Totti: «Applausi alla Curva Sud»

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NOTIZIE AS ROMA (IL ROMANISTA, T. CAGNUCCI) – Francesco Totti, due punti, aperte le virgolette: «Applaudo i tifosi della Curva Sud… Mi sono commosso a vedere Giorgio Rossi… Le passioni di quel Campo devono continuare a vivere». Punto. A capo ci vanno i commenti che sono facili: queste sono parole di un capitano della Roma. Perché la Roma ha avuto tanti capitani ma tutti grandi, veri, romanisti, romani: Ferraris IV, Bernardini, Amadei, Guarnacci, Di Bartolomei, Giannini, Totti… Tutti figli della stessa storia, tutti figli di Testaccio. Totti a Testaccio ci ha festeggiato (come trequarti di Roma) il terzo scudetto, Totti a Testaccio durante la Mostra per gli 80 anni della Roma vide una foto degli spalti di un derby al Flaminio la indicò e disse a un amico: «Lo vedi quel puntino ero io». Stava a tifare la Roma quand’era ragazzino contro la lazio.

Com’è giusto che sia, come storia, come tradizione, come un testaccino. Lo scandalo di Totti, lo scandalo che nessuno ha ancora colto appieno, è che Totti è tifoso della Roma ancora di più di quanto è forte (e d’altronde così forte, così sempre forte per vent’anni, tu non ci puoi essere se a quella “cosa” non dai tutto). Allora Totti ieri- mentre a Craven Cottage c’era uno striscione che si chiedeva dove fosse – ha rimesso i puntini sulla storia, esattamente due punti, aperte le virgolette: «Volevo applaudire i tifosi della Roma per l’iniziativa di Campo Testaccio, un gesto romanista, molto romanista per salvare la storia e le tradizioni e le passioni che sono state vissute da quel campo e che spero continueranno a vivere perché Roma e la Roma sono e saranno sempre realtà storiche e sportive uniche nel mondo. Mi sono commosso a vedere Giorgio sul campo… Lui e i tifosi della Curva Sud hanno dato l’esempio. Poi Giorgio, e lui lo sa, per me è sempre l’unico inimitabile Giorgio. Un pezzo di Roma, come Campo Testaccio». Punto. Come è lui.

Totti e Testaccio c’hanno pure la stessa iniziale. Totti è un po’ come quel campo che “mai nessuno ce passerà”. Non è mai passato Totti. Non s’è mai venduto apposta è stato invendibile, potrebbe giocare altri mille anni e magari lo farà. E no, in uno stadio Ethiad qualsiasi. Un giorno come domenica appoggiata alla rete ci sarà una bandiera di un Capitano della Roma che guarda il campo, mentre i suoi tifosi lo ripuliscono, seminano futuro, e un massaggiatore, un uomo cogli anni giusti per definirlo semplicemente il più grande, che si commuove a pensare a quello che sta accadendo. E’ un futuro già accaduto domenica, è questa fantastica storia della Roma. Che Totti parli di Testaccio non è scontato, soprattutto in questi tempi dove qualsiasi retorica e qualsiasi “politically correct” hanno preso il sopravvento sui sentimenti. Se lo fa è perché Totti, e questo molti lo devono ancora capire, c’ha tanta Roma dentro e in passato ha sofferto quando con quel pezzo di Curva non riusciva a dirsi le parole giuste.

Poi un po’ tutti hanno capito che contano i fatti, i gesti, gli occhi: «Io applaudo la CurvaSud. Loro e Giorgio Rossi hanno dato l’esempio». Chiuse le virgolette, punto. A Trigoria l’hanno definita «emozionale». Per indicare che oltre i cimeli ci sarà di più, ci saranno delle installazioni, ci sarà un percorso preciso, ci saranno delle sensazioni particolari che proverà il tifoso giallorosso. Non sarà una roba qualsiasi “Roma ti amo”, la mostra ideata da Arthemisia Group che si terrà dal 18 febbraio al 20 luglio 2004 alla Factory Pelanda, presso l’ex Mattatoio di Testaccio, e che sarà presentata domani alle 11,30 alla stampa alla presenza del CEO Italo Zanzi, del diggì Mauro Baldissoni e dei vertici di Arthemisia Group.

Nonostante la vicinanza a Campo Testaccio, la mostra non avrà però nulla a che vedere con la (ri)valorizzazione della mitica casa della Roma. Né ci saranno richiami a un’altra mostra, divenuta storica, che si è tenuta nel 2007 proprio lì all’ex Mattatoio: quella organizzata dall’UTR che sei anni fa celebrò così gli 80 anni dell’As Roma. Prepariamoci comunque a un’altra scorpacciata romanista, prepariamoci a un altro appuntamento, a un progetto che in società hanno accolto e sostenuto.

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