Cicinho: “A Roma bevevo 70 birre al giorno. Heinze non giocò più dopo aver detto a Totti…”

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Cicinho torna a parlare della sua esperienza nel calcio europeo e lo fa senza filtri. In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l’ex terzino della Roma ha raccontato i momenti più difficili della sua carriera, segnati dalla dipendenza dall’alcol, dalla depressione e dagli eccessi vissuti anche durante gli anni in giallorosso. Il brasiliano ha ripercorso il suo passato tra confessioni fortissime, aneddoti di spogliatoio e il legame rimasto intatto con Roma e con alcuni protagonisti di quell’epoca.

Più crescevo e guadagnavo, più bevevo. A Roma ho fatto il record in un giorno: 70 birre, 15 caipirinha e due pacchetti di sigarette”. Un rapporto difficile con l’alcool cominciato prestissimo per il brasiliano:Iniziai a bere a 13 anni a una festa, me ne sono innamorato. Vivevo il calcio così: guadagnare soldi per divertirmi. Ho 33 tatuaggi, ma soltanto otto li ho fatti da sobrio”.

Cicinho ha ammesso che ha sempre vissuto il calcio con la voglia di divertirsi perdendo il controllo al Botagofo: “Lì nel 2001 bevevo venti birre e dieci caipirinha al giorno. A 17 anni iniziai anche a fumare sigarette. Ma io il calcio lo vivevo così: volevo arrivare in alto, guadagnare tanti soldi e divertirmi. Quando sono arrivato al San Paolo e poi in nazionale pensavo di aver già ottenuto tutto”.

Nessuno però si è accorto della dipendenza dell’ex Real Madrid: “Stavo sempre a casa. Andavo a letto alle quattro del mattino e alle otto ero all’allenamento ubriaco. Prima di uscire bevevo tre o quattro caffè e mangiavo un pacchetto di cicche per coprire l’odore dell’alcol. E in campo andavo pure forte. Nemmeno Capello sospettava qualcosa. Con Spalletti mi trovavo benissimo poi mi feci male e ricomincia a esagerare. Bruno Conti mi aiutò”.

Cicinho si trasferì alla Roma grazie a Doni: “Fece una videochiamata Skype con Totti che mi disse: “Guarda che i Galacticos siamo noi”. Mi convinse subito. E poi Roma aveva già avuto tanti brasiliani importanti come Cafu, Aldair e Zago”.

L’ex terzino ha ammesso si aver cominciato bene l’esperienza in giallorosso: “All’inizio sì. Con Spalletti mi trovavo benissimo e giocavo tanto. Poi nel 2009 mi ruppi di nuovo il ginocchio e ricominciai a esagerare. Lì ho capito che soffrivo di depressione, anche se all’epoca non volevo ammetterlo”.

Ad aiutare il brasiliano nella sua esperienza a Roma fu soprattutto Bruno Conti: “Mi parlava sempre con affetto: ‘Cicinho, meno feste e più allenamento’. Anche Pradè mi stava addosso. A Roma sono legatissimo. Spero che un giorno mio figlio Emanuel ci possa giocare. Ha 5 anni e vuole diventare professionista”.

Cicinho ha raccontato un aneddoto tra Heinze e Totti: “Una volta Rosella Sensi entrò furiosa nello spogliatoio dopo una sconfitta e disse che non avevamo carattere. Heinze voleva che Totti reagisse, ma Francesco gli disse: ‘Aò, stai sereno, lo stipendio arriva lo stesso’. Heinze rispose: ‘Tu non puoi fare il capitano’. Da quel momento l’argentino non vide più il campo”.

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L’ex calciatore della Roma si è avvicinato alla religione grazie alla moglie Marry: “A Roma mi portò per la prima volta in chiesa. Oggi faccio i culti, parlo della storia di Gesù e l’anno prossimo celebrerò anche il matrimonio di due amici brasiliani in Italia. Credo molto in Dio: ti aiuta a purificarti dal male. Ho riscoperto il senso della vita e ora sono felice”.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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26 Commenti

  1. Ma non ci credo nemmeno se esce il video che Francesco Totti abbia risposto in quel modo..Anche perché detto da uno che, per sua stessa ammissione , stava sempre ubriaco.
    Ma poi l’utilità di questa intervista ?
    Una sola , destabilizzare un ambiente già destabilizzato di suo.
    Il giorno prima di una gara importante , con una qualificazione Champions ancora aperta, esce sta bella intervista, a pensare male. .

    • Ma non è manco una questione di bugie…quanto può essere credibile il ricordo di uno che si beveva 70 birre al giorno?

    • Non so se sia vero quanto dice, comunque rosella rimase presidente
      fino alla primavera del 2011

    • Heinze arrivò a fine luglio 2011 ed esordì a settembre nella prima persa contro il Cagliari in casa.
      Dubito abbia mai incrociato Rosella Sensi né onestamente ce la vedo a fare irruzione nello spogliatoio come fosse Petrachi.
      Cicinho qu

  2. In effetti si capiva che era ubriaco, quando giocava, uno dei peggiori acquisti fatti da Sensi, regalando soldi al Real Madrid, se non altro Baptista era un buon professionista, questo era semplicemente uno scappato di casa.

    • Scusate ma non ho capito…Entra un presidente infuriato e fa il cazziatone alla squadra perchè deluso e amareggiato dal risultato…Totti dovrebbe, in quel momento lì dove tutto devi fare tranne controbattere, difendere la squadra? ….Ahhh forse Heinze era offeso perchè lo stava cazziando una donna? E poi essendo straniero non ha capito la risposta ironica (e romana) del Capitano volta sicuramente a sdrammatizzare…..

  3. Forse Francesco si guardava intorno e notando che intorno non aveva più accanto a se Cafu, Samuel, Batistuta, ecc ma sto catorcio di Ubriachicinho avrà semplicemente detto ciò che era evidente a tutti: accontentati e non rompere Los cocomerones! Ma poi cecinho??? Ma vaffaraffarafanjulio!

  4. Heinz arriva alla Roma nel Luglio del 2011.Rosella Sensi rimane Presidente fino a Febbraio del 2011 e poi da Agosto 2011 il nuovo Presidente sarà Di Benedetto. Quindi nel racconto di Cicinho c’è qualcosa che non quadra……che poi Totti non è mai stato (a livello caratteriale) un trascinatore, questo è vero….. ma in questo caso……..boh!!!!

  5. “Lì nel 2001 bevevo venti birre e dieci caipirinha al giorno.”…

    che caxxata….

    20 birre, facciamo da mezza pinta, circa 300 ml, sono 6 litri al giorno

    più 10 caipirinha….

    a
    h cici’ … mavvaaaaaaa

    ❤️🧡💛

    • La leggenda del santo bevitore. Cicinho, guarda meno film. Purtroppo, anche fosse stato sobrio, non aveva il fisico.

  6. Heinze è stato in rosa nel 2011-12, allenatore Luis Enrique, Presidente Di Benedetto, non giocava perché gli altri 3 centrali erano Juan, Burdisso e Kjær. Lui era nato esterno a sinistra… certo che poi se non giocava manco a sinistra al posto di José Ángel, cioè d’uno dei peggiori esterni mai visti a Roma forse allora Heinze, a 33 anni, non garantiva prestazioni. Faccio notare che 22 delle 30 partite che giocò come centrale fu solo per il grave infortunio a Burdisso.

  7. La “Cazzetta” dimentica o a proposito di intervistare ex giocatori “strisciati”…
    Nottate notturne nella milano se ne potrebbero scegliere a migliaia..
    Come l’ultima indagine, sui festini vip (tanti giocatori strisciati..) condensati dalle immancabile escorts..
    Nessuno più ne parla..
    Però vanno a scovare un giocatore ex Roma che la. Società stessa non ricordava più..
    Sullo stesso nainggolan si potrebbero fare delle interviste ma, è stato anche giocatore dell’inde…
    Cazzettari…

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