Al Qaddumi, in atto movimenti risolutivi

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LA REPUBBLICA (M. PINCI) – Il silenzio degli ultimi giorni non ha prodotto una resa, anzi. L’imprenditore giordano Adnan Qaddumi è pronto al forcing finale per soddisfare le condizioni previste dall’accordo preliminare per una partecipazione nella Roma. Già da alcune ore lo «sceicco» ha messo in atto movimenti risolutivi — almeno lo spera — per sbloccare la situazione e ottenere la disponibilità dei fondi che dovrebbero consentirgli di onorare il contratto, versando ad As Roma Spv llc la cifra — una cinquantina di milioni circa — prevista dagli accordi siglati con Pallotta. Una mossa per vincere la corsa contro la scadenza del 14 marzo, termine comunque prorogabile ma non certo in eterno: la sensazione è che entro l’inizio della prossima settimana, volenti o nolenti, le parti risolveranno l’impasse.

Qaddumi, in questi giorni nella propria residenza umbra, resta fiducioso. Pallotta dall’altra parte dell’oceano aspetta. E intanto riceve la visita del dg Baldini e dell’ad Zanzi: il motivo è l’evento organizzato dal gruppo Raptor ad Austin, ma l’occasione potrebbe essere utile per rendere conto di aggiornamenti «italiani» sulla partita con l’imprenditore di origine palestinese.

Mazzarri si propone, Sabatini pensa a Pioli

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IL MESSAGGERO  (M.Ferretti) – Walter Mazzarri vuole la Roma. O almeno dice di volerla. Ma, al momento, la Roma non vuole Walter Mazzarri. Il tecnico di San Vincenzo, legato al Napoli fino al prossimo 30 giugno, è uscito allo scoperto facendo intendere di considerare terminato il suo ciclo con Aurelio De Laurentiis. […]

LA SCELTA
La dirigenza della Roma non ha ancora stabilito chi sarà l’allenatore per la prossima stagione. Radiomercato racconta che Mazzarri non sarebbe ben visto dal ds Walter Sabatini e l’ipotesi che, a determinate condizioni, resti al suo posto Aurelio Andreazzoli non è così campata in aria. Tutto dipenderà da quanto accadrà da qui al termine della stagione, dieci gare di campionato – con l’Europa da centrare – più la Coppa Italia. Si racconta che a Trigoria stiano sperando fortemente che Aurelio riesca a dare un senso alla stagione e che, quindi, il rinnovo del suo mandato sia automatico e giusto.[…] Fino a qualche settimana fa veniva accostato alla Roma il nome di Max Allegri, la pista era (è?) molto credibile solo che il recente rendimento del Milan ha rilanciato alla grandissima le quotazioni del tecnico livornese, sotto contratto con Silvio Berlusconi[…]

LA SORPRESA
Detto che la Roma negli ultimi due anni ha sbagliato due allenatori, prima Luis Enrique e poi Zeman, va da sé che la scelta del prossimo allenatore sarà quanto mai ponderata. Ma se non si dovesse arrivare ad una soluzione al di sopra di ogni mugugno (l’ex laziale Mancini come verrebbe accolto?), non resterebbe che o confermare Andreazzoli oppure scegliere un altro tecnico-scommessa. E, in questo caso, il nome di Stefano Pioli (che piace tanto a De Laurentiis) sta rimbalzando con sempre maggiore frequenza. E Pioli, ricordando quanto accaduto nell’estate del 2011 prima dell’ingaggio di Luis Enrique, è un nome molto caro al ds Sabatini.

Conto aperto con gli arbitri: senza errori Roma al terzo posto

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CORSPORT (A. GHIACCI) – L’elenco è lungo. Anche se la Roma, fedele alla politica intrapresa con l’arrivo della nuova proprietà, non ne parlerà mai apertamente. (…) Alla Roma in questo campionato mancano 9 punti (…) sommando gli errori che a Trigoria sono stati segnati con una penna rossa, oggi i giallorossi sarebbe molto in alto, al terzo posto a pari merito col Napoli.

RABBIA – (…) il campionato è cominciato con due gol subiti dal Catania e entrambi viziati da fuorigioco. Subito dopo, a Milano, in una delle migliori espressioni della Roma di Zeman, l’espulsione di Osvaldo non incise sul risultato: ma l’italoargentino prese il secondo cartellino giallo per un fallo di mano quando invece si parò il viso per un pallone calciato da molto vicino. Con l’Udinese, nel girone di andata, nella partita dell’Olimpico, il rigore decisivo di Di Natale (i friulani vinsero 3-2) fu assegnato per un fallo che non c’era di Castan su Pereyra. Sotto il diluvio di Parma, invece, al di là del fatto che la partita doveva essere sospesa per le condizioni del campo, la Roma subì il terzo gol con Biabiany che partì in fuorigioco, ma anche quest’errore non incise su un risultato ormai segnato. Come accaduto in Roma-Fiorentina. Ma a Verona le sviste dell’arbitro sono costate eccome, almeno un punto: c’era sicuramente uno dei due rigori non fischiati, uno su Totti e l’altro su Balzaretti. Castan in quell’occasione fu ammonito e saltò per squalifica la partita contro il Milan. A Bologna un altro rigore non dato a Pjanic, in casa della Sampdoria il gol annullato a Lamela e via così.

PENALIZZATA – Si dirà: ma le grandi squadre sono tali quando sanno superare anche i possibili errori degli arbitri. Vero, però il dossier giallorosso è lungo e dettagliato e i punti che alla fine mancano in classifica non sono pochi e anzi farebbero tutta la differenza del mondo. La Roma lo sa, ma non lo ha mai urlato e non lo farà: questione di stile (…)

Sono 300, è giovane e forte

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IL ROMANISTA (V. META) – Una partita importante dieci anni dopo la sua prima partita importante. Alla fine del suo primo Roma-Parma, ottobre 2003, l’allenatore avversario dice che l’allora diciannovenne Daniele De Rossi «ha fatto vedere a tutti come si gioca a calcio». Ci ha visto lungo, quell’allenatore, che infatti oggi è il commissario tecnico della Nazionale vice campione d’Europa: dieci anni dopo, il ragazzo che quel giorno si definiva «un centrocampista normale» si appresta a toccare quota trecento partite in Serie A. La maglia è quella di allora, è cambiato il numero, qualcosa nel look, moltissimo sul piano dell’esperienza, ma De Rossi è ancora qua. C’è ancora il Parma e c’è ancora Prandelli, che dopo la trecentesima in A lo aspetta a Coverciano per il doppio impegno azzurro della prossima settimana.

C’è ancora la Roma,  naturalmente, e c’è ancora il suo stadio, lo stesso che quel giorno gli voleva già bene, folgorato com’era stato da un destro dal limite al Torino appena qualche mese prima. Per De Rossi era la terza in Serie A, la prima da titolare, e Franco Sensi sprizzava fierezza. Dall’esordio erano passati quattro mesi (25 gennaio a Piacenza, ma la schedina diceva ComoRoma), e che le premesse per andare lontano ci fossero tutte era una verità chiara e distinta. Maglie strappate e baciate, corse sotto la Sud, rigori segnati, rigori sbagliati, «voi non lo sapete la Roma che cos’è». Fotografie della tua presenza. Arriva in un momento ben strano, la partita numero trecento di De Rossi in Serie A, tant’è che ancora non si sa se effettivamente la giocherà domenica. Arriva dopo il mezzo passaggio a vuoto di Udine, dove era uno dei più attesi e invece non è riuscito a incidere.

Colpa di una condizione fisica non ancora perfetta, come spiegato più volte da Andreazzoli: Daniele aveva recuperato a tempo di record dall’infortunio muscolare rimediato contro l’Inter in campionato per tornare già nei minuti finali di Roma-Cagliari, da allora ha saltato solo la trasferta di Bergamo per squalifica, ma in compenso ha giocato con la Nazionale in Olanda. Normale che sia lui il primo a non essere contento di un rendimento non sempre all’altezza della sua classe e delle attese dei tifosi. Archiviate le incomprensioni con Zeman, sotto la cui gestione ha comunque giocato 14 delle 16 partite in cui era disponibile, restando in panchina solo 3 volte e saltando le altre per infortunio o squalifica, il cambio in panchina non ha portato nel suo rendimento la svolta che qualcuno ipotizzava: «Ma sta migliorando, il suo è solo un problema di condizione», ha detto il tecnico.

E dire che appena prima di Natale aveva festeggiato le quattrocento partite con la Roma con la prestazione sontuosa all’Olimpico contro il Milan, quando aveva fatto sembrare un ragazzino alle prime armi uno come Riccardo Montolivo. Poi insieme all’apertura del mercato si era parlato ancora di cessione, di City e Psg, eppure anche a dieci anni di distanza sembrano essere ancora attuali le parole che De Rossi diceva dopo quella prima partita importante: «Mi volevano tante squadre, in alcune sarei anche andato volentieri: ma ho preferito rimanere. Ho fatto la scelta migliore: e poi è straordinario giocare per la squadra che ami».

Dieci anni marcati da tappe intermedie mai casuali. Numero cinquanta, Atalanta-Roma del 22 maggio 2005, segna Cassano e la Roma si salva alla penultima giornata, finisce con un sospiro di sollievo il primo campionato di responsabilità. Numero cento: Lazio-Roma del 10 dicembre 2006, altro che voglia di festeggiare. Numero centocinquanta, Udinese-Roma del 13 aprile 2008: una settimana dopo il rigore dajeRomadaje al Genoa, una settimana prima del sabato nero di Roma-Livorno, ma la rimonta si fermerà solo a Catania. Numero duecento, RomaLazio del 6 dicembre 2009: il regalo glielo fa Marco Cassetti, il resto è storia.

Numero duecentocinquanta, Roma-Cagliari dell’11 settembre 2011: c’è un caldo soffacante per la prima di Luis Enrique, De Rossi segna ma la Roma perde lo stesso e lui aggiunge un altro pezzo alla sua galleria di gol belli e inutili (primo per distacco quello di Old Trafford Uno, praticamente di spalle). Prandelli aveva ragione, ne avrebbe date di lezioni di calcio, quel ragazzo. Per un aggiornamento sulle prossime, ripassare alle trecento.

L’Europa ci aspetta, prendiamola

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IL ROMANISTA (D. GIANNINI) – Dalla delusione alla rinnovata speranza. Sabato sera verso le 22.30, al fischio finale di Udinese-Roma, i romanisti hanno visto il treno per l’Europa sfuggire ancora una volta. Ma ci hanno pensato i risultati di domenica sera a ridare ottimismo in vista di una rincorsa complicata ma non impossibile. Non resta che resettare tutto e guardare a ciò che il calendario propone alle sei squadre in corsa per la Champions. Sei, ovvero considerando anche il Napoli in crisi e ormai col Milan alle calcagna. Ad oggi la Roma è a sette lunghezze dai rossoneri che dovrà affrontare in trasferta nello scontro diretto ma con il piccolo vantaggio di aver vinto all’andata.

I punti di ritardo dal Napoli sono invece nove, ma la sfida con gli uomini di Mazzarri si giocherà all’Olimpico proprio all’ultima giornata. Pensare oggi alle due squadre che attualmente occupano i posti Champions è però prematuro. Meglio vivere alla giornata e guardare i primi obiettivi raggiungibili. Ed è questo che può far sorridere maggiormente. Perché le prime due squadre da riprendere sono Lazio e Inter, appaiate a quota 47, ovvero a tre punti di distanza dalla Roma. Distacco che i giallorossi hanno concrete speranze di annullare già prima del derby, cioè nelle prossime due giornate sulla carta favorevoli. Quando domenica sera (a meno di rinvii) la Roma affronterà il Parma sarà già a conoscenza di quello che avranno fatto le rivali. La Lazio sarà ovviamente in trasferta. Dove? A Torino per affrontare i granata. Un match non semplice, in cui perdere punti non è impossibile, tanto più alla luce del rendimento scadente in campionato nel 2013 della formazione di Petkovic.

Trasferta anche per l’Inter di Stramaccioni in piena crisi chiamata a un impegno non facile sul campo della Samp. Se la Roma farà il suo dovere, che poi è il presupposto per fare qualsiasi tipo di ragionamento, domenica sera il quarto posto potrebbe essere già vicinissimo. Nel turno successivo, mentre i giallorossi andranno sul campo di un Palermo allo sbando, per la Lazio ci sarà l’insidia Catania mentre l’Inter riceverà la Juventus per un match che al momento non sembra avere storia. Nella settimana del derby, che sarà ovviamente partita chiave nella corsa europea, ci sono altre due squadre che inevitabilmente si toglieranno punti: Milan e Fiorentina, che si affronteranno al Franchi.

Sarà quello il penultimo grande ostacolo per i viola da qui alla fine del campionato (l’altro è quello con la Roma alla 35esima giornata). La formazione di Montella, calendario alla mano, è diventata una delle favorite per il terzo posto. La vittoria contro la Lazio, che ha regalato loro la quarta posizione in solitaria, è stata anche l’ultima trasferta complicata, le altre partite le giocheranno contro Genoa, Cagliari, Atalanta, Torino, Sampdoria, per poi concludere contro Siena, Palermo e Pescara. Non propriamente un finale proibitivo…

Marquinhos verso il recupero

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CORSPORT (A. GHIACCI) – La Roma ricomincia ad allenarsi oggi a Trigoria. La possibilità del rinvio non riguarda Andreazzoli e la squadra: il gruppo riprenderà il lavoro come se Roma-Parma si giocasse domenica sera, come se il calendario non fosse a rischio. Ieri al centro tecnico Bernardini si sono presentati Marquinhos e Pjanic: i due hanno svolto un leggero lavoro tra palestra e fisioterapia. Il difensore brasiliano dovrebbe essere in grado di unirsi ai compagni già da oggi, al massimo domani. Per a sfida al Parma il suo rientro appare sicuro. Pjanic invece ha registrato con soddisfazione le condizioni della sua caviglia: l’articolazione è sgonfia e non gli fa più tanto male. Il centrocampista bosniaco si sta impegnando per mettersi a disposizione di Andreazzoli per Palermo-Roma di sabato 30 marzo. Una settimana più tardi è in programma il derby con la Lazio e la trasferta siciliana potrebbe servire a Pjanic come prova generale, magari da sfruttare per qualche minuto a gara in corso. Oggi invece si sottoporrà agli esami strumentali Torosidis (…)

STUDIO – I nomi di Totti e De Rossi, intanto, sono comparsi nella classifica del primo “Ranking Gol”, la top 50 dei giocatori in attività più facoltosi del mondo. Al primo posto c’è l’inglese del Psg David Beckham, il calciatore più ricco con 200 milioni di euro all’attivo. Beckham precede largamente Leo Messi che con i suoi 134 milioni è davanti al rivale Cristiano Ronaldo, terzo a quota 130 milioni. L’italiano più ricco è Alessandro Del Piero, ventottesimo con 24,5 milioni. Seguono Totti, trentunesimo con 24 milioni, Pirlo trentasettesimo con 22,5 milioni e De Rossi quarantunesimo con 21 milioni.

Pallotta-Baldini, vertice per la Roma

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GASPORT (M. Cecchini) – Forse il vero oceano di distanza che c’è tra l’Italia e l’America si chiama fiducia. Ieri un rapporto pubblicato dall’Istat-Cnel ci ha raccontato come solo il 20% circa degli abitanti del nostro Paese si fidi del prossimo. Ecco, a due giorni dalla scadenza del termine concesso al discusso sceicco Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi per depositare garanzie pari a 50 milioni e diventare co-proprietario della Roma, è comprensibile come la fiducia tra il mondo italiano (capeggiato da UniCredit) e quello statunitense (guidato da James Pallotta) abbia diverse radici culturali.

Rotschild spiega – A limare la differenza, comunque, da oggi ci penseranno Baldini e Zanzi, che incontreranno ad Austin (Texas) il presidente (che domani compirà 55 anni) per fare il punto della situazione. I nodi da sciogliere sono parecchi: concedere proroghe allo sceicco (UniCredit non gradirebbe)? Aprire ad altri investitori (si parla di imprenditori svizzero-tedeschi)? Convincerlo a una ricapitalizzazione robusta? Puntare su Andreazoli per il futuro. Una cosa è certa: gestire la Roma non è facile e lo si capisce anche dall’intervista ad Alessandro Daffina, a.d. di Rotschild Italia (riportata da Insideroma.com), che ha lavorato al passaggio di proprietà. «Il primo problema è stato la scrematura dei soggetti — dice tra l’altro — fatto grazie a UniCredit. Il calcio attrae di tutto. Ci sono soggetti che usano un club per ripulire un’immagine losca e per esercitare potere sul territorio. I Sensi però erano delle persone perbene. Io fin dall’inizio ero convinto di cederla all’estero e mi sono scontrato anche con i Sensi. Qualche italiano era interessato, ma hanno avuto paura».

Osvaldo a Barcellona – Con queste spiegazioni, ovvio che crisi finanziaria preoccupi. Di sicuro il mercato in uscita — gestito da un Sabatini vicino al rinnovo — sarà robusto. Il primo partente è Osvaldo, che ha speso i due giorni liberi a Barcellona. Possibile un suo ritorno all’Espanyol? Difficile. Più calde le piste Tottenham e Juve, nonostante il mandato per sondare ricchi club russi.

Nike &Lupetto – Concluso l’accordo con Kick Tv (uno dei più importanti canali di YouTube dedicati al calcio) per la produzione di video, a breve si dovrebbe ufficializzare l’accordo con la Nike a partire dal 2014, forse con un restyling del lupetto. La prossima stagione sembrava dovesse essere coperta dalla Asics senza però mostrare il marchio. Ieri, però, ha bussato un’azienda partner di Puma, senza contare che la stessa Asics, pagando, potrebbe «apparire», sia pure per un anno.

Totti & Parma – Archiviato ieri un colloquio radiofonico, officiato da Chiambretti, tra capitan Totti e Cristina Capotondi, oggi si saprà se la partita col Parma sarà rinviata. È in programma un vertice con Questura e Prefettura, che darà lumi in merito. Cochi, assessore allo Sport, chiede «pazienza ai tifosi della Roma», ma resta probabile che tutto venga confermato. Così come Bruno Conti responsabile nel settore giovanile: l’accordo è stato raggiunto. Si attende l’annuncio.

La Roma in sospeso

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IL TEMPO (A.Austini) – Giorni d’attesa. Su tutti i fronti. È iniziata una settimana particolare per la Roma, con un occhio ai movimenti dello sceicco Adnan al Qaddumi e con l’altro al conclave. Sì, perché dall’elezione del Papa dipende la data della gara con il Parma.

Fumate che si mischiano e provocano una certa ansia. Ce la farà il misterioso imprenditore giordano a versare i «famosi» 50 milioni entro giovedì per diventare socio di Pallotta? Riusciranno Prefettura e Questura a organizzare un piano di sicurezza/viabilità che consenta di giocare domenica sera all’Olimpico? Lo sceicco è in Umbria e attende dei documenti decisivi per ottenere la disponibilità dei fondi necessari a sbloccare l’affare. Negli ultimi giorni Adnan al Qaddumi ha tenuto a bada il flusso di informazioni sul suo conto e ha continuato a lavorare sull’operazione con gli americani. Stando ai termini dell’accordo preliminare ufficializzato dalla Roma, c’è tempo fino a giovedì per versare il denaro[…]

Anche con questo scopo Baldini e Zanzi sono partiti ieri alla volta di Austin, in Texas, dove si tratterrano fino a venerdì per la consueta convention della Raptor di Pallotta. Il presidente, che domani compie 55 anni, troverà il tempo di riunirsi con i dirigenti. Zanzi ha preparato una relazione sui suoi primi due mesi di lavoro dall’insediamento a Trigoria, mentre Baldini andrà più nello specifico dell’ambito sportivo. Raggiunto l’accordo con Asics per le maglie della prossima stagione in attesa di Nike dal 2014, continua la caccia al main sponsor legato all’eventuale ingresso nelle coppe[…]

Tutto, o quasi, dipenderà dai risultati sportivi. Ottenuti dieci punti nelle ultime cinque gare, ora c’è il rischio di finire in letargo per tre settimane. Dopo Roma-Parma, infatti, c’è la sosta per le nazionali e la partita successiva è in programma il sabato di Pasqua (30 marzo) in casa del Palermo del rientrante Sannino. Andreazzoli spera di giocare con gli emiliani domenica per non intasare il calendario di aprile (il 17 c’è la Coppa Italia e c’è il rischio di dover recuperare la gara di Cagliari), ma la conferma della partita è legata agli sviluppi del conclave. […]

Sfumata la possibilità di un anticipo al venerdì (il Parma non ha trovato un albergo…), tra l’Europa League della Lazio e il rugby sabato e la partenza dei nazionali lunedì non c’è altra data possibile in settimana. La Lega Calcio s’è tirata fuori: ieri a margine della riunione a Milano (per la Roma presente Carlo Feliziani) si è discusso solo della data della finale di Coppa Italia, anche quella a rischio causa elezioni, senza peraltro arrivare a una soluzione.[…]

Destro ora va di corsa e prenota il derby

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IL MESSAGGERO (S.Carina) – Poco più di un mese fa, Osvaldo era considerato in città «il centravanti che mancava dai tempi di Montella», l’uomo che «non può rimanere in panchina», l’attaccante «da 20 gol a stagione» e che «in Italia è secondo solamente a Cavani». Destro, invece, era «il centravanti del futuro» ma «pagato troppo per quanto ha sinora dimostrato»[…]

L’UOMO NUOVO
Quaranta giorni dopo, Osvaldo – che nel frattempo è rimasto a secco in campionato e si è reso protagonista di comportamenti discutibili in campo – si è trasformato in «Osbajo» e Destro – che non ha più giocato dopo essersi operato per una lesione al menisco esterno – è diventato «l’uomo della Provvidenza» per il quale in città è iniziato l’ansioso countdown per rivederlo nuovamente titolare al posto dell’ex Espanyol (fra un paio di settimane tornerà ad allenarsi con i compagni). Oggi Osvaldo (che ha trascorso due giorni a Barcellona) è sul banco degli imputati ma a differenza di quanto accaduto lo scorso anno si ritrova da solo. Anche nella passata stagione non erano mancati gli screzi con la dirigenza – Udine e Lecce per citare solo i casi più conclamati – e il digiuno dal gol era durato addirittura 90 giorni. Solamente che a differenza di oggi, nella Roma dei bravi ragazzi, dei giovani che anche dopo le sconfitte non vedevano l’ora di regalare uno stucchevole «Forza Roma» o «Daje» su Twitter, l’ex Espanyol rimaneva comunque l’uomo che rompeva gli schemi e che affascinava le folle. […]

IL RIENTRO
In estate, rischia di diventare solamente una mera questione di soldi e di offerte recapitate a Trigoria. Senza nessuno dunque a strapparsi i capelli o a protestare per un attaccante che ha comunque segnato 23 gol in 49 gare (media 0,47), coppe comprese. Ogni giorno che passa, la parabola dell’italo-argentino ricorda sempre più da vicino quella dell’ultimo Vucinic. Quella di Destro, invece, è ancora tutta da disegnare. Rientrerà (Palermo o derby) con l’entusiasmo della gente che gli soffierà alle spalle. Calore che andrà alimentato con gol e prestazioni per non trasformarlo nuovamente in bufera.

Bruno Conti, festa doppia: 58 anni e nuovo contratto

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GAZZETTA DELLO SPORT (C.Zucchelli) – Cinquantotto anni da festeggiare e un rinnovo di contratto come regalo. Bruno Conti domani brinderà a Trigoria, come fa ormai da una vita, ma questa volta lo spumante avrà un sapore speciale. Non c’è ancora la firma, ma nei prossimi giorni verrà prolungato il contratto dell’ex giocatore, allenatore e direttore tecnico, oggi responsabile del settore giovanile[…]

Addio scongiurato L’ipotesi di una Roma senza Conti, che sembrava fantascienza fino a qualche tempo fa, ha rischiato di concretizzarsi nei mesi scorsi: un accordo in scadenza a giugno, la corte della Fiorentina e della Figc — pronte a offrirgli incarichi di prestigio — e l’accordo con la Roma che tardava ad arrivare, avevano fatto pensare che la proprietà americana intendesse privarsi di uno dei simboli del calcio non solo romanista ma mondiale. In autunno la rottura era una possibilità seria, poi nel corso dei mesi le cose sono cambiate: in un’ottica che punta a coinvolgere sempre di più gli ex calciatori giallorossi—e in questo senso il prossimo ad avere un incarico potrebbe essere Nela — Conti resterà al suo posto. […]

Sereno Chi ha visto Conti in questi mesi a Trigoria lo descrive sereno, consapevole della sua volontà di restare a Roma e pronto a cogliere il primo segnale da parte della proprietà. Segnale che è arrivato un paio di settimane fa quando i dirigenti gli hanno comunicato l’intenzione di prolungare il contratto volendo continuare ad avvalersi del suo lavoro nel settore giovanile ma anche della sua importanza quotidiana all’interno, e all’esterno, di Trigoria. Dove Bruno Conti era e resta un simbolo della Roma. Anche a stelle e strisce.

Basta: “Alla Roma verrei a piedi”

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CORSPORT (A. GHIACCI) – (…) Di fronte a un condominio elegante si allarga il sorriso di Dusan Basta che, piumino, jeans e senza ombrello, ci viene incontro. Stava aspettando una macchina anche lui. Ci presentiamo e gli chiediamo lumi: «Ma ha saputo che la Roma è interessata a lei?» . «Certo, che lo so…» . E il sorriso si allarga ancora di più.

RIPOSO – (…) Basta è consapevole che la Roma lo segue da qualche tempo: «Lo so, e mi fa un grandissimo piacere. Sapere che un grande club come quello giallorosso ha pensato a me, mi rende orgoglioso» . Esiste la possibilità di un futuro trasferimento a Trigoria? L’esterno destro dell’Udinese, a questo punto, non chiude la porta. Anzi: «Vediamo cosa succede da qui a giugno, in estate potrei cambiare squadra…» . Nel frattempo, il nostro taxi sta bloccando altre macchine e la pioggia sta cominciando a scendere in maniera più fitta. Allora salutiamo Basta, una stretta di mano e l’ultimo invito: «Allora ci vediamo a Roma…» . E lui: «Verrei a piedi» .
ESIGENZA – (…) Basta piace a Trigoria perché sarebbe in grado di rappresentare una certezza da subito: pronto e già ambientato nel calcio di casa nostra, è di quei giocatori sui quali si può contare sempre e comunque. Basta gioca con l’Udinese dal 2009 e quest’anno ha già messo insieme 19 presenze e 3 gol. Il suo contratto scade nel 2016 ma per una cifra tra i 3 e i 4 milioni di euro si compra. Alcuni contatti ci sono già stati ma nello scorso fine settimana non c’è stata l’occasione di approfondire: la Roma aveva il volo charter di notte per tornare a casa e mancava il tempo. Basta, però, è rimasto a Udine: quando ha sentito parlare di Roma non è caduto dalle nuvole. 
 
BRASILIANI – Nel frattempo la Roma, per quel che riguarda gli esterni, ha sempre un’occhio in Brasile. Per la fascia destra Sabatini è vigile su Wallace (…) la Roma si è riaffacciata in casa del Corinthians, dove c’è un altro classe ‘94 che ha colpito Sabatini. Si tratta di Igor Fernandes da Silva Araujo, o più semplicemente Igor: per caratteristiche sembra in grado di poter giocare sia in una difesa a 4 sia in un centrocampo a 5 come esterno.

SONDAGGIO – Siete fiduciosi sulla positiva conclusione della trattativa con lo sceicco?

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ROMA-JUVENTUSGIALLOROSSI.NET –  Tra scetticismo e cautela, il tifoso della Roma assiste alla trattativa tra il club giallorosso e lo sceicco Al Qaddumi, potenziale nuovo socio che si dice pronto ad entrare in società rilevando la metà delle quote detenute dagli americani.

Per questo vi chiediamo: credete che lo sceicco sarà in grado di dimostrare la sua ricchezza, versando la somma richiesta nelle casse della Roma? Quanto siete ottimisti che la trattativa possa concludersi postiviamente?

A voi la parola!

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SKY SPORT: “Movimenti in corso per la cessione di Osvaldo”

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SKY SPORT – La Roma e Osvaldo sono sempre più sul punto di dirsi addio.

Il futuro della Roma appeso allo Sceicco

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pallotta6GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini)
– Una bella fetta del futuro della Roma si sta giocando in queste ore. Il prossimo calciomercato, l’assetto societario, i conti in rosso, potrebbero essere ridiscussi, stravolti, radicalmente cambiati dal possibile ingresso  nella Roma dello sceicco Al Qaddumi.

Dall’arrivo del potenziale nuovo socio arabo possono dipendere tante cose. A cominciare dal nome del nuovo allenatore. Si parla di Massimiliano Allegri, ma anche di Roberto Mancini. Più improbabile invece l’arrivo di Mazzarri, che non ama lavorare con i giovani e che pare destinato alla panchina nerazzurra. Sempre caldo poi il nome di Carlo Ancelotti, che pare essere molto vicino all’addio dal Psg.

Tutti nomi di potenziali allenatori che però dovrebbero essere inevitabilmente associati a campagne acquisti importanti (specie se dovesse arrivare Mancini), oltre al notevole esborso ecomomico che dovrà essere fatto per soddisfare le richieste di stipendio di questi tre candidati. La Roma può permetterselo?

Finanziariamente parlando, il club giallorosso non se la passa benissimo. Almeno per il momento.
I conti sono in rosso, e la ricapitalizzazione prevista non garantirebbe un mercato da sogno per il prossimo anno. Se le cose dovessero restare così, difficilmente la Roma potrebbe permettersi un allenatore di grido, con conseguente campagna acquisti di spessore.

Ecco perchè il club è a caccia di un nuovo socio. Che potrebbe essere questo  Al Qaddumi. Un partner, giurano gli americani, in grado di garantire una solidità economica importante al club giallorosso. Sarà vero? Tra poco sapremo.
Se davvero lo sceicco dovesse entrare nella Roma grazie a questo fondo “imponente” sbloccato in queste ultime ore, il club potrebbe giovarsi di una boccata di ossigeno importante, capace garantire linfa vitale ai progetti altisonanti della Roma.

Altrimenti? Difficile dire con certezza quale futuro attenderebbe i giallorossi, e quali contraccolpi potrebbe avere il mancato arrivo dello sceicco Al Qaddumi.
Il tempo stringe. In queste ore si sta scrivendo un’altra importante pagina del futuro della Roma. Il 14 marzo è ormai alle porte.

Baldini vola negli Usa: si decide il futuro

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GAZZETTA DELLO SPORT (M. Cecchini) A ciascuno il suo. Il conclave profano per il futuro del pontificato giallorosso, da oggi entra nella fase decisiva. Non si aspetta lo Spirito Santo — il calcio è troppo poco ascetico per pretenderlo — bensì dollari, euro, dinari giordani (non ridete, esistono). Per questo la Roma attende che, entro giovedì, il discusso sceicco giordano Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi versi quei 50 milioni che gli consentano di entrare nella LLC, ovvero la società di controllo della Roma, e diventare così co-proprietario del club. In caso contrario, sarebbe stato solo un colpo di fulmine, i cui strascichi, però, continuerebbero ad interessare Consob e Procura.

VIAGGIO A DALLAS –   Facile pensare che lo sceicco da oggi sarà il convitato di pietra della serie di incontri che aspettano il d.g. Franco Baldini e il global ceo Italo Zanzi con James Pallotta. Già, perché oggi i due partiranno per Austin, in Texas, dove è prevista la riunione annuale di tutte le varie branche della Raptors — la holding guidata dal presidente della Roma — che durerà sino alla fine di una settimana importante. D’altronde i conti non sono felici e nella semestrale si dice che saranno chieste nuove linee di finanziamento a UniCredit. Per questo i gossip che si registrano a Trigoria e nella stessa UniCredit investano Baldini nel ruolo di ambasciatore per convincere Pallotta a contribuire al finanziamento del club in misura maggiore di quanto previsto e auspicato, soprattutto visto che il mercato incombe e il d.s. Sabatini — il cui rinnovo di contratto pare vicino — necessita di certezze. C’è chi dice, poi, che la soglia del 14 marzo (previo comunicato) possa essere posticipata qualora lo sceicco chiedesse tempo per lo sblocco del denaro, anche se lo scetticismo di UniCredit resta fortissimo. Morale: tra Usa, Italia e Giordania il target internazionale della Roma è ormai un dato di fatto. Basta che non diventi solo un rimpallo di responsabilità.