Prima la Roma, poi l’Inter: la serie A piace agli stranieri

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AS ROMA NOTIZIE (Ansa) – Oggi è la volta dell’Inter, ma esattamente due anni e mezzo fa altre firme fecero della Roma la prima società italiana di serie A a finire in mani «straniere». Dopo trattative ben più lunghe di quelle intercorse tra Moratti e Thohir, il 16 aprile 2011 venne siglato il contratto che segnò la fine dell’era Sensi e il passaggio del club giallorosso ad una cordata di imprenditori statunitensi guidata da Thomas DiBenedetto.

Era il punto di arrivo – anche se tecnicamente il passaggio avvenne il 18 agosto 2011 – di un’operazione partita nel 2004, quando Franco Sensi dichiarò che cercava qualcuno che prendesse il suo posto. Il primo interessamento per l’As Roma arrivò dalla Russia, con il miliardario Souleyman Kerimov a capo della Nafta Moskva, ma d’incanto svanì, sembra per la pesante situazione debitoria della società. Nel 2008, quando a capo della Roma c’era già Rosella Sensi, ci fu l’approccio dell’imprenditore statunitense George Soros, e nel 2009 spuntò un nuovo potenziale acquirente, l’agente Fifa Vinicio Fioranelli, ma l’esito non cambiò. Prima dell’arrivo della cordata Usa, circolarono altri possibili acquirenti: dall’imprenditore farmaceutico Francesco Angelini, al re delle cliniche romane, immobiliarista ed editore Giampaolo Angelucci, passando per il fondo Aabar, il magnate egiziano Naguib Sawiris e il milionario russo Leonid Fedun.

Gli «americani» hanno impiegato un poco per assestarsi nella gestione del club giallorosso: nell’agosto 2012 ci fu il passaggio di testimone nella presidenza tra DiBenedetto e James Pallotta, attuale, il ventitreesimo, n.1 della società. Pallotta si è messo al lavoro per trovare altri soci, ma finora l’unica trattativa, con lo sceicco «italiano» Adnan Adel Arel al Qaddumi – finito addirittura indagati per aggiotaggio -, è naufragata per la palese inadeguatezza della controparte. Ora la Roma guarda ad soprattutto in Oriente per trovare nuovi partner, così come fanno diversi club di serie A alla caccia di capitali freschi. La strada intrapresa dieci anni fa dai Sensi, seguita con successo dai Moratti, sarà sempre più battuta.

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