Friedkin vs De Laurentiis, modelli opposti: investimenti record contro sostenibilità

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Non potrebbero essere più lontani, per storia e filosofia, Aurelio De Laurentiis e Dan Friedkin, accomunati solo da una passione per il cinema. E non potrebbero essere più diversi i modelli gestionali di Napoli e Roma, che stasera si affrontano al Maradona in una sfida che vale un pezzo di Champions.

Da una parte De Laurentiis, antesignano di fatto del fair play finanziario: il Napoli rilevato nel 2004 dalla curatela fallimentare, un prestito da 32 milioni con UniCredit e un percorso virtuoso che nel giro di tre anni porta al rimborso totale del debito e all’autosufficienza del club. Un modello sostenibile, costruito gradualmente, senza esposizioni strutturali.

Dall’altra Friedkin, che in appena cinque stagioni ha superato il miliardo di euro di investimenti nella Roma. L’acquisizione del pacchetto di maggioranza nel 2020 (199 milioni cash, enterprise value da 591 milioni), il successivo delisting da Piazza Affari (37 milioni) e soprattutto le continue immissioni di capitale: 824 milioni tra prestiti e versamenti poi convertiti in equity. Numeri senza precedenti in Serie A.

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È vero: Friedkin eredita una Roma già stabilmente in Europa, mentre De Laurentiis parte dalle macerie di un fallimento e dalla Serie C. Ma anche isolando i soli apporti di capitale, la sproporzione resta enorme: 16 milioni contro 824. Nessun altro proprietario del campionato italiano si è avvicinato a queste cifre. Per confronto, Juventus ha ricevuto 446 milioni da Exor nello stesso arco temporale, mentre il Parma di Krause si ferma a 438.

Sul piano dei risultati economici, la Roma di Friedkin resta strutturalmente in perdita, pur con un trend in miglioramento: dal -185 milioni del 2020-21 ai -54 del 2024-25, per un rosso aggregato di 642 milioni. Sul campo, invece, una bacheca che conta una Conference League e una finale di Europa League, ma anche piazzamenti costantemente fuori dalla Champions.

Il punto è tutto qui: i soldi non bastano. Serve una visione chiara, soprattutto nella costruzione della rosa e nel player trading. È anche per questo che la Roma ha scelto Gasperini: per provare a dare una direzione tecnica e strategica a un progetto che, finora, ha investito tantissimo ma raccolto meno di quanto sperato.

Due modelli opposti, una stessa ambizione. Stasera, al Maradona, non si sfidano solo Napoli e Roma: si confrontano due idee radicalmente diverse di calcio e di impresa.

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Fonte: Gazzetta dello Sport

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21 Commenti

  1. Coi soldi di friedkin e la gestione di de laurentiis avremmo vinto la champions.Nessuna simpatia per il barbetta ma sono fatti.

    • Infatti si vede BENE la differenza nei risultati conseguiti…
      Il Napoli VINCE o sta tra le prime quattro.
      E la Roma è tra le primissime…per i RISPARMI!

    • Solito articolo Gazzettistico al miele per vendere copie o abbonamenti nel global south italiano.

      De Laurentis ha preso un napoli fallito, ha creato il Napoli Soccer senza debiti (tabula rasa – salvo poi finanziarlo con unicredit con un prestito probabilmente garantito), e in champions ci é tornato alla sua settima stagione complice una crisi di potere nelle strisciate. Nel frattempo: calciopoli, una promozione in B fallita. Primo titolo nella stagione numero 8. E primo scudetto (bravi loro) alla 19ma. Due scudetti, e altrettanti anni in C.

      I Friedkin hanno rilevato una roma tecnicamente di proprietá delle banche (o fallita come la vogliamo vedere) – con un monte ingaggi esagerato fatto da Piomboni (ci ricordiamo dei vari Nzonzi, Pastore, Santon, i portieri lampione) e un debito da piccola nazione oceanica che ci ha portato nel cappio del FFP. Certo, “stabilmente” in europa – ma zavorrati.

      Modelli di gestioni diversi, ma circostanze altrettanto diverse. Mi chiedo se ci fanno fare lo stadio, usciamo dall’iniquo FFP e iniziamo a imbeccare lo scouting, dove saremo noi alla 8a stagione (questa é la 6a). Roma non fu fatta in un giorno.

    • Forse anche senza i soldi di Friedkin,ma solo con De Lautentiis…almeno,i fatti purtroppo dicono questo…

    • Tocca dirglielo ai Friedkin, la prossima volta aspetta che la societa’ fallisca e riparta dalla serie C prima di accollarti tutti I debiti.

  2. Confronta la rosa trovata da Pallotta con quella rilevata da Friedkin (è sufficiente uno sguardo su Internet) e poi riscrivi il concetto di “ereditare una squadra stabilmente in Europa ” amico giornalista…🙂

  3. Io non ne posso più di questi giornalai che tessono le lodi di De Laurentis come grande amministratore di calcio senza che nessuno, dico nessuno, evidenzi come abbia avuto la società Napoli a costo zero e zero debiti da ripianare. Se Friedkin avesse avuto la Roma alle medesime condizioni, vista la sua disponibilità economica, dove sarebbe la Roma oggi? Sempre a carico di ADL: ma l’indice di liquidità simil Lotito? La questione passaggio di denaro in nero del caso Osimen, che fine ha fatto? Avrà sicuramente dei meriti ma per favore vediamo anche il resto.

  4. Bell’articolo!! Chiaro, preciso ed esauriente. La visione strategica e sportiva deve per forza coniugarsi con quella economico/finanziaria. L’unica pecca – al momento – di questa gestione è proprio quella di non aver pensato – già anni fa – a professionisti del pallone italico e di essersi affidato ad algoritmi o nomi esotici che poi abbiamo visto a cosa ci hanno portato. Conference a parte. Speriamo che imparino dai propri errori e che da quest’anno in poi anche a livello sportivo ci sia una impronta decisa, autorevole e di qualità.

  5. Non sono certo un esperto di Finanza, ma De Laurentiis ha aspettato che il Napoli fallisse e sprofondasse in serie C per risollevarlo con un esborso di pochi milioni…
    Da tifoso non ammiro certo questo modello gestionale…

    • Sì, infatti grazie a questo ha potuto investire somme relativamente modeste, cercando nel frattempo di individuare giovani promettenti pagati poco e rivenduti a moltissimo, con i quali finanziare gli acquisti futuri. Così con i Lavezzi e gli Hamsik ha scalato la classifica, poi con Cavani & C. è iniziato il ciclo di trading positivo che ha portato il Napoli a lottare stabilmente per i primi posti.
      Friedkin invece ha trovato una squadra con giocatori importanti e dai costi elevatissimi, che si reggeva in equilibrio con i proventi della qualificazione champions e vendendo ogni anno un pezzo pregiato. I debiti pregressi sono rimasti (a differenza del Napoli, che è fallito lasciando insoddisfatti i creditori). È bastato sbagliare una campagna acquisti (grazie Monchi) per perdere il giro giusto e trovarsi ogni anno con un gap economico con le piú forti, scavalcato da chi, come Napoli ed Atalanta, ha costruito a piccoli passi squadre forti.
      Ora peró le cose stanno cambiando, la Roma ha ringiovanito la rosa restando competitiva, il Napoli ha sbagliato campagna acquisti e si trova con una rosa costosa ed invecchiata.
      Se riuscissimo ad arrivare davanti, in CL, potremmo fare il salto di qualità a sue spese

  6. Il napoli usa un rientro dell’ammortamento diverso (perfettamente legale) da quello comunemente usato dalle altre società e questo a livello europeo porta enormi benefici, ma un piccolo danno a livello italiano (per il tipo di regolamenti esistenti): mentre la maggioranza delle squadre, ripartisce l’ammortamento in quote costanti per il numero di anni del contratto, il napoli sconta un’ammortamento a quote decrescenti, molto nei primi due anni e pochissimo negli altri. Questo da un vantaggio nel breve termine (soprattutto a livello di FFP europeo), in caso di cessione dopo pochi anni, si registra una grande plus, ma produce anche difficoltà sul costo del lavoro, in relazione alle entrate del club (soprattutto a livello di regolamento italiano), motivo per cui il napoli si è trovato con l’ultimo mercato bloccato, per infrazione al FFP italiano (ma il furbo del dela, già ha acchittato la protesta per far si che la situazione in Italia cambi e si avvicini a quello uefa). Inoltre il dela ha avuto, in parte la capacità ed in parte (anche se deve essere dimostrato), la “furbizia” di acquistare a poco e vendere a tanto i giocatori, trovandosi entrate molto, molto elevate! Infine, il dela è sempre stato addentro alle cose italiane, prima in associazione con lotito, poi da solo oggi è al pari di un moggi o galliani degli anni d’oro. Indubbiamente il napoli ha acquisito prestigio nelle stanze italiane e anche sulla stampa (la rosea sono anni che ne parla bene, come quarta squadra dopo le tre strisciate)! Poi, ma questo lo ammetto è una mia cattiveria personale, (ma io lo penso veramente), a livello di giustizia sportiva, spesso i giudici sono napoletani (di nascita) e ogni multa o ogni decisione viene presa con la mano di velluto (si pensi per esempio ai vecchi insulti di razzismo territoriale: ogni coro contro napoli era pesantemente punito; ogni coro fatto da loro verso altri… no!)

    • Il tuo intervento, che condivido, spiega per quale motivo la “visione chiara” dell’articolo serve, è importante, ma non basta mica. I legami di Palazzo stabiliti da DeLa e Lotito (il secondo per fare strada al primo, in una strategia palesemente anticomunista, aggiungo io) fanno la differenza tra chi la visione la ha avuta senza i soldi dei Friedkin non vincendo (la nostra Roma pre-americani vi ricorda qualcosa??) e chi ce la ha e ai trofei ci arriva, con una buona dose di arbitri, Palazzo, alleanze, stampa etc. oltre alla tanto ammirata “visione”.

  7. Come ha scritto Lupacremona correttamente, l’analisi tra i due non ha gli stessi punti di partenza!
    Aggiungerei che, posto che il DeLa non è fesso ed ha fatto bene il suo, a situazioni invertite oggi la distanza tra noi ed il Napoli sarebbe ABISSALE a favore della Roma.
    Per la serie i Friedkin avrebbero fatto molto di più perché il miliardo lo avrebbero immesso SOLO PER TOP ma DeLa quella cifra NON L’AVREBBE MAI INVESTITA!!!
    Ma de che stamo a parla’…!!!
    FORZA ROMA

  8. – Per vincere la Conference bisogna arrivare 6/7 in campionato. Quello per me continua a NON essere un grande traguardo da sbandierare.
    – Due scudetti vinti dal Napoli quelli sono veri traguardi.
    – La squadra che trionfò 3-0 contro Messi e compagni aveva due soli giocatori ereditati da Pallotta: De Rossi e Florenzi, evidentemente si erano fatti ottimi acquisti in quegli anni cosa che non è stato fatto ora.

  9. La gestione della Roma in futuro dovrà per forza di cose tendere al modus operandi del Napoli. Già quest’ estate vedremo grossi tagli a stipendi più o meno regalati. A cominciare da Dybala

    • Guarda che la Roma già fa quello che ha fatto il Napoli.
      Qui si parla dei Friedkin che hanno ereditato una situazione DEBITORIA con giocatori che già avevano un ingaggio alto!
      Quelli del Napoli da quando è stato acquisito da DeLa sono andati comunque a salire, magari per poi fermarsi..
      Ma vendili tu tutti quelli che la Roma aveva co’ quegli stipendi!!!
      Tanto è vero che per anni ce so’ tornati indietro dopo i prestiti, gravando nel frattempo sul monte ingaggi, fino ad arrivare ad esaurimento del contratto…
      Scusa sai.
      Ma diciamo le cose come stanno, non a metà.
      FORZA ROMA

  10. Personalmente non ho certo simpatia per il personaggio A.D.L. ,anzi , il contrario. Però, non si può ,non riconoscere la sua abilità manageriale. Basta andare indietro negli anni e vedere acquisti e cessioni , comprare a poco e rivendere a tanto con un bilancio invidiabile , magari , avesse preso la Roma anziché il Napoli. La proprietà americana ha messo tanto denaro ma per la gestione si è spesso affidata a persone sbagliate che hanno creato grossi buchi nel bilancio societario , un esempio ma non certo il solo , è Monchi.

  11. Non capisco cosa vuoi dire Romolus , il Napoli di A.D.L. non è mai sprofondato in C , lui lo ha preso dopo il fallimento e lo ha portato dove sappiamo . Poi ripeto , il personaggio non mi piace ma se arriva un qualsiasi soggetto , anche antipatico e , ci fa vincere scudetti e coppe ,lo accetto ugualmente.

  12. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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