Florenzi: “Più equilibrio grazie ad Andreazzoli”

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florenziCORSERA (G. PIACENTINI) – Alla ripresa degli allenamenti le buone notizie per Andreazzoli arrivano da Totti e De Rossi, pienamente recuperati dopo i problemi fisici della scorsa settimana, e dal ritorno in campo di Castan (ha svolto differenziato) per la prima volta dopo l’infortunio al ginocchio. Il capitano e il suo vice sono sembrati in gran forma, realizzando 7 reti (4 Totti, 3 De Rossi) nella partitella in famiglia. Due rientri pesanti in vista della gara contro il Genoa all’Olimpico, che i giallorossi dovranno sfruttare per accorciare la classifica.

Il calendario, infatti, prevede una serie di scontri diretti, Milan-Lazio e Catania-Inter, che potranno favorire la rincorsa giallorossa ad un posto in Europa. Per l’occasione Andreazzoli, che ieri prima dell’allenamento ha analizzato con la squadra la partita vinta contro l’Atalanta, dovrebbe riproporre la formazione che ha superato la Juventus.

A farne le spese, ancora una volta, potrebbe essere Alessandro Florenzi, che ieri pomeriggio ha partecipato alla conferenza di presentazione della Junior Tim Cup, il match tra due oratori che si affronteranno all’Olimpico il 7 aprile prima del derby. «Battere la Juventus – le sue parole ai bambini accorsi per applaudirlo – è stato bello, come vincere contro l’Atalanta. Ogni vittoria ha un sapore speciale, ma noi dobbiamo rimanere umili. Con Andreazzoli, forse, adesso c’è più equilibrio».

Sembra allontanarsi, intanto, l’ipotesi dell’entrata in società dello sceicco Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi, come ha spiegato il suo portavoce a Radio Manà Manà Sport. «Sono pessimistale parole dell’ex direttore de La Padania, Gigi Moncalvoperché secondo me non c’è più la volontà della Roma di vendere. La società ha fatto un passo indietro». Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Sullo sceicco non ho notizie, ma dopo l’arrivo degli americani la Roma è una società molto più appetibile. Lo stadio si farà, la conferenza di Boston non è stato un fuoco d’artificio. Entro due mesi avremo il primo progetto».

Lo sceicco sta per alzare bandiera bianca

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LEGGO (F. BALZANI) – «Esigo rispetto. Sono stato vivisezionato e sbattuto in prima pagina». Adnan Qaddumi è offeso e sta per alzare bandiera bianca. Lo sceicco non ha preso bene l’ovvia richiesta di garanzie e l’ultimatum al 14 marzo imposto dalla Roma né l’attenzione altrettanto scontata di media e tifosi nei suoi confronti. «Pratico rispetto con tutti e lo pretendo», è sbottato in serata l’arabo intenzionato a lasciare da subito la trattativa e annullare così l’accordo preliminare che è stato annunciato dalla Roma giovedì scorso.

Qualche ora prima a Radio Manà Sport era stato il giornalista Moncalvo (portavoce di Qaddumi) a esprimere il malessere dell’imprenditore arabo e a mettere in evidenza la spaccatura tra Unicredit e americani: «La situazione è questa: o Qaddumi manda tutti a quel paese certificando una bufala oppure va avanti; ma vuole vedere anche chi avrà al suo fianco e su questo ora ha parecchi dubbi. Pallotta aveva trovato Adnan mentre Unicredit cercava altri soci. In tutto questo chi pensa al bene della Roma? Quando Zeman parlava di mancanza di società non sbagliava. Una squadra quotata in Borsa può avere i due principali azionisti che non si parlano? Questa vicenda rischia di lasciare morti e feriti».

L’ex-direttore della Padania poi rivela: «Qaddumi a gennaio ha bloccato la cessione di Stekelenburg e Osvaldo che per lui sono il futuro della Roma. Di certo uno che vuole essere vicepresidente non si aspetta di andare in tribuna e basta. Vuole entrare nelle decisioni tecniche. Ma ormai sono pessimista, non credo Pallotta voglia più vendere».
In realtà il presidente americano non vede l’ora di trovare un socio con il quale dividersi le spese di una ricapitalizzazione importante, ma le garanzie sulla presunta eredità miliardaria di Qaddumi non sono mai arrivate e lo stesso Moncalvo nutre perplessità sul patrimonio dello sceicco: «Non so se ha i soldi. Mi fido di quello che mi dice, non ho visto i conti correnti. Ma se Qaddumi è un sòla e Pallotta ci si incontra e ci si siede al tavolo in che mani è la Roma?».

Buone secondo Alemanno: «Con gli americani la Roma ha un altro appeal e avrà il suo stadio: entro due mesi avremo il 1˚ progetto, non sono solo fuochi d’artificio».

La trattativa Roma-sceicco rischia di saltare

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LA REPUBBLICA, F. Ferrazza – Alla fitta rete di eventi, più o meno chiari, registrati negli ultimi giorni intorno alla Roma, si sarebbe volentieri fatto a meno della reazione indispettita dello sceicco Al Qaddumi. «La mia famiglia è stata sbattuta in prima pagina senza un rispetto che io al contrario pratico nei confronti di tutti».

Come se non bastassero le tante perplessità emerse nelle ultime ore sul conto dell’aspirante socio di Pallotta (dall’inchiesta della Procura sulle anomale oscillazioni del titolo giallorosso in Borsa alle perplessità della Consob) ci si è messo anche il suo portavoce ufficiale a gettare ombre sull’intera vicenda. Il giornalista Luigi Moncalvo, ex direttore della Padania, non amato dai romanisti per un articolo che fece il suo giornale leghista nel 2002, in cui si definivano i sostenitori giallorossi «Fannulloni e burini ». «Se tutto dovesse saltare — mette le mani avanti il portavoce a Radiomanamana — Adnan mostrerà le carte per dimostrare chi ha sbagliato e giocato in questa trattativa. Lui vuole andare avanti, ma bisogna controllare le condizioni. Sono pessimista sull’esito positivo del 14 marzo (ultimatum fatto dalla Roma ndr), non c’è più la volontà del venditore di vendere».

Non c’è più? La trattativa rischia di trasformarsi in uno scontro a suon di carte legali? Baldini o la proprietà americana dovrebbero a questo punto dire la loro (i dirigenti ieri a Trigoria hanno comunque rassicurato i giocatori sul futuro della società).

Domani Cda Roma: UniCredit vuole delle risposte

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IL MESSAGGERO – (…) Domani è in programma il cda della Roma per discutere sulla situazione finanziaria del club giallorosso. Il ceo Italo Zanzi sarà finalmente consigliere al posto di Mark Pannes. Ma all’ordine del giorno, oltre alla nomina del nuovo uomo del consorzio Usa e all’approvazione della semestrale, da non sottovalutare le varie ed eventuali.

Perché gli uomini di UniCredit dovrebbero chiedere ulteriori chiarimenti sul potenziale partner di Pallotta. La Banca, a quanto pare, ne vuole sapere di più. Molto di più.

Alemanno: “Lo stadio tra due mesi”

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ROMA: GIANNI ALEMANNO VISITA CANTIERE PARCHEGGIO IN PIAZZA CAVOUR

CORSPORT (A. GHIACCI) – Il sindaco di Roma Gianni Alemanno(…), in occasione della presentazione della “Junior Tim Cup, il calcio negli oratori” (…), ha avuto modo di parlare anche della Roma. Incalzato dalle domande dei cronisti presenti all’Oratorio Ognissanti di Via Appia, Alemanno è partito da alcune considerazioni sulle vicende societarie che da qualche giorno hanno preso il sopravvento su tutto il resto: nella Roma giallorossa si parla solo dello sceicco e della possibilità che il club abbia presto un nuovo assetto.
«Non ho notizie dirette riguardanti cambi di proprietà o altre cose del genere racconta il sindaco di Roma – ma mi informerò e nei prossimi giorni potrò essere sicuramente più preciso. Certamente siamo sempre molto interessati a tali dinamiche, fermo restando che queste sono libere decisioni della Roma e della sua proprietà e quindi noi, pur seguendo con attenzione, non possiamo certamente influire». Poi, un riferimento sull’inchiesta aperta dalla Procura: «E’ difficile farsi un’idea perchè ci sono molti aspetti su cui si stanno facendo verifiche e accertamenti, sulla correttezza di tutti i comportamenti. Sicuramente il club giallorosso con la proprietà americana è diventato una realtà molto internazionale e di conseguenza gli interessi sono aumentati a dimostrazione che Roma e la Roma sono due marchi globali. E da questo punto di vista non mi stupisco che ci siano nuovi soggetti interessati»..

STADIO – Non solo società, però. Perché Alemanno si è occupato in prima persona anche del raggiungimento dell’accordo tra la Roma e Parnasi per la costruzione dello stadio di proprietà sul terreno di Tor di Valle. «E voglio tranquillizzare tutti i tifosi – ha confermato il sindaco – perché la situazione sta andando avanti. Dopo la firma del protocollo (siglato a Orlando, in Florida, a fine 2012, ndr) stanno ora lavorando i progettisti. Credo che nel giro di un paio di mesi si potrà vedere anche un primo progetto dello stadio proprio per dimostrare che si sta andando avanti e che non era un fuoco d’artificio.(…)».

La Roma è irritata, ma non replica

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baldini6IL MESSAGGERO –  Dalle parti di Trigoria c’è una certa irritazione davanti alle dichiarazioni rilasciate ieri dal portavoce dello sceicco Al Qaddumi. Ma non è arrivata nessuna replica ufficiale dalla Roma agli attacchi subiti.

Il motivo? Secondo quanto scrive questa mattina il Messaggero per la dirigenza giallorossa deve essere Al Qaddumi stesso a prendere le distanze dall’ex direttore de La Padania. Perchè nessuno tra i dirigenti italiani al servizio di Pallotta nella capitale riconosce Moncalvo come rappresentante del potenziale partner del manager di Boston. Rispondergli sarebbe dunque investirlo di un ruolo che per loro il giornalista chiacchierino non ha. Per loro, però. Perchè lo sceicco lo considera un amico, incaricato di comunicare in pubblico per suo conto.

Pjanic, il regista della rinascita

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IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) – E pensare che, dopo una manciata di giornate di campionato, Miralem Pjanic, l’erede al trono, era diventato un problema della Roma. O meglio, il problema della Roma di Zdenek Zeman. Colpa della sua bravura, forse, che gli impediva – senza responsabilità – di trovare una collocazione stabile.
Prima intermedio, ma lontano da Francesco Totti, poi panchinaro quindi attaccante di destra: ecco il cammino tattico del bosniaco con il boemo alla guida della squadra giallorossa.
Cacciato Zeman e promosso Aurelio Andreazzoli, Miralem è stato piazzato in cabina di regia, da lì non è stato più spostato e lì si trova a meraviglia, dando un’interpretazione personalissima del ruolo.

UN ARTISTA – Vederlo danzare palla al piede domenica sul campo innevato di Bergamo, ha scomodato paragoni illustri e, cosa più importante, ha convinto anche coloro che finora non si erano (colpevolmente) accorti del suo straordinario talento. Un giocatore dalla classe purissima e, per questo, in grado di fare bene in ogni angolo del campo. Perché, si sa, là dov’è l’arte nulla è impossibile…
Tra un mese abbondante, Mira compirà 23 anni: è nato il 2 aprile come Giacomo Casanova e come il famoso veneziano ha sedotto la gente che ha una Lupa tatuata sul cuore, mettendo in campo – oltre alle qualità tecniche – personalità e senso di appartenenza.
Il tipo è sveglio: ormai parla fluentemente l’italiano, oltre ad altre sei lingue; all’interno dello spogliatoio si muove da leader; i compagni di squadra lo stimano e lo rispettano perché raramente sbaglia un ragionamento, dando sempre la sensazione di aver centrato il problema. Ci sta con la fede, insomma, oltre che con la testa e i piedi.

IL RUOLO – Nella Roma targata Andreazzoli, Pjanic ha il compito di gestire la costruzione della manovra. È colui che, piazzato davanti alla linea di difesa, avvia l’azione e che, non di rado, si trova anche a rifinirla. Se Totti è il regista d’attacco, Miralem è il regista della rinascita giallorossa, quella che con due vittorie di fila contro Juventus e Atalanta ha rilanciato la Roma, alla disperata caccia di punti e di autostima nel post Zeman. Una novità per critica e tifosi; una non novità per il diretto interessato, impiegato stabilmente in quel ruolo nella sua Nazionale.

IL FUTURO – Con tre passaporti in tasca (bosniaco, francese e lussemburghese), Miralem potrebbe tranquillamente girare ogni angolo del mondo, ma la Roma l’ha bloccato a Trigoria fino al 30 giugno del 2015 investendo in stipendi 16 milioni di euro lordi, bonus esclusi. Lui, però, piace ad un sacco di (grandi) club d’Europa che già nell’estate passata hanno provato (invano) a convincerlo a mollare l’Italia: facile prevedere, perciò, che su Pjanic nei prossimi mesi si scateneranno ancora le attenzioni di chi non bada a spese.
Dovrà essere bravo il management del presidente James Pallotta a non fargli venire (a lui e al suo agente) la voglia di cambiare aria. Miralem sembra destinato a recitare un ruolo importante nel calcio dei prossimi anni e, allora, perché non farlo a Roma?

Quel contorno inquietante da allontanare in fretta

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IL TEMPO (G. GIUBILO) – Nella vicenda dello Sceicco, che tanto spazio ha tolto ai nostri pensieri, meritevoli di essere rivolti a cose più serie, per ora c’è soltanto un punto fermo: l’intransigenza della società sulla scadenza per vedere moneta sonante.
Ma a complicarci ulteriormente la vita intervengono anche dellle sponsorizzazioni sgradevoli e inquietanti. Non bastava Michele Padovano, che attende altri gradi di giudizio, ma intanto ha sulle spalle una condanna a otto anni e otto mesi, ecco irrompere la Lega Nord.

Gigi Moncalvo
, che da direttore della «Padania» non aveva mai risparmiato veleni alla Roma e alla Capitale, si è fatto vivo con una serie di insinuazioni e malevoli pensieri che la società farebbe bene a rimandare al mittente con urgenza. Della Val Padana abbiamo apprezzato vivamente l’ottimo Grana, non individui che, per le loro inclinazioni è anche difficile accostare a qualcuno considerato, a torto, esponente del Terzo Mondo. A questo punto diventa quasi un auspicio, da parte del tifo giallorosso, che l’affare miliardario torni alla dimensione di produttrice di mozzarelle, leggi bufala.

Se così non fosse, sarebbe comunque indispensabile che questi improvvisati fiancheggiatori restassero lontani da Trigoria. Negli anni, non sarebbe la prima volta, anche se è sperabile sia l’ultima, che la nostra amata città rischierebbe la fama di «vigna dei cojoni», per usare una colorita espressione casalinga. Sappiamo tutti come sia finita la leggenda di Vinicio Fioranelli, condannato per aggiotaggio dopo avere affermato di avere acquistato la società.

Momenti forse peggiori aveva attraversato la Lazio, prima con la cordata di San Marino che doveva fare da paravento al clan dei Casalesi. Poi, per non farci mancare nulla, era arrivata la mozione degli affetti a nascondere il compratore fantasma, un ungherese del quale si sono perse la tracce. Dovremmo avere imparato a tenere la guardia alta.

Lo sceicco attacca: “La Roma non mi vuole”

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pallotta6GAZZETTA DELLO SPORT, M. CECCHINI –  Se Massimo Troisi camminasse ancora nelle nostre strade, forse ripeterebbe con un sorriso: «Pensavo fosse amore, invece era un calesse». Ecco, il calesse su cui sono saliti James Pallotta e lo sceicco Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi non sembra più condurli sull’altare di un matrimonio d’interesse come tanti, ma verso un divorzio prenuziale al veleno.

In questa situazione così tesa — resa più nervosa dalle indagini della Procura di Roma che ha mosso subito la Guardia di Finanza per monitorare le oscillazioni del titolo in Borsa — a soffrirne è la Roma, che ieri (oltre a perdere il 2,98% a Piazza Affari) è stata investita dalle dichiarazioni del giornalista Gigi Moncalvo, in qualità di portavoce dello sceicco: «O meglio portasilenzio, vista l’indagine in atto». Doverosamente, abbiamo chiamato lo sceicco per sapere se il «consulente» possa parlare in sua vece e la risposta — dopo uno sfogo su come sia stata distrutta la sua immagine — è stata chiara: «Moncalvo è mio amico, fate riferimento a lui».
ROMA SCETTICA Postilla: alla Roma, pur avendo spedito le dichiarazioni a Pallotta, non sono convinti del suo ruolo e per questo non replicano ufficialmente a dichiarazioni che, come vedrete, sono forti. «Le perplessità su Adnan sono legittime — dice a Radio Manà Manà — Ma quello che tutti devono chiedersi è: gli americani firmano un accordo senza assumere informazioni bancarie e legali? Se fosse un sòla, in che mani sarebbe la Roma? Io sui soldi dello sceicco non so rispondere. La maggior parte delle sue attività sono all’estero, ma Pallotta lo ha scelto fra 3-4. Fino a domenica tutto è filato tranquillo. Poi c’è stata l’intervista a Fiorentino di UniCredit («siamo scettici», ndr) che forse ha ottenuto i suoi scopi e getta acqua gelata sulla trattativa. Il problema è che i due azionisti della As Roma non comunicano. E ognuno per i fatti suoi vuole dismettere il proprio pacchetto. Bisogna dare atto a UniCredit che senza di essa la Roma non avrebbe avuto un futuro garantito, ma Adnan è andato da Pallotta perché ha la maggioranza. Il suo sarebbe stato un intervento in due fasi e a poco a poco sarebbe diventato l’azionista di maggioranza. Ma chi pensa al bene della Roma? Quando Zeman diceva: “Qui manca la società” forse aveva ragione. Con queste premesse la Roma per 10 anni non troverà investitori».
STOP ALLE CESSIONI «Tutto era pronto per il 21 gennaio, ma si paventava la cessione di Osvaldo e Stekelenburg. Adnan si impose e i giocatori non vennero toccati. Disse: “Sto per arrivare e vendete due campioni?”». Di sicuro lo sceicco vuole contare. Adnan diventerebbe vice presidente inserendo tre uomini di fiducia nel Cda. Come fa a dire Pallotta che avrà il comando? Infatti dice lo sceicco: «Perché vogliono mettermi con le spalle al muro e non farmi decidere?”. Adnan vuole partecipare alle decisioni tecniche. Padovano? L’idea è quella che entri nel Cda e faccia il consulente dell’area tecnica e sportiva, affiancando Baldini».
DOMANI CdA  Sull’accordo però non c’è più ottimismo. «Rispetto a tre mesi fa qualche dubbio in più ce l’ho, ma più su una parte della As Roma. Mi auguro che l’investimento venga fatto, ma sono pessimista. Non c’è più la volontà di vendere. Adnan mi ha detto: “Io voglio andare avanti perché altrimenti sembra che non ho i soldi”. Ma se l’affare salterà Adnan mostrerà le carte e ci saranno morti e feriti». Detto che domani è in programma un Cda che licenzierà la semestrale e sancirà la nomina di Zanzi a global Ceo, la conclusione la sintetizziamo con una domanda: a prescindere da possibilità e volontà di versare entro il 14 marzo i 50 milioni pattuiti, come potrebbero convivere tre soci (Pallotta, UniCredit e Adnan) che nutrono palese e sfiducia? E allora fra amore e calesse la differenza resta enorme. Incolmabile.

Al Qaddumi conferma: “Moncalvo è mio amico, fate riferimento a lui”

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ROMA-JUVENTUSFonte: Il Messaggero (U. Trani) –  Dopo che le dichiarazioni shock di ieri di Gigi Moncalvo, ex direttore de La Padania, oggi arrivano conferme sul suo ruolo di “portavoce” dello sceicco Al Qaddumi. Lo scrive il quotidiano Il Messaggero, dopo aver contattato telefonicamente lo sceicco: «Moncalvo è mio amico, fate riferimento a lui. Io, però, pretendo rispetto. Sono stato massacrato, mi hanno offeso e sbattuto in prima pagina», le parole di un infastidito Al Qaddumi.

Il contatto è servito solo per capire se riconosceva Gigi Moncalvo, 62 anni ed ex direttore de La Padania, come suo ambasciatore in questa vicenda.

Dopo la risposta affermativa del potenziale socio di Pallotta, le dichiarazioni del portavoce assumono un peso ben diverso. Più forte e più ingombrante. A cominciare da quella che può anticipare l’uscita di scena del possibile finanziatore: «Sono pessimista sull’esito della trattativa. Viene a mancare la volontà del venditore di cedere le sue quote». Cioè il presidente della Roma ci sta (almeno) ripensando, dopo il flirt sbocciato (e annunciato pure per iscritto) qualche settimana fa. Nell’interminabile chiacchierata Moncalvo tocca diversi argomenti, qualcuno già anticipato nei giorni scorsi. Di sicuro conferma l’obiettivo di Al Qaddumi: entrare nella Roma per comandare e non solo come partner.

Aspettando lo sceicco

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CORSPORT (P. TORRI) – Aspettando lo sceicco, facendo finta di non conoscere Godot. Del resto, dopo il secondo comunicato griffato Roma, il match point è sulla racchetta di Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi, l’italo-giordano che vuole entrare nella società giallorossa. (…)
Certo è, però, che intorno allo sceicco, personaggi più o meno noti, si stanno muovendo come un elefante in un negozio di cristalli. Troppe chiacchiere, più di qualcuna anche a sproposito, tanto è vero che, ieri, lo sceicco (ieri a Milano), dopo un’intervista rilasciata da Gigi Moncalvo («è un amico, non il mio portavoce») all’emittente radiofonica Manà Manà, ha preso le distanze da certe dichiarazioni, manifestando anche un certo disappunto per l’esposizione mediatica (…).

DICHIARAZIONI – Ma torniamo a mister Moncalvo, ex direttore della “Padania” (…). Ieri è andato oltre.
Primo esempio: «Se Qaddumi è una sola e Pallotta ci si incontra e ci si siede al tavolo, in che mani è la Roma? E se gli americani firmano un contratto preliminare hanno assunto le assicurazioni su questa persona oppure no?»Già queste parole hanno indispettito non poco la società giallorossa, tanto è vero che la dirigenza ha discusso molto sull’opportunità o meno di una risposta che, per ora, non è stata data.
Secondo esempio: «La trattativa del signor Adnan riguarda solo le quote del signor Pallotta… Forse Unicredit non è stata informata. L’intervista di Fiorentino dimostra che i due azionisti non si parlano. Vuoi vedere che Unicredit è arrabbiata perché sperava che la trattativa potesse riguardare anche le loro azioni?». Vuoi vedere che s’incazza pure Unicredit?

Terzo esempio: «Quando Zeman parlava di mancanza di società forse non sbagliava. Una squadra quotata in Borsa può avere i due principali azionisti che non si parlano? Questa vicenda rischia di lasciare morti e feriti». Niente prigionieri, insomma e poi bisognerà vedere chi saranno i morti e i feriti.
Quarto esempio: «Se il signor Adnan entrerà nella Roma, faranno il loro ingresso nel Cda tre nuovi componenti e uno di loro prenderà il ruolo di vicepresidrnte. Come fa Pallotta a dire che rimarrà al comando? Se uno mette una certa quota non è che possa andare solo in tribuna la domenica». Presente i signori Rouane e D’Amore che non si sono mai neppure seduti in tribuna?
Quinto esempio: «Durante il mercato si parlava della cessione di Osvaldo e Stekelenburg. Adnan è intervenuto perché ha detto: investo dei soldi e mi vendete Stekelenburg e Osvaldo?». (…)
Sesto esempio: «Ho qualche dubbio su questa operazione, ma non sul signor Adnan, li ho sulla Roma. Sono pessimista sull’esito di questa trattativa perché secondo me non c’è più la volontà del venditore di vendere».

Ma signor Moncalvo, c’è un comunicato della Roma chiarissimo, è stato firmato un preliminare d’accordo, per chiudere c’è solo bisogno dei cammelli, nient’altro. E magari sarebbe gradita qualche parola in meno. Pure dal signor Adnan. Per chiudere questo capitolo, c’è da dire che le parole del signor Moncalvo, dette a Borsa aperta, ieri sono rimbalzate anche in Consob che avrebbe attivato il suo ufficio investigativo con l’intenzione di richiedere la cassetta dell’intervista (reperibile peraltro già su parecchi siti giallorossi).

Ancora nubi sullo sceicco. E spunta un consulente

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sceicco2ANSA – Ancora parole, pochi fatti. Continua ad essere avvolta da una cortina di fumo la trattativa tra il presidente della Roma, James Pallotta, e lo sceicco arabo Adnan Adel Aref al Qaddumi el Shtewi, interessato ad entrare nel club giallorosso. Dopo i comunicati emessi nei giorni scorsi dalla compagine societaria che fa capo alla cordata americana, in cui è stata indicata la data del 14 marzo come limite temporale entro il quale lo sceicco deve versare la somma pattuita per diventare partner di Pallotta, oggi sulla ribalta è salito un nuovo personaggio. Dopo l’intermediario Michele Padovano (l’ex giocatore della Juve nell’era Moggi, poi condannato in primo grado per associazione a delinquere finalizzata a traffico di stupefacenti, avrebbe fatto da intermediario tra lo sceicco e il dg della Roma, Baldini), è stato il turno di Gigi Moncalvo, ex direttore del quotidiano ‘La Padania’, che intervenendo in radio ha parlato della trattativa ancora in corso.

«Non sono un suo dipendente, ma un suo consulente» ha spiegato subito Moncalvo, lasciando intendere di non essere il portavoce dello Sceicco. In effetti il giornalista non riveste alcun ruolo ufficiale nell’entourage di Al Qaddumi (tanto che la Roma ha deciso di non commentare o replicare), eppure ai microfoni di Radio Manà Manà Sport non ha avuto problemi a illustrare quello che a suo parare è al momento lo stato dell’arte dell’intera vicenda. «La trattativa va avanti da dicembre, da prima di Natale. Pallotta quando ha firmato l’accordo preliminare ha scartato tre o quattro partner che si erano fatti avanti. Ha scelto tra tutti proprio Al Qaddumi. I due si sono incontrati più volte e più volte guardati negli occhi» le parole di Moncalvo, secondo cui era stata già fissata una presentazione a Trigoria il 21 gennaio. «Fino a domenica tutto è filato tranquillo – ha poi aggiunto – Poi ecco l’intervista a Fiorentino (vicepresidente di UniCredit, istituto bancario socio di Pallotta nella Roma, ndr) che forse ha ottenuto i suoi scopi e che getta acqua gelata sulla trattativa. Ora sono pessimista. Le cose si sono messe in un modo che non c’è più la volontà del venditore a vendere».

«La sua intenzione era quella di arrivare al controllo della società – ha quindi dichiarato – Nell’accordo iniziale Al Qaddumi avrebbe ricoperto la carica di vicepresidente inserendo tre suoi uomini di fiducia nel cda della Roma». Alla finestra il sindaco Gianni Alemanno, che ha confessato di non avere «notizie dirette riguardanti cambi di proprietà, ma la Roma con gli americani è diventata una realtà internazionale, gli interessi sono aumentati, e non mi stupirei se ci fossero movimenti di questo genere». Il primo cittadino capitolino ha però ammesso poi che sull’intera vicenda e sulla figura dello sceicco «è difficile farsi un’idea perchè ci sono molti aspetti su cui si stanno facendo verifiche, accertamenti sulla correttezza di tutti i comportamenti». Il riferimento è all’inchiesta aperta dalla Procura di Roma dopo le oscillazioni a Piazza Affari del titolo giallorosso che, dopo l’impennata della scorsa settimana (+9,7%), nelle ultime 48 ore ha perso oltre l’8%.

 

Alemanno: “Tra due mesi pronto il progetto stadio”

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ROMA: GIANNI ALEMANNO VISITA CANTIERE PARCHEGGIO IN PIAZZA CAVOURGIALLOROSSI.NET –  Queste le parole del sindaco di Roma Gianni Alemanno riguardo alle vicende societarie della Roma: “Per quanto riguarda la questione societaria io non ho notizie dirette, nei prossimi giorni mi informerò. Sono scelte della società, che noi non possiamo influenzare. Fino adesso è difficile farsi un’idea perché ci sono molti aspetti dove si stanno facendo delle verifiche sulla correttezza di tutti i componenti. Sicuramente, con l’arrivo degli americani, la Roma è diventata una realtà internazionale molto più appetibile. Non mi stupirei, dunque, se altri investitori avessero mostrato interesse.”

Sullo stadio: “La situazione sta andando avanti. Dopo la firma del protocollo i progettisti stanno lavorando e nel giro di uno due mesi avremo il primo progetto. Voglio tranquillizzare tutti: stiamo andando avanti e la conferenza di Boston non è stato un fuoco d’artificio. La Roma avrà il suo stadio”.

Il portavoce dello sceicco attacca la Roma: “Manca una società. L’esito della trattativa? Sono pessimista” (AUDIO)

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moncalvoGIALLOROSSI.NET  – Il giornalista Luigi Moncalvo, portavoce dell’imprenditore arabo Al Qaddumi

Roma, lo sceicco si è offeso: “Sbattuto in prima pagina senza rispetto”

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sceiccoREPUBBLICA.IT (M. PINCI) – “Sono stato vivisezionato, la mia famiglia sbattuta in prima pagina. I miei mi hanno insegnato il rispetto che pratico nei confronti di tutti, ma allo stesso modo lo pretendo“. L’attenzione spasmodica nei suoi confronti ha indispettito Adnan Adel Aref Qaddumi, l’imprenditore della periferia di Perugia che tratta con la società americana AsRoma Spv llc l’ingresso nella Roma di Pallotta. Ma i tanti dubbi suscitati sul suo conto da un curriculum non proprio ricchissimo, da società a lui intestate di cui si sa poco e nulla, a partire dai bilanci, e dalle perplessità nate in merito alle sue radici nobili, hanno innervosito quello che la stessa Roma definisce, nell’ultimo comunicato diffuso su richiesta della Consob, il “potenziale partner” del club. Lui, per alcuni giorni, ha scelto di ritirarsi lontano dalla capitale, anche – è lecito immaginarlo – per studiare le mosse da seguire da qui fino al 14 marzo, il termine ultimo posto dalla Roma al suo interlocutore: non per consentire a Qaddumi di presentare quelle garanzie non ancora pervenute, ma per il versamento delle liquidità necessarie a chiudere l’affare ad oggetto del preliminare già siglato, sulla base di una cinquantina di milioni. Si continua ad attendere un nuovo incontro, ma nonostante vengano segnalati possibili viaggi oltreoceano di Qaddumi per raggiungere a Boston il presidente Pallotta, di spostamenti simili fino a oggi non si ha notizia.

Chissà se è anche per questo malessere mostrato dall’imprenditore con i propri interlocutori che, presentandosi in qualità di portavoce dello stesso principe giordano, l’ex direttore della Padania Gigi Moncalvo ha mostrato a Radio Manà Sport alcune perplessità da parte dell’investitore a proseguire nel cammino avviato: “Dopo l’intervista di Fiorentino c’è stato un passo indietro da parte della Roma, motivo per il quale lo sceicco sta pensando sulla trattativa. Vuole andare avanti, ma come in ogni matrimonio bisogna controllare le condizioni“. Intanto, in attesa che la Roma completi la propria “attività di due diligence” sul potenziale partner, le attività dell’imprenditore di origini arabe sono oggetto di indagine da parte degli uomini della polizia valutaria: inevitabile dopo l’apertura del fascicolo da parte del procuratore aggiunto Rossi e dal pm Orano dovuta all’oscillazione del titolo Roma in borsa negli ultimi giorni. E in merito in procura attendono nelle prossime ore anche una relazione della Consob.

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