«Roma è gioia», parola degli ex

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AS ROMA NEWSCORSPORT (M. EVANGELISTI) – Ma poi se proprio erano macerie dovevano essere macerie piacevoli quelle lasciate dalla passata stagione. Città sconfitta in fondo al fumo, la Roma 2012-2013: scavalcata dalla storia dello scudetto, esclusa dal civile consorzio europeo, abbattuta dalla Lazio. (…)

LO SGARRO –   Quei giovani e meno giovani che se ne sono dovuti andare, o hanno voluto andarsene, non sono riusciti a scollarsi davvero la Roma dal cuore. Nemmeno Pablo Daniel Osvaldo, al quale i tifosi meno pazienti nulla hanno risparmiato. Lui del resto nulla ha risparmiato a ciò che riteneva una malintesa professione di amore per la maglia. Se non posso giocare non posso giocare, quindi vado in vacanza con la mia fidanzata. Così pensò e fece prima di un derby. Fu soprattutto quello lo sgarro imperdonabile.  Sarebbe ipocrita affermare che Osvaldo sia rimasto teneramente legato al popolo romanista. Proprio perché non è uno che cerchi benevolenza bsogna però ascoltarlo quando sostiene di avvertire la nostalgia dei compagni di squadra in giallorosso. Lo ha detto dopo Danimarca-Italia:  «Ho tanti amici in quello spogliatoio. Mi mancano. Sono contento di vedere la Roma prima in classifica» . E’ qualcosa che non si aspettavano neppure gli amici suddetti. Meno inattesi arrivano con una certa regolarità i saluti, gli auguri e i sorrisi stampati in digitale di Erik Lamela. La Roma ha avuto da discutere con la famiglia, non con il ragazzo che ha portato altri 30 milioni di ricostituenti alle casse della Roma. Sono orgoglioso di avere vestito questa maglia, spero di tornare e altre parole prefabbricate ha pronunciato al momento di recarsi al Tottenham. Ma prima della partita piazzata come un bivio tra due realtà lungo il cammino della Roma, quella che ha cominciato a definire i contorni di Garcia e della sua opera, il derby insomma, l’argentino ha pronunciato parole chiare e le ha anche scritte sull’invasivo twitter:  «La Roma batterà la Lazio, vedrò la partita in Tv, quest’anno la squadra è fortissima» , sentenze tanto cristalline da non avere bisogno di complimenti a seguire. (…)

I LUPI – Marquinhos non solo parla. Viaggia e fotografa. Da Parigi, non una città brulla, scende a Roma quando gli danno qualche giorno di vacanza. I gol che sta segnando con il Psg avrebbe voluto farli in giallorosso e quando ha realizzato il primo era così imbarazzato da non sapere come esultare.  «Roma per me è gioia» , ha ricordato al primo ritorno, e non era partito neanche da tre mesi. Quando Castan, Dodò e Julio Sergio sono andati a trovarlo in Francia ha raccolto loro e se stesso in un’immagine con la didascalia:  «Eccoli i lupi giallorossi» . Al quinto gol contro il Bologna ha digitato:  «E vola la Roma. Bel lavoro, fratelli» . (…)
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