Alla vigilia di Roma-Real Madrid, uno degli appuntamenti più attesi della stagione giallorossa, Gian Piero Gasperini interviene in conferenza stampa da Trigoria per presentare la sfida di Champions League in programma domani sera all’Olimpico.
Il tecnico farà il punto sulle condizioni della squadra, sulle possibili scelte di formazione e sulle insidie rappresentate dai blancos di José Mourinho, atteso per la prima volta da avversario nello stadio che per quasi tre anni è stato casa sua. Segui in diretta su Giallorossi.net tutte le parole di Gasperini.
Arriva una delle squadre più ricche di campioni al mondo, che però fatica a trovare la giusta chimica.
Questo non lo so. Per noi è un buon momento, abbiamo voglia di misurarci con una delle migliori squadre d’Europa, anche se forse ha ancora bisogno di un po’ di rodaggio. Resta comunque una squadra che ha battuto l’Inter. Sarà una partita di grande prestigio, importante anche per la classifica.
Cosa deve fare la Roma per avvicinarsi al Real Madrid?
È difficile prendere il Real Madrid come metro di paragone, non è questo il confronto che dobbiamo fare. Dobbiamo misurarci sul campo, pensando alla partita che ci aspetta. Abbiamo già affrontato Inter e Como, due delle migliori squadre d’Italia, con l’Inter che è anche tra le migliori d’Europa. Il nostro obiettivo è capire quanto possiamo essere competitivi.
Che tipo di riconoscimento si aspetta per Mourinho?
Tra Mourinho e i tifosi della Roma c’è stato un amore importante. Credo che meriti il riconoscimento della gente. Poi, quando inizierà la partita, tutti i sentimenti verranno messi da parte e i tifosi della Roma penseranno soltanto a sostenere la propria squadra.
Rispetto alla Roma di Mourinho, che squadra è questa?
Sono squadre diverse, ognuna con le proprie caratteristiche. Quella era una Roma che viveva un grande entusiasmo, anche per l’arrivo della nuova proprietà. Questa è una squadra che sta crescendo, molto tosta e convinta dei propri mezzi. All’interno del nostro gruppo c’è un ambiente fantastico ed è comunque una squadra che è riuscita a tornare in Champions League. A volte questo traguardo è persino più importante di un trofeo, perché garantisce al club risorse fondamentali per continuare a migliorarsi.
Chiederà Endrick a Mourinho a fine partita?
Non credo. In questo momento il mercato di gennaio non ci interessa. Abbiamo iniziato un percorso di partite importanti e siamo concentrati su quello. Domani sarà un evento che qui manca da tanto tempo.
Contro squadre di questo livello l’atteggiamento difensivo deve essere sempre lo stesso?
Nel secondo tempo contro il Como, quando sei in inferiorità numerica, la partita diventa inevitabilmente diversa. Il nostro atteggiamento ci ha portato a conquistare la Champions League. È chiaro che conosciamo il valore del Real Madrid, ma non è la prima squadra di alto livello che affrontiamo. Il Real è una di quelle squadre che, proprio quando pensi di poterla mettere in difficoltà, riesce a segnarti. È una caratteristica delle grandi formazioni, che hanno giocatori di enorme qualità. Non credo che la Roma debba snaturare le proprie caratteristiche.
Pensa di poter ripartire dal fatto di essere arrivato molto vicino a vincere la Champions League con l’Atalanta?
Chiaramente è il mio obiettivo e la mia speranza. L’Atalanta partiva da una posizione più bassa rispetto alla Roma. Non ha vinto la Champions League, ma è riuscita a conquistare l’Europa League, una competizione molto complicata. È un discorso che riguarda tutte le squadre italiane, visto che la Champions manca dal 2010. In questo momento non possiamo fare proclami, dobbiamo pensare a coltivare ciascuno il proprio orticello e continuare a crescere. Il percorso è ancora molto lungo.
Ha affrontato molte volte Mourinho e nelle ultime tre sfide ha ottenuto due vittorie e un pareggio. Cosa rende speciale Mourinho? E se potesse prendere una sola cosa da lui, quale sarebbe?
C’era l’Inter di Mourinho, che era una squadra molto forte e contro la quale era difficile vincere. Poi l’ho affrontato quando allenava la Roma e io ero all’Atalanta. Per José parlano i risultati: è uno degli allenatori più vincenti in assoluto. Se potessi prendere qualcosa da lui, sceglierei la sua capacità di creare empatia e di convincere le società ad acquistare giocatori straordinari, investendo cifre importanti. Questo è fantastico.
Come ha trovato la squadra dopo la partita contro il Como? Come stanno Koulierakis e Cristante?*
Koulierakis è rientrato ieri in gruppo, mentre per Cristante ci vorrà ancora un po’ di tempo. Ieri abbiamo svolto un buon allenamento con chi non ha giocato contro il Como, mentre con gli altri ci alleneremo per la prima volta oggi. Non ci sono problemi fisici particolari, ma dovremo valutare il recupero dei giocatori dopo una partita molto dispendiosa. In questo momento, però, abbiamo il morale giusto per affrontare sfide di questo livello.
In Spagna si dice che il Real Madrid non riesca a giocare bene a calcio. Che ne pensa?
Forse ha bisogno di qualche partita di rodaggio dopo il cambio di allenatore. Ha però grandissime risorse e con il tempo potrà soltanto crescere. Rimane una squadra pericolosissima, in grado di vincere qualsiasi partita. Dal punto di vista estetico ha ancora dei margini di miglioramento, ma credo che con il tempo riuscirà a esprimersi meglio.
Dove colloca il Real Madrid tra le migliori squadre d’Europa?
Bisognerà vedere come andrà questa Champions League. Quando davanti hai giocatori come Mbappé, Vinicius e gli altri, hai a disposizione campioni straordinari, capaci di risolvere una partita in qualsiasi momento, anche se magari perdi qualcosa in termini di compattezza. In questo momento è una squadra che deve ancora trovare la propria identità. La Champions gli sarà utile, anche perché è una competizione che rappresenta casa sua. Sarà importante confrontarsi con avversarie che magari sembrano più organizzate come squadra, ma che non hanno la stessa qualità individuale. Sarà proprio la Champions a dirci dove si collocherà il Real Madrid quest’anno.

Contro Mbappe e Vinicius ci vuole il nostro Flash Mancini. Forza Mancio che gli mangi in velocita. Assolutamente in panchina Balerdi lento com’e’.
io rivoglio l’attacco Pellegrini-Dybala-Malen!
Mister d’accordo sull’obiettivo di non snaturarsi, ma prendi in conto che il Real ama farti credere che lo domini per poi colpirti in contropiede: trova un modo quale che sia per evitare che Mancini si ritrovi ad affrontare in campo aperto Vinicius o Mbappé.
ozzy la sfera di cristallo non ce l’ha nessuno di noi. Ma è un FATTO che Gasperini al suo primo anno a Roma ci ha riportato nell’Europa che conta, dopo 8 anni a galleggiare tra 5i e 7mi posti.
Arrivato tra mille riserve e pregiudizi, ha chiuso la bocca a tanti soloni da divano con i risultati.
Malen lo ha voluto Gasperini, così come Wesley, oggi sono pilastri di questa Roma
E’ andato tutto bene? No, ma si sapeva che il suo progetto ha bisogno di tempo e i primi frutti li stiamo vedendo.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.