solo, o quasi, contro il mondo. Lo sceicco ha altri due giorni di tempo per dimostrare di non essere un millantatore, bensì l’uomo in grado di affiancare gli americani e rafforzare gli investimenti della Roma.
Servono 50 milioni entro domani. Sono rimasti in pochi a fidarsi, la maggior parte dei quali in America. Lo scetticismo di Unicredit, invece, resta forte. E la banca, attraverso i suoi canali di fiducia, non fa nulla per nasconderlo. Ma la questione riguarda strettamente i soci Usa della Roma e Adnan al Qaddumi va avanti con una certa fiducia sulla chiusura dell’operazione.

I contatti con gli Stati Uniti sono quotidiani e ripetuti, le conference call con l’entourage di Pallotta (Mark Pannes su tutti) proseguono ininterrotte. Ad Austin, in Texas, è in corso la convention annuale della Raptor e sono presenti anche i dirigenti romanisti Baldini e Zanzi. Si progetta il futuro del club e al tempo stesso si segue il rush finale della trattativa con il potenziale nuovo socio. Ieri il misterioso imprenditore giordano avrebbe ottenuto altri documenti importanti e non è escluso che tra oggi e domani arrivi qualcuno da Boston (Pannes?) per verificare di persona la possibilità di trasformare l’accordo preliminare in quello definitivo. Lo sceicco promette di presentare su carta un ordine irreversibile di pagamento, subordinato alla firma dei contratti.
I soldi, a suo dire, ci sono. E il versamento degli stessi entro domani è l’unica condizione che deve verificarsi per farlo entrare nel consorzio Usa che guida indirettamente la Roma, con circa la metà delle quote.

Intanto Adnan si ritrova costretto a smentire di giorno in giorno le notizie sul suo conto. L’ultima è che gli sarebbe stato negato un prestito da mille euro da una banca italiana per un precedente debito da quattromila euro non saldato , ma lui ribatte tranquillo: «Non ho alcuna pendenza con le banche – assicura – le persone che hanno lavorato con me non possono che parlare bene della mia persona. Ho spiegato in un’intervista al “Tempo” qual è la mia storia, fatta di alti e bassi». Ovvero un’eredita miliardaria sbloccata solo di recente.

Mancano due giorni per scoprire l’eventuale bluff, ma esiste anche la possibilità di una proroga all’avverarsi di determinate condizioni, ovvero una prima dimostrazione della disponibilità dei fondi. Gli americani non vogliono comunque andare troppo in là, la Roma ha bisogno di stanziare in fretta l’ammontare dell’aumento di capitale per coprire le perdite accumulate dal bilancio scorso. Gli 80 milioni previsti, di cui 65 già versati nelle casse del club, non bastano se si vuole continuare a investire sulla crescita della Roma. I 50 milioni di Adnan sarebbero solo una prima tranche di un suo impegno totale da 100 milioni e finirebbero tutti nella ricapitalizzazione. Perché Pallotta non ha alcuna voglia di disimpegnarsi, semmai di aggiungere risorse nella Roma. Se lo sceicco si rivelerà una «bufala», dovrà pensarci lui insieme agli altri partner americani e ad Unicredit. Ma la cosa non lo spaventa affatto. 

A Perugia regna il massimo scetticismo. “Un ricco vero non si comporta come lui”

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IL MESSAGGERO (R. PE.) – Se si sale sulla collina dove abita la suocera, si va da quelli che hanno vissuto con lui gli anni dell’Università e i lunghi mesi dell’attesa dell’eredità, vera o presunta che sia, tutti rispondono allo stesso modo: «Lo aspettavamo dopo le elezioni, aveva detto che ricapitava, ma adesso nessuno ne sa più niente». Tutte le sue attività ormai fanno capo a Roma, insiste un suo conoscente, Perugia è solo un posto nel quale tornava da qualche amico, ma adesso più nulla.

Buio fitto, inutile insistere. Il ragazzo al quale aveva annunciato che sarebbe andato a votare domenica 24 febbraio chiede l’anonimato e ci tiene a sottolineare: «Io sinceramente ci credevo nella storia che mi avevano raccontato, di quella fortuna da gestire dopo molte tribolazioni. Adesso, però, da quando non l’ho visto più comparire, non so che cosa pensare. Un ricco vero e tranquillo ben difficilmente si comporta in questo modo. Non crede?».

Una sola voce, ma anche questa rigorosamente anonima, viene da un professionista perugino che lo ha frequentato per qualche settimana. «Una cosa posso dire: quando mi ha lasciato l’ultima volta che ci siamo sentiti, ed era appena iniziata la bufera sull’acquisto della quota della Roma, mi ha ripetuto più volte: il contratto prevede che io saldi la cifra per la quale mi sono impegnato entro il 15 marzo. Adesso mi ripeto queste parole e cerco di dargli un senso, ma a me, come a tutti, sembra strano che lui non sia qui a spiegare. Troppo mistero, non capisco più».

E la storia dei soldi in una banca americana? Il racconto dell’eredità ottenuto dopo un lungo, estenuante braccio di ferro? La determinazione a realizzare investimenti a Roma come anche in Umbria? Inutile insistere. Nessuno qui sa. E la data del 15 marzo resta l’ultimo appello per dire se la storia dello sceicco multimiliardario sia una invenzione oppure abbia un qualche fondamento. «Se vuol mostrare la serietà delle sue offerte, non ha più molto tempo. Questione di ore», conclude il professionista non prima di avere sottolineato come Perugia è città scettica quanto poche altre, per niente propensa alle favole.