QUI TRIGORIA – Totti e De Rossi in evidenza nella partitella. Destro unico assente

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QUI TRIGORIA – Giallorossi.net – La Roma è scesa in campo questo pomeriggio per svolgere l’allenamento quotidiano. Mattia Destro era l’unico assente dal campo, mentre Castan ha cominciato a svolgere lavoro differenziato. La squadra, dopo una prima parte dedicata al lavoro atletico, ha disputato una partitella nella quale si sono messi in evidenza Francesco Totti (con quattro reti) e Daniele De Rossi (tre reti).

Al termine della partitella la squadra ha ripreso a svolgere esercizi e scatti. Florenzi è rientrato negli spogliatoi, mentre Totti e De Rossi fanno allunghi. Il direttore sportivo Walter Sabatini ha seguito tutto l’allenamento da bordo campo.

ON AIR – Valdiserri (Corsera): “Lo sceicco? Un’operazione che non mi piace”

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onair3RETE SPORT – Il giornalista del Corriere della Sera Luca Valdiserri è intervenuto questa mattina a Rete Sport per commentare gli sviluppi della trattativa tra la Roma e lo sceicco Al Qaddumi. Questo il suo pensiero:

“Le possibilità che alla fine questa operazione si chiuda positivamente ci sono. Chi può assicurarmi che non si siano sbloccati questi fondi a cui prima questo sceicco non poteva accedere? A me però, a prescindere dal fatto che potrebbe concludersi positivamente,   questa operazione non piace. Nemmeno se dovesse avvenire nella migliore della ipotesi, e cioè che ci sono i soldi, che sono soldi puliti, che Padovano non entrerà nella Roma. Non mi piacerebbe lo stesso, perchè credevo a quello che dicevano gli americani. Tuttavia non me la sento di dire che sarà la rovina della Roma, perchè non ne ho la conoscenza per farlo”

Le richieste dello sceicco: lui vicepresidente, Padovano nuovo ds

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sceiccoCORRIERE DELLA SERA – Se lo sceicco Al Qaddumi dovesse entrare davvero nel club giallorosso, potrebbe pretendere di piazzare alcuni suoi uomini di fiducia all’interno della Roma.

Ag. Antonelli: “Contatti con la Roma? Ma se non sanno neanche chi è il proprietario…”

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antonelliGAZZETTAGIALLOROSSA.IT – Secondo le ultime indiscrezioni di mercato, Luca Antonelli  sarebbe uno dei laterali finiti sul taccuino di Walter Sabatini per la prossima stagione. A tal proposito il suo agente, Fabio Parisi, ha parlato a Gazzettagiallorossa.it:

La Roma segue Antonelli?

“No, sinceramente non ne so nulla di queste voci”.

C’è la possibilità che lasci Genova?

“Siamo appena a febbraio. Questi sono discorsi che si affronteranno non prima di giugno. Adesso è inutile parlare di queste cose”.

Ha avuto contatti con la Roma?

“Ma no, alla Roma non sanno neanche chi è il proprietario o l’allenatore…”.

La volontà del giocatore?

“La volontà di Luca in questo momento è quella di giocare con il Genoa e finire la stagione con il Grifone”.

Roma piazza gradita?

“Ovviamente si. Roma è una piazza gradita come lo sono anche altre”.

ON AIR – Corsi: “Lo sceicco? So tutto, ma per ora non parlo”

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onair2 ON AIR, Giallorossi.net – “Io della vicenda dello sceicco so tutto, ma non dico nulla fino al 14 marzo, o almeno fino quando sarà conclusa la vicenda”. E’ la lapidaria affermazione di Mario Corsi, noto conduttore radiofonico di Te la do io Tokyo, in onda su Centro Suono Sport.

“Se parlassi adesso, e la trattativa fallisse, qualcuno potrebbe poi dire che la colpa è mia. So come funzionano certe cose. Per adesso resto in silenzio, ma quando ci sarà da dire, dirò tutto”. 

Com’è grigio questo sceicco bianco

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sceicco2IL FATTO QUOTIDIANO (M. PAGANI, C. CONTI) – Civitavecchia, dove il suo grande amico Luciano Moggi nei primi anni ’60 recitava da capostazione, è stata solo una tappa intermedia vista dal finestrino di una macchina tra un viaggio e l’altro. Perché Michele Padovano, in attesa di arrivare a Roma come nell’allucinazione cantata da Venditti, negli ultimi due anni ha incasellato chilometri e frequentato misteriosi finanziatori con casale maremmano e attività di famiglia nel cuore della capitale. Non Francesco Angelini, l’imprenditore farmaceutico di casa in zona, 3.000 dipendenti, un capitale solido. Il signor Tachpirina, come con poca fantasia era stato soprannominato ai tempi in cui-prima di essere redento dal parere familiare-aveva detto di sentirsi pronto a intervenire (con il plauso di Unicredit) per dare una mano alla squadra della sua vita, ma un anonimo benefattore dalla tasca generosa pronto a finanziare un’avventura nel pallone.

Ora che il momento sembra arrivato, Padovano non ha mostrato impreparazione. Promettendo “bombe” e lavorando sottotraccia per rientrare nel mondo che-lamentava dopo la recente condanna in primo grado per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti-lo trattava da lebbroso.
Ingaggiando un portavoce, il vivace Gigi Moncalvo che a tarda sera dice: “Sono un professionista e un uomo libero, ma per ora aspetto di vedere il seguito della vicenda. Da Juventino dico forza Roma e poi faccio una domanda, siete sicuri che Moggi e Padovano si vogliano così bene?”. Il progetto di Padovano, ex attaccante con trofei e disavventure extracalcisatiche alle spalle, legarsi allo sceicco Adnan Al Qaddomi, colpito da improvviso benessere e passato grazie a un’eredità miliardaria da squattrinato imbianchino perugino a Pinturicchio dei sogni dei tifosi è un’iperbole che lascia senza parole.

La As Roma Spv Llc che dagli Usa sta trattando con Qaddomi protetta dalle larghe, paradisiache oasi del Delaware, studia le carte da un anno, ritiene che i soldi ci siano e non sembra esserne impressionata. E anche l’emissione di un comunicato ufficiale: “il Potenziale Partner è stato oggetto di un’attività di due diligence con riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie idonee…” e la data del 14 marzo come ultimo termine fanno pensare che i passi maldestri dello sceicco e i dubbi dei media non abbiano imposto nessun reale stop alla transazione. In questa storia fumosa e di non semplice lettura l’apparenza inganna in proporzione contraria al nervosismo dei protagonisti. I soci italiani, ad esempio.

La banca che continua a pagare, vorrebbe sfilarsi e fa sapere a gamba tesa di non aver gradito il colpo di scena. L’intervento del Ceo di Unicredit Fiorentino (sorprendentemente netto se si pensa ai concetti felpati dell’istituto): “Siamo scettici e agli americani l’abbiamo detto” e la notizia dell’apertura di un fascicolo in Procura, a Roma, con Orano e Rossi (gli stessi magistrati che indagarono sul tentativo di scalata di Fioranelli) a chiedere delucidazioni alla Consob per verificare l’eventuale sussistenza di illeciti dopo il rialzo in borsa dei giorni scorsi, hanno impresso accelerazione, anche scomposte, al quadro d’insieme.

Con lo sceicco di Ponte Pattoli che giura la sua buona fede, glissa sui bilanci delle sue società, nega che la modesta abitazione di Cordigliano crudamente mostrata al mondo da Umbria 24 sia davvero il suo rifugio, promette buoni esiti per la squadra, si reca in noti studi di notai per (sic) far controllare i conti della Roma, rilascia interviste, fa sospettare che dietro la sua ambigua figura si nascondano altri nomi. Strani soci (l’addetto di una società di security). Incerte nazionalità. Sul tema, disegnando un passato di cui non si trova traccia, lo sceicco si è confuso più volte. Prima era giordana, poi palestinese, infine diretta discendenza della famiglia reale Saudita (di solito si chiamano Al-Saud). Uno sceicco che discetta di fondazioni che portano il suo cognome ignorando come le brochure deputate mostrino nomi di eredi di un lontano patriarca di Nablus, Nabil e Sa’ad. Ma non Adnan. Dimenticato. Cancellato. Alla fondazione Qaddomi sostengono di non conoscerlo. Uniti, nel destino, a 4 milioni di romani.

Mercato Roma, Basta e Antonelli i terzini per giugno

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basta

GOAL.COM – Dusan Basta e Luca Antonelli sono i nomi che il portale Goal.com dà come possibili futurri arrivi per la squadra giallorossa nella prossima finestra di mercato. Per il terzino dell’Udinese il presidente friulano chiede fra i 7 e gli 8 milioni, mentre è ancora da capire come potrebbe protrarsi la trattativa con il Genoa per Antonelli viste le difficoltà incontrate in questa stagione dai rossoblù, ancora invischiati nella lotta per non retrocedere.

Roma, Pallotta mette fretta allo sceicco

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pallotta7CORSERA (L. VALDISERRI)James Pallotta vuole «il versamento del corrispettivo» da parte dello sceicco Adnan Adel Aref al Qaddumi entro il 14 marzo 2013, ma la risposta potrebbe arrivare anche prima. Nel frattempo, la Roma sul campo è tornata a vincere ma i tifosi restano con le loro preoccupazioni. Un po’ come è successo con le elezioni politiche, ora temono che anche nella società giallorossa possano ritrovarsi tre «partiti» destinati all’ingovernabilità: i bostoniani, lo sceicco e Unicredit, infastidita (eufemismo) dalla vicenda.

La AS Roma Spv Llc, socio di maggioranza di Neep Roma Holding S.p.A., ha emesso un comunicato per informare che «il potenziale partner è stato oggetto di un’attività di due diligence sulla disponibilità di risorse finanziarie e che il processo continuerà sino alla chiusura dell’operazione ». Un controllo dovuto—tanto più che Unicredit aveva bocciato a suo tempo una proposta di al Qaddumi — ma nel comunicato si precisa pure che lo sceicco «non ha rilasciato formali garanzie con riferimento all’esecuzione delle proprie obbligazioni. L’unica condizione per la chiusura dell’operazione è l’effettivo pagamento del prezzo dell’investimento effettuato. Indipendentemente dall’esito della trattativa, James J. Pallotta continuerà a mantenere la gestione delle operazioni di As Roma Spa».

In sintesi: mancano ancora i fatti e, in ogni caso, Pallotta resterà al comando.
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a perché al Qaddumi (che ieri ha fatto visita alla Deloitte) dovrebbe versare decine di milioni per non comandare? Dal suo entourage è filtrato, al contrario, che dovrà essere data la vicepresidenza allo sceicco (al posto di Tacopina) e trovato un posto da direttore sportivo a Michele Padovano, suo tramite nell’affare.
Ma da dove arrivano i soldi dello sceicco? Dal fondo Philadelphia Capital, verificato dalla due diligence americana. La domanda, semmai, è se sono a disposizione di al Qaddumi e in quali tempi. Italia Oggi, nei giorni scorsi, ha pubblicato i nomi delle tre società riconducibili allo sceicco: Amyga (petrolio, nessuna traccia di bilanci negli archivi della camera di commercio); Amyga Oil & Gas (holding di partecipazioni di cui si conosce un’investimento di due milioni di dollari per rilevare il 54% di una società di diritto saudita); Technofin (holding di partecipazioni nata nel 2003 che risulta oggi inattiva e senza traccia di bilancio).

Sulla trattativa la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per insider trading e aggiotaggio, priva finora di indagati, e ha chiesto alla Consob una relazione sull’attività di vigilanza a fronte dell’anomalo andamento del titolo in Borsa (ieri -5,20% dopo l’eccesso di rialzo dei giorni scorsi). Sulla vicenda potrebbero essere sentiti come testimoni alcuni responsabili della Roma. Gli inquirenti vogliono scoprire se qualcuno ha speculato sulle azioni del club dopo le voci di un possibile coinvolgimento dello sceicco arabo.

Due camere, cucina e Mazzarri

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adnanLEGGO (F. MACCHERONI)Uno sceicco bizarro. Frequenta Padovano. Indossa la felpa della Roma, guida un’utilitaria, vive in una casa normalissima, ha un figlio carabiniere, ha fatto lavori nobili quanto umili. Poi l’eredità (speriamo non sia il programma di Carlo Conti).
E che fa? Arriva a Roma, promette una cinquantina di milioni a Pallotta e va a dormire a Magliano Sabina. Un tipo riservato. Che però rilascia un’intervista. Strano. Troppe cose strane che andranno chiarite. Sembra che qualche dubbio l’abbia anche Pallotta, che mette le mani avanti e aspetta il 14 marzo per vedere se ci sono i soldi o se è saggio lo scetticismo di Unicredit, che prende le distanze.

Il dubbio è questo: la parte americana della Roma è alla canna del gas? Altrimenti come si spiega questa allegra apertura allo sceicco? E perché i collaboratori romani di Pallotta non hanno verificato la credibilità dell’offerta prima di farla trapelare? In quali mani è Pallotta? In quali mani è la Roma? Peraltro questo sceicco che si presenta sognando Mazzarri, è come chi strofina la lampada di Aladino e chiede una monocamera in periferia.

Lo sceicco non dà garanzie

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sceiccoIL MESSAGGERO (R. DIMITO) – Gli americani non sono riusciti a cancellare i dubbi sul preteso sceicco avanzate da Unicredit, Consob, Procura, Borsa e tifosi giallorossi. Finora Adnam Al Qaddumi al Shtewi non ha infatti fornito garanzie per comprovare l’esistenza delle somme promesse alla Roma Calcio. Ha tempo fino al 14 marzo per effettuare il versamento. Unicredit resta alla finestra in un’operazione che non l’ha coinvolta in alcun passaggio, mentre continua a ribadire, tramite i canali legali (e ufficialmente nell’intervista di Paolo Fiorentino al Messaggero di avant’ieri), dubbi sulla solvibilità di Al Qaddumi. Anzi, i rappresentanti di Piazza Cordusio, azionista con il 40% di Neep Holding, proprietaria del 78% del club, si preparano a chiedere chiarimenti in occasione del prossimo cda della Roma, in calendario giovedì 28, sebbene il tema ancora ieri non figurasse all’ordine del giorno.

LA DUE DILIGENCE – «As Roma informa che il potenziale partner – si legge nella nota diffusa dalla società Usa, azionista al 60% di Neep, in risposta alla richiesta Consob di giovedì scorso – è stato oggetto di un’attività di due diligence con riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie idonee per realizzare operazioni di questo tipo e che il processo di due diligence continuerà sino alla chiusura dell’operazione».
Quindi i legali di James Pallotta & C (studio Tonucci) rivelano di aver svolto accertamenti sul patrimonio dello sceicco che, secondo le sue dichiarazioni, avrebbe scongelato di recente un’eredità. Ma in casi analoghi, la due diligence consiste nell’ottenere una comfort letter, cioè un’attestazione scritta da parte di primaria banca in cui si certifica che i soldi ci sono, depositati presso l’istituto e liberi da gravami. Così non è con Al Qaddumi.
Lo sceicco «ha reso le usuali dichiarazioni e garanzie in merito alla propria consistenza patrimoniale – prosegue la nota – per far fronte a investimenti di questo tipo». Attenzione però: «Non sono state rilasciate formali garanzie con riferimento all’esecuzione delle proprie obbligazioni». Quindi non avrebbe prestato dichiarazioni scritte di banche da cui risulta l’esistenza di fondi destinati a Neep, in base all’accordo preliminare reso noto giovedì scorso sul quale la Consob ha acceso un faro. «L’unica condizione per la chiusura dell’operazione – rivela ora la società di Pallotta – è l’effettivo pagamento del prezzo dell’investimento». Il termine per versare i soldi «è il 14 marzo». Pallotta, comunque, indipendentemente dall’esito della trattativa «continuerà a mantenere la gestione delle operazioni di As Roma».

RESTANO I DUBBI – Anche dopo questo nuovo comunicato, che avrebbe dovuto fare chiarezza, i dubbi però permangono, anzi aumentano. Lo dimostra l’andamento del titolo in Borsa: in una giornata come quella di ieri dove per ore l’indice volava, le azioni della Roma arretravano chiudendo a 0,51 euro (-5,2%). Ora non resta che aspettare gli sviluppi, come farà Unicredit che fino a sabato 23 ha incalzato i soci americani sull’affidabilità dello sceicco, chiedendo anche l’origine dei denari promessi. Esattamente quello che Fiorentino chiese a Mediobanca di fare nel 2009 su Vinicio Fioranelli.
Come detto, giovedì 28 si riunisce un cda della Roma in programma da tempo: sul tavolo la situazione finanziaria del club. Tra le «varie ed eventuali» gli uomini di Unicredit, e probabilmente anche il consigliere Pippo Marra, dovrebbero sollecitare chiarimenti. Intanto Al Qaddumi ieri avrebbe incontrato i revisori di Deloitte: probabilmente sta facendo svolgere, a sua volta, una due diligence sulla finanziaria di Pallotta.

Marquinhos giura fedeltà: “La Roma è un punto d’arrivo”

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marquinhos3GASPORT  – Il difensore brasiliano Marquinhos giura fedeltà alla Roma, nonostante abbiano messo gli occhi su di lui diversi top club di mezza Europa. Queste le parole del govanissimo giocatore giallorosso riportate questa mattina dalla Gazzetta dello Sport:

“Sta succedendo tutto velocemente, cerco di non guardare troppo al futuro. Mi vogliono club importanti? Non ci penso. Io alla Roma devo tanto. La Roma è un punto di arrivo, ma so che devo dimostrare ancora molto. Giocare in una difesa a tre o a quattro non è importante, devo solo fare bene».

Finalmente la Roma sorride

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esultanza5GAZZETTA DELLO SPORT, A. PUGLIESE – «In un gruppo di lavoro serve sempre una scintilla». Già, anche se poi le scintille possono anche portare ad effetti tra di loro molto differenti. Quella di Zeman ha finito con il bruciare un sogno di una vita, il ritorno del boemo a casa dopo tredici anni. Quella di Andreazzoli, invece, il sogno lo ha riacceso ed è quello di vedere finalmente una Roma di livello, all’altezza delle migliori, lontana dall’anonimato in cui galleggia oramai da due stagioni.

Differenze Il paradosso, alla fine, è che rispetto a quello che era stato presentato come il santone del nuovo millennio (Luis Enrique, la scorsa stagione) e quello del ritorno al futuro (Zeman, quest’anno) il signor nessuno (Andreazzoli) sembra di un’altra categoria. Almeno nei risultati. Lucho nelle prime tre partite aveva fatto la miseria di due punti (k.o. in casa con il Cagliari, pareggi a Milano con l’Inter ed all’Olimpico con il Siena), il tecnico boemo si era fermato a 4 (pari interno con il Catania, vittoria in casa dell’Inter e sconfitta casalinga con il Bologna). Andreazzoli, con un coefficiente di difficoltà altamente superiore (la Samp fuori — in un momento in cui era tra le più in forma in assoluto — la capolista Juve in casa e la trasferta, sempre ostica, di Bergamo) è salito fino a sei[…]

Psicologia Ma Andreazzoli come è riuscito nel miracolo di rivitalizzare un gruppo che sembrava depresso e senza cuore? Prima di tutto con il dialogo, i rapporti, le parole. E la fiducia, quella che ora i giocatori si sentono addosso, singolarmente e come gruppo. Ha fatto prima lo psicologo, per poi dedicarsi all’aspetto tattico. «Conosco vita, morte e miracoli di Trigoria, sapevo già cosa non funzionava, non solo nel gruppo — dice il tecnico della Roma—Ho messo mano a questi problemi, cercando di portare linfa ed energia alla squadra».[ …]

Tattico e non Rispetto a Zeman, Andreazzoli ha poi cercato di rendere la squadra più equilibrata. «Zeman ha espresso un calcio meraviglioso», dice Andreazzoli, che però con il boemo era quasi all’angolo, lui che prima aveva sempre avuto ruoli importanti. «Ho passato dieci anni a fare il tattico a fianco di allenatori importanti, ma nei venti precedenti avevo già fatto il tecnico. Da tutto ciò nasce la mia idea di calcio, un po’ gioco e un po’ cosa seria. Altri allenatori? Vivo questo momento tranquillamente. La società poi prenderà le sue decisioni e io le accetterò senza problemi». Per aiutarlo a restare, ora ha bisogno del miglior De Rossi. […]

Con il ritorno di Totti e De Rossi riproposta la squadra anti-Juve

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totti-derossi3CORSPORT (R. MAIDA) – La Roma (…) da oggi pomeriggio torna a sgobbare in vista del Genoa. La prossima sarà una giornata molto interessante per la corsa all’Europa. Ci sono due scontri diretti, Catania-Inter e Milan-Lazio, che potrebbero accorciare di un pezzo la classifica. E la Roma deve approfittarne, sfruttando anche il rientro dei suoi leader Totti e De Rossi che hanno saltato la trasferta sulla neve di Bergamo per squalifica.

PROGETTO – La formazione di domenica prossima non si dovrebbe discostare da quella che ha battuto la Juventus. Se così fosse, uscirebbero Bradley in mezzo e Balzaretti a sinistra, con Marquinho restituito al ruolo di esterno e Totti in coppia con Lamela sulla trequarti. Ma dipenderà anche dalle condizioni dei giocatori.
CONVALESCENZA – Non ha possibilità di tornare invece Mattia Destro, che ieri ha accompagnato Perrotta nel ruolo di “professore” contro il cancro: «Il bilancio della prima stagione alla Roma non può essere positivo. Ho avuto un inizio non bellissimo e adesso devo confrontarmi con questo infortunio (…). Spero di rientrare presto per contribuire al finale di campionato». Quanto ci vorrà? «Credo circa un mese, se il ginocchio mi lascia in pace. Mi piacerebbe essere a disposizione per il derby». Non ha comunque rimpianti per la scelta di Roma: «Mai avuti. Volevo venire qui e ho fatto il massimo per ottenerlo. Non vedo l’ora di guarire per dare il mio contributo alla squadra(…)».

Lo sceicco alla stretta finale

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adnanIL TEMPO, A. AUSTINI – Il comunicato notturno degli americani, la confessione dello sceicco a «Il Tempo», l’apertura ufficiale del fascicolo in Procura. Il mondo romanista, agitato dalla trattativa per la cessione di una parte delle quote del club ad Adnan al Qaddumi, ieri si è risvegliato con nuovi elementi concreti.

L’annuncio di una scadenza, innanzitutto: l’affare si deve chiudere necessariamente entro il 14 marzo, con il versamento dei soldi promessi dall’arabo. Altrimenti non se ne fa nulla. Lo dice senza fronzoli la nota scritta negli Stati Uniti e diffusa in Italia nella notte di domenica: Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi «è stato oggetto di un’attività di due diligence con riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie idonee per realizzare operazioni di questo tipo e il processo di due diligence finanziaria continuerà sino alla chiusura dell’operazione».

Lo sceicco, prosegue il comunicato richiesto dalla Consob, ha reso «le usuali dichiarazioni e garanzie in merito alla propria consistenza patrimoniale per far fronte ad investimenti di questo tipo» anche se «non sono state rilasciate formali garanzie con riferimento all’esecuzione delle proprie obbligazioni». L’unica condizione per la chiusura dell’operazione è quindi «l’effettivo pagamento del prezzo dell’investimento effettuato e il termine ultimo per il versamento del corrispettivo da parte del potenziale partner è il 14 marzo 2013». […]

Non c’è molto da interpretare: Pallotta si ritiene soddisfatto dalle informazioni raccolte sullo sceicco (ha smosso i massimi sistemi di sicurezza ricevendo totali rassicurazioni), non vuole garanzie bancarie ma per trasformare l’accordo preliminare nel contratto vero e proprio aspetta direttamente i soldi.

Quanti? Gli americani non lo dicono. Si tratterebbe di 50 milioni di euro da immettere nell’aumento di capitale aggiunti agli altri 80 già stanziati, solo una prima tranche rispetto al totale investimento di Al Qaddumi nella Roma. Altri 50 si aggiungerebbero in una seconda fase[…]

Lo sceicco è deciso ad arrivare a dama prima della scadenza fissata da Pallotta, entro 48-72 ore. «Si chiuderà molto presto» la sua convinzione. A turbarlo è solo l’esposizione mediatica a cui è costretta in questi giorni la famiglia in Umbria. Ieri è tornato a Roma (è stato anche avvistato in uno studio legale tributario), sta lavorando notte e giorno all’affare in continuo contatto con gli Stati Uniti. […]

L’ingresso di Al Qaddumi non toglierebbe lo scettro a Pallotta, ma l’arabo vorrebbe aver voce in capitolo su diversi aspetti. Unicredit diluirebbe la sua quota come conseguenza dell’aumento di capitale, poi diventerebbe quasi automatica l’uscita dalla Borsa. Un velo di mistero misto a tensione continua ad avvolgere la trattativa. La banca, ad esempio,guarda con scetticismo all’affare e non fa nulla per nasconderlo[…]

Andreazzoli guida la Roma alla ricerca del tempo perduto

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Dialogo, equilibrio, allegria, entusiasmo, umiltà, sacrificio, semplicità, convinzione e soprattutto normalità. Sentiremo ancora questi termini. Dal nuovo allenatore e dai giocatori della Roma. Per spiegare la ripartenza del gruppo giallorosso dopo l’addio di Zeman, esonerato il 2 febbraio. Parole che vengono accompagnate dai fatti.
Due vittorie di fila, all’Olimpico contro i campioni d’Italia della Juve e sul campo scivoloso e ostico di Bergamo contro l’Atalanta. Due successi, una squadra. Non solo il gesto del singolo, come la rete di Totti a Buffon. Domenica il capitano non c’era. I 3 punti si prendono con undici calciatori, anzi quattordici, come si è visto dalle sostituzioni mirate di Andreazzoli. Anche togliendo gli attaccanti e senza arrossire per portare il risultato a Trigoria. Quello che vogliono tutti, a cominciare dalla proprietà e dalla tifoseria. Per tornare in Europa.

LA PIACEVOLE SORPRESA – «Perchè non provarci prima?» si chiede adesso Perrotta, l’unico campione del mondo in campo sul terreno innevato di Bergamo. Il centrocampista conosce il tecnico di Massa da anni. «Parla spesso con tutti noi, ci presenta davanti al video più volte gli avversari che lui studia a lungo e lavora in campo per spiegarci le sue idee. E’ insomma un tecnico a trecentosessanta gradi che sta facendo bene, perché è riuscito a ricreare l’entusiasmo che si era perso» chiarisce Perrotta che dà forza al nuovo corso.

IL PARERE DEI GIOCATORI – L’allenatore ha scelto un via. Cioè un sistema di gioco: il 3-4-2-1. Ma, prima di decidere, si è confrontato con il gruppo. Lo fa spesso. Un esempio: tornando da Bergamo si è seduto accanto a Burdisso, capitano contro l’Atalanta, per discutere i movimenti con cui rendere efficace la fase difensiva. La linea a tre (solo una volta con Zeman, a Firenze, in Coppa Italia), ma anche due terzini che giocano alti, Balzaretti e soprattutto Torosidis che ha personalità e la sta trasmettendo ai compagni. E Pjanic a comandare il gioco e rubare palloni.
Con il bosniaco, spesso accantonato dal boemo, ora al centro del pianeta Andreazzoli la Roma sta riscoprendo se stessa, la sua qualità. Davanti, in attesa del rientro di Totti (e più avanti di Destro), comunque tre giocatori offensivi: Osvaldo, Lamela e Marquinho, rilanciato come Stekelenburg in porta.
L’ingresso in corsa, per garantire fisicità e fiato alla Roma, di Perrotta, Florenzi e Tachtsidis a Bergamo conferma la disponibilità di Andreazzoli a correggere l’assetto di partenza, passando al pratico 3-5-2. Per dare certezze alla squadra e non correre rischi.

GLI OBIETTIVI- «Se non andiamo in Europa sarebbe un fallimento totale» ammette Perrotta. «All’interno di un gruppo di lavoro deve scoccare la scintilla. E nascere quella chimica senza la quale le cose non funzionano. Ora c’è, con Zeman è mancata» sospira Andreazzoli. «Io mi diverto, vediamo come finirà la stagione. Godo a fare questo lavoro e non sento la pressione: conosco il mio ruolo di uomo della società».