CORSPORT (A. GHIACCI) – Ultime ventiquattro ore: dentro o fuori, quindi. Se entro domani Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi presenterà le garanzie necessarie a certificare che i 50 milioni di euro ci sono, entrerà nella Roma come nuovo socio del presidente Pallotta. Altrimenti arrivederci e grazie. Lo si leggeva, chiaramente, dal comunicato del 28 febbraio scorso emesso dalla Roma stessa: «Il termine per il potenziale partner scadrà il 14 marzo 2013». Ci siamo, anche se i dubbi sono tanti, aumentati di giorno in giorno(…). Ci sono le storie legate ad al Qaddumi che lasciano perplessi, stessa sensazione che da sempre ha manifestato il socio di minoranza di Pallotta, Unicredit. «Ma non c’è stata nessuna sofferenza economica – ha dichiarato al Qaddumi ai microfoni di Centro Suono Sport – in questo momento ho bisogno di tranquillità».
Sceicco, Pallotta non va oltre
Quel sogno giallorosso da mille e un euro…
IL MESSAGGERO (P. Mei) – La Roma ha già avuto, di suo, parecchie partite in sofferenza, in campo (quante volte? classica domanda da confessionale) e anche fuori, nel far di conto, che gli ci mancava pure lo sceicco, bianco o in bianco è ancora da decifrare.
Ma non ci vorrà molto, essendo il D-day fissato per domani, 14 marzo, il giorno prima delle Idi che colpirono Giulio Cesare con 23 coltellate, «tu quoque Brute», e che hanno fatto il titolo di un glorioso film di George Clooney. Sarà il D-day per la storia alla quale l’America di James Pallotta ha mostrato di dare credito, mentre le banche italiane di credito hanno mostrato di darne molto poco: neppure mille euro, cifra che, riscrivendo questo ennesimo mistero d’Oriente, ricorda da vicino le Mille e una notte dei fantastici racconti e anche il «se potessi avere mille lire al mese» che veniva canticchiato negli Anni Trenta del passato Novecento.
Certo, se avesse avuto questo credito di 1.000 euro, in fondo allo sceicco Qaddumi ne sarebbero mancati soltanto 49 milioni e 999 mila per raggiungere i fatidici cinquanta milioni il cui versamento garantirà (garantirebbe) una posizione di tutto rispetto al cinquantaquattrenne tifoso giallorosso che ha avanzato una seconda offerta, stavolta di comproprietà della comproprietà, dopo aver presentato una prima che venne ritenuta, all’epoca dell’arrivo dello Zio d’America, poco credibile da parte degli advisors.
Lo sceicco che è un po’ principe, se, come viene sostenuto, la sua ascendenza riporta dritta dritta al trono saudita, dovrà dare sostanza alle sue offerte nel breve volgere di ore: se è di quella Royal Family non vorrà mica far la fine della principessa Maha, moglie del defunto principe ereditario, la quale, avendo speso troppo, cercò di fuggire non passando dalla cassa da un albergo di lusso parigino e di recente si è vista sequestrare gioielli per 12 milioni di euro, che aveva acquistato senza pagarli. La sceicca, quanto meno, si muoveva con processioni di limousine e non con utilitarie, ma forse è unaderstatement. Il defunto allora pagò i debiti e immediatamente ripudiò la signora malata di shopping compulsivo, ma ora lei non è più sua moglie e lui non è più.
Curiosità e un certo disincanto accompagnano tutta questa operazione: finché non ci saranno carta bollata e bonifici bancari lo scetticismo è quasi d’obbligo. Finirà con lo sceicco offeso per il poco credito che ha ottenuto (neppure mille euro) e in ritirata strategica? E qualcuno dovrà fare da badante allo Zio d’America? Domani è un altro giorno, o no?
Bruno Conti: “Rimango qui per scoprire altri campioni”
CORSPORT (G. D’UBALDO) – Cinquantotto anni vissuti di corsa. (…) Bruno Conti racconta la sua Roma, le sue emozioni, il suo orgoglio, il suo grande senso di appartenenza. Nel giorno del suo compleanno apre l’album dei ricordi, svela i suoi programmi, non nasconde sentimenti ed emozioni. (…) Ha costruito la sua vita con semplicità, senza alterazioni, non ha mai indossato una maschera. Conti è un pezzo di storia della Roma. E’ stato campione del mondo, ha vinto uno scudetto, le Coppe Italia. Alla sua partita di addio c’erano settantamila persone, con le quali ha condiviso lacrime ed emozioni.
Poi il lavoro nel settore giovanile, raccogliendo successi e lanciando talenti. Da De Rossi ad Aquilani, tanto per fare solo due nomi. La parentesi in prima squadra, direttore tecnico della Roma più bella degli ultimi venti anni (…). Per questo dovrebbe essere preso ad esempio. Il suo lavoro nella Roma proseguirà e lo porterà avanti con l’entusiasmo di sempre, con quel tic che lo ha accompagnato in questi 58 anni, con quelle tensioni delle quali non potrebbe fare a meno.
Bruno Conti, 58 anni e non li dimostra.
«Non ci penso. Stare tutti i giorni a contatto con i giovani mi aiuta. Devo ringraziare il mio lavoro. Sto bene, ho la soddisfazione di aver cresciuto i figli in un certo modo, di aver trasmesso loro i valori della famiglia. E poi i nipoti. Sono fantastici».
Il suo ruolo al settore giovanile è cambiato con l’arrivo di Sabatini. Diciamo che è stato un po’ limitato
«Per me non è cambiato nulla, ho proseguito sulla strada intrapresa nel 1992, quando presi in mano il settore giovanile della Roma. Lavoro come ho sempre fatto, vado in giro a scoprire i talenti, con la preziosa collaborazione degli osservatori, che sono importantissimi. Lavoro per il futuro. Gli ultimi sono stati Florenzi e Romagnoli, una grande soddisfazione. Ho sempre delegato poco, mi piace prendermi le responsabilità. Ma senza la struttura capillare degli osservatori non andremmo lontano. E poi ringrazio i nostri allenatori, ce li invidiano. Abbiamo tanti ragazzi nelle rappresentative nazionali giovani, saranno una dozzina. Fino ad arrivare a Florenzi, che è arrivato alla Nazionale maggiore. Lunedì era il suo compleanno. Gli faccio tanti auguri».
Lui e Romagnoli sono i due ultimi ragazzi del vivaio arrivati in prima squadra. Il giovanissimo difensore è di Nettuno come lei, lo conosce bene…
«Eh sì. Da bambino giocava in una piccola società, il San Giacomo, attaccata a casa mia. Me lo segnalò Attilio Olivieri, un nostro osservatore. Lo convocai per un provino. Capii subito che aveva una bella personalità, in campo si faceva sentire. Quella stessa personalità l’ha mostrata il giorno dell’esordio. E vederlo fare gol, con quella esultanza così commovente, mi ha regalato una grande soddisfazione. E’ un piacere vedere un ragazzino di diciotto anni giocare con la freddezza di un veterano. Non è un caso che sia arrivato in serie A così giovane. Alle spalle ha una famiglia stupenda, persone eccezionali che si sono rimboccate le maniche e hanno fatto tanti sacrifici per aiutare il ragazzo a giocare nella Roma. Il padre e lo zio si sono divisi i viaggi quotidiani da Nettuno a Trigoria, ogni giorno 90 chilometri tra andata e ritorno. Avevamo proposto al padre di farlo restare nel pensionato, ma hanno preferito fare su e giù e allora gli abbiamo riconosciuto un piccolo rimborso spese per la benzina. Romagnoli è un giovane con la testa sulle spalle che ha ancora ampi margini di miglioramento. Ha un grande futuro davanti a sè».
E Florenzi è stato un’altra sua scommessa
«L’ho preso dalla Lodigiani. Non potrò dimenticare i colloqui con i genitori, le difficoltà che siamo riusciti a superare. Avevo intravisto delle qualità in questo ragazzino che da piccolo era un po’ gracile. Dal punto di vista tecnico si vedeva che ci sapeva fare, ma soprattutto mi aveva colpito il carattere pazzesco, fondamentale in particolare per chi ricopre il suo ruolo. Non stava mai fermo e ha mantenuto crescendo la sua grande capacità negli inserimenti. Il gol di Udine lo ha favorito lui, ha un bel piede e a Crotone ha segnato tanto anche su punizione. Nei momenti di difficoltà della squadra lui c’è sempre, è uno che non molla mai. Si fa tutto il campo, cura la fase difensiva. C’era tanto scetticismo intorno a lui per le sue carenze fisiche. Invece anche in serie B ha dimostrato di essere uno tosto».
Il settore giovanile della Roma valorizza calciatori ma anche allenatori. Montella e Stramaccioni allenano in A e Roberto Muzzi, che ha voluto lei a Trigoria, adesso collabora in prima squadra con Andreazzoli
«Secondo me il primo obiettivo della nostra struttura è quello di trovare istruttori bravi, capaci di insegnare calcio ma anche di educare i giovani. Montella ha sorpreso anche me, non pensavo che potesse diventare così bravo in poco tempo. Stramaccioni ha fatto un altro percorso, conosceva tuti i giocatori del settore giovanile, ha avuto una formazione a 360 gradi. Vincenzo ha imparato in fretta. Gli ho affidato subito un gruppo importante, i Giovanissimi nazionali. Aveva un contratto in essere con la Roma, doveva ritrovare motivazioni. Non avevo mai visto un tecnico tuffarsi nel lavoro con il suo entusiasmo. Ha introdotto metodi rivoluzionari. Seguire i suoi allenamenti mi ha entusiasmato. Mi ha chiesto di chiamare Ancelotti per andare a seguire i suoi allenamenti, è andato a studiare il Barcellona. Ha dimostrato la sua bravura subito, anche quando gli è stata affidata la prima squadra. E ha scelto un bel gruppo di collaboratori. Il settore giovanile è stato un grande trampolino di lancio e valorizzare giovani allenatori come lui è la testimonianza del buon lavoro svolto».
E ora Muzzi
«Mi ha fatto piacere perchè la scelta l’ha fatta Andreazzoli. Aurelio ha sempre seguito il lavoro del settore giovanile e ha apprezzato il modo di lavorare di Muzzi, che stava facendo molto bene con i ragazzi del 1999. Questa esperienza per lui è molto importante».
Gli allenatori hanno anche un ruolo sociale lavorando con i giovani.
«A me piace vedere gli allenamenti da solo, anche durante la settimana. Seguo tutti i particolari, i comportamenti. Un bambino che ha un atteggiamento scomposto va ripreso, non voglio sentire parolacce. I tecnici devono essere anche educatori».
Presto la firma sul suo nuovo contratto. C’è stato un momento in cui si pensava al divorzio. Invece il nuovo accordo è un segnale di continuità.
«Del quale sono molto orgoglioso e onorato. Non mi è mai passato per la mente di andare via, soprattutto per i risultati ottenuti in questi lunghi anni. Abbiamo fatto un grande lavoro, tanti ragazzi sono arrivati in prima squadra. Baldini pochi giorni fa mi ha comunicato la prosecuzione del rapporto, per me è come se avessi già firmato. Il mio desiderio è sempre stato quello di restare legato a questi colori che amo».
Da una soddisfazione all’altra. Suo figlio Daniele è un leader nel Cagliari e qualche settimana fa si è reso protagonista di un bellissimo gesto, quando è corso ad abbracciare il figlio, Brunetto, che faceva il raccattapalle.
«Tutti e due i figli mi danno grandi gioie. Sono attaccati alla famiglia e questa per me e mia moglie è la cosa più importante. Andrea ha avuto meno fortuna nel calcio, lo hanno frenato gli infortuni, ma tra fratelli c’è un rapporto speciale, non esiste il più bravo. Ancora trascorrono le vacanze insieme, con le famiglie. Daniele ha unito un carattere formidabile a qualità tecniche. Quella partita contro il Torino mi ha regalato una grande emozione. Mi sono commosso anch’io quando è corso ad abbracciare Brunetto. Confesso, è partita la lacrima. E’ tutto nato per caso, aveva chiesto al padre di andare a fare il raccattapalle. Daniele gli aveva promesso che sarebbe andato ad abbracciarlo se avesse fatto gol. Era emozionato anche lui, alla fine non riusciva a fare l’intervista».
Brunetto promette bene?
«Il pallone gli piace molto. Frequenta la scuola calcio a Cagliari. Sin da bambino non voleva giocattoli per regalo, ma divise di calcio. Per l’età che ha deve divertirsi, poi vedremo. Ma anche Manuel, il più piccolo, è un martello».
Torniamo alla Roma. Zeman è stato esonerato.
«E’ un tecnico che stimo da morire. Mi è dispiaciuto, ma nel calcio si fanno le valutazioni in base ai risultati. La Roma può finire bene la stagione, mancano dieci partite, sono ottimista. Questa squadra può dare tanto».
Andreazzoli lo conosce bene.
«E’ da tanti anni a Trigoria, ho un grande rapporto con lui. Conosce il calcio, è un lavoratore, ha sempre avuto un ruolo importante con Spalletti e quando doveva dire la sua non si tirava indietro. Con Aurelio, Spalletti e Daniele Baldini ricordo tante partite a calcio tennis, nella palestra di Trigoria, durante i ritiri. E’ un uomo di calcio leale, abituato a parlare chiaro».
Chiudiamo con Totti. Ha stupito anche lei che lo ha visto crescere?
«Se parliamo di Francesco parliamo della Roma. Innanzitutto è un uomo stupendo. Non sarebbe arrivato dove è ora se non avesse certi valori. Anche per lui la famiglia ha avuto un ruolo fondamentale e anche Vito Scala è stato importante, lo ha aiutato a gestire qualsiasi situazione e lo ha consigliato sempre nel modo più giusto. Se penso che già da qualche anno lo davano per finito… Invece vi dico oggi che raggiungerà anche il record di Piola. Ci ha messo la faccia sempre nei momenti di difficoltà. Non trovo più aggettivi per definirlo. Mi sento orgoglioso di essere suo amico. E non dimentico le piccole attenzioni che ha sempre avuto. Come quando abbiamo vinto lo scudetto con la Primavera e ha regalato a tutti i ragazzi la sua maglia autografata. Non è difficile portarlo ad esempio ai nostri giovani».
Pjanic già in campo contro il Palermo?
GIALLOROSSI.NET – Buone notizie arrivano dall’infermeria di Trigoria. Mister Andreazzoli può tirare un sospiro di sollievo per quanto riguarda la condizione fisica di Torosidis: gli esami effettuati hanno dato esito negativo. Per il terzino greco si tratta solo di un semplice affaticamento muscolare che lo terrà fuori dal campo per pochi giorni.
Problema al ginocchio per Osvaldo, che salta ancora una volta l’allenamento. Nulla di grave, assicurano da Trigoria: si tratta solo di una leggera infiammazione che non impedirà all’attaccante di tornare moto presto ad allenarsi con il resto del gruppo. L’ assenza quasi sistematica e a singhiozzo dell’argentino durante gli allenamenti settimanali lascia comunque qualche perplessità.
Buone notizie invece per quanto riguarda Pjanic: il centrocampista bosniaco sta decisamente meglio, e la caviglia si è notevolmente sgonfiata. Dal quartier generale della Roma trapela un certo ottimismo sui tempi di recupero, tanto da auspicare un ritorno in campo del giocatore già dalla partita contro il Palermo, prevista per il 30 marzo.
Da segnalare infine una piccola sopresa: oggi, dopo tanto tempo, si è rivisto a Trigoria il brasiliano Julio Sergio. Il portiere, ancora sotto contratto con i giallorossi, ha ripreso ad allenarsi in palestra.
TRIGORIA – Buone notizie per Torosidis. Osvaldo di nuovo out, Pjanic migliora
QUI TRIGORIA (Giallorossi.net) – Non destano preoccpuazioni le condizioni di Vasilis Torosidis. Il difensore greco si è sottoposto oggi a degli esami strumentali che hanno dato esito negativo: per il terzino si tratta solo di un affaticamento muscolare. Torosidis tornerà a lavorare con il gruppo intorno a metà settimana.
Intanto nella seduta odierna si rivede in campo Marquinhos, che ha cominciato con il gruppo per poi tornare a svolgere differenziato. Destro si è allenato a parte in mattinata. Assenti, oltre a Torosidis, anche Osvaldo e Pjanic.
La squadra, dopo il riscaldamento, lavora sul possesso di palla.
Osvaldo non si è allenato per un’infiammazione al ginocchio sinistro. Nulla di grave per l’attaccante, che dovrebbe rientrare molto presto in gruppo. Buone notizie anche per quanto riguarda Pjanic: il giocatore sta molto meglio, tanto che si vocifera possa tornare in campo già dalla partita contro il Palermo prevista per il 30 marzo.
(Seguono aggiornamenti)
Al Qaddumi: “Nessun debito con le banche, ecco le prove” (FOTO)
MARIONE.NET – Queste le parole dello sceicco Adnan Adel Aref Qaddumi inviate via mail alla redazione di Te la do io Tokyo su Centro Suono Sport 101.5.
“La relazione della EURISC (CRIF) mostra che non c’è stata nessuna sofferenza economica, smentendo l’articolo pubblicato oggi sul ‘Messaggero’. Tutti quelli che hanno lavorato con me e per me, tra cui anche il governo USA, non possono che parlare bene della mia persona. In questo momento ho bisogno di tranquillità e articoli come quello di oggi mi fanno solo male”.
Lo riporta il sito marione.net, che pubblica anche i documenti allegati dallo sceicco Adnan Al Quaddumi:
GUARDA I DOCUMENTI SU MARIONE.NET
Bloomberg: “Nike sponsor tecnico della Roma già dal prossimo anno”
BLOOMBERG.COM – L’As Roma e la Nike sono vicini a firmare un accordo a lungo termine che porterà il secondo più grande fornitore di articoli sportivi del mondo a produrre e commercializzare il materiale tecnico della squadra italiana in tutto il mondo.
Nessun commento né da parte del portavoce della Nike Charlie Brookes, nè dall’addetto stampa della Roma Katia Augelli.
Nike sostituirà il marchio Kappa BasicNet SpA, che è stato sponsor tecnico della Roma dal 2007 e metterà il suo baffo sulle maglie della Roma dalla prossima stagione, come fatto sapere dagli interessati, che hanno preferito rimanere anonimi perché l’accordo non è ancora stato reso pubblico. Non sono stati resi noti i termini economici dell’affare.
La Roma si unisce a Manchester United, Barcellona, Juventus e Paris Saint-Germain, prime in classifica nei rispettivi paesi, tra le squadre che vestono Nike. L’accordo con la Roma sarà simile a quello che Nike ha con il Manchester United.
Nasce l’AS Roma Club Away, per andare in trasferta senza Tessera del Tifoso
ASROMA.IT – AS ROMA, preso atto delle problematiche riscontrate recentemente dai propri Tifosi nell’acquisto dei tagliandi per le trasferte, di fatto emettibili in base alle attuali disposizioni esclusivamente dietro presentazione fisica della Tessera del Tifoso “AS ROMA CLUB PRIVILEGE”, rende noto che dal 4 aprile 2013, al fine di semplificare e velocizzare proprio la procedura d’acquisto per questa specifica tipologia di biglietti, potrà essere richiesta ed immediatamente utilizzata anche la nuova Fidelity Card “AS ROMA CLUB AWAY”.
L’AS ROMA CLUB AWAY, prodotta in collaborazione con LOTTOMATICA ITALIA SERVIZI in riferimento alle indicazioni contenute nella Determinazione (Allegato Tecnico) dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive Nr. 6 del 08/02/2012, permetterà infatti al Titolare, anche se non in possesso dell’AS ROMA CLUB PRIVILEGE, purché in assenza di motivi ostativi, di poter acquistare i tagliandi d’ingresso per i settori ospiti, così come di qualunque altro settore, in tutti gli stadi d’Italia nei quali l’AS ROMA disputerà le sue gare in trasferta.
Malagò (pres. Coni): “Roma-Parma potrebbe slittare”
GIALLOROSSI.NET – Arriva una conferma sulla possibilità che Roma-Parma, in programma per il 17 marzo, possa essere rinviata. Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha dichiarato che la coincidenza con l’elezione del nuovo Papa attesa nei prossimi giorni potrebbe far rinviare la gara:
“Tutto il mondo è in fibrillazione per l’evento della intronizzazione del Papa, oggi si riunisce il conclave e non sappiamo quanto durerà. Quindi tutto il programma e la calendarizzazione del week end sportivo è sottoposto a un grande punto interrogativo, e ci potrebbe anche essere lo slittamento della partita di domenica tra Roma e Parma, così come la maratona di Roma potrebbe essere spostata al pomeriggio di domenica”.
Lamela fa visita ai detenuti di Rebibbia: “Felice di avervi regalato un sorriso”
GIALLOROSSI.NET – Erik Lamela ha fatto visita questa mattina al Carcere di Rebibbia di Roma. Prima però che il giocatore facesse ingresso nella struttura penitenziaria, c’è stato uno spiacevole fuori programma: un dirigente giallorosso ha impedito che i cronisti presenti seguissero l’evento all’interno di Rebibbia, minacciando di portare via il calciatore.
Il takento argentino ha quindi visitato alcune celle, si è fermato a parlare con i detenuti del carcere che lo hanno omaggiato di uno stemma della Roma in legno colorato. Queste le parole di Erik: “Sono molto contento di far visita in un posto come questo, per regalare un sorriso a tante persone”.
Dragoni (Il Sole24Ore): “Il vero padrone della Roma è Unicredit. Lo Sceicco? C’è poca trasparenza”
INSIDEROMA.COM – Non ha peli sulla lingua Gianni Dragoni, “firma” de Il Sole24Ore e massimo esperto italiano di bilanci di società di calcio (italiane ed europee). Un’intervista senza veli al sito insideroma.com dove il tema centrale è chiaramente la trattativa in corso tra AS Roma e lo sceicco Al Qaddumi, ma il noto giornalista economico affronta anche i rapporti tra la cordata americana ed il socio Unicredit. Proprio quest’ultimo argomento farà discutere, ne siamo certi, nei prossimi giorni, gli addetti ai lavori.
D) Qual è il suo “sentiment” rispetto a questa trattativa? Si chiuderà positivamente o è un semplice fuoco di paglia?
R) Non sarebbe la prima volta che le voci di presunti interessi di investitori nell’AS Roma si sgonfiano, dopo aver provocato rialzi in Borsa. E’ accaduto anche il 22 febbraio: dopo la diffusione delle solite “voci”, stavolta di un interesse di un presunto sceicco che vive vicino a Perugia in una casa modesta, titolo sospeso per eccesso di rialzo e in chiusura aumento del prezzo del 10%, poi le quotazioni sono tornate alla media degli ultimi due mesi, intorno a 50 centesimi per azione. Ieri c’è stato un calo dell’1,25% (mi riferisco a lunedì 11 marzo), le azioni della Roma hanno chiuso a 0,4997 euro. Anche la Borsa sembra prudente.
D) Qual è il suo giudizio su come è stata gestita, fino ad oggi, questa trattativa? Si aspettava che ci fossero, già nei primi giorni, i riflettori della Consob e della Procura?
R) In tutte le vicende di speculazioni finanziarie intorno alla Roma la Consob non ha mai assunto iniziative che portassero a conclusioni apprezzabili. Già nel caso del presunto interesse del magnate George Soros non ho visto applicare sanzioni o aprire contenziosi contro chi aveva diffuso e per lungo tempo alimentato voci rivelatesi prive di fondamento. Anche in questa vicenda credo che la Consob avrebbe dovuto essere più incisiva. Né il comunicato del 21 febbraio, né quello del 25 febbraio, della AS Roma Spv Llc, la società considerata “cassaforte” dei soci americani, pur menzionando un “accordo preliminare” con Al Qaddumi indicano quale sarebbe il prezzo dell’investimento attribuibile al presunto sceicco. C’è poca trasparenza, come al solito prima sono state fatte circolare voci ad arte, poi dopo il rialzo in Borsa e la richiesta (tardiva) della Consob, è stato emesso un comunicato che dice ben poco, salvo il riferimento ad un accordo preliminare sottoscritto con Al Qaddumi.
D) Se il prossimo 14 marzo si dovesse arrivare all’ingresso dello sceicco Al Qaddumi nel capitale della società si aspetta una rivoluzione a livello di quadri dirigenziali? Potrebbe essere escluso, per esempio, il vice-presidente Joe Tacopina dal CdA?
R) Non sono in grado di rispondere a questa domanda. Non so se Al Qaddumi entrerà nella AS Roma. In linea teorica, penso che, come avverrebbe in ogni società, chiunque dovesse entrare con un apporto importante di capitali acquisirebbe un ruolo anche nella gestione.
D) Qual è l’impressione rispetto alla figura di Al Qaddumi? E’ lui il possibile nuovo socio della AS Roma, o dietro c’è un altro soggetto interessato al club?
R) La prima impressione, leggendo quello che i giornali hanno raccontato (rispetto a precedenti vicende che lo riguardano), è che Al Qaddumi non abbia la solidità, né mezzi adeguati. Devo dire che, ad oggi, non si conosce bene neppure la reale consistenza patrimoniale dei soci americani entrati nel 2011. Ogni tentativo di tracciare le loro attività e individuare un bilancio consolidato delle attività di James Pallotta, di Thomas R. Di Benedetto, ecc., si è fermato davanti ad un muro di sigle e di descrizioni generiche, povere di cifre. L’unica cosa chiara dai bilanci dell’As Roma è che i soldi li mette soprattutto la banca, ovvero Unicredit. La Roma ha debiti finanziari di oltre 90 milioni di euro verso il gruppo Unicredit, secondo gli ultimi dati pubblicati, a fine 2012.
D) In una scala da 1 a 10, che voto darebbe alla comunicazione della AS Roma nel rapporto con i media? Cosa le è piaciuto di più e cosa di meno? E’ normale che, ad oggi, per esempio, non si conosca il business plan aziendale?
R) Non voglio dare voti. Dico, però, che in tutta questa vicenda scarseggia la trasparenza. E ci sono passaggi anomali, come la firma a Boston dell’accordo preliminare nel 2011 tra Unicredit e i soci “americani”. Perché non firmare a Roma? La scarsa trasparenza si estende allo schermo americano, la società AS Roma Svp Llc, che è il socio di maggioranza, con il 60%, della Neep Roma Holding, la Spa italiana che possiede il 78% della società di calcio. Questa costruzione, pur legittima nella forma, impedisce di vedere bene gli assetti proprietari della Roma e di tracciare i flussi di denaro. Secondo me il vero padrone della Roma è Unicredit, anche se appare solo come socio al 40% della Neep Roma Holding. E’ Unicredit che mette i soldi e fornisce il carburante per far girare il motore della “Magica”.
Sceicco da 1000 euro
IL MESSAGGERO (R. Dimito) – Il presunto sceicco della Roma è in mora con le banche di 4 mila euro. Non solo, ma nei primi giorni di gennaio ha chiesto alla filiale di Roma di un grosso istituto del nord, un’apertura di credito di 1.000 euro, non concessagli. Tutto questo evidententemente perchè dalle carte riservate in possesso di alcuni banchieri ai quali Adnan Adel Aref Qaddumi (o Quaddumi) si è rivolto, risulta che le sue proprietà sono solo sulla carta o quasi. Eppure secondo gli americani di James Pallotta, dalla due diligence effettuata emergono «disponibilità finanziarie idonee a effettuare questo tipo di operazioni». Cioè a entrare nel capitale della As Roma SVP LLC, versando circa 50 milioni. Il termine è giovedì 14 marzo. Dopodomani. Ma sarà vero? Ecco l’amara realtà sull’arabo, come risulta dalla documentazione inedita in possesso dei banchieri. Anche di Unicredit che ha avuto a che fare con l’uomo d’affari nato a Nablus in Giordania il 9 marzo 1959: quindi sabato scorso ha compiuto 54 anni.
I MISTERI SUL NOME – Unicredit l’ha registrato perchè l’arabo deve aver bussato per aprire qualche rapporto di credito rimasto, però, senza seguito. Così come ha fatto una grossa popolare del nord che non gli ha concesso un’apertura di credito di appena 1.000 euro chiestagli ai primi dell’anno. Il no al piccolo prestito probabilmente si spiega con la presenza dell’arabo nelle partite in sofferenza evidenziate dalla centrale rischi di Bankitalia, cioè il database che annota gli affidamenti fatti ai singoli clienti, da cui risulta che c’è un debito di 4 mila euro non restituito a qualche banca italiana. Ma i misteri sul pretendente della Roma non finiscono qui. Partiamo dal nome. Nelle carte a disposizione dei banchieri risulta che si chiama Adnan Adel Aref Qaddumi. Della coda del cognome «al Shtewi» non c’è traccia da nessuna parte.
IL BILANCIO 2011 – Così come in calce al bilancio 2011 (l’ultimo depositato) di Amyga oil & gas holding srl, società specializzata nell’assunzione di partecipazioni di controllo escluso holding di gruppi finanziari, c’è la sua firma, visto che ne è presidente e azionista di maggioranza (60%): Adnan Adel Aref Quaddumi, come si legge nella riproduzione in questa pagina. C’è di più, a rafforzare il cognome Quaddumi compare una postilla, da lui controfirmata, nella quale dichiara che il documento è autentico. Amyga oil & gas ha chiuso il bilancio 2011 con una perdita di 797 euro, a fronte di attivi pari a 9.239 e un patrimonio netto di 9.203.
SOCIETÀ INATTIVE – Tra i conti d’ordine la sorpresa. «Tra gli impegni è allocata la posta di 1.605.714,51 euro – si legge – che deriva dalle iniziali singole attribuzioni che hanno origine dalla sottoscrizione di contratto preliminare di costituzione di apposita società di diritto saudita ”Assir Hi Tech International Group for Commerce Industry and Contracting ltd”. Il preliminare prevede la partecipazione futura al 54% del capitale sociale della newco da parte della nostra società, con versamento di iniziali 2 milioni di dollari». Qaddumi possiede, inoltre, il 60% di Amyga srl, società inattiva, dall’oggetto sociale indefinito e presiede Fagnus, un’altra società non in attività. Infine è presidente di Technofin holding di Gallarate, anch’essa sulla carta. In Amyga srl ha un socio di minoranza, anche lui in contenzioso con il Creberg.
Al Qaddumi smentisce l’articolo de Il Messaggero: “Queste cose fanno male”
CENTRO SUONO SPORT – Secondo quanto riferisce la trasmissione radiofonica Te la do io Tokyo, Al Qaddumi avrebbe inviato una e-mail corredata di documenti alla radio per dimostrare che lo sceicco non avrebbe alcun tipo di pendenza verso le centrali rischi. Al termine della e-mail, Al Qaddumi ha scritto anche un messaggio:
“Questo documento è molto chiaro, smentisce completamente l’articolo de Il Messaggero. Non c’è nient’altro da dire, le persone che hanno lavorato per me non possono che parlare bene del sottoscritto. La mia storia fatta di alti e bassi l’ho già spiegata tempo fa in un’intervista a Il Tempo. Queste cose che escono sui giornali non possono che farmi male”.
“Noi non siamo nè con Qaddumi, nè con Dimito (il giornalista che ha steso l’articolo “incriminato”, ndr), afferma a margine il conduttore Mario Corsi, “Noi facciamo solo il lavoro di giornalisti. L’abbiamo ricevuta, e la divulghiamo.”
Mercato, la Roma in corsa per Barisic
TMW.COM – Continua ad impressionare il talento sloveno della Primavera del Catania Maks Barisic. Sarebbero almeno tre le società di massima serie interessate alle prestazioni del gioiello della cantera etnea.
Oltre al Milan ed alla Juventus che hanno già da tempo mostrato le loro volontà facendo seguire il ragazzo a più riprese dai loro osservatori, anche la Roma si è accodata alle due società. Non è escluso che il club giallorosso tenti di accelerare per recuperare il terreno perduto in avvio.
ON AIR – Corsi (CSS): “Se è vero quello che scrive il Messaggero, siamo rovinati”
ON AIR (Giallorossi.net) – Dai microfoni di Centro Suono Sport Mario Corsi torna a parlare della trattativa tra la Roma e lo sceicco Al Qaddumi, e in particolare del pesante articolo apparso oggi sul quotidiano Il Messaggero dal titolo “Sceicco da 1000 euro” (LEGGI L’ARTICOLO) :
“L’articolo di Dimito? Il giornalista è legato a UniCredit, che attacca in modo feroce lo sceicco scrivendo delle cose pesanti, che non vi voglio nemmeno leggere. Se queste cose fossero vere, siamo rovinati. Anche perchè oggi il Solde 24 Ore scrive che la Roma ha i conti in rosso per 80 milioni (LEGGI L’ARTICOLO), e che serve subito una ricapitalizzazione. Occhio, che se non fai la ricapitalizzazione, poi sei costretto a vendere i giocatori migliori…Voi continuate a fare gli striscioni su di me, mi raccomando”.



























