ULTIME AS ROMA NEWS – Non si è fatta attendere la risposta di Chris Smalling al titolo del Corriere dello Sport che quest’oggi ha fatto particolarmente discutere (LEGGI QUI L’ARTICOLO) e che chiamava in causa sia lui che Lukaku.
Il difensore giallorosso ha voluto dire la sua sulla questione intervenendo su Twitter: “Avrei preferito trascorrere la giornata concentrandomi su una partita importante come quella di domani, ma è importante sottolineare che quello che è accaduto stamattina è stato sbagliato e altamente insensibile.”
“Spero – ha concluso Smalling sul social – che i giornalisti coinvolti si prendano le proprie responsabilità e che capiscano il potere che hanno e l’impatto che hanno queste parole”.
Redazione GR.net
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…ecco.
Tutto questo è surreale/2.
Dai però tra smentite scuse e frattaglie un altra settimana di articoletti di infima lega Ve la siete guadagnata.
Anche se non volessi prendere posizione sull’articolo, se mi permetti io difenderò sempre e comunque quei giocatori che indossano con orgoglio i colori della nostra Maglia Sopratutto se si tratta di persone come
💛💖Smalling💛💖 Creare un subbuglio simile, alla vigilia di un incontro cosi’ delicato come quello contro l’Inda, mi sembra quanto meno da “ipocriti” se non da “idioti” Detto papale papale!
Oltretutto non dimentichiamoci che vi è sempre un contratto da rinnovare C’entra o non c’entra…
💛💖Forza Roma Sempre💛💖
Sempre pronto a cospargerti di alloro vedo
Probabilmente ho scritto male.
Ma ho già commentato,per primo e con sdegno l’altro articolo.
Il solo associare la parola al colore è per me motivo di indignazione.
Ma nel mio caso credo che l’umanità sia divisa in schiavi e padroni,con sottoschiavi e sottopadroni.
Non per il colore la razza la lingua o il credo.Cioè rispetto pure i lexxaxulo. Quindi ritengo giusta la risposta della società,ma vergognoso che debba farla.
Aspetto tue ulteriori indagini, detective obvious.
Cmq ho letto solo un peZzo della tua risposta tanto era evidente che sei bisognoso di attenzioni. Fortuna che qua ti sfoghi.buon natale.
Sempre pronto a cospargerti di alloro… detective obvious…
Tu invece, sempre pronto a denigrare e a calunniare… Eppure non mi sembrava di aver usato parole offensive nei tuoi confronti Non sei capace di metter insieme 4 parole sensate senza inserire uno scherno o una denigrazione Poichè abbassarmi a simili livelli, non è nel mio stile Neppure rispondo
Ops ho risposto Zienza!
“Il solo associare la parola al colore è per me motivo di indignazione.”
Condivido
Il titolo sta facendo scalpore e scandalo in tutto il mondo,
è stato condannato da mezza europa,
ha offeso direttamente i due giocatori come loro hanno appena dichiarato,
e quer fesso de Zazza sta ancora lì a cercare di spiegare invece di chiedere scusa dicendo che erano ubriachi, sotto acido e che da bimbi gli è caduto un pino di Ostia nella culla.
Non ci arriva: NON SI FANNO BATTUTE SUL COLORE DELLA PELLE.
E’ semplice.
No, il comico è che la spiegazione è peggio del titolo: voleva esaltare la diversità… Non ho parole.
@realista il mio pollice verso è un errore ho spinto male.
@redazione
Cortesemente ci date la possibilità di correggere il pollice scelto dopo aver scelto? Spesso con gli ad che caricano cambiano le icone e sono finito a spingere pollice verso. Non penso mia sia successo prima ma sarebbe bello poterlo cambiare
No al razzismo
Forza Roma
giusto sarebbe stato sufficiente leggere il “lancio” soprra “champions e scudetto in offerta” ma il corsport e’ caduto nella trappola e nel tentativo di scusarsi ha peggiorato la situazione
Che figura di Melma!!!! Il Bugiardello dello Sport è ormai un ex quotidiano sportivo che, anche grazie allee grandi qualità di quel montato di Zazzaroni, si è trasformato in un vero Circo degli Orrori. Un branco di incapaci, dal primo all’ultimo, si contraddistinguono per un denominatore comune quello della cattiveria antiromanista…. Aveva proprio ragione il povero Franco Sensi!!!
Venerdì nero
Oro nero
Pericolo giallo
Profondo rosso
Pollice verde
Allerta arancione
Cielo azzurro
Cinquanta sfumature di grigio
Marron glacés
Monte Bianco
Riso in bianco
Salmone rosa
Petti Rossi
Petti di pollo
Fettine panate
Patatine fritte
Amaro Montenegro
Rutto libero
Metti bianco celeste nella lista della censura
arancia meccanica
Black Widow… anche la Marvel è razzista…
Perlomeno abbiate il buon gusto di lasciar decidere a chi sa cos’è il razzismo per averlo vissuto sulla propria pelle, quello che è o che non è accettabile.
Tipo Smalling e Lukaku?
Si, anche.
Perché, secondo te perché oggi hanno i milioni non hanno avuto un’infanzia e un’adolescenza “normali”, non hanno parenti e amici “normali”? Prima di essere idoli di tifosi non erano, come la giocatrice della Juve che se ne è andata da Torino, semplicemente neri?
Penso che sappiano meglio di noi “bianchi” cosa sia una battuta che da fastidio.
E invece abbiamo la pretesa anche di stabilire quando e se possono offendersi.
(è una domanda retorica, so come la pensi)
caro smalling…tranquillo…tanto è carta igienica quel giornale…se toccano la juve allore ti ritrovi cristiano ronaldo maltrattato dai tifosi e non sta toccando un pallone per non dire che ha fatto cagare da quando è in italia…allora vedi se scrivessimo Cristiano grande bluff ti ritrovi crocifisso il giorno dopo…..imparerai che in italia c’è la juve che pò fa e di tutto….e dico tutto vedi juve roma con garcia dove anche l’area di rigore cambiava a seconda dei rigori dati alla juve e poi tutto il resto….benvenuto in Italia!!!
Il semplice riferimento al colore della pelle, senza attribuirvi alcun tipo di disvalore, non è razzismo.
Così si finisce per perdere di vista cosa sia davvero il razzismo.
Il titolo, per giunta in prima pagina, non sarà certo ricordato come esempio di brillante giornalismo, ma le reazioni indignate della stampa internazionale, alle quali si sono accodati i giocatori ed i due club, mi sembrano davvero esagerate e fuori luogo.
Il rischio delle definizioni fatte in casa (del tipo: il razzismo ‘secondo me’ è… oppure: il ‘vero razzismo è’ etc.) è quello di non sapere di cosa si sta parlando.
Dopo aver toccato con mano gli incredibili effetti negativi (il genocidio di Armeni, Zingari, Ukraini, Ebrei etc. in Europa nel 1900…) dell’aver creduto che l’Umanità fosse divisibile in razze (cosa priva di senso dal punto di vista biologico) è prevalsa la convinzione che porre l’accento sul colore della pelle di un altro uomo (atteggiamento che si potrebbe chiamare ‘etnocentrismo’) sottintenda che si crede nella divisibilità dell’Umanità in razze.
Convinzione che non è punita con la morte 🙃 ma che è sbagliata (dal punto di vista Scientifico) e che quindi un giornale non dovrebbe divulgare, alimentare, diffondere, condividere etc.
Ribalto il discorso. C’era davvero bisogno di fare riferimento al colore della pelle? Aggiunge qualcosa a qualunque tipo di discussione? Perché allora non far riferimento all’altezza dei giocatori, mettere in copertina i due attaccanti Lukaku e Dzeko (così almeno hai una comparazione per reparto e non per melanina) e fare una brillante battuta su chi è più dotato in centimetri?
Forse non sai che l’origine del black friday risale all’epoca dello schiavismo ed era il giorno in cui gli schiavi erano venduti a prezzi stracciati. Forse non è grave che tu non lo sappia ma un direttore di giornale….
Il parlare del colore della pelle è parlare del colore della pelle, della razza. Il mondo diviso da razze, sessualità, generi. Il futuro punta a smetterla di fare divisioni. Non capire che da questo parte tutto e che bisogna invece arrivare a parlare di esseri umani e basta è parte del problema. Ma qui nessuno si definisce razzista ma oh, se si dice scimmia è goliardia, se si da del nero e qualcuno si lamenta è un perbenista esagerato.
No, non è razzismo, è discriminazione razzista che almeno sui giornali è proprio da evitare.
PS: quella che il nome Black Friday originerebbe dalla vendita degli schiavi il giorno successivo a Thanksgiving (che è appunto il Black Friday…) è solo una leggenda messa in giro (tipo Paul Mc Cartney morto perché scalzo sulla copertina di Abbey Road…) ma non è assolutamente vera…
Al di là di questo penoso titolo (che già per il fatto di urtare la suscettibilità di gente che è abituata a vivere in paesi civili come Smalling e Lukaku ha toppato alla grande) oggi in Italia c’è un’ondata diffusa di razzismo a vari livelli (anche con la nascita di vari gruppi deliberatamente razzisti, neo-nazisti e con un’ondata di caccia alle streghe contro gli immigrati fomentata da ciarlatani), chi lo nega è ridicolo, mente o non ha mai messo il becco altrove. Tutto ciò è oggettivo, ogni tentativo di derubricarlo è un mero esercizio di ego-stile. Si respira una brutta aria oggi in Italia, molta gente è incattivita, il paese è in profondo declino e tutti i nodi di 40 anni di sprechi stanno venendo al pettine. Orgoglioso di tifare una società in prima lotta contro quello che va chiamato con il proprio nome: Razzismo.
ok DARK DOG, ma nello specifico si sta un po’ esagerando.
Quest’ondata occidentale di “politically correct” sta creando un’inquietante cortina di fumo a tutti i livelli, con conseguenze fino a poco tempo fa impensabili. Un esempio banalissimo: negli USA molti tecnici del suono vivono nell’imbarazzo di dover sistemare i microfoni alle conduttrici televisive, per paura di essere accusati di molestie (da quelle parti emergono cataste di casi letteralmente inventati).
Detto questo, spero di non essere scambiato per un nazista.
Con affetto
non concordo per nulla in quello che hai scritto oggi dare del razzista e’ diventato di moda, proprio per questo il titolo e’ stupido e fuori luogo, in altre epoche i giocatori di colore particolarmente forti erano definiti “perle nere” o “colored” e nessuno si indignava, e se volgliamo buttarla in politica se oggi come dici tu c’e’ razzismo, bhe’ la colpa e’ di chi non ascolta la gente, e la gente li sta punendo dentro le urne e con questo torniamo a parlare della Roma
Chi è che, nell’altro articolo, riportante la spazzatura titolata su carta igienica di cui stiamo parlando, ha scritto “ma quale razzismo? mi piacerebbe sentire Lukaku e Smalling al riguardo, sicuro che non ci troverebbero nulla di male”?
Ah, i poser da tastiera, moderni evoluzioni del troll di internettiana memoria.
Scusate, torniamo ad un lessico più abusato e abituato agli spolliciatori che spariscono come Gollum dinanzi ad un raggio di sole, quando la Roma vince: ballodda nun c’ha manco du spicci, er Lecce è più forte de noi, Ancellotti e Gonde quanno vengono da ballodda. Ripetere in loop, stile rosario cattolico.
Per carità, adesso non è che quel tacchino spiumato di Zazzaroni è improvvisamente diventato il Gran Maestro del Ku Klux Klan, però se ha sollevato un vespaio del genere qualche interrogativo se lo deve pur porre.
i tweet di Smalling e Lukaku sono inequivocabili.
È stato frainteso?
il Giornalista Professionista non può permettersi il lusso di essere frainteso.
Sennò che professionista è?
Bisogna stabilire se deontologicamente lo si può definire giornalista a prescindere dal fatto che sia iscritto all’albo. Anche Luca Giurato sarebbe un giornalista. Per carità sassaroni il razzismo non credo sappia realmente cosa sia. Probabilmente nel suo essere così balanzone, tipico della sua città, è convinto che dixieland sia una nuova euro disney. È semplicemente inadeguato al ruolo che gli hanno affidato, punto e basta.
Qui c’ e poco da essere razzisti,questa e’ gente che guadagna milioni, ha delle fic*e e delle auto da paura, una min*hia da 25 cm,ma non e’ che siamo noi gli inferiori e loro i razzisti! Ma facciamo subito a cambio!
Il nocciolo del razzismo è che ti colpisce sia che tu sia ricco, sia che tu sia povero, che tu sia un imbecille o un genio, che tu sia buono o cattivo. Non fa distinzioni. Sei incasellato per la tua provenienza. Sei romano? Bene, allora sei un fannullone, e la discussione finisce qui.
L’odierno direttore del corsport è lo stesso che si vantava di avere una profonda amicizia con Mihajlovic, tanto da permettersi di anticipare sul giornale da lui diretto, la malattia di mihajlovic stesso, ancor prima che lo facesse il tecnico serbo. É lo stesso soggetto che si esibiva il sabato sera a ballando con le stelle, lo stesso che ha deciso di essere il giornale para-ufficiale dell’ ss napoli soccer e che probabilmente avendo intravisto qualche prima pagina del the sun, in uno slancio di egocentrismo ne è convinto di poterne emulare la tiratura, avendone ovviamente le qualità nascoste(veramente molto nascoste) di cui solo lui forse ne è a conoscenza. Ad essere buoni, Sassaroni può essere un discreto reporter sportivo del resto del carlino, ma nulla più.
Il mio rammarico più profondo è che si sia parlato per un giorno intero, e forse per altri a venire, di un rotocalco da strapazzo che dovrebbe doverosamente chiudere i battenti per mille altri motivi. Il mio disprezzo nei confronti di ogni atteggiamento razzista è documentato in decine di post e non devo aggiungere nulla. Mi pongo una doverosa domanda però: “black” non si può più dire? Quindi nemmeno Niger o Nigeria? Eppure, nei miei anni in giro per l’Europa ho sentito molti di loro definirsi “black” parlando di se stessi. Negli anni 60 hanno coniato lo slogan “black power”. È in sé una parola priva di connotati razzisti. Dipende dall’utilizzo che se ne fa. Nel caso in oggetto, non vedo nulla di offensivo. Ma Zazzaroni mi fa schifo comunque…
concordo, aggiungerei “musica black”… nella bocca degli stessi addetti ai lavori.
Qualsiasi parola inglese può reggere una marea di significati
Alieno concordo con ciò che scrivi, si esagera col politically correct, a volte ridicolo e compulsivo-maniacale, soprattutto con riferimento alle donne, ciò non toglie che indignarsi per ululati di sedicenti neo-nazisti di curva (che pur non avendo idea di cos’è stata la seconda guerra mondiale e l’abbecedario sanno bene cosa significhino rutti, flatulenze chiassose e cosa significhi considerare esseri da malmenare e schiacciare immigrati, stranieri di etnia diverse ed altro) è segno di intelligenza, serietà, civiltà e voglia di uscire dal pantano dell’italietta cafona ed ignorante (tradotto per qualcuno tendente alla strumentazione: non tutta Italia, una parte, quella che io chiamo italietta cafona e razzistella, una parte per zio, non tutta). La tendenza tipicamente italica (spesso cervellotica e finto dotta) a derubricare e sminuire cose che in paesi civili sono da 50 anni assunti di civiltà è la cosa che più deleteria, proprio ciò di cui si alimentano gli ottusangoli razzistelli. Orgoglioso di ciò che sta facendo la nostra società su fronti caldi come razzismo, intolleranza all’insegna dei valori sani della vita.
caro DARK DOG, distinguo quotidianamente gli ottusi dagli intelligenti. Di solito, la trasferta più lunga dei primi si ferma alla palestra (battuta: per risparmiare anche la doccia a casa…).
Volevo solo sottolineare che questo tsunami mi sembra leggermente forzato, dal mio punto di vista.
Poco tempo fa un collega mi ha raccontato che, nel suo paese d’origine (Sud Italia, ma non rivelo il nome), la massa ancora non accetta l’eventuale accoppiamento tra un uomo locale con una donna dalla carnagione diversa.
Questo intristisce un po’ di più, come confermano anche le tue parole
Per me questo non è razzismo è ignoranza e chi la pensa diversamente è un fissato. Se sei nero sei nero poi non deve essere utilizzato su un titolo o quale aggettivo per distinguerti e quindi qui nasce l’ignoranza di chi ha scritto, Perché ancora non ha capito che siamo tutti esseri umani, e doveva magari fare un confronto tra due giocatori dello stesso reparto perché li riteneva decisivi. Comunque rimane che non è razzismo poi fate quello che vi pare così date solo voti a chi odia. Forza Roma! Ah giochiamo con il Parma in coppa Italia e mi interessa di più di Smalling che rimane male
Quando a Lukaku e Smalling verrà imposto di svestirsi e farsi la doccia in uno spogliatoio a parte – allora si potrà parlare di razzismo. Quel giorno sarò in prima fila per urlarlo con la veemenza possibile. Tutto il resto sono solo chiacchiere.
Ricordiamoci che Pelé nella mitologia calcistica è la Perla Nera e nessuno si è mai sognato di scorgere in quell’epiteto, invero molto suggestivo, un connotato razzista.
Il razzismo lo stanno al contrario alimentando certi tromboni con i loro allarmi isterici, quelli che lo vedono dove non esiste, mentre fanno finta di non sapere cosa succede presso i cosiddetti “popoli civili” che hanno votano le proprie “brexit”.
Amedeo se Smalling e Lukaku fanno la doccia insieme e gli casca la saponetta in terra,e ‘ meglio lasciarla li’, e lavarsi a secco!
Che il mio commento sopra potesse dar adito a risposte colorite, e pecorecce, non era quotato (mentre scrivevo mi veniva da ridere), come non era quotato che il simpatico Stefano pur peccando di fantasia ci si sarebbe buttato con tutto il suo entusiasmo.
A coloro che qui sostengono che il semplice riferimento al colore della pelle possa essere definito razzismo, vorrei chiedere se, allora, ritengono anche che commentare l’elezione di Barack Obama evidenziando che si tratta del primo presidente nero degli Stati Uniti sia razzismo
Ormai è chiaro che è in atto una vera e propria battaglia culturale in questi ambiti dove sottolineare la diversità veicola milioni di consensi ( il gioco è sempre quello di trovare un nemico da combattere ) . Ormai i movimenti metoo prolificano ( ieri un altro nel ciclismo femminile) e poi per ultimo La cyclette Peloton dove un pubblicitario idiota ha creato un video giudicato dalla stampa antifemminista facendo crollare il titolo in borsa di oltre 10 punti percentuali. Inutile discutere su ragione o torto ( personalmente condivido Amedeo che non drammatizza) piuttosto l errore marchiano lo fa Zazzaroni perché è un addetto ai lavori e andrebbe licenziato in tronco perché ha fatto cadere il giornale che dirige verso una pubblicità negativa ( un idiota).
Affinché si individui oggi il razzismo non è necessario che ci siano scuole per bianchi e scuole per neri o il ku Klux Klan, basta andare alla Garbatella o a Tor Sapienza oggi ormai nel 2020, basta andare nelle curve, presso la sede di alcuni movimenti pseudo politici, basta parlare con certa gente in Calabria, Friuli o Sicilia (e sentirete cose atroci), chi lo nega è un mentitore naif che si da delle arie da intellettuale, altro che tromboni ed isterici detto anchi ha la sensibilità e la civiltà di indignarsi. Orgoglioso della società Roma sulla posizione intrapresa contro ogni forma di razzismo ormai dilagante (l’articolo di giornale, sono d’accordo, è stupido e non razzista, quello che succede negli stadi e nelle periferie è razzismo altro che docce separate o bicentenarie scuole di bianchi e quelle per neri). Si sta forgiando una parte della società più concentrata a negare l’evidenza che ad indignarsi seriamente per le porcherie che stanno succedendo ovunque (gruppi neo-nazisti in tutt’Europa, connivenza tra mafia e curve nere, pestaggi, anziani ululanti contro ragazzi neri seduti per i fatti loro sugli autobus senza far nulla di male – fatto successo dinanzi agli occhi di un mio carissimo amico – gente che china la testa contro mafiosi che gestiscono il racket delle case popolari e poi manifesta ululando di fronte ad una legittima assegnazione di alloggio ad uno straniero, gente che imbratta simboli della cultura ebraica, nomi di antifascisti ecc.). Quest’Italia avvelenata, che imputa il proprio declino economico a chi non c’entra nulla (si riportassero allo in patria i 2 milioni di connazionali andati via dal 2008 ad oggi) non mi piace e per cambiarla lo sforzo dev’essere quello di indignarsi contro tutto ciò che è ingiusto ed incivile mentre i veri tromboni si sforzano e si sbracciano solo per cercare di fare di tutto per seppellire le ingiustizie sotto il tappeto, perché tanto per avere razzismo devono tornare gli incappucciati o è solo ingnoranza (ma mi faccia il piacere, a Copenaghen ti inchiodano per molto meno).
La notevole differenza è che la constatazione fatta su Obama non è affatto un “commento” bensì un semplice dato statistico.
“Black Friday” invece è un’antifona sgradevole, un’espressione profondamente infelice che si riferisce infatti ad un maledetto venerdì statunitense di caos infernale in cui milioni di persone si ritrovarono nella morsa di un ingorgo spaventoso fino a notte tarda (“black” anche per l’oscurità, non solo usato come connotazione negativa nella lingua inglese!) senza poter raggiungere i loro cari in tempo per festeggiare il lungo weekend del Ringraziamento (Thanksgiving).
Ecco perché in questo caso parliamo di razzismo: ci si riferisce in modo negativo al colore della pelle. Infatti, negli USA, l’espressione appropriata per identificare un uomo di colore è “Afro-American” e non certo “black”. Anche se i “white” vogliono che sia questa per farti avvertire incosciamente quanto nella storia e nella civiltà occidentale il colore “nero del peccato” e di tutte le baggianate possibili abbia sempre rappresentato il male rispetto al colore bianco, riconducibile invece alla purezza, alla saggezza (il colore di un “himation” indossato da tutti gli uomini liberi nell’antica Grecia).
Mi pare che lo slogan del movimento politico e culturale statunitense che si proponeva di rivendicare libertà e diritti per la popolazione di pelle nera ingiustamente discriminata si chiamasse “Black power”.
Per quanto mi sforzi non riesco a trovare alcunché di offensivo nel titolo del corsport il cui unico possibile significato era quello di sottolineare, con un gioco di parole legato alla giornata dei saldi prenatalizi, che due protagonisti della partita di stasera saranno giocatori di colore, senza alcuna accezione negativa
E di fatti è stata chiamata “Black power” proprio come forma provocatoria allo “White power” che definiva in modo dispregiativo “black” gli uomini di colore. Gli afroamericani hanno utilizzato lo stesso termine con cui i bianchi li offendevano per rivendicare una forma di rivalsa.
E’ come coloro che si fanno chiamare “Fucking idiots”… per sottolineare quanto sia infelice l’uscita con cui chi ha proferito tale espressione li abbia giudicati.
Il gioco di parole non è legato ai saldi pre-natalizi (semmai ai saldi del Ringraziamento, festività ben più sentita negli USA). Il nostro problema è che non siamo capici di capire la cultura statunitense… tanto quanto loro non capiscono un bel niente della nostra. Come ho già scritto sopra, la festività del venerdì nero (nessuno lavora in quel giorno tranne i commessi che, guarda caso, vengono retribuiti il doppio) è legata ad un evento fondamentalmente spiacevole negli USA (l’interminabile notte degli ingorghi a Chicago). Per uno statunitense, il modo più giusto per esorcizzare il male è quello di festeggiarlo tramite una trovata commerciale (saldi dal 50% in su e “God save the money”! perché i soldi negli USA contano più di qualsiasi altra cosa!) che negli anni si è mostrata una vincente cartina di tornasole per il PIL statunitense. Il Black Friday è diventato infatti il giorno economicamente più proficuo dell’anno capace di far impennare il Gross Domestic Product (PIL) di un’intera nazione. Noi piangiamo sulle nostre disgrazie… loro le riciclano in opportunità!
Ma l’accezione del Black Friday è storicamente negativa… sennò non sarebbe “black”.
Secondo me ti confondi coi termini “negro”, “nigger” etc. Quelli erano i nomignoli usati in modo spregiativo dai razzisti bianchi. Black non credo avesse questa accezione
Non mi confondo affatto.
“Nigger”, o addirittura ” Nigga’ ” usato dagli stessi afro-americani come guanto di sfida nei confronti dei bianchi che li insultano, è un termine offensivo e razzista.
“Black” è milioni di anni luce più leggero di “Nigger” (è vero!) ma è, per ovvi motivi demografici (gli afroamericani rappresentano appena un po’ più di 1/4 della società statunitense) ACCETTATO CON RISERVA, ovvero TOLLERATO come tanti altri termini discriminatori negli USA. Resta il fatto che in inglese-americano il termine rispettoso per identificare o riferirsi ad un uomo di colore è “Afro-American”, punto.
Nel linguaggio parlato le persone poco istruite e la massa “diversamente razzista” rispetto ai fanatici del Ku Klux Klan, non usano mai il termine “Afro-American” poiché chi in modo esplicito o chi inconsciamente per ignoranza non riesce a riconoscere l’uomo di colore “American”, ossia “Americano”!
E’ lo stesso identico caso che puoi riscontrare per i “Native Americans” o “American Indians” che ingiustamente furono chiamati dai più accaniti “conquistatori bianchi” molto più semplicemente… “Indians” per forgiare nel tempo quell’opinione congetturale tra le masse che i NATIVI statunitensi fossero bianchi!
Le parole sono pesanti come macigni.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.