Candela: “Nel 2004 il gruppo si spaccò con i brasiliani. Con Aldair finimmo alle mani. Zalewski? Da quando si è spostato a destra si è perso”

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AS ROMA NOTIZIE – Vincent Candela compirà 50 anni domani e si è raccontato in un’intervista rilasciata all’edizione odierna de Il Messaggero.

Questo uno stralcio dell’intervista dell’ex terzino giallorosso al quotidiano: Mi sarebbe piaciuto avere un ruolo a Trigoria, tra calciatori e dirigenti, occuparmi delle dinamiche del gruppo. Ho sempre chiesto, fin dai tempi di Baldini, poi ne ho parlato con Montella, con Di Francesco, sarei andato anche gratis. Forse non sono in grado, forse mi sono posto male. Un po’ mi è dispiaciuto”.

Sul suo amico di sempre, Totti.
“È una follia che Francesco non faccia parte della Roma. Le sue maglie sono ancora oggi le più vendute, è uno conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. È la storia di questo club, forse è uno scomodo, magari fa ombra a qualcuno, non saprei. Uno come lui ci deve stare, magari insieme”.

A cinquant’anni ci dice se è più forte Zidane o Totti?
“Uno ha giocato solo nella Roma, l’altro nel Real, nella Juve: uno ha fatto 100 gol e ha vinto tutto, l’altro trecento e ha vinto meno. Ma come si fa a rispondere? Impossibile”.

Anno 2004, la sera della Befana: Roma-Milan, cosa è successo?
“Eravamo tutti arrabbiati coi brasiliani, scesi in campo pur essendo tornati tardi dalle vacanze di Natale. Il gruppo è il gruppo, e in quel momento si è diviso”.

Il suo rapporto con Capello?
“Facevo un po’ come volevo. Dopo le partite in trasferta, spesso restavo in città e alcuni giocatori chiedevano al mister se potevano rimanere con me. Con Capello era così: io do tutto, ma poi non mi rompere”.

Un compagno con cui ha litigato?
“Aldair, finimmo alle mani. Mi rimproverava in campo, platealmente. Nello spogliatoio ci hanno dovuto dividere. Ma Alda è uno dei miei migliori amici”.

Ha fatto pace con Mourinho?
“Avevo solo mosso una critica, a Tolosa, la scorsa estate, mi ha detto che era tutto archiviato”.

C’è un Candela?
“Theo Hernandez. Io giocavo pure col padre, Jean-Francois. Mi piaceva Zalewski, poi da sinistra è finito a destra e si è perso”.

Fonte: Il Messaggero

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24 Commenti

  1. Lo dico in tutta franchezza a me giocatori come Candela non mi sono mai piaciuti. Peccato che certe verità escano fuori sempre dopo

  2. Un mito per chi ha vissuto il suo periodo alla Roma. Ricordo un suo goal in Roma-Juve 2-0 (credo nel ’99) dopo il quale con un mio amico andammo direttamente dai distinti sud a Napoli solo per prendere un caffe’ tanto era l’entusiasmo per quella rete, non riuscivamo ad andare a casa in quello stato.

    • Il gol fatto dopo la finta con gli occhi al portiere! Capolavoro tecnico e soprattutto di intelligenza.
      Ma il gol contro il Bari nell’anno dello scudetto a mio avviso rimane il più bello, un grandissimo gesto tecnico

  3. uno dei terzini più forti che ho visto con la mia maglia, ma anche grazie a totti! 😉
    Certo, con Rocca, Piacentini, Maldera, Gerolin, Riise, Cafù, Maicon…magari ne dimentico qualcuno…se ci penso, i 5/6 che abbiamo ora gli parcheggiano la macchina ad ognuno di questi citati…
    Et voilà ce sont encore bien au delà des toutes limites mes veux pour ton 50esime j’espère donque que tu vai bien et je te souhaite un très chouette anniversaire

    salut Vincent et forza Roma, sempre!

    • maicon?? è stato forte con un’altra maglia…. con la nostra è stato una modesta comparsa (quando non era infortunato)

    • PIACENTINI? seriamente? ma per favore, un consiglio lascia sta col calcio.

      Piacentini piu forte di Candela, ho letto di tutto su questo forum da cerezo piu forte di falcao a cassano meglio di Totti, ma questa supera tutti.

  4. Quello della stagione 2003/2004 fu uno dei tre scudetti che avremmo avuto il dovere di vincere in quel quinquennio.
    Vi fu un terrificante cambio di marcia al contrario tra girone di andata e girone di ritorno, il cui spartiacque fu proprio quel match contro il Milan nel giorno dell’Epifania.
    42 punti all’andata, solo 29 al ritorno. Chiaro che qualcosa di extra campo accadde per trasformare così in negativo una squadra che nelle prime 16 partite sembrava un bulldozer e che veniva, se non ricordo male, da 7 vittorie consecutive.
    E il tutto si può ricondurre come al solito al vil denaro: il presidente Sensi affrontava la malattia che lo avrebbe condotto alla tomba, la holding di famiglia manifestava le crepe che di lì a poco ne avrebbero decretato la fine.
    In tanti, con una società in crisi, iniziarono a guardarsi attorno, allenatore in primis, e il clima fu ben presto da rompete le righe.
    Ovviamente in questo sport i brasiliani sono tra i primi, ma pure gli altri non è che ti regalino niente.
    E’ persino ininfluente andare ad appurare se ciò che racconta Candela sia avvenuto alla lettera.

    • Ricordo che il Milan aveva “solo” 11 titolari quel giorno ma era quelli giusti per coprire tutti i ruoli!
      Nacque in quella data “il loro albero di Natale”, 4-3-2-1…
      Con Sheva 1ª punta e, ahinoi, doppietta.
      Da quel momento non ci fu più QUELLA MAGICA ROMA.
      Una data da spartiacque; l’eventuale vittoria ci avrebbe lanciato come il Napoli dell’anno scorso…, la sconfitta rinvigori’ gli avversari ed insinuò crepe nella ROMA che si trasformarono in sempre maggiori insicurezze!!!
      Porca trota!!!
      FORZA ROMA

  5. Una squadra tenuta insieme da un sottilissimo equilibrio, infatti uno scudetto solo è stato davvero poco, del resto tra Moggi e co. era davvero difficile vincere, ma in europa si poteva fare decisamente di più.

    • la squadra dello scudetto aveva bisogno di rinforzi un portiere e un centrale di difesa, ma dopo l’acquisto inutile di cassano, Sensi aveva finito i soldi. Ecco il perche di un solo scudetto. Le altre, gobbi in primis avevano colmato il gap, poi c’era il fattore moggi.

    • In Europa ci rubarono la partita col Galatasaray negandoci un rigore netto per un fallo di mano netto in area dei turchi, col Liverpool che doveva essere elimanato, un rigore regalato a loro dopo 6 minuti, erano gli ottavi di finale però a girone. Avevamo fatto 1-1 col Barça al Camp Nou e poi 3-0 all’Olimpico contro il Barça di Rivaldo che aveva pure vinto il pallone d’oro, quella partita l’ho vista allo stadio ed era una Roma davvero forte ma da primi che eravamo nel girone degli ottavi con 11 possibilità di passaggio ai quarti su 13, ci hanno pensato gli arbitri a buttarci fuori e far passare Barcellona e Liverpool che era ultimo del girone.

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