Toni: “Lo scudetto perso con la Roma l’unico rimpianto della mia carriera. Dovbyk? Mi piace, ma qui la pressione è diversa”

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Intervistato dall’edizione odierna de Il Messaggero, l’ex attaccante giallorosso Luca Toni racconta la sua nuova vita in tv e ripercorre la sua carriera di calciatore: tanti ricordi a Roma, dove ha mantenuto un bel rapporto con Francesco Totti anche fuori dal campo. Ecco un estratto dell’intervista:

Da Totti alla Roma. Partiamo dai ricordi?
“Sì, lo scudetto perso. Che gioia sarebbe stata, per me e per la gente. Sono stato bene in quei mesi romani, quel mancato trionfo è l’unico rimpianto della mia carriera.”
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E adesso la Roma è di nuovo competitiva.
“Mi fa piacere, è bello rivederla nelle prime posizioni.”

Con un allenatore bravo, no?
“Gasperini ha fatto molto bene all’Atalanta, Roma rispetto a Bergamo è un’altra cosa, ma ha portato entusiasmo.”

La Roma è in grado di reggere e rimanere ai piani alti?
“Forse serve qualche giocatore in più, le manca un centravanti da 20 gol, ma a quanto vedo è un problema di tutte le squadre.”

Le piace Dovbyk?
“A De Rossi piaceva, a me pure. È un centravanti con fisico, poi, si sa, se non segni è un problema. Del resto, la maglia della Roma pesa, all’estero i giocatori hanno molte meno pressioni, bisogna che un calciatore si abitui.”
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Fonte: Il Messaggero

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8 Commenti

  1. Quell’anno che ricorda Toni (2010) ero convinto che la Roma avrebbe vinto lo scudetto. Mi pareva che una volta tanto la Dea Fortuna girasse a nostro favore e per questo il contraccolpo che ho avuto è stato maggiore, tanto che da allora non sono più andato all’Olimpico, pensando che portasse iella. Tutte le delusioni sportive romaniste si sono consumate la’ dentro, per colmo d’ironia.

    • Se volevamo una vita facile, si tifava per le strisciate.
      Dopo tante amarezze, prima o poi arriveranno gioie anche per noi.

    • Non solo l’Olimpico, anche Lecce Roma e Venezia Roma del 2002 che praticamente terminarono il sogno del secondo scudetto attaccato della Roma e Roma Siviglia.

    • Il primo anno ha fatto benissimo, e ci si aspettava che migliorasse il secondo e invece no. Esattamente come successe con Abraham. Chissà perché a volte accade così. Chi è veramente forte e completo ha bisogno di tempo e chi è scarso tecnicamente spacca all’inizio e poi implode?

    • Per me accade il contrario, Un attaccante nuovo che arriva in Italia è poco conosciuto dagli avversari e trova maggiori spazi. Una volta che i difensori ne studiano i movimenti e le abitudini se sono scarsi non la beccano più.

    • io sti numeri da capogiro non li ho visti l’anno scorso. In campionato ha segnato 12 gol, secondo voi sono tanti?
      A suo favore va detto che molti di questi gol erano decisivi, ma da qui a dire “ha fatto benissimo” ce ne passa

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