FOCUS | Nove partite in 28 giorni: per la Roma arriva il vero test sulla profondità della rosa

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Finora Gian Piero Gasperini ha costruito la sua Roma attorno a un gruppo abbastanza riconoscibile di titolarissimi. Dall’11 ottobre, però, cambierà tutto. Tra la trasferta di Como e la sfida con il Sassuolo del 7 novembre i giallorossi disputeranno nove partite in 28 giorni, sei di Serie A e tre di Champions League. Praticamente una gara ogni tre giorni. È qui che inizierà il vero esame sulla profondità della rosa: non basteranno più gli undici migliori, servirà che chi finora ha giocato meno riesca a entrare senza provocare un netto abbassamento del livello.

I numeri delle prime cinque giornate raccontano chiaramente quali siano state finora le fondamenta della squadra. Svilar non ha perso un minuto in campionato; davanti a lui Cristante è arrivato a 424 minuti, Hermoso a 419, Dybala a 407 e Mancini a 392. Più avanti ci sono poi Malen con 345 minuti, Wesley con 330 e Koné con 322. Otto giocatori sopra quota 300 che fotografano bene il nucleo sul quale Gasperini ha costruito il primato. Malen, con sei gol in cinque partite di campionato, e Dybala, autore di quattro assist, sono diventati i riferimenti tecnici dell’attacco, mentre Cristante, Hermoso e Mancini hanno garantito continuità e affidabilità quasi assolute.

Ma mantenere questi minutaggi per un altro mese sarà praticamente impossibile. Ed è soprattutto a centrocampo che arriverà uno dei primi esami. Cristante e Koné hanno finora formato la coppia di riferimento, con caratteristiche diverse ma complementari. Alle loro spalle Marten de Roon e Niccolò Pisilli hanno trovato molto meno spazio. L’olandese conosce a memoria il calcio di Gasperini e può garantire equilibrio e letture, ma finora è stato utilizzato soprattutto in spezzoni di gara; Pisilli porta invece dinamismo e inserimenti, ma dovrà dimostrare di poter incidere anche quando il livello dell’avversario salirà. Tra Real Madrid, Napoli e Manchester United arriveranno inevitabilmente minuti per entrambi: il punto sarà capire se la Roma riuscirà a mantenere la stessa intensità quando uno tra Cristante e Koné dovrà respirare.

Un discorso simile riguarda la difesa. Mancini e Hermoso sono stati fino ad oggi praticamente intoccabili, mentre dietro di loro la concorrenza è abbondante: Balerdi, Ghilardi e Koulierakis dovranno trasformarsi da alternative in uomini realmente intercambiabili. Ghilardi ha già raccolto 142 minuti in campionato, mentre Koulierakis è stato utilizzato molto meno nonostante l’investimento estivo. Balerdi ha cominciato a ritagliarsi spazio nelle ultime settimane. In un sistema come quello di Gasperini, dove ai difensori viene chiesto di accettare continui duelli individuali e giocare spesso lontano dalla propria porta, cambiare un centrale non è mai una sostituzione neutra: serve che anche chi entra abbia assimilato completamente tempi, aggressività e meccanismi della linea.

Sulle corsie le rotazioni saranno altrettanto inevitabili. Wesley è stato uno dei giocatori maggiormente utilizzati, il giovane Lulli la grande sorpresa, mentre Nahuel Molina ha già raccolto 216 minuti in Serie A con due presenze dal primo minuto. L’argentino non può essere considerato una semplice riserva e proprio il calendario permetterà a Gasperini di alternare maggiormente gli esterni, un ruolo particolarmente dispendioso nel suo calcio. Rensch è quello che ha trovato meno spazio, ma si è sempre dimostrato affidabile. Qui la Roma sembra avere soluzioni, ma dovrà dimostrare di poter cambiare interpreti senza perdere corsa, pericolosità e capacità di accompagnare l’azione.

È però davanti che il test diventa ancora più interessante. Matías Soulé ha già cominciato a rompere la distinzione tra titolare e riserva: 279 minuti in campionato, tre partenze dal primo minuto, due gol e un assist. Più che una seconda linea, oggi è il primo uomo destinato a entrare stabilmente nelle rotazioni offensive. Diverso il discorso per Rodrigo Mora. Il portoghese ha totalizzato 171 minuti in Serie A, con due presenze da titolare e un gol, ma dopo un avvio molto presente nelle scelte del tecnico ha visto diminuire il proprio spazio. Gasperini ne ha già sottolineato il talento, ricordando però come debba ancora completarsi fisicamente e tatticamente. Le prossime settimane saranno perfette per capire quanto velocemente possa accorciare questa distanza.

Poi c’è Santiago Castro, chiamato a rappresentare l’alternativa più naturale nel reparto avanzato. Finora ha giocato poco e non è mai partito titolare in campionato. Ma con Malen utilizzato praticamente sempre e già centrale nel sistema offensivo, prima o poi arriverà il momento in cui Gasperini dovrà rinunciare all’olandese dall’inizio. Sarà allora che Castro dovrà dimostrare di poter garantire profondità, pressione e presenza offensiva senza far perdere alla Roma quella pericolosità che oggi passa in maniera evidente dal suo centravanti.

Infine c’è il grande jolly: Lorenzo Pellegrini. Non può essere considerato una normale seconda linea, ma arriva da un lungo periodo senza partite ufficiali e deve riconquistare ritmo e gerarchie. Il calendario può diventare una grande opportunità anche per lui. Pellegrini può dare a Gasperini una soluzione in più sulla trequarti e a centrocampo e, se riuscirà a tornare rapidamente a un livello alto, potrebbe essere proprio uno dei giocatori capaci di rendere molto meno evidente la differenza tra formazione titolare e formazione ruotata.

Il calendario, del resto, non permetterà calcoli semplici. Como, Real Madrid, Genoa, Slovan Bratislava, Napoli, Cagliari, Udinese, Manchester United e Sassuolo in meno di un mese significano che non esisteranno realmente partite nelle quali schierare undici riserve e far riposare tutti gli altri. Gasperini dovrà mescolare continuamente le carte, conservando ogni volta sei-sette uomini della struttura principale e inserendo progressivamente gli altri. Ed è proprio qui che si misurerà il livello della rosa.

Finora la Roma ha dimostrato di avere un undici molto competitivo. Nelle prossime quattro settimane dovrà dimostrare di avere qualcosa di più: sedici, forse diciotto giocatori in grado di sostenere lo stesso livello. Perché se l’obiettivo è restare nelle zone altissime della Serie A e contemporaneamente essere competitivi in Champions, la qualità delle alternative diventa importante quasi quanto quella dei titolari. Il prossimo mese, più ancora dei risultati delle prime settimane, dirà quindi quanto è davvero lunga la Roma di Gasperini.
Giallorossi.net | T. De Cortis

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11 Commenti

  1. La Roma ha un’ottima panchina quest’anno anche se corta dal centrocampo in su, sperando che Castro valga il prezzo speso il problema è Konè che regge il centrocampo e Dybala che regge l’attacco, dovresti avere un exploit da parte di un paio di seconde linee, in particolare Mora speriamo dimostri in anticipo il suo talento e Soulè faccia meglio le ultime scelte di passaggio/tiro.

  2. Questo è il secondo anno di Gasperini e nel primo ha già fatto moltissimo. Se lo lasciamo/lasciano lavorare senza rompe i zebbedei a ogni piè sospinto, ci divertiamo. Quest’anno abbiamo fatto qualche buon innesto e abbiamo tenuto i big, tra gennaio e giugno dell’anno prossimo dovremmo avere uno squadrone. L’obbiettivo di questa stagione secondo me è rimanere in CL.

  3. Per me l’hanno prossimo se si continuerà a costruire così sarà quello buono anche per lottare seriamente per lo scudo. Ora il Como e piedi per terra. DAJEEEE!!

  4. Di rado giocatori presi a gennaio incidono positivamente sulle sorti della squadra nella stagione in corso.
    Anche perché a gennaio nessuno cede i propri gioielli e quelli sul mercato sono spesso esuberi o giocatori con problemi.
    Questo preambolo perché sarà probabile che emergeranno lacune in rosa durante il prossimo tour de force ed allora si invocheranno rinforzi a gennaio.
    Sarebbe stato molto più saggio già aggiungere un elemento duttile come Diatta e farlo allenare dal Gasp durante la sosta.

  5. Lasciamo perdere le 9 partite in 28 giorni e cose simili.
    La squadra si deve concentrare su una partita alla volta e adesso c’e’ la trasferta a Como che e’ una partita fondamentale. Le altre vengono dopo.
    Io mi auguro una cosa sola: BASTA mortiferi rientri in campo “soft” all’inizio del secondo tempo, per il resto Gasperini ha la squadra in pugno.

  6. resistere fino a gennaio ! gennaio mi aspetto 2 giocatori un fenomeno e una scommessa come terzino e aggiungerei un centrocampista così possiamo lottare sui due fronti per la Champions aspetto il prossimo anno dove se si aggiungono altre 2 giocatori forti allora possiamo salire di livello.

  7. per dire la nostra a livello europeo ci servono altri due centrocampisti del livello di Konè, in presenza dei quali anche la difesa attuale va bene, e un attaccante sul lato sinistro

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