Aldair: “Roma è fede e vita. Ndicka quello che mi somiglia di più. Feci infuriare Sensi firmando per l’Inter…”

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Aldair, leggenda della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del Corriere dello Sport nel giorno del suo sessantesimo compleanno. Tra i vari temi trattati si è soffermato sulla sua avventura nel club giallorosso e sul big match di oggi contro il Napoli. Ecco le sue parole: «Questa città è tutto per me. Amore, fede, vita. Non potevo che festeggiare qui il grande traguardo».

Uno in particolare?
«Due, in realtà. Il Mondiale che ha dato felicità a un intero Paese, e lo scudetto perché ha scatenato un popolo. Romanisti e brasiliani si somigliano tanto, per questo è stato facile, 35 anni fa, scegliere la Capitale».

Tredici anni d’amore, ma ci sono stati del momenti in cui la Roma è sembrata più lontana?
«Una volta mi cercò il Tottenham, un’altra volta invece l’Inter, con cui firmai addirittura un pre-contratto. Nel 1999 non riuscivo più a sostenere gli allenamenti di Zeman, ma Sensi si infuriò perché voleva che restassi. Mi propose un triennale contro il biennale dei nerazzurri. Rimasi e fu una fortuna per tutti».
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Il rapporto con Franco Sensi?
«Bello, sincero. Quando si trattava di parlare del contratto, a volte era un po’ duro: non voleva perdermi per nessun motivo. Ma a livello personale è stato sempre gentile con me».

Roma-Napoli?
«Sarà una partita favolosa, tatticamente interessante, tra due squadre aggressive e piene di qualità. Difficile fare pronostici, il sogno naturalmente è uno solo e a tinte giallorosse».

Wesley?
«È bravo, è già cresciuto moltissimo. Aspettiamo però a paragonarlo ai big brasiliani del passato. Deve migliorare la fase difensiva, ma è un giocatore dal grande futuro».

Mancini e Ndicka?
«Mi piacciono entrambi, insieme sono fortissimi perché si completano. Ndicka mi somiglia di più, è veloce e scaltro negli anticipi, ma anche Mancini è forte».

Gasperini?
«È bravissimo, capace. La piazza era diffidente all’inizio, ma i risultati ottenuti gli hanno permesso di lavorare in serenità. Può davvero fare grandi cose alla Roma».

Il domandone finale sulla Roma e lo scudetto…
«Bisogna crederci. Bisogna sempre puntare al massimo, specie quando sei davanti a tutti in classifica. Fuori da Trigoria magari è meglio veicolare un altro messaggio, fanno bene a tenere il profilo basso, ma dentro devono convincersi di poterci riuscire. Le altre squadre stanno tutte li, non vedo una favorita o qualcuno nettamente più forte della Roma. È un campionato equilibrato al vertice e la Roma ha la possibilità di arrivare più in alto di tutti».
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Fonte: Corriere dello Sport

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18 Commenti

  1. Per chi come me che è arrivato alla soglia della mezza età e ti ha visto giocare sei e rimarrai uno dei difensori più forti della Roma e soprattutto un vero romanista

    • Non solo il difensore piu’ forte della storia della Roma, un campione del mondo, ma anche un uomo estremente semplice fuori dal campo (incontrato post ritiro in un centro commerciale).
      Ha sempre incarnato Roma in tutti i suoi aspetti.
      Felice di aver avuto la possibilita’ di vederlo giocare dal vivo.

  2. caro Aldair sei stato il primo difensore brasiliano tanto è vero che quando la Roma ti acquistò dal Benfica pensai che fosse sprecato il posto da straniero per un difensore del tuo paese poi le prestazioni e l’attaccamento alla maglia mi hanno fatto cambiare presto idea vorrei rivolgerti una domanda…..forse non è il tuo lavoro ma è possibile che in tutti questi anni non sei stato capace di segnalare un talento alla tua Roma? così come tanti altri per carità ma da te.mi aspettavo qualche segnalazione più che commenti di chi è già qua

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