Sponsor sul gioco d’azzardo bandito: i club di A scommettono all’estero

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NOTIZIE AS ROMA – L’autogol è servito. Il decreto dignità vieta qualsiasi forma di pubblicità relativa a giochi e scommesse per contrastare la piaga della ludopatia? I club della serie A si adeguano, aggirando la norma per non perdere l’introito. Per fronteggiare una misura – che ha di fatto sottratto 100 milioni annui al calcio italiano – alcune società (Roma, Juventus e ora il Bologna) hanno deciso di sottoscrivere una partnership con agenzie di scommesse all’estero per provare così a rimediare i mancati proventi pubblicitari provenienti dal settore del betting.

Un divieto, quello in vigore dal 15 luglio, che penalizza oltremodo il nostro movimento calcistico in rapporto con gli altri tornei europei. Basti pensare che il 50% delle squadre che militano in Premier (e tra queste, non c’è nessuna delle 6 big: i due Manchester, Chelsea, Liverpool, Arsenal e Tottenham) ha uno sponsor di maglia legato al settore delle scommesse (per entrate totali che vengono stimate, secondo uno studio di Sporting Intelligence, intorno ai 77 milioni di euro).

In Championship, l’equivalente della nostra serie B, il numero sale addirittura a 17 squadre su 24. Anche in Spagna, dove non vige nessuna limitazione, circa il 20% delle società è sponsorizzato da agenzie di scommesse. Un divieto che è dunque diventato un boomerang per la Lega di Serie A visto che ha avuto soltanto l’effetto di allentare gli investimenti esteri nel nostro paese. Proprio per questo motivo si sta cercando di provare a correggerlo confidando nella nuova maggioranza di Governo. La proibizione tra l’altro va ad intaccare anche altri settori.

GLI ACCORDI – L’editoria perderà ad esempio una fonte ingente di ricavo considerando che nel 2017 le entrate sono state pari a 22,7 milioni per lievitare a 40,8 nel 2018. Discorso analogo per il broadcaster: 60 milioni in meno di ricavi pubblicitari annui (stime: Confindustria Radio Tv). Tornando ai club calcistici, la Roma (che ha intanto chiuso il bilancio al 30 giugno con una perdita netta di 24,3 milioni) essendo stata costretta a interrompere il rapporto con Betway (e a rinunciare a 4,5 milioni annui sino al 2021 con possibilità di rinnovare per un’altra stagione a 6,5) ha bypassato il divieto governativo inserendo tra i propri partner commerciali Awcbet.com, quale regional betting partner per l’Asia.

In sostanza, l’intesa prevede sul mercato asiatico l’uso del marchio e delle immagini di Dzeko e compagni per promuovere la piattaforma sul digitale e nuovi media, oltre ad altre attività di marketing dedicate. La Juventus ha invece siglato un contratto con 10Bet, bookmaker maltese operativo, oltre che a Malta, in Svezia e in Irlanda. E negli ultimi giorni è toccato al Bologna che ha annunciato un accordo con Jbo per una partnership regionale relativa al continente asiatico. Anche la Lazio e Torino hanno dovuto rinunciare al loro main sponsor (rispettivamente Marathonbet, che elargiva 5 milioni annui, e Sportpesa). Marathonbet ha così deciso di spostarsi in Spagna, sottoscrivendo un nuovo rapporto con il Siviglia. L’ennesima dimostrazione di come il decreto dignità faccia perdere investimenti esteri all’Italia.

(Il Messaggero, S. Carina)

9 Commenti

  1. Allora massí pensiamo più ai soldi e lasciamo andare in giro i ludopati a rovinarsi la vita, un chiaro esempio di come il sistema vada a marcire giorno per giorno.

  2. Verità a questo punto direi di eliminare totalmente anche l’alcohol, la grappa dai bar, le automobili veloci, il tabacco, i locali perché sennò i giovani investono con le auto il sabato, eliminiamo tutto e chiudiamoci in casa. Demago-cinque stelle ghigliottinitalia, una presa di posizione dogmatica e fasulla che fa solo populismo senza risolvere nulla, le scommesse esistono da sempre, il buon senso e la razionalità sono un dovere di ognuno di noi, se uno sponsor su una maglia ci induce alla ludopatia vuol dire che non siamo pronti per vivere una vita sociale.

    • Ti sbagli è il contrario, è la vita sociale che induce molti alla ludopatia e non sono certo le magliette a farli tentennare, e per quanto riguarda i tabacchi sono stati banditi da un pezzo nel calcio. Le scommesse sono spaccio legalizzato

  3. Questo capita quando si mettono i bambini che vogliono fare i moralisti d’accatto a decidere le sorti di una nazione.
    Con questa crisi che c’è, se mandiamo via quelle poche aziende che ancora vogliono mettere soldi su qualcosa, siamo proprio dei volpini

  4. Uno dei più grandi mali del calcio è “il CALCIO SCOMMESSE”!!! L’idea che la mia squadra si avvalga di ” certi” sponsor non mi ha mai entusiasmato! È come involontariamente, favorire un certo marciume. Soprattutto se si considera che dove c’è un giro di danaro spropositato ci sono sempre malfattori alle sue spalle… Ragion per cui apprezzo molto più chi, come in Inghilterra tra le squadre più blasonate, cerca altrove i propri sponsor. Forza Roma, mantieni la tua immagine immacolata. Ti amerei e stimerei ancor più, se possibile…

  5. Verità, nel massimo rispetto, non condivido neanche l’1% di ciò che scrivi, io conosco dozzine di persone che scommettono (€.10 al mese magari) senza essere affetti da ludopatia o mandare le famiglie in rovina. Io amo il whisky, in particolare lo scotch, ma non mi ubriaco, ne bevo con coscienza e moderazione ogni tanto. Il mondo non si può fermare sulla base dei principi di paura ed immoralità, noi vietiamo la prostituzione e la mafia la mette legalmente in strada (con la gente che vi va uguale a mign@xe). Ognuno deve avere coscienza di ciò che fa o è meglio chiudersi in un’ampolla d’acciaio per non fare danni a se stessi ed agli altri. Questa storia poi finisce in una pagliacciata con i club che scommettono all’estero.

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