Aquilani: “Lasciare la Roma è stato un trauma. Sorpreso da Zalewski. Mou? Una fortuna che sia in Italia”

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NOTIZIE AS ROMA –  Alberto Aquilani, con le tre Coppe Italia e una Supercoppa vinte alla guida della Primavera della Fiorentina, ha davanti a sé la prospettiva di una carriera da allenatore. L’ex centrocampista della Roma parla oggi a La Repubblica (M. Pinci):

Un giovane che l’ha sorpresa in questa stagione di Serie A?
Mi ha sorpreso tanto Zalewski. Lo scorso anno l’ho affrontato con la Primavera e non mi aspettavo un impatto così importante con i grandi. E’ stato coraggioso Mourinho, facendolo giocare in un ruolo in cui non pensavo potesse giocare: l’avevo visto esterno offensivo, mezzala, ora in Serie A addirittura terzino. Ci voleva visione, non la hanno tutti. E’ una fortuna che in Italia ci sia uno come José.

Lei consiglierebbe ai ragazzi di andare all’estero?
Lasciare Roma per me è stato un trauma, pensavo di stare lì per sempre. A Liverpool ho trovato una cultura diversa nel lavoro, in Portogallo ho visto grandi talenti e strutture superiori a quelle italiane. La Spagna l’ho scelta perché volevo giocare in Liga.

L’Italia ha un problema a far emergere calciatori di talento. Perché?
Il tema è delicato. Per prima cosa, serve più coraggio. Buttare dentro un ragazzo anche quando non è pronto, perché il campionato Primavera non ti forma per la Serie A. A meno che tu non sia un fenomeno, ma io tutti questi fenomeni in Italia non li vedo.

Fonte: La Repubblica

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10 Commenti

  1. l’italia non ha più talenti perchè i bambini vengono educati al calcio.
    lasciateli giocare sull’asfalto, e dopo la prima volta che avranno saggiato l’asfalto, inventeranno dribbling e trick per non saggiarlo più. come facevamo noi.
    guardate un’intervista a Krujff, dirà la stessa cosa: “ho inventato la Krujff-velt (il suo trick più famoso) perchè altrimenti mi facevano cadere in terra e faceva male”.
    nelle scuole-calcio, invece vengono per lo più educati al gioco, e non istruiti (educazione è la riproduzione di comportamenti socialmente accettati, l’istruzione è mettere a disposizione i mezzi di interpretazione della realtà, differenza mai abbastanza sottolineata nella nostra società, dove i 2 concetti tendono a confondersi).
    per capirsi: ci sono allenatori (il primo che mi viene ora in mente, oltre a Mou, è Klopp), che istruiscono i loro giocatori: danno loro dei principi di gioco, che sono validi a prescindere dalla situazione, quindi sta al giocatore interpretare, e sviluppare la reazione all’evento.
    Sarri invece li educa: fa far loro gli stessi movimenti a ripetizione, cercando di farli diventare automatisti, quindi non coinvolge il ragionemento in questo processo.
    questa totale mancanza dell’abitudine a ragionare e ad improvvisare, significa che sempre meno talenti cresceranno.
    questo non è un problema calcistico: è un problema di indirizzo culturale. è la stessa differenza che c’è fra la scuola prima della riforma Moratti e quella dopo: noi siamo andati in scuole che istruivano, ora vanno in scuole che educano, o che, ancor peggio, abituano al lavoro sottopagato (siccome il lavoro minorile è vietato, hanno inventato “l’alternanza scuola-lavoro).
    quando volete, la statua la voglio all’idroscalo, affianco a PierPaolo.

    • Hai detto tutto giusto… se ti fanno fuori per queste teorie che remano contro il sistema, hai la statua pagata all’idroscalo 😜

  2. Ma che c’entra col calcio ma donprobleli loro piuttosto intervistare aquilani per fargli dire che non vede talenti italiani è molto triste

  3. Tu come me, usi la parola “sorprendente” pet ZALE. In effetti quello é.
    Speriamo di trovare anche solo un altro simile quest’anno.
    Vorrei chiederti, immagino saresti diplomatico, tolta la ROMA e i romanisti per chi é una “fortuna” che MOU sia in ITALIA.
    Per i club avversari non credo proprio. Per i tifosi avversari neanche.
    È emerso che non lo é per l’AIA e la FIGC, evidentemente.
    Dell’Italia non sembra resti molto…😊

  4. ZALEWSKI.
    MOU lo schiera come esterno basso.
    Probabilmente prenderà la posizione occupata oggi da Mkitharyan.
    Puo giocare esterno alto a dx.
    Il suo ruolo naturale trequartista.
    BUONO dappertutto.
    Domanda.
    Qual è il RUOLO di Zaniolo ?
    MOU ha fatto diversi tentativi ma …
    Stranamente la Roma ascolta le offerte per Zaniolo.
    Vorrà dire qualcosa ?

    • a me sembra che la gazeta sostenga che ci sia una trattativa per Zaniolo. il procuratore, se pur nel peggiore dei modi, ha detto che non sa nulla, la Roma non dice nulla, il milan non dce nulla. sta tutto nella testa di Laudisa.
      certo, con Zaniolo possiamo fare come fecero con Baggio, non si fa giocare perchè non si sa il ruolo… ma per favore. i talenti vanno in campo. poi se una partita gioca mezzo metro più avanti, 3 cm più a dx, o in porta, cambia poco

  5. Sbnif, per quello che hai scritto meriti davvero una statua.
    Concordo in tutto, io imparai a giocare a calcio sull’asfalto, non ho potuto mai giocare con qualche squadra anche se avessi voluto perché economicamente non era possibile iscrivermi ad una scuola calcio, avrei voluto e quando affrontavo chi faceva calcio, chi giocava nell’Ostiense, nella Smit Trastevere, ecc…, ci giocavo contro alla pari, addirittura riuscivo anche ad avere la meglio.
    In Sudamerica i ragazzini che hanno talento vanno a prenderli in mezzo alla strada come accadde per Maradona, qui in Italia bisogna pagare le iscrizioni, poi una volta alle scuole calcio ai giovani non si insegna a giocare a pallone, a sviluppare anche abilità tecniche individuali ma si insegna tanta tattica, modo di stare in campo, le fisse per i moduli di gioco anche da ragazzini che invece dovrebbero divertirsi in campo, sviluppare estro, fantasia e tecnica, il risultato è che poi ci ritroviamo con tanti giocatori tecnicamente scarsi, parecchi non sanno addirittura controllare o stoppare un pallone, quindi inevitabilmente i club ricorrono ai giocatori stranieri abituati di più a giocare a pallone e meno ai tatticismi.

    • oh, sei hai ragione. hai mai provato a giocare a basket a Roma? se non eri iscritto ad una squadra, prima che facessero i campetti a S.Lorenzo, l’unico modo era scendere a patti con un prete (cosa non facilissima per me) ed ottenere il permesso di farsi una partita nel campo parrocchiale. punto, basta.

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