Sette gol in sette partite al Mondiale Under 17, la Scarpa d’Oro del torneo e un soprannome che, a rileggerlo oggi, sembra appartenere a un’altra vita: “il nuovo Ibrahimovic”. Nel gennaio 2014 Valmir Berisha aveva 17 anni e la Roma di Walter Sabatini decise di portarlo a Trigoria battendo una concorrenza importante. Dodici anni dopo, la promessa svedese di origini kosovare ha compiuto 30 anni e si trova senza squadra. Nel mezzo c’è una carriera che ha attraversato mezza Europa scendendo progressivamente molto lontano dai palcoscenici che sembravano aspettarlo.
Berisha era diventato uno dei nomi più chiacchierati del calcio giovanile internazionale nell’autunno del 2013. Con la Svezia chiuse il Mondiale Under 17 negli Emirati Arabi come capocannoniere con sette reti, segnandone tre nella finale per il terzo posto vinta 4-1 contro l’Argentina. La FIFA ricorda ancora oggi quella Scarpa d’Oro: Berisha segnò più di giocatori come Iheanacho. La Roma si mosse rapidamente e nel gennaio successivo lo prelevò dall’Halmstads per una cifra indicata all’epoca intorno al mezzo milione di euro battendo al fotofinish il Borussia Dortmund, anch’esso fortemente interessato al ragazzo.
Il paragone con Zlatan Ibrahimovic, alimentato soprattutto dalle origini e dalla struttura fisica dell’attaccante, fece il resto. Berisha firmò con la Roma e venne inserito nella Primavera di Alberto De Rossi. Ma la scalata verso la prima squadra non partì mai davvero: dopo una serie di prestazioni tutt’altro che esaltanti nelle giovanili giallorosse, lo svedese non debuttò in gare ufficiali con i grandi e già nell’agosto 2014 venne mandato in prestito al Panathinaikos. In Grecia collezionò appena una presenza in campionato, undici minuti contro il Kerkyra. L’anno successivo passò al Cambuur, in Olanda, senza riuscire a cambiare marcia.
Da quel momento cominciò un viaggio calcistico difficilmente immaginabile quando era considerato uno dei migliori centravanti Under 17 al mondo. Berisha ha giocato con Aalesund in Norvegia e Fjölnir in Islanda, poi con il Velez Mostar in Bosnia. Successivamente si è trasferito in Romania, dove ha indossato le maglie di Chindia Targoviste, Otelul Galati, Minaur Baia Mare e Selimbar. In mezzo anche un’esperienza a Malta con lo Sliema Wanderers. Nessuna di queste tappe è riuscita a riportarlo vicino al livello immaginato per lui da adolescente.
Negli ultimi anni la parabola lo ha riportato nella terra delle sue origini. Nel 2024 è passato prima al Liria Prizren e successivamente al Llapi, in Kosovo. E proprio quest’ultima esperienza ha prodotto una vicenda decisamente particolare: Berisha firmò un contratto con il Llapi nel maggio 2024, ma il rapporto precipitò ancora prima che riuscisse a giocare una partita ufficiale. Dopo il mancato pagamento di un bonus alla firma da 5 mila euro, l’attaccante risolse unilateralmente il contratto e portò il club davanti agli organi di giustizia sportiva. La questione è arrivata fino al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna. Il TAS ha stabilito che Berisha aveva una giusta causa per interrompere il rapporto e, con la decisione definitiva del dicembre 2025, ha condannato il Llapi a corrispondergli oltre 25 mila euro di risarcimento, più agli interessi.
Nel frattempo l’attaccante aveva firmato con il Malisheva, sempre nella massima serie kosovara. Anche lì, però, la storia non è decollata. Le presenze sono state poche e nel gennaio 2026 il rapporto si è concluso anticipatamente. Da allora, a 30 anni, Berisha risulta svincolato: nessuna nuova squadra è registrata nei principali database calcistici aggiornati.
Fa impressione soprattutto tornare a quell’autunno del 2013. Berisha aveva appena segnato sette volte in un Mondiale giovanile e portato a casa una Scarpa d’Oro FIFA. Pochi mesi dopo arrivava a Trigoria mentre sui giornali comparivano le parole “nuovo Ibrahimovic”. Non ha mai giocato un minuto con la prima squadra della Roma e oggi, dodici anni e una lunga serie di maglie dopo, è senza club. La sua storia resta una delle tante prove di quanto, nel calcio, il confine tra grande promessa e carriera mancata possa essere sottilissimo.
Giallorossi.net – A. Fiorini

Questo proprio a meta’ tra non me lo ricordavo e mai sentito nominare.
Letteralmente ciò che avrei scritto io.
Io invece me lo ricordo bene. Dopo l’acquisto della Roma lo seguii in Primavera…non beccava una palla e se non sbaglio non segnò manco un gol. Dopo poche partite De Rossi gli tolse il posto da titolare. Ricordo che, vedendolo giocare, pensai: “Ma da dove l’hanno tirato fuori questo?”. Era veramente scarso. La sua carriera non mi stupisce…
Prendo questo articolo buono per fare un rimando a …Romano.
Berisha fu presentato come “nuovo Ibra” e pagato mezzo milione non è mai esploso!
Noi con Romano c’avemo preso se non erro 6 milioni….e non mi pare il Ninja…!
È il calcio, dove tutto o niente può succedere.
È na palla de cuoio mica de vetro….
FORZA ROMA
Sempre meglio di Bianda a livello economico intendo. Una sola di solito 500mila euro contro 6 milioni…
no teste matte per cortesia ..
Poveraccio. Sabatini ne prendeva 20 per poi trovarne 2/3 buoni
Pensa e nonostante dovesse vendere ogni anno un top per fare plusvalenza.. Costruì una squadra da semifinale Champions..
Perché quella squadra tralasciando Under è Schick era la squadra costruita da Sabatini..
Chissà chi avrebbe portato Saba al posto di Salah..
Forse non avrebbe portato Schick ad esempio al posto di Salah
Forza Roma
Sto vedendo Daramy ala sinistra della Danimarca; che velocità
Provocazione/Sfida
riorendiamocelo che Gasp lo rivaluta e a fine stagione lo cediamo a 50 mln cifra ormai di partenza per chiunque
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.