“Sceicco, fuori i soldi o addio”

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pallotta6CORSPORT (P.TORRI) – Un comunicato. Una data. Una sottolineatura. E ancora mille dubbi. E’ la fotografia del casus sceicco, Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi, alla giornata di ieri che tutto ha fatto meno che diradare le nubi sul futuro assetto societario giallorosso. Anche se ormai non si potrà procastinare più di tanto la chiarezza e non solo perché Consob e Magistratura sono entrate in azione. Siamo alla stretta finale, necessaria e probabile già prima del 14 marzo, data indicata dalla Roma nel suo comunicato di ieri. C’è il rischio che si continuino a diffondere notizie a uso e consumo di qualcuno. Una di queste ieri dava praticamente per certa la partenza dello sceicco alla volta di Boston per incontrarsi con James Pallotta. Che vorrebbe dire una decisa e definitiva accelerata per la conclusione dell’affare. Ma, per ora, è meglio attenerci ai fatti.

COMUNICATO – Che sarebbe stato dato alle stampe, si era saputo già nel tardo pomeriggio di domenica. E ieri, in prima mattinata, prima dell’apertura della Borsa (ieri il titolo giallorosso ha perso oltre il cinque per cento): «Su richiesta della Consob… in riferimento all’accordo preliminare sottoscritto con lo Sceicco Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi per il suo ingresso, diretto o indiretto, nella compagine societaria… si informa che il Potenziale Partner è stato oggetto di un’attività di due diligence con riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie idonee per realizzare operazioni 

di questo tipo e che il processo di due diligence finanziaria continuerà sino alla chiusura dell’operazione(…). L’unica condizione per la chiusura dell’operazione è l’effettivo pagamento del prezzo dell’investimento. Il termine ultimo per il versamento del corrispettivo da parte del Potenziale Partner è il 14 Marzo 2013. dipendentemente dall’esito della trattativa, James J. Pallotta continuerà a mantenere la gestione delle operazioni di A.S. Roma S.p.A.» .
DATA – Dunque, massimo si arriverà al 14 marzo, ma è molto probabile che la questione arrivi a una soluzione anche prima. (…) L’imprenditore giordano fa sapere di essere assolutamente tranquillo e in grado di garantire tutto e pure di più per poi fare il suo ingresso nella Roma. Che, comunque, come ha di nuovo sottolineato la Roma con il suo comunicato, continuerà a essere gestita da mister Pallotta.

Se arriva lo sceicco, Mazzarri allenatore

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mazzarriIL MESSAGGERO – Se alla fine dei giochi lo sceicco Al Qaddumi dovesse riuscire ad entrare nella Roma, potrebbe avere un peso decisionale importante all’interno del club.

Tanto che, secondo quanto scrive oggi il quoltidiano Il Messaggero, il nuovo potenziale socio arabo avrebbe già scelto Walter Mazzarri come futuro allenatore della Roma. Sarebbe già stato raggiunto un accordo verbale.

Cresce l’imbarazzo tra i dirigenti della Roma

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dirigentiIL MESSAGGERO – Cresce l’imbarazzo tra i dirigenti della Roma sul possibile nuovo socio di Pallotta. Lo scrive questa mattina il quotidiano Il Messaggero. A parte il ds Sabatini che si occupa dell’area tecnica, il resto del management non ha una posizione chiara nei confronti dello sceicco.

Baldini è quello che lo ha presentato a Pallotta, grazie alla vecchia amicizia con l’intermediario Padovano. Ma il dg ha poi lasciato la valutazione dei fondi al presidente e al consorzio Usa. I comunicati sono stati fatti allo studio Tonucci e quindi alla presenza dell’avvocato Baldissoni che, come consigliere giallorosso, ha comunque avuto una parte attiva nella vicenda. Come il ceo Zanzi, riferimento romano di Pallotta. Più defilato l’ad Fenucci: ha ascoltato, senza però intervenire.

Sempre secondo quanto sostiene il quotidiano romano, sarebbe già pronta un doppia via d’uscita: se lo sceicco rispetta gli impegni, potenzia il marchio e lo rende più internazionale. Se invece bluffa, si volta pagina e si cercherà altrove.

La Guardia di Finanza studia i conti del misterioso Al Qaddumi

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gdfIL MESSAGGERO (V. ERRANTE) – L’INCHIESTA – Adesso il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pm Giorgio Orano attendono la relazione della Consob sull’andamento del titolo dell’As Roma. Le indagini sono già state avviate, saranno gli uomini del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza, guidati dal generale Giuseppe Bottillo, a fornire ulteriori elementi su Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtew, sulla sua attività e sui retroscena di un progetto finanziario che venerdì hanno fatto schizzare il titolo alle stelle.

GLI ACCERTAMENTI  – Nel fascicolo, ufficialmente aperto ieri mattina dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Giorgio Orano, dopo alcuni giorni di ”osservazione”, non si ipotizza ancora alcun reato. La procura attende in primo luogo le informative dalla Consob, per stabilire se l’annuncio di un possibile ingresso nel pacchetto azionario della società da parte dello sceicco e la successiva impennata del titolo abbiano determinato eventuali illeciti.
Sulle oscillazioni a piazza Affari, ma soprattutto sul personaggio Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtew, invece sarà la Guardia di Finanza a fare chiarezza. Un’indagine più complessa, che riguarda, oltre alla solidità finanziaria dello sceicco, anche il suo passato.
I conti e le operazioni finora condotte dall’imprenditore giordano-perugino saranno esaminate dai militari.
La procura vuole stabilire se dopo quell’annuncio qualcuno abbia speculato sulle azioni. E se la notizia sia stata fatta circolare ad arte con un obiettivo preciso. Circostanze che, se verificate, potrebbero determinare l’ipotesi di insider trading o manipolazione del mercato.

IL PRECEDENTE – C’è anche un precedente nella storia da imprenditore di Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtew: prima che gli americani acquistassero il club giallorosso, nel 2011, lo sceicco aveva presentato un’offerta. Allora era stata Unicredit a mostrare dubbi e bloccare immediatamente l’operazione. Era emerso che la società di Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtew, la ”Amyga srl”, aveva una sede fantasma a Roma ed era stato impossibile recuperarne i bilanci effettivi. Adesso lo stesso personaggio si fa avanti con un’altra proposta: investirebbe circa 50 milioni di euro, acquistando il 50 per cento delle quote attualmente in mano agli americani, rappresentati dal presidente James Pallotta. E anche adesso non convince del tutto.

Sceicco, versa i soldi o l’accordo salta

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pallotta6ANSA  – L’unico dato certo e’ che oltre il 14 marzo non si andra’. La trattativa tra la cordata americana del presidente della Roma, James Pallotta, e lo sceicco Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi dovra’ chiudersi in meno di 20 giorni. La ‘deadline’ tracciata dalla compagine statunitense infatti e’ netta. ”L’unica condizione per la chiusura dell’operazione e’ l’effettivo pagamento del prezzo dell’investimento effettuato. Il termine ultimo per il versamento del corrispettivo da parte del potenziale partner e’ il 14 marzo 2013”, si legge nella nota con cui poi si sottolinea come ”indipendentemente dall’esito della trattativa, Pallotta continuera’ a mantenere la gestione delle operazioni della Roma”.

L’ultimatum temporale annunciato da Boston, che pero’ al momento del preliminare sottoscritto dalle parti sembra tutt’altro che vicino (”l’efficacia di tale accordo e’ subordinata all’avveramento di determinate condizioni, secondo una tempistica ad oggi non prevedibile” si leggeva nel precedente comunicato), segue un’attivita’ di ‘due diligence’ che gli americani hanno portato avanti per avere un quadro generale della disponibilita’ di risorse finanziarie dello sceicco. Quest’ultimo ha infatti reso le usuali dichiarazioni e garanzie in merito alla propria consistenza patrimoniale, ma non ha rilasciato formali garanzie con riferimento all’esecuzione delle proprie obbligazioni. Ecco perche’, dopo tante parole, Pallotta vuole adesso i fatti.

Sulla trattativa, intanto, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo intestato ”atti relativi a”, ossia privo di ipotesi di reato e di indagati, e ha inoltre chiesto alla Consob una relazione sull’attivita’ di vigilanza svolta a fronte dell’anomalo andamento del titolo in borsa (che oggi ha chiuso con un -5,20%). Non e’ escluso inoltre che sulla vicenda possano essere sentiti come testimoni alcuni responsabili della Roma. Gli inquirenti infatti vogliono scoprire se qualcuno ha speculato sulle azioni del club dopo le voci di un possibile coinvolgimento dello sceicco arabo. I reati che potrebbero configurarsi, in presenza di eventuali illeciti, sono quelli di insider trading e di manipolazione del mercato.

L’andamento del titolo a Piazza Affari e’ anche al vaglio dei militari del nucleo valutario della guardia di finanza di Roma. I dubbi e lo scetticismo che avvolgono le questioni societarie non sembrano pero’ intaccare la serenita’ ritrovata in campo dalla squadra di Andreazzoli che, dopo aver battuto Juventus e Atalanta, punta all’Europa. Il segreto alla base della rinascita romanista, secondo il tecnico, e’ rappresentato dalla comunione d’intenti che si respira nuovamente nello spogliatoio giallorosso. ”All’interno di un gruppo e’ necessario che scocchi quella scintilla, che nasca quella chimica senza la quale le cose non funzionano. Forse con Zeman e’ mancato qualche elemento – ha ammesso Andreazzoli – I problemi da risolvere non riguardavano solo la squadra, noi abbiamo creato un bel gruppo di lavoro. E quella famosa chimica che deve essere presente all’interno di uno spogliatoio ha cominciato a funzionare”. E i meriti, secondo Perrotta, sono proprio del nuovo allenatore: ”Andreazzoli sta facendo un ottimo lavoro, sa lavorare sull’aspetto mentale e sta ricreando l’entusiasmo che nell’ultimo periodo si era perso – le parole di uno dei senatori di Trigoria che rilancia le ambizioni di Totti e compagni – Se dovessimo uscire anche quest’anno dall’Europa sarebbe un fallimento totale non solo per la societa’ ma anche per i giocatori perche’ questa squadra ha qualita’ pazzesche. Per la maglia che indossiamo dobbiamo pensare in grande e puntare ad entrare in Europa dalla porta principale. Il terzo posto sarebbe il massimo, ma anche l’Europa League sarebbe un bel traguardo visto dove eravamo poco tempo fa”.

FOCUS: cosa significa il termine “sceicco”

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GIALLOROSSI.NET –  Ascoltando i tifosi o girando per i vari social network, capita di sentire spesso questa frase: “Possibile che la Roma sia riuscita a trovare l’unico Sceicco povero?”. Una battuta che può al limite strappare un sorriso, ma che contiene in sé un errore di base: sceicco non è un sinonimo di ricco.

Il termine Sceicco, infatti,  viene da Shaykh, parola che in arabo  letteralmente significa “anziano”. Questa parola viene  correntemente utilizzata per descrivere una persona di grande valore morale, spirituale, politico o sociale.  Viene assegnata per indicare un uomo degno di rispetto, e non necessariamente facoltoso in termini economici. Più generalmente può anche essere utilizzata come sinonimo di “signore” o di “capo”.

 

 

Al Qaddumi avvistato presso uno noto studio tributario internazionale

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adnanRETE SPORT – Secondo quanto riferisce l’emittente radiofonica, lo sceicco Al Qaddumi è stato avvistato oggi presso un noto studio legale tributario internazionale. Al Qaddumi si è trattenuto nello studio tributario per circa un’ora. La sua presenza presso questo studio fa pensare che stia commissionando lui stesso una due diligence sulle società che detengono il pacchetto azionario dell’As Roma.

 

Aperta l’inchiesta sulla trattativa con Al Qaddumi

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ANSA – La Procura di Roma ha chiesto alla Consob una relazione sull’attivita’ di vigilanza svolta a fronte dell’anomalo andamento del titolo dell’As Roma in borsa, piu’ volte sospeso per eccesso di rialzo. Non e’ escluso che sulla vicenda possano essere sentiti come testimoni alcuni responsabili del club giallorosso.

Gli inquirenti vogliono scoprire se qualcuno ha speculato sulle azioni della societa’ che controlla l’As Roma dopo le voci di un possibile coinvolgimento dello sceicco arabo nel cda. I reati che potrebbero configurarsi, in presenza di eventuali illeciti, sono quelli di insider trading e di manipolazione del mercato. L’andamento del titolo dell’As Roma a Piazza Affari e’ anche al vaglio dei militari del nucleo valutario della guardia di finanza di Roma.

Nel frattempo la Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla trattativa per l’entrata nel cda della società che controlla l’As Roma dello sceicco arabo Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi. Il fascicolo è intestato «atti relativi a», ossia privo di ipotesi di reato e di indagati.

 

Il titolo della Roma in ribasso. Nuovo comunicato nelle prossime ore?

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GIALLOROSSI.NET – Apertura in ribasso per le azioni della Roma, che stamattina hanno perso il 2,60%. Il comunicato che il club giallorosso ha emesso in nottata ha lasciato tiepidi gli investitori, in attesa di sviluppi che sembrano essere più imminenti di quanto si possa pensare.

Secondo quanto risulta alla redazione di Giallorossi.net la Roma potrebbe emettere nelle prossime ore un nuovo comunicato.

Di Marzio: “Lo sceicco è convinto di versare i soldi ed entrare nella Roma”

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dimarzioCENTRO SUONO SPORT – L’esperto di mercato Gianluca Di Marzio è intervenuto nella trasmissione Te la do io Tokyo per parlare anche della situazione dello sceicco Al Qaddumi e della sua trattativa con la Roma:

“Mi dicono che ha tutte le intenzione di versare quello che deve versare. Non so se si tratta di 50 o 100 milioni. Se è vero quanto dicono, per loro sarebbero briciole. Il patrimonio sbloccato dalla morte del padre non ve lo dico neanche…E’ spaventoso. Ma questo è quello che dicono loro, poi bisogna vedere se è vero. Dismissioni degli americani? Non lo so, se è vero il capitale che lui dice di avere, poi si vedrà. Magari vuole entrare così, e poi prendere il resto. Si vedrà in seguito, ora aspettiamo di vedere se metterà questi soldi. Ma da quello che ho saputo cinque minuti fa, l’intenzione ferma dello sceicco è quella di versare i soldi. “

Pjanic: “Non volevo attaccare Zeman, gli auguro ogni bene”

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pjanic

FACEBOOK  – Il bosniaco Miralem Pjanic, tramite Facebook, chiarisce la sua posizione nei confronti del mister boemo:

“Non era mia intenzione attaccare mister Zeman, a cui oltretutto auguro ogni bene, mi dispiace se venga interpretato in questo senso!”, le parole scritte dal centrocampista sul popolare social network.

TRS: “L’ostracismo di Unicredit? Se entra lo sceicco, o la banca mette soldi o perde quote”

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fiorentinoTRS – “L’aumento di capitale è solo una formalità: questi soldi sono già stati versati da tempo, e devono essere soltanto formalizzati. La ratifica è slittata perchè se entra il nuovo socio, l’aumento di capitale non sarà più di trenta milioni come previsto in origine, ma molto più sostanzioso”.

Lo afferma il conduttore radiofonico David Rossi dai microfoni di Tele Radio Stereo. Lo speaker  si sofferma poi sul motivo dell’irritazione da parte di UniCredit: “La banca è proeccupata, perchè se dovesse entrare questo sceicco o dovrà sborsare più soldi per ricapitalizzare oppure dovrà ridurre le sue quote nella Roma. Da qui deriva questa sorta di ostracismo da parte di UniCredit nei confronti dello sceicco. O caccia soldi o perde quote”.

Allegri ammicca verso la Roma

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allegri5GIALLOROSSI.NET – Massimiliamo Allegri resta sempre il candidato numero uno per sedere sulla panchina della Roma. L’allenatore rossonero, al termine del derby andato in scena ieri sera, ha risposto con una battuta ad alcune domande dei cronisti di Sky. “Il Milan con me comincia sempre male i suoi campionati? Vorrà dire che il prossimo anno partirà bene”, la prima frase enigmatica del tecnico livornese. “Allora il prossimo anno potrebbe partire male la Roma…”, la battuta di un commentatore presente in studio, a cui Allegri ha replicato con un sorriso diplomatico.

Il tecnico però, continuando nel giro delle interviste per le tv, ha dichiarato ai microfoni della Rai: “Il mio futuro? Ho un contratto con il Milan e intendo rispettarlo”.

Al Qaddumi, inchiesta per aggiotaggio

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procura

IL MESSAGGERO (S. MENAFRA) – Il fascicolo sarà aperto solo questa mattina e al momento senza ipotesi di reato. Ma una volta arrivata la documentazione chiesta alla Consob, è probabile che nell’indagine avviata sulla vendita delle azioni della Roma allo sceicco Al Shtewi al Quaddumi venga iscritta una ipotesi di reato: aggiotaggio, oppure manipolazione del mercato.

Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pm Giorgio Orano lavoreranno prima di tutto sulle variazioni in Borsa del titolo sportivo. Le informazioni circolate finora sulla presunta trattativa tra la società americana che controlla la squadra e lo sceicco mezzo arabo e mezzo perugino Adnan Adel Aref al Quaddumi al Shtewi hanno già fatto oscillare e di molto il titolo azionario della squadra capitolina, venerdì ha chiuso con un +9,7% e un passaggio di mano del 2,1% del capitale. E dunque il problema ora è capire se questa variazione era basata su una trattativa fondata su basi solide oppure no. 
I COMUNICATI DIVERGENTI Prima ancora che arrivino a piazzale Clodio i documenti ufficiali, c’è già un elemento che insospettisce gli investigatori. E cioè che se da un lato la As Roma Spv Llc, società presieduta da James Pallotta, tramite la As Roma Spa ha comunicato alla Consob l’esistenza di un accordo preliminare, in seguito la As Roma Spa (che contiene la Neep, partecipata da Pallotta e dunque da As Roma Spv Llc e da Unicredit, insieme a tutti gli altri pacchetti azionari) ha in qualche modo preso le distanze, mentre Unicredit ha detto di non essere ancora stata informata. Dunque, una prima discrepanza c’è. Se questa differenza risultasse anche dalla documentazione raccolta dalla Consob, l’iscrizione del reato sarebbe praticamente inevitabile.
A favore degli inquirenti giocano anche le scadenze fissate dalla Consob, che proprio per oggi ha chiesto ad As Roma Spa e i di consegnare notizie più dettagliate sull’offerta ricevuta e sul valore della ricapitalizzazione, che dovrebbe essere di almeno 50 milioni di euro.
Oltre alle chiacchiere sulla casa modesta in cui vive, il figlio carabiniere, gli spostamenti in treno regionale e la presenza al suo fianco del chiacchierato ex attaccante juventino Michele Padovano, a pesare negativamente sull’immagine di Adan Adel Aref al Quaddumi al Shtewi c’è il precedente di due anni fa con Acqua Marcia. Anche allora lo sceicco promise di salvare l’azienda e di essere disposto a versare immediatamente 30 milioni su 700 pattuiti. Ma i soldi non sono mai arrivati.

Lo sceicco tra dubbi e inchieste: “Vedrete, ho le carte in regola”

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sceicco2LA REPUBBLICA (M. PICNI/F. ANGELI) – «Vedranno che ho le carte in regola, a tempo debito tirerò fuori i documenti che attestano le mie credenziali»: gonfia il petto, prova a mostrarsi sicuro Adnan Adel Aref Qaddumi, lo “sceicco” di Perugia che vuole mettere piede nella Roma americana. Lo tsunami di domande e dubbi sull’eredità che dovrebbe garantirgli fondi necessari a entrare nella Roma lo ha travolto nelle ultime ore, tanto che la credibilità dell’affare è finita sulla scrivania del procuratore aggiunto Nello Rossi del tribunale di Roma. Lui, Adnan, è convinto che chi ha scoperto le carte dell’operazione volesse sabotarla. Gli inquirenti romani hanno invece aperto un’inchiesta, al momento senza ipotesi di reato, per far luce sull’improvviso rialzo dei titoli del club giallorosso a Piazza Affari dopo l’annuncio della trattativa. Intanto lo “sceicco” di Perugia sosterrà a Roma (niente più viaggio a Boston) nuovi incontri con i mediatori della proprietà americana del club per provare a presentare le garanzie bancarie che assicurino le sue disponibilità e la tracciabilità dei suoi fondi.

Su cui però continuano ad agitarsi tanti dubbi: «Sarebbe un matto se si fosse mosso senza avere le garanzie», assicura chi ne segue da vicino gli interessi. Per ora ha scelto di nascondersi nel silenzio, anche con chi lo intercetta a bordo di una vettura non esattamente scintillante in un autogrill in Umbria. Meglio non rispondere, ancora, a tutte le domande: «L’indagine accerterà la consistenza del suo patrimonio», assicurano i suoi fedelissimi. Eppure i fascicoli aperto dalla procura romana e dalla Consob non possono non mettere in imbarazzo anche un ingenuo Pallotta. Perché il presidente della Roma, con lo “sceicco” ha siglato un accordo preliminare per condividere il pacchetto di maggioranza del club giallorosso. L’imprenditore arabo invece continua a nascondersi: le uniche immagini in circolazione lo ritraggono sulle tribune dell’Olimpico al fianco dell’amico ed ex attaccante di Juve e Torino Michele Padovano, su cui pesa una condanna in primo grado per traffico internazionale di stupefacenti. Aziende dai bilanci non rintracciabili, operazioni fallite nella capitale. Dopo le critiche, avrebbe voluto mandare tutto a monte: «Invece resiste. Per dimostrare che vale». Basterà?