Roma in-difesa: Smalling giù, il reparto soffre

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AS ROMA NEWS – La difesa della Roma fa acqua. I numeri sono impietosi e oggi sia Il Messaggero (U. Trani) che la Gazzetta dello Sport (C. Zucchelli) si soffermano sul problema mostrato dal reparto arretrato dei giallorossi in questa stagione.

L’aver schierato la squadra con la difesa a tre non sembra aver risolto i problemi della Roma, che incassa ancora troppi gol: un anno fa, dopo 28 partite, i giallorossi avevano subìto 29 reti. Adesso è a 41, ben 12 in più. Problema solo di modulo, visto che un anno fa, fino a questo punto, la Roma aveva giocato sempre, tranne rare eccezioni, con la difesa a 4? O problema di uomini, visto che sempre un anno fa la Roma poteva contare sul rendimento eccezionale di Chris Smalling?

Già, perchè il calo di rendimento del centrale inglese, unito ai suoi continui infortuni e una forma fisica che non riesce più a tornare al top, sta incidendo pesantemente sulla mancata solidità del reparto arretrato. E anche gli altri centrali, tutti molto giovani, hanno commesso errori piuttosto marchiani.

Qualche correzione è possibile, soprattutto per mettere sicurezza alla squadra. Il baricentro che si alza esageratamente, il pressing non omogeneo e la distanza eccessiva tra i reparti sono gli aspetti su cui Fonseca dovrà lavorare maggiormente.

Fonti: Il Messaggero / Gazzetta dello Sport

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13 Commenti

  1. Bè, certo . Tutti noi facevamo (e facciamo) affidamento su Smalling. Diciamo che per lui è stato un girone di andata ” sfortunato”. Ma non può essere diventato una pixxa all’improvviso…..

    • E’ un problema di condizione fisica,una stagione iniziata male,si è allenato in solitaria ,poi,al primo allenamento a Roma, ha subito una distorsione al ginocchio e,a quanto pare,ha un’infiammazione al ginocchio che stanno gestendo,ma il continuo fermarsi non gli permette di trovare la migliore condizione.Da profana credo che l’unico modo per curare un’infiammazione è fermarsi cosa impossibile per un calciatore

    • Certo che no. La ragione del gol di ronaldo è dovuta al fatto che quando siamo in fase di ripiegamento i MEDIANI devono fare la marcatura non i centrali. La linea a tre non si può spostare in avanti pena il buco. Ma anche i terzini sono fondamentali.

  2. Ha problemi fisici e ci può stare.
    Tuttavia i 3 centrali che abbiamo non sono scarsi.
    Ma devono essere protetti da centrocampisti e laterali.

    Karsdorp spinge poco, ma in difesa il suo apporto lo da. Infatti da quel lato non abbiamo rischiato molto.

    A sinistra Spinazzola a volte lo fa a volte no, e se non è coperto dai centrocampisti, Ibanez o Kumbulla si trovano soli.
    Inoltre, sono entrambi destri e si trovano in difficoltà contro laterali veloci che tengono il pallone attaccato al piede (destro).
    Vanno bene se di piede invertito, che rientra, ma se si autolanciano e convergono, tipo Hakimi, tipo Lazzari uno di piede destro se non raddoppiato soffre moltissimo.

    Riguardate il secondo gol della juve, con kuluwsesky che fa quel tipo di lavoro e con Diawara che gli corricchia dietro, tenendosi in zona ma non andando al raddoppio.

    Io non so se sono le consegne dell’allenatore (allora sbaglia lui) o se è Diawara che dorme.

    Quello che dico è che i centrali vanno coperti e raddoppiati.

    Guardate che gioco ha fatto la Lazio e la Juve sul lato di Spinazzola, rendendolo nullo.

    E guardate se lo facciamo mai noi, un gioco del genere.

    Ecco perché di gol ne pigliamo a caterve, ma non diamo la colpa ai centrali, anzi. Abbiamo tre giovani molto forti, già ora e in prospettiva fortissimi.

    • Sia lode al Signore finalmente qualcuno che ragiona. Piccola postilla:Perchè con Villar non è partito nessuno? Apparte l’1-0 che vabbè santo Ronaldo?

    • Tra impostazioni sballate di Kumbulla (per me il migliore in marcatura pura ma il peggiore in impostazione, infatti il Mister lo mette quando non ha alternative), e le periodiche cappellate di Ibanez dire che abbiamo oggi centrali molto forti é quantomeno un esercizio di fede e occhi bendati da prosciutto giallorosso. Dire che stanno crescendo attraverso le prime partite da titolare in A (Ibanez), e che devono imparare a calmare gli spigoli (Mancini) é ovvio . Diventeranno fortissimi? Speriamo. Oggi molto forti non sono neanche un po’.

  3. Bartolo mi permetto di fare un ‘aggiunta a quanto detto da te… Veretout e Villar a centrocampo non bastano secondo me per difendere la difesa. Ci vorrebbe un altro forte in copertura accanto ai due. Questo è ciò che penso..

    • Max56 in teoria uno dei trequartisti dovrebbe sempre dare una mano, ma poi è un problema di attitudine. Se torna Pellegrini, o Cristante, che un minimo di attitudine difensiva ce l’hanno, pure pure. Ma se lo chiedi a Mhki o a Pedro, li sfianchi e basta.

      Non è tanto il problema dei 2, centrali di centrocampo, ma dei 2 laterali.
      Fai caso all’inter di conte quando è sottopalla: arretrano in 5 in linea.
      Noi arretriamo sul lato del campo dove si sviluppa l’azione ma restiamo alti sull’altro lato e ci scopriamo agli insierimenti fra le linee.

      Per me, il problema difensivo della Roma è l’attitudine offensiva dell’allenatore.
      Per carità, mi sta bene difendere alto, in teoria, ma poi tutta la squadra deve retrocedere compatta, 100 volte su 100, ma se 2-3 volte non lo fa, si aprono buchi a centrocampo.
      E’ un tipo di gioco che necessità corsa, compattezza e presenza mentale continua.

      Si potrebbe dire che è sempre così nel calcio moderno e è vero. Ma se ti fai trovare scoperto o lungo rischi di più, se gli uomini devono sempre accettare l’uno contro uno.

      E un difensore per quanto bravo, trova sempre la bestia nera che lo fa soffrire e lo salta più volte.

  4. Anche questo è vero Bartolo. Oltretutto spesso difetti amo nei raddoppi sulle fasce, andando spesso in inferiorità numerica, poi giocatori come Hakimi o Kulusevski li vedi col binocolo….

    • Si infatti come dico sopra: sul trattamento riservato da lazio e juve a Spinazzola. raddoppiato sistematicamente e a volte triplicato.
      Noi quando mai facciamo queste gabbie?

      Il povero Ibanez, destro, è stato lasciato a fronteggiare Lazzari e Hakimi, destri, da solo.

  5. Sostanzialmente una fesseria. La ROMA é ad un più che dignitoso centro classifica (8/10 posto) come reti subite (perché non metto nel conto le 3 a tavolino col Verona). Peccato che molte delle squadre che ne hanno prese meno abbiano neanche la metà di reti fatte, dove la stessa ROMA naviga al quarto posto. FONSECA, piaccia o meno il suo approccio in campo, a detta di quasi tutti ha il miglior gioco offensivo, il che significa fare generalmente un goal più dell’avversario. Questo si paga, neanche tanto, dietro. Toccare il baricentro della squadra, variare intensità del pressing significa aggiungere un centrocampista e cambiare interpreti in attacco. Ovvero cambiare proprio modo di giocare. In sintesi cambiare pure allenatore. Visto che pare abbiano chiesto la Champions e se il trend prosegue sarà Champions a fine anno, il resto é fuffa. Infine, giocare con Ibanez e Mancini titolari (VILLAR e la tipologia dei due laterali, più Miky e Pedro o Pellegrini) avendo solo Veretout a fare filtro significa pagare un prezzo alla crescita dei ragazzi e ad un modulo fatto da interpreti che più che difendersi devono offendere. L’unica cosa vera é SMALLING sotto tono, ma non sembra un motivo sufficiente per cambiare modo di giocarsela.

  6. Ma come quando arrivò Skarsulla, in coro tutti, “difesa decisamente più forte”. Il pollice verso lo metto anch’io così siete di più.

  7. Un allenatore forte saprebbe leggere le partite e valutare i suoi giocatori, Fonseca con la Juve che si presentava con un 4-4-2 ha schierato un 3-5-2 che lo fai se hai qualità superiore cosa opinabile se giochi con la Juve. Magari un 3-2-3-2 avrebbe reso la Roma meno fragile dietro e più incisiva in avanti ma ripeto bisogna avere un allenatore che sa leggere le partite e non che va in campo in stile PES. Se vedi che li non ottieni risultati cambia senza insistere. Con le grandi Fonseca ha perso soprattutto perché non è riuscito a centrare la formazione di fatto non esaltando neppure le qualità dei singoli.

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