Roma, è urgente tornare a vincere

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AS ROMA NEWS – La pressione non c’è solo qui. E chi allena a questo livello deve conviverci». Fonseca, abbastanza indispettito, cancella l’ultimo alibi alla squadra e soprattutto alla società che spesso si è rifugiata nella più goffa delle giustificazioni per motivare ogni figuraccia.

La favola dell’ambiente non è proprio più spendibile e il portoghese è solo l’ultimo degli allenatori giallorossi a metterla in piazza. Non ce ne sarebbe stato bisogno, ma Paulo va dritto al bersaglio: «La prima cosa che ho sentito, appena arrivato, è stata: qui è difficile perché c’è tanta pressione. Se però un allenatore non vuole riceverla, non può guidare una grande come la Roma. Esiste in ogni club. Non è un problema, ma una situazione semplice: se non avessi voluto pressioni, non sarei qui. E non potrei allenare formazioni che vogliono vincere. E non sono diverso da altri colleghi: quando non vinco, le critiche sono sempre più forti. Questo accade qui e in tutto il mondo. Ma qui è una scusa. Non per me. Perché succede ovunque quando non si vince». In stile over and out: passo e chiudo.

E allora via col Gent, ospite stasera all’Olimpico per l’andata dei sedicesimi di Europa League: «Abbiamo due chance per andare in Champions: campionato e coppa. Ma in questo momento non possiamo pensare di vincere qualcosa se non torniamo ad essere una squadra. E se non riacquistiamo fiducia. In settimana abbiamo lavorato bene, il gruppo sta meglio e la vedo preparata. Ma l’avversario è forte». L’ottimismo c’è, insomma, anche se l’allenatore non può certo insabbiare il flop dopo le feste di Natale. In casa, nel 2020, la Roma ha tra l’altro perso 3 volte su 4 (più il pari nel derby) e non ha più vinto dal 15 dicembre (contro la Spal ultima).

Fonseca, nonostante sia tornato nella Capitale con il 3° ko di fila, vorrebbe quasi ripartire dalla prestazione di Bergamo: «Pure se abbiamo sbagliato nei dettagli, a livello strategico la squadra ha fatto bene. Non ricordo nessuna squadra contro l’Atalanta che abbia concesso poche occasioni da gol. Difensivamente abbiamo fatto una buona partita». Eppure nel nuovo anno i giallorossi hanno incassato di media 2 gol a partita (18 in 9 gare). «Non c’entra il sistema di gioco, ma la concentrazione: la squadra è meno tranquilla. Sente che qualsiasi dettaglio può far prendere gol. Poi non è normale subirne da palla inattiva. Ci addestriamo per questo». Smalling, intanto, non dà anticipazioni sul suo futuro. «Di Roma mi piace tutto, ma ora penso solo a giocare». Non ad altro, nemmeno allo sbarco di Friedkin.

Se la Roma ha già contato nel 2020 fino a 7 sconfitte in 9 partite (6 in serie A e 1 in Coppa Italia), il Gent invece cavalca l’onda dell’entusiasmo. Addirittura non perde da più di 2 mesi: in trasferta l’ultimo ko, il 15 dicembre contro Il Kv Oostende. In campionato, con 5 vittorie e 2 pareggi in 7 match, è al 2° posto, ma con 9 punti di distacco dal Bruges. Ecco che pure per Thorup, come per Fonseca, la priorità va all’Europa League. Fin qui vissuta da protagonista: dopo aver superato 3 turni di preliminari, ha chiuso da imbattuto la fase a gironi (imitato solo dal Braga) e vinto il gruppo I davanti al Wolfsburg.

Davanti è ispirato dall’inizio della stagione: 79 i gol realizzati (54 nelle 26 partite di Pro League). L’esterno canadese David è già a quota 19, il centravanti Depoitre a 15. Indisponibile, invece, il nazionale ucraino Yaremchuk, operato al tallone il mese scorso dopo aver realizzato 17 reti. L’attaccante ivoriano Niangboo, 7 reti nelle 14 gare giocate con il Wolfsberger, ha già affrontato i giallorossi in questa edizione del torneo con il club austriaco. Da gennaio in Belgio, si è presentato con 2 gol da subentrato nei primi 2 match e all’Olimpico, il 12 dicembre nella partita finita 2-2, causò l’autorete di Florenzi per il momentaneo 1-1. Il Gent, tanto per essere chiari, non è più quello dell’estate 2009 (terzo preliminare), battuto in casa (3-1) e umiliato fuori (1-7).

(Il Messaggero, U. Trani)

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9 Commenti

  1. Non è che le critiche siano gratuite: 7 sconfitte su 9 partite non sono bruscolini; l’ambiente è fin troppo rassegnato e distratto. A certi livelli le pressioni bisogna saperle assorbire se no si cambia mestiere. Questa sera si vince. Forza Roma!

  2. A me fonseca non dispiace né come persona e né come allenatore ma avendolo visto allenare lo shaktar immaginavo che potesse finire così sbagliare e umano ma perseverare e diabolico.

  3. Come persona tanto di cappello ….come allenatore un po di dubbi gli ho ..sembra che veda altre partite. Però ora è il momento di lasciare fuori le critiche e anche noi come tifosi fare la ns parte Ci rimane sta coppa quindi anima e corpo li e si potrebbe salvare la stagione …perché no?Sognare con costa…..

    • E certo, Simeone ieri ha dato una lezione a Klopp fermando le frecce d’attacco giocando stile Mazzone, Fascetti, Sonetti: tutti abbottonati in difesa…c’è solo da imparare …invece qualche advisor gli dice di buttarsi all attacco cercando il bel gioco in modo che si “esaltano” i giocatori e durante il mercato li possono vendere meglio…lo ripeto, in Ucraina assolutamente non giocava in questo modo sbrindellato, agli ottavi contro di noi difendevano in 10 e ripartivano sempre in contropiede, qua a Roma mai fatto questo tipo di giocate anche se abbiamo gli esterni veloci dribblatori alla Perotti, o i velocisti come Kluivert Under, sempre a cercare la giocata palla a terra stile tiki taka dei noantri…non capisco perchè deve giocare così col portiere che non rinvia davanti squadre che fanno pressing alto !!! Durante sta stagione avremo perso 90 su 100palle davanti la porta con questo sistema inutile di gioco, stessa cosa Garcia, Zeman, EDF, e tutti i suoi predecessori sistematicamente licenziati!

  4. Ogni anno la stessa storia.
    Arrivano a gennaio e i calciatori non hanno più voglia di correre, e si vuole ritornare al gioco da fermo e alle riparteneza.
    Ogni anno.
    Può essere che hanno ragione o no.
    Ma ogni anno la stess storia.

    Ma se vogliamo sto gioco a sto punto conveniva rinnovare i contratti a Totti e De Rossi. Non che con kolarov Dzeko Perotti Florenzi sia tanto diverso, si perdeva uguale ma ti esalti lo stesso conle solite baggianate che la roma non si discute ma si ama.

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