COMUNICATO AS ROMA: “Due diligence sullo sceicco al Quaddumi”

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asroma

ASROMA.IT – Su richiesta della Consob, a seguito del comunicato reso in data 21 febbraio 2013 dalla scrivente società AS Roma SPV LLC, socio di maggioranza di NEEP Roma Holding S.p.A., in riferimento all’accordo preliminare sottoscritto con lo Sceicco Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi (di seguito il “Potenziale Partner”) per il suo ingresso, diretto o indiretto, nella compagine societaria che detiene la partecipazione di controllo di NEEP Roma Holding S.p.A., AS Roma SPV LLC informa che il Potenziale Partner è stato oggetto di un’attività di due diligence con riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie idonee per realizzare operazioni di questo tipo e che il processo di due diligence finanziaria continuerà sino alla chiusura dell’operazione.

Il Potenziale Partner ha reso le usuali dichiarazioni e garanzie in merito alla propria consistenza patrimoniale per far fronte ad investimenti di questo tipo. Non sono state rilasciate formali garanzie con riferimento all’esecuzione delle proprie obbligazioni. L’unica condizione per la chiusura dell’operazione è l’effettivo pagamento del prezzo dell’investimento effettuato. Il termine ultimo per il versamento del corrispettivo da parte del Potenziale Partner è il 14 Marzo 2013.

Indipendentemente dall’esito della trattativa, James J. Pallotta continuerà a mantenere la gestione delle operazioni di A.S. Roma S.p.A.
(asroma.it)

Atalanta-Roma, le pagelle dei quotidiani: Pjanic al top, male Osvaldo e Lamela

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pjanic7GIALLOROSSI.NET – Marquinho, Torosidis e Pjanic: questi i tre migliori in campo facendo la media dei voti apparsi questa mattina sulle pagine dei giornali. Le uniche insufficienze invece arrivano dal reparto avanzato: Osvaldo e Lamela rimediano delle insufficenze.  Promosso a pieni voti il tecnico Andreazzoli.

IL MESSAGGERO 
STEKELENBURG 6,5
PIRIS 6
BURDISSO 6
MARQUINHOS 6,5
TOROSIDIS 7
BRADLEY 6
PJANIC 7,5
BALZARETTI 6
MARQUINHO 7
LAMELA 5,5
OSVALDO 5,5
PERROTTA 6,5
FLORENZI 6
TACHTSIDIS ng
ANDREAZZOLI 7
CORRIERE DELLO SPORT
STEKELENBURG 6
PIRIS 6
BURDISSO 6
MARQUINHOS 6,5
TOROSIDIS 7
PJANIC 7,5
BRADLEY 6,5
BALZARETTI 5,5
LAMELA 5,5
MARQUINHO 6,5
PERROTTA 6,5
OSVALDO 6
ANDREAZZOLI (ALL.) 7

 

GAZZETTA DELLO SPORT

STEKELENBURG 6,5
PIRIS 6
BURDISSO 6
MARQUINHOS 6
TOROSIDIS 6,5
PJANIC 7
BRADLEY 6
FLORENZI 6
BALZARETTI 6
LAMELA 5
MARQUINHO 6,5
PERROTTA 6,5
OSVALDO 6
ANDREAZZOLI 7

IL ROMANISTA
STEKELENBURG 7
PIRIS 6,5
BURDISSO 6,5
MARQUINHOS 6,5
TOROSIDIS 7
PJANIC 7,5
BRADLEY 6,5
FLORENZI 6
BALZARETTI 6
LAMELA 5,5
MARQUINHO 7
PERROTTA 7
OSVALDO 5,5
ANDREAZZOLI 7

LA MEDIA VOTO:

STEKELENBURG 6,5
PIRIS 6,1
BURDISSO 6,1
MARQUINHOS 6,3
TOROSIDIS 6,8
BRADLEY 6,2
PJANIC 7,3
BALZARETTI 5,8
MARQUINHO 6,8
LAMELA 5,3
OSVALDO 5,7
PERROTTA 6,6
FLORENZI 6
TACHTSIDIS SV
ANDREAZZOLI 7

ON AIR – Petrucci: “La storia dello sceicco mi preoccupa”, Corsi: “Americani straccioni? Ora si”

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onair2GIALLOROSSI.NET – ON AIR –– Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Stefano Petrucci (Tele Radio Stereo): “Dopo la vittoria con la Juve, adesso abbiamo avuto la prova del nove. Questa è finalmente una squadra. Lo sceicco? Questa storia non mi piace per niente. Mi prepoccupa il fatto che gli americani vogliano frenare i loro investimenti, e cerchino soldi altrove.”

Franco Melli (Radio Radio): “O chi ha firmato il preliminare non ha fatto i dovuti approfondimenti, o chi attacca adesso lo sceicco sta prendendo una cantonata”

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio): “Lo sceicco? Leggendo il comunicato e la sua intervista, mi sembra che la storia adesso sia più chiara”.

Furio Focolari (Radio Radio): “Qualcuno ha dato del quaqquaraqua ad Andreazzoli, e invece il buon Aurelio ha fatto sei punti in due partite. Uno sceicco che si presenta in modo così dimessa merita approfondimenti, che ne parli mi sembra normale”

Roberto Renga (Radio Radio): “Andreazzoli sta facendo la cosa giusta, dando spazio ai giocatori importanti che erano stati messi fuori. La Roma però continua a prendere troppi gol. Sullo sceicco ci sono delle cose da dire: è stato ripudiato dalla famiglia per amore, ed è una bella storia. Dal comunicato si dice che è stato fatto oggetto di un’attività investigativa sulla ricchezza dello sceicco, quindi bisogna presumere che la ricerca sia stata positiva, che i soldi sono stati individuati. Questo però va in netta contrapposizione con le dichiarazioni di Fiorentino di ieri”.

Mario Corsi (Centro Suono Sport): Prova di carattere della Roma molto importante. Se dovessimo vincere le prossime tre partite, potremmo fare un pensierino alla Champions. L’importante però è il futuro prossimo. Lo sceicco: giornali e tv prendono in giro la Roma. L’operazione è guidata da Baldissoni e Baldini, per conto degli americani. Qua siamo a un bivio:  o la cosa non va a buon fine, e allora dovranno risponderne anche gli avvocati che stanno portando avanti la trattativa, oppure lo sceicco dimostra di avere la liquidità e la cosa si conclude positivamente. In quel caso giornalisti e tv che lo stanno prendendo in giro dovranno chiedere scusa. Una cosa sicura però c’è già: James Pallotta sta andando via dalla Roma. Perchè il proprietario del 60% che vende il 30% della propria quota fa un atto di dismissioni incontrovertibile. Quando prima leggevo il termine “straccions” legato agli americani, non lo appoggiavo. Adesso invece lo abbraccio in pieno. Padovano? E’ stato portato in questa storia dal suo amico Franco Baldini.”

Jonathan Calò (Centro Suono Sport): “La due diligence un tempo si faceva sulla cosa che si sta comprando, adesso invece la si fa su chi vuole comprare.”

David Rossi (Tele Radio Stereo):  “E’ la vittoria della normalità quella contro l’Atalanta, che ha la firma di giocatori che in questa stagione hanno conosciuto storie particolari. E’ stata la vittoria della Roma di Pjanic, che ha giocato un primo tempo straordinario. Questo ragazzo ha le stimmate del grande campione”

Dario Bersani (Tele Radio Stereo):La Roma ha vinto e io sono contento. Poi però vedo la classifica, vedo che siamo ottavi e mi rode il culo. E mi fermo qua. La cattiva parola rafforza il concetto. Sono stati buttati non solo sei mesi, ma un anno e sei mesi”.

Riccardo “Galopeira” Angelini (Tele Radio Stereo): “Ci ci sono due situazioni che me lo fanno pensare: la vittoria sulla Juve, per come è arrivata, e il gol di Torosidis di ieri. Sono contento, anche perché possiamo pensare alla prossime partite con qualche speranza in più”.

Qaddumi, salta il viaggio a Boston

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adnanIL ROMANISTA – Proseguono i misteri. Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi non è più volato negli Stati Uniti. Sarebbe dovuto sbarcare ieri a Boston, ma così non è stato. Quaddumi è il giordano di origine palestinese in trattativa con As Roma SPV LLC per rilevare una quota della holding che controlla NEEP Roma Holding SpA, e quindi l’As Roma Spa. Intanto la Procura di Roma sta per aprire un fascicolo processuale, intestato «atti relativi a» per verificare, riporta l’Ansa, l’eventuale sussistenza di illeciti dietro le voci dell’ingresso dello sceicco arabo. Il procuratore aggiunto Nello Rossi ed il sostituto Giorgio Orano, gli stessi che in passato si occuparono del falso tentativo di acquisto dell’As Roma da parte di un gruppo rappresentato dall’agente Fifa Vinicio Fioranelli, chiederanno alla Consob informazioni sull’attività di vigilanza svolta al riguardo. In concomitanza con le voci legate allo sceicco arabo, il titolo della Roma in Borsa ha segnato un notevole balzo arrivando anche alla sospensione per eccesso di rialzo. L’attività degli inquirenti, sottolinea l’Ansa, costituisce un atto dovuto proprio alla luce delle oscillazioni del titolo a Piazza Affari.

Sette giorni per dimostrare la verità

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consobCORSPORT (P.TORRI) – Non resta che attendere. Questione di giorni, pochi, poi in un senso o nell’altro, si scoprirà se lo sceicco che vuole entrare nella Roma ha la liquidità o se siamo di fronte a un altro grand bluff. Certo gli ultimi accadimenti hanno gettato più di un’ombra sulla vicenda che, pure, è stata certificata da un comunicato della Roma che ha spiegato come con Adnan Aref Aref al Qaddumi al Shtewi (che non parte più per Boston) fosse stato firmato un accordo preliminare per il suo ingresso nella società giallorossa, il tutto legato a una serie di scadenze che lo sceicco dovrà onorare nei prossimi giorni, altrimenti tanti saluti.(…)

DUBBI – La vicenda, come detto, soprattutto per come sta andando avanti, lascia più di qualche dubbio tanto è vero che la Procura della Capitale oggi aprirà un fascicolo processuale intestato per «atti relativi per verificare l’eventuale sussistenza di illeciti» dietro all’intera vicenda. Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Giorgio Orano (…).
SETTIMANA – Questa sarà quella decisiva. Dovrà venire fuori in ogni caso la verità su una vicenda dai contorni ancora misteriosi, conseguenza anche del totale silenzio, comunicato a parte, che la Roma ha avuto riguardo la vicenda. I tempi che le parti si erano dati, quando ancora la notizia non era trapelata divenendo di dominio pubblico, prevedevano la chiusura dell’operazione entro il prossimo quindici marzo. Una data che, dopo tutto quello che è successo, ora sembra sembra decisamente lontana. Bisogna fare decisamente più in fretta, lo esigono la Consob, la Procura, la Roma, Unicredit, soprattutto i tifosi giallorossi che, negli ultimi anni, sulle vicende societarie hanno vissuto già storie ai confini della realtà. Lo sceicco, tra l’altro, in questi giorni, attraverso portavoce più o meno ufficiali e pure lui stesso, ha confermato per filo e segno la sua intenzione di prendere la Roma e di avere la disponibilità economica, un cash che gli si è materializzato sul conto corrente solo qualche mese fa, conseguenza di un’ingente eredità che per quasi quindici anni non ha potuto incassare perché congelata in una banca giordana. (…)

Operazione rimontona

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esultanza2GASPORT (M. CECCHINI) – C’è chi lo mormora, chi scuote la testa scaramantico, chi sfida la sorte. L’impressione forte, però è che la Roma, adesso, alla rimonta ci crede davvero. Il primo a farlo capire è un protagonista come Miralem Pjanic che, oltre al gol, sembra rinato dopo la cura Andreazzoli, un po’ come Marquinho, che con Zeman è stato ad un passo dal trasferimento al Gremio. «Sono tre punti pesantissimi come quelli contro la Juve — dice il bosniaco —. Contro l’Atalanta volevamo confermarci. Credo che i tre punti siano meritati. Senza questo campo difficilissimo, coperto di neve, avremmo giocato anche meglio, ma ci abbiamo messo grande spirito, grande voglia e questo ha fatto la differenza. I moduli? L’allenatore vede le cose sul campo e prepariamo bene le partite in settimana: è lui che decide e finora ha sempre trovato il sistema giusto. Stavolta abbiamo fatto gol non appena abbiamo cambiato modulo, senza contare poi che la squadra è unita. Dobbiamo continuare così e riprendere gli altri lì davanti, è il nostro obiettivo. Certo, siamo ancora lontani dal terzo posto e tanti lottano per lo stesso traguardo, ma mancano ancora tante partite alla fine del campionato. Continuando con questa voglia e con questo gioco che stiamo facendo adesso, possiamo arrivare molto lontano. Di sicuro c’è che vogliamo riprendere chi in questo momento ci precede». 

Marquinhos e la neve Passa Marquinhos e racconta un’emozione doppia: «Era la seconda volta in vita mia che vedevo la neve e la prima che ci giocavo sopra. È andata bene: volevamo continuare a vincere e ce l’abbiamo fatta. Siamo un gruppo molto unito, una squadra bellissima, con tanti giocatori di qualità. Se ci mettiamo in testa di vincere, di lavorare sempre, i risultati arriveranno di sicuro. La difesa a tre? Mi trovo bene. Per me è una novità, però con l’allenamento e parlando con i compagni miglioro. Ogni allenatore ha il suo pensiero e la sua personalità, non è cambiato niente per me, anche con Zeman volevo allenarmi e dare il meglio, è cambiata solo la formazione. La voglia di vincere no: ora dobbiamo battere anche il Genoa».
Torosidis si sblocca La faccia della felicità è anche quella di Torosidis, autore del gol partita: «Sono contentissimo che la squadra abbia vinto e di aver fatto gol. Ho trovato un gruppo bellissimo, che mi ha aiutato fin dall’inizio. L’abbraccio finale in mezzo al campo e quello vicino ai tifosi sono stati dei momenti bellissimi, me lo ricorderò sempre. Adesso, però, per farli felici dobbiamo continuare così». L’impressione è che abbia già capito tutto…

Torosidis: “Indimenticabili tutti quegli schiaffi in testa”

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torosidisIL MESSAGGERO (A. ANGELONI) – «Il toro» Vasilis alla fine s’è preso parecchie pizze in testa. Ha esordito a Bologna e il suo ingresso ha portato fortuna a Tachtsidis, contro la Juve ha disputato un’ottima gara e quella con l’Atalanta l’ha addirittura decisa con un colpo di testa, la sua specialità. Torosidis, fanno male gli schiaffi dei compagni? «No, è stato un momento bellissimo, che ricorderò sempre. Li ringrazio tutti». Felice per il gol? «Sono più contento che la squadra abbia vinto. Abbiamo giocato una bella gara. A Roma ho trovato un gruppo bellissimo, che mi sta aiutando molto e se le cose vanno bene il merito è anche dei miei compagni. Sono sempre a disposizione, se il mister me lo chiede e sono pronto a dare il massimo».

AL QADDUMI: “Presto entrerò nella Roma”

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adnanIL TEMPO, A. PARBONI – Non ama la mondanità. Preferisce vivere in un paese con solo sei case. È stato ricco, poi ha dovuto lavorare come barista e imbianchino per mantenere la sua famiglia italiana. Adesso invece ha intenzione di investire in Italia un ingente patrimonio ereditato poco tempo fa. Non solo nella As Roma, ma anche all’estero. È lo sceicco Adnan Adel Aref Qaddumi Al Shtewi, 54 anni tra 13 giorni, a raccontare la sua vita e i motivi che lo hanno convinto a restare in Italia e a cercare di concretizzare una serie di progetti nel mondo dello sport. E non solo.

Sceicco Adnan, da giorni si parla del suo ingresso nella Roma come azionista. Perché questa scelta?

«Sono stato sempre un tifoso della Roma e ho sempre avuto intenzione di investire in Italia».

Cosa pensa dei giallorossi?

«La Roma è una grande squadra, è composta da molti giovani che hanno un gran futuro. Hanno bisogno di conoscersi e capire come lavorare insieme. Il management ha trovato la giusta direzione».

In questi giorni la sua vita privata è finita su tutti gli organi di informazione per il suo possibile ingresso nella società. Ci spiega com’è arrivato nel Belpaese e alla scelta di investire nella squadra?

«Sono arrivato nel 1980 in Italia per studiare la lingua italiana all’università di Perugia. Quando sono arrivato qui ero già laureato in chimica farmaceutica. Gli studi e il soggiorno li pagava mio padre, mi inviava mille dollari al mese».

Tanti per quegli anni.

«Sì erano molti, infatti facevo una vita agiata».

Poi cos’è accaduto?

«Ho conosciuto mia moglie Maria Grazia, mi sono innamorato. Quando ho detto alla mia famiglia che volevo sposarmi mi hanno chiesto di tornare a casa, ma ho rifiutato. È a questo punto la mia vita è cambiata, mi sono stati chiusi i rubinetti nell’81, mi hanno ripudiato e tolto i miei diritti e il sostentamento».

Come ha fatto a quel punto?

«Ho iniziato a lavorare come barista, imbianchino e carpentiere. Poi negli anni ho scoperto di avere disponibilità di conti correnti all’estero ma che non potevo toccare. Si trattava di soldi che mi spettavano come erede».

Quando ha preso la cittadinanza italiana?

«Nel 1985. L’anno successivo ho fatto il militare e ho cominciato a fare lavori nell’amministrazione pubblica per sei anni».

Quando ha ripreso i contatti con la sua famiglia di origine?

«Nel 1990 muore mio padre e nel 1995 cambiano i vertici della mia famiglia e ho cominciato a lavorare nel petrolio restando in Italia».

A questo punto la sua vita è di nuovo cambiata.

«Sì, economicamente è migliorata di nuovo e sono risalito a una parte dell’eredità depositata presso banche arabe ma la mia vita è rimasta la stessa perché non mi piace ostentare i miei titoli. Non serve e voglio sempre salvaguardare la mia famiglia italiana».

Ha fatto investimenti che non sono andati a buon fine?

«Nel ’96 alcuni consulenti mi hanno consigliato di acquistare un’azienda di abbigliamento investendo 2,5 miliardi di lire. Dopo tre mesi ho scoperto che l’azienda aveva bilanci falsi e un buco da 22 miliardi. Sono finiti sotto processo i proprietari ma io non sono mai entrato in questo processo e non ho mai recuperato nulla».

Nella vita ha dunque avuto un’altalena economica.

«Sì, ho conosciuto con orgoglio la fatica e cosa significa guadagnarsi il pane ogni giorno. Dopo l’11 settembre 2001 la parte di eredità presente in America è stata congelata come tutti i conti arabi presenti in tutto l’Occidente».

Come ha fatto?

«Grazie all’aiuto di pochi amici che hanno sempre creduto in me e che mi hanno aiutato a lottare per avere ciò che mi spettava di diritto»

Quando è di nuovo cambiata la sua posizione?

«Nel 2011, quando ho siglato un accordo con una società che appartiene alla famiglia reale saudita, la Hi-tech International Group».

Qual era lo scopo?

«Costruire una città industriale in Arabia Saudita. Per questo progetto ho costituito una società italiana».

Di che cifre parliamo?

«Dieci miliardi di dollari. Verranno realizzati una raffineria, un porto industriale, uno petrolchimico e intorno una città residenziale».

Investimenti in Italia?

«Amo questo Paese, mi sento italiano al 100% e per questo voglio investire anche in Italia. Non c’è solo la As Roma. Nel progetto in Arabia, ad esempio, ho voluto che entrasse la società Acquamarcia e mi era stata proposta la sua totale acquisizione. Ho fatto controlli con miei consulenti e revisori che mi hanno sconsigliato di prendere la società».

Ci descrive un po’ la sua famiglia d’origine?

«Dal 1950 ha una fondazione che aiuta gli studenti che non hanno fondi per finire gli studi all’università. Ora ho ripreso il mio ruolo nella famiglia e sto creando con professori universitari e medici una fondazione in Italia che farà ricerche su malattie rare di bambini e staminali etici: hanno aderito università europee, americane e asiatiche».

Oltre al calcio ama altri sport?

«Ho una grande passione per l’automobilismo».

Quando il suo ingresso ufficiale nella società giallorossa?

«Il più presto possibile».

Il pragmatismo di Andreazzoli e quell’abbraccio simbolico

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andreazzoli2(Il Tempo – G.Giubilo) Le aveva sperimentate tutte, la Roma, le avventure simili agli sport estremi, dalla pallanuoto di Parma e del derby, al porto delle nebbie di Verona, mancava soltanto l’hockey su ghiaccio. Ma stavolta Andreazzoli e i suoi fedeli discepoli sono stati più forti dei capricci meteorologici, la vittoria di Bergamo ha dato un seguito incoraggiante all’impresa ai danni della capolista. Non si muove in modo significativo la classifica, però i segnali sono più che positivi.

L’abbraccio corale a fine partita fra tutti gli interpreti, panchina compresa, testimonia una ritrovata unità di intenti, quelli che l’era dell’utopia aveva cancellato, almeno adesso ci credono tutti, su un campo impossibile cuore e grinta hanno portato tre punti fondamentali. Che la palma del migliore sia toccata a Miralem Pjanic, uno dei primi emarginati di Zeman, non è occasionale.

Nel pomeriggio reso complesso dalle assenze di Totti e De Rossi, il tecnico giallorosso ha avuto le risposte adeguate, si può guardare avanti con fiducia e, soprattutto, con quella serenità che era stata il punto di forza della gestione Spalletti e che da tempo era andata smarrita. (…)

Juve, droga e Moggi. La vita di Padovano

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padovanoGAZZETTA DELLO SPORT, A. PUGLIESE –  Quando a dicembre del 2011 è stato condannato a 8 anni, 8 mesi e 15 giorni per associazione e delinquere per traffico internazionale di stupefacenti, Michele Padovano ha reagito così: «Ho fiducia nella giustizia, aspetto l’appello. Ora voglio solo tornare a lavorare nel mio ambiente. È difficile, per i miei amici del calcio è come se avessi la lebbra. Certe cose ti logorano dentro, ma non mollo per me e per la mia famiglia». Quella porta di servizio nel calcio Padovano la cerca nella Roma (dopo aver provato per due volte con la Reggiana), ora tramite lo sceicco Al Qaddumi.
CHI E’ – Guai con la giustizia a parte (non poco), Padovano non ha il profilo «ideale» per entrare nel cuore della tifoseria giallorossa, non fosse altro per i suoi trascorsi nella Juventus di Lippi (con cui vinse scudetto, Champions ed Intercontinentale) e la sua amicizia (e stima) per Luciano Moggi. «Il Direttore era il numero uno, il migliore in un mondo di squali», è il pensiero dell’ex attaccante bianconero. Quello del pm Giovanni Cotillo, invece, è che Padovano abbia finanziato a lungo il traffico di droga (dal Marocco, via Spagna) gestito da Luca Mosole (amico di infanzia, condannato a 15 anni di carcere). «Siamo cresciuti insieme, io nel calcio e lui nella cronaca nera, ma per me conta l’amicizia — ha detto Padovano —. Gli ho prestato dei soldi per una cavalla, sono stato ingenuo». Non la pensa così Alfredo Iuliano, padre di Mark, che dopo la condanna lo definì «un trovatello cresciuto in orfanotrofio, un cancro da espiare che forniva la droga a mio figlio, Vialli e Bachini». Papà Iuliano, però, non finì qui: lo tirò in ballo pure per la morte di Bergamini, suo amico al Cosenza, su cui Padovano rivelò cose nuove solo dopo le verità del libro di Petrini.

Zeman, vista la Roma? Sul 2-2 si copre e beffa l’Atalanta

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zeman5GAZZETTA DELLO SPORT, P. ARCHETTI – Il risultato è zemaniano, mentre l’anima della Roma non lo è più. Il boemo si sarebbe presentato nella bufera di neve con le gomme da asciutto per essere più veloce ma rischiare; capitò già a Parma, poi si lamentò del nubifragio che lo fece perdere 3-2. Aurelio Andreazzoli invece porta gli pneumatici invernali, secondo prudente logica, e sopra vi monta pure le catene. Sul 2-2, a metà ripresa, aumenta la dotazione protettiva, inserendo Perrotta per Marquinho: da 3-4-2-1 al 3-5-2 che sembra però troppo ancorato dietro. Non si fa in tempo a trascrivere in 5-3-2 che Torosidis, l’esterno destro, è nell’altra area a piazzare il botto decisivo.

La struttura della Roma non è più zemaniana anche se gli uomini sono quelli e talvolta si distraggono: sulle due reti atalantine ci sono troppe tenerezze di fronte al duro Livaja. Però in totale i nerazzurri hanno soltanto un’altra grande occasione, e su calcio d’angolo. Ecco la differenza tra la Roma antica e quella moderna.

I MOTIVI L’Atalanta non vince in casa dall’8 dicembre: 2-1 al Parma. Poi 1-1 con l’Udinese e il Cagliari, 0-1 con il Milan, 0-0 con il Catania, e ieri. Tifosi e commentatori nerazzurri avevano segnato con un cerchio rosso questo match: arriva la Roma con 4 sconfitte e un pari nelle ultime 5 trasferte. Viene la squadra che ha pigliato 12 gol nella serie appena descritta, 6 nelle ultime due uscite, la più recente con il nuovo allenatore. Vedrete che le reti fioccheranno, la sensazione. In parte è stata indovinata: tra reti e fiocchi, la nevicata non ha risparmiato nessuno. Campo bianco già a metà primo tempo, pallone rosso nella ripresa. Il problema per la gente di casa è che l’Atalanta non ha saputo proteggere la strepitosa corsa di Marko Livaja, doppietta in 44 minuti, lui che con la Roma aveva un conto aperto, vedi il palo tuonante preso qualche settimana fa, quando era nell’Inter. Al ragazzo croato forse mancava la neve, a Colantuono mancava la sua cattiveria davanti: limite del fuorigioco nel primo centro, corpo a corpo vinto su Torosidis con aggressività nel raddoppio. Non aveva mai esultato in A, non sarà l’ultima volta.

COMPRIMARI  L’Atalanta paga troppo il congelamento di alcuni comprimari, anche figli del mercato invernale: Contini debutta e combina disastri (regala l’1-1 a Marquinho solo 4 minuti dopo il vantaggio, piglia un rosso giusto nel finale); Brivio e Raimondi rimpiazzano Bellini e Del Grosso però non sciolgono le fasce, Consigli lascia troppi dubbi su due reti, Biondini ansima e Denis collabora solo a tratti con il diciannovenne nuovo amico. Eppure l’Atalanta avrebbe tenuto il pari se non si fosse scoperta su un lancio prevedibile, nel 2-3. Il solo Bonaventura è l’elemento che può dare imprevedibilità, ma si affloscia nella seconda parte. I cambi di Colantuono, già poco felice nelle scelte iniziali, non aggiungono sale sul ghiaccio. Anche il 3-4-3 di chiusura viene respinto dai giallorossi e la sola notizia positiva è che dietro continuano a perdere.

ACCORGIMENTI  Il migliore dall’altra parte è Pjanic, che ruota nelle posizioni di centrocampo e infila la punizione deliziosa del primo sorpasso (terzo sigillo in campionato). Andreazzoli, senza Totti e De Rossi, prima attacca con 5 pedine in linea perché gli esterni si incollano a Lamela-Osvaldo-Marquinho, poi chiude addirittura con Perrotta centravanti e serve pure lui, facendo espellere Contini. La Roma non vinceva in trasferta dal 2 dicembre, quando comandava Zeman. Ma non ha più quell’anima.

Pjanic: “Io credo nella Champions”

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pjanic2IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) – Un uomo buono per tutte le stagioni, magari non per tutti gli allenatori, ne sa qualcosa Zeman, mandato a quel paese in eurovisione nel pomeriggio nefasto del derby di qualche mese fa. Miralem Pjanic è un bravo calciatore, puoi fargli fare il trequartista, l’intermedio, il regista. È tutto in uno. Nella Roma e nella sua nazionale è così. Adesso dà la sensazione di aver preso in mano la squadra. Andreazzoli lo utilizza in cabina di regia, Miralem fa girare il gruppo, organizza, suggerisce e finalizza. E finalmente dimostra di non aver dimenticato come si tirano le punizioni, che ha studiato da Juninho Pernanbucano ai tempi del Lione. Quella di Bergamo è una perla. Il gol – in generale – non è il suo forte, almeno in Italia. Tre reti realizzate nella scorsa stagione, quella di ieri è la quarta dell’attuale (una in coppa Italia contro l’Atalanta, più in campionato contro Lazio e Torino).

LA GIOIA RITROVATA Il gol? «È importantissimo aver vinto su un campo difficile. Abbiamo disputato una bella gara contro la Juve e qui a Bergamo siamo riusciti a confermarci, disputando un’ottima prestazione. Le condizioni del campo erano molto complicate ma alla fine siamo contenti dei tre punti. Il terreno ci ha penalizzati in certe giocate, si poteva fare meglio, su un altro terreno avremmo fatto anche meglio», le sue parole.
PAPÀ ANDREAZZOLI Il nuovo (vecchio) tecnico è stato quello che ha dato il la alla rinascita di Pjanic e non solo. Tutta la squadra risponde, improvvisamente tutti sono diventati utilizzabili in più ruoli. «Il mister ci osserva e prepara le partite durante la settimana. Lui decide e finora ha trovato sempre il sistema giusto. Contro l’Atalanta abbiamo segnato quando ha cambiato il sistema di gioco. Siamo uniti, lo ascoltiamo e dobbiamo continuare così».
IL FUTURO Il terzo posto resta lontano, ma la sensazione di tutti è che non sia più così irraggiungibile. «Siamo ancora distanti dalla zona Champions: guardiamo partita dopo partita. Se continuiamo con questa voglia possiamo riprendere chi ci precede».

Quanti dubbi, ma lo sceicco ora prepara le garanzie

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adnanGASPORT (M. CECCHINI) – «Impresentabile». È questo l’aggettivo che ieri è stato più comunemente associato allo sceicco giordano Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewy — candidato a diventare co-proprietario della Roma — dopo che i media hanno passato al setaccio vita pubblica e privata, oltre che le frequentazioni del proprietario del fondo Philadelphia Capital. Sotto i riflettori è passato di tutto: le abitazioni poco chic, le vetture proletarie, l’amicizia col discusso Michele Padovano. Tre dati però sono scolpiti nella pietra, e con questi si dovrà fare i conti: 1) James Pallotta ha sottoscritto un accordo preliminare per la cessione ad Adnan di quote della Svp Llc, ovvero la controllante della Neep Roma, per 50 milioni; 2) UniCredit, potente socio di minoranza del club (al 40%) — dopo aver bocciato lo sceicco già due anni fa — per bocca del suo vice ceo Paolo Fiorentino ha preso apertamente dalle distanze dalla operazione con queste parole: «Siamo scettici e agli americani l’abbiamo detto»; 3) oggi la Procura di Roma, per mano del procuratore aggiunto Nello Rossi e del sostituto Giorgio Orano, aprirà un’inchiesta sulla vicenda per «verificare l’esistenza di illeciti». I due, tra l’altro, sono gli stessi magistrati che indagarono e misero spalle al muro Vinicio Fioranelli, per il suo tentativo di scalata al club del 2009. 

48 ore La dirigenza della Roma, che pure parla già dell’esistenza di patti parasociali che la blinderebbe, appare in grande imbarazzo e rimbalza la palla alla proprietà. «Hanno fatto tutto loro». Pallotta, però, appare il più tranquillo, forse perché pecunia non olet. Ecco, il nodo ormai è proprio questo: le garanzie. Lo sceicco dice che da due anni è entrato finalmente in possesso di una eredità che attendeva, e a questo punto il dado è tratto. UniCredit dice che «nel giro di 48 ore» Adnan dovrà presentare i soldi e l’interessato conferma che le fidejussioni sono già pronte. Il tornado mediatico però non ha lasciato indifferente lo sceicco, tant’è che ieri ha fatto sapere: «Sarei tentato di gettare la spugna, ma siccome passerei per uno che non ha i soldi andrò avanti. Io ho in mano le carte, voglio vedere come ne usciranno». Proprio per questo da parte dei suoi portavoce filtra grande irritazione con UniCredit («per loro la Roma è un giocattolo politico») e grande scetticismo sulla volontà di Pallotta di continuare a investire sulla Roma («a differenza nostra»). Una cosa è certa: la pressione sul club è destinata solo a crescere, per questo tutti aspettano solo la svolta, in un modo o nell’altro. Anche se, in attesa delle mosse della Procura e di Pallotta, a ghignare per ora è solo il principe giordano: «Visti i risultati, almeno io porto fortuna», fa sapere. Il problema, però, è che la fortuna bisogna anche possederla in banca. E il tempo stringe.

La Roma fa festa sotto la neve

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Non è certo tempo da sceicchi, ma la Roma pensa a se stessa e non sbanda sulla neve: pratica e compatta, torna da Bergamo con tre punti preziosi. Pur restando ottava in classifica, con Andreazzoli in panchina sembra migliorata improvvisamente nella convinzione e nella personalità. Sa che cosa vuole e come ottenerlo. Il successo contro l’Atalanta, 3 a 2, su un terreno che non metteva a proprio agio nessuno degli interpreti giallorossi, è utile per la classifica e in assoluto per il futuro. A decidere il match è Torosidis, primo gol con la nuova maglia e quattordicesimo marcatore stagionale del gruppo: il greco rende inutili i primi gol in serie A dell’attaccante croato Livaja, 19 anni, arrivato qui a fine gennaio, in comproprietà dall’Inter.

IL NUOVO SPIRITO La Roma vince per la prima volta in trasferta, in campionato, nel nuovo anno. Il digiuno esterno durava da due mesi e mezzo, dal 2 dicembre, successo in rimonta a Siena. Per conquistare questo di Bergamo, il secondo di fila dopo quello contro la Juve, Andreazzoli nella ripresa ha tolto tre giocatori offensivi per inserire tre centrocampisti. Sul 2 a 2 è passato al 3-5-2 con Perrotta al posto di Marquinho e, ottenuto il sorpasso decisivo, ha rinunciato a Pjanic, dentro Florenzi, e nel finale anche a Osvaldo, in campo Tachtsidis, con Perrotta spostato in attacco accanto a Lamela. Non c’è da vergognarsi, il risultato prima di tutto. E ha avuto ragione lui, perché la Roma non ha rischiato niente dopo la rete di Torosidis.
Il sistema di gioco rimane il 3-4-2-1. Andreazzoli, senza De Rossi e Totti, evita di cambiare troppo. La novità è il rientro di Balzaretti che torna titolare a sinistra, con Marquinho che sale dietro a Osvaldo al posto del capitano. Nella posizione di De Rossi c’è Bradley, con Pjanic confermato in regia e protagonista anche sul terreno scivoloso. Il fondo è decente solo per una ventina di minuti perché, dopo la tregua per l’ora di pranzo, riprende a nevicare con insistenza proprio all’inizio del match. Il fraseggio palla a terra diventa complicato. Ci rimette la Roma, mentre l’Atalanta si adegua subito, con il suo 5-3-2, scegliendo i lancioni lunghi per Denis che ha sempre Livaja accanto a tenere impegnata la difesa giallorossa.
ERRORI E GOL Ancora con il campo quasi perfetto, anche grazie alla rizollatura, l’Atalanta va in vantaggio. Bonaventura entra in area in solitudine, approfittando di una distrazione della linea arretrata della Roma, ma calcia largo di destro. La conclusione è sbagliata e soprattutto lenta, Livaja arriva in tempo per toccare a porta vuota sul palo scoperto per l’ 1 a 0 al nono. Andreazzoli alza i terzini per arrivare subito al pari. Balzaretti sbaglia spesso quando deve crossare, mentre va meglio a destra Torosidis. I giallorossi approfittano di un errore di Contini che appoggia corto a Biondini in uscita dall’area nerazzurra. Marquinho conquista palla e va al tiro di sinistro, accentrandosi da destra: 1 a 1 al dodicesimo. Pjanic ha sul destro la palla del sorpasso, su schema da corner, battuto da Torosidis: Carmona devia in angolo. Il bosniaco deve solo aspettare. Su punizione, fallo di Stendardo su Osvaldo e proteste dell’Atalanta, disegna al trentaquattresimo la palombella del 2 a 1. Prima di riprendere il gioco l’arbitro De Marco, ora che il terreno è completamente bianco, chiede il cambio del pallone: arancione e non più giallo. Al quarantaquattresimo il 2 a 2: lancio da destra di Carmona, Livaja ostacola Torosidis, danno procurato, e fa centro di sinistro.
LA SVOLTA NELLA RIPRESA Durante l’intervallo viene aspirata la neve dal terreno di gioco. Ma i giocatori sembrano stanchi. I cambi di Andreazzoli aiutano la Roma che rimane in partita e vince per la terza volta contro l’Atalanta in questa stagione. Consigli a metà tempo fa una bella parata su Pjanic e un minuto dopo, al minuto ventisei, Torosidis, su lancio di Bradley, inventa il pallonetto da tre punti. Di testa vorrebbe servire Lamela sul secondo palo e invece realizza il 3 a 2 con l’arcobaleno che non ti aspetti. Colantuono passa al 3-4-3 che però non incide. Stekelenburg salva in volo su Stendardo e Perrotta fa cacciare Contini.

TOTTI: “E’ un successo di tutti. Ora e sempre avanti Roma!”

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Francesco Totti, tramite il suo blog ufficiale, commenta la vittoria della Roma contro l’Atalanta. Queste le sue parole:

“Quella contro l’Atalanta è stata una partita difficile disputata su un campo storicamente ostico. Oggi abbiamo battuto non solo la squadra avversaria ma anche la neve. E’ una vittoria di chi ha giocato, di chi è subentrato dalla panchina e di chi non è sceso sul terreno di gioco… un successo di tutti, del gruppo. Ora più che mai e sempre, avanti Roma!”