Col Torino torna la Lu-Pa. Kristensen si riprende la fascia, un dubbio a centrocampo

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Domani sera sul campo del Torino di Juric, contro il quale Mou non ha mai perso, la Roma tornerà a sfoggiare le armi migliori del suo attacco.

La coppia Dybala-Lukaku, ormai noto anche come la Lu-Pa, tornerà a suonare la carica e a trascinare la squadra verso i tre punti, diventati necessari dopo l’avvio stentato delle prime giornate di campionato.

Tra i pali si rivedrà Rui Patricio, mentre le corsie esterne torneranno in mano a Kristensen e Spinazzola. In difesa scontato l’impiego del terzetto formato da Mancini, Llorente e Ndicka, con Smalling che spera di farcela ad andare in panchina.

A centrocampo certi di una maglia Cristante e Paredes, l’ultima dovrebbe andare a Aouar, che però non è apparso al meglio contro lo Sheriff. Bove scalpita e potrebbe essere la sorpresa. In panchina si rivedrà capitan Pellegrini, pronto a subentrare nella ripresa così come Belotti e soprattutto Sardar Azmoun: l’iraniano si sta allenando molto bene e spera di avere presto la sua occasione. Per il grande ex Belotti sono previsti una buona dose di fischi.

Fonti: Il Messaggero / Il Tempo / Corriere dello Sport / La Repubblica

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21 Commenti

  1. Attualmente e’ utile rirtrovare continuita’ di risultati ed e’ utile farlo con i calciatori che danno continuita’ di rendimento e tenuta atletica.
    Poiche’ molti dei nostri calciatori ancora non hanno la condizione ottimale si infortunano con piu’ frequenza.

    • In effetti ogni volta noi lo becchiamo (spesso anche il gol dell’esordiente in Serie A).
      Ogni tanto farlo noi non sarebbe male

  2. ma basta con ste ca…te dei nomi da dare alle coppie d attacco. manco i ragazzini lo fanno. me pare holly e benjy dai su. piuttosto a torino serve na vittoria per dare un segnale alle altre e anche soprattutto a se stessi. perché spesso essere forti di testa e avere consapevolezza dei propri mezzi porta i limiti oltre l impensabile.

  3. spero in una partita tirata risolta dal Gallo, perchè a Torino gli stanno riservando un trattamento che non si merita, gli hanno rinfacciato gli zero gol come se fosse un appestato, e non mi pare un ragazzo che si possa “odiare”.
    Forza Gallo

    ❤️🧡💛

  4. Si adesso è il momento di mettere in campo forze nuove: Azmoun, un giovane che vedendo il piccolo scampolo di partita giocata, fa della corsa una sua qualità e alla Roma serve come il pane uno che corre a liberarsi e andare dentro con il pallone per lo scambio con i compagni. Dai diamo fiducia a questo giocatore, ci sorprenderà. 💛❤️🇮🇹

  5. Ma un 3412 con bove paredes Cristante e Dybala dietro a Belotti lukaku… Sarebbe tanta roba… Centrocampo muscolare e la fantasia di dybala dietro a due punte fisiche… Da paura

  6. bella max..magari, credo che ci arriveremo a questa soluzione almeno su alcuni match, e’ ora di far valere al qualità che abbiano e sfruttare i nostri reali punti di forza..

  7. Voglio continuare a vedere Cristante più avanzato: in due partite ha fatto molto bene in quel ruolo. Che poi lo dicevano in tanti da tempo.

  8. “Gli americani vanno pazzi per gli acronimi.”

    E, in caso interessi il motivo, e’ perche’ l’americano medio non sa scrivere parole lunghe.
    Un po’ perche’ l’inglese c’ha lo spelling “akkazz”, un po’ perche’ non hanno tempo per digitare 3 sillabe di fila, ma soprattutto perche’ sono fondamentalmente analfabeti.
    Vivendoci in mezzo da ormai 30 anni, sta cosa mi e’ diventata chiarissima.

    • Io vivo in mezzo agli Anglos da 44 anni e gli Yankee non mi sono simpatici. Ma, da linguista, ed essendo fondamentalmente onesto, debbo dire che:
      1. gli acronimi non li formulano gli analfabeti, funzionali o meno che siano, per ovvie ragioni. Se non so ne’ leggere e ne’ scrivere come lo formo un acronimo?;
      2. e’ la lingua inglese in genere che non contempla parole lunghe. Il 90% delle cosidette Big/ Long Words, cioè quelle superiori a 2 sillabe, derivano tutte dal greco e dal latino e sono parole ‘dotte’, usate sia come termini tecno-scientifici (cardiology, computer, philosophy…) o per mettersi in mostra – per esempio, dire potable invece di drinkable, chaotic al posto di messy. Ci sono anche Big Words che sono entrate nel vocabolario comune, ma sono sempre di origine classica: tutte le parole che finiscono in “tion” “sion” come action, division, nation etc…; o altre ma l’elenco sarebbe troppo lungo;
      3. l’acronimo o sigla, e’ tra noi da millenni. I geroglifici egizi ne sono una prova: un segno o un disegno rappresentava una parola o suono, cosi’ come nelle sigle una lettera rappresenta una parola o un suono: RAI, Radio Audizioni Italiane; OMG Oh my god. Uno degli acronimi più antichi, e senz’altro il più famoso, e’ il logo di Roma: SPQR;
      4. con la tecnologia, le sigle si sono moltiplicate in maniera esponenziale. Pensiamo a LOL, BTW, ASAP, OT, DIY…. Questo anche perché, come detto al 2., l’inglese, su cui si basa il linguaggio tecnologico, favorisce la sintesi e le parole brevissime.
      CU L8R.

    • Beh, l’abuso di acronimi, molti dei quali veramente sciocchi e inutili dal punto di vista del risparmio di tempo ecc., negli ambienti professionali e non degli Stati Uniti e’ una cosa leggendaria, ci hanno scritto fiumi di letteratura ed e’ riconosciuto dagli americani stessi, quindi non aggiungo nulla.

      “gli acronimi non li formulano gli analfabeti”

      ma ovviamente no. Li crea qualcuno che ha una vaga idea di come si scrivono almeno le iniziali delle parole, ad (ab)uso e consumo degli analfabeti funzionali (in fieri: chi non lo era, ci diventa a furia di “ROTFL” ecc.) che le adottano felici. Il successo e diffusione degli acronimi evidenzia la preponderanza di questi ultimi.

      “l’acronimo o sigla, e’ tra noi da millenni”

      ma certo, pero’ mo non buttiamo tutto nello stesso calderone: gli antichi che dovevano abbreviare perche’ se non c’entrava dovevano aggiungere un’altra lastra di pietra di una tonnellata e i gen Z che a malapena sanno scrivere in corsivo

      “Ci sono anche Big Words che sono entrate nel vocabolario comune”

      ma dai su…Il vocabolario inglese e’ sterminato e ci sono valanghe di parole polisillabiche dal greco e latino, che non sono “big words” tecniche usate per fare gli sboroni ne doppioni di corrispondenti parole anglosassoni, ma parte integrante del linguaggio assolutamente quotidiano delle persone mediamente istruite.

      Che poi gli americani non sappiano lo spelling delle parole e’ un’altra cosa acclarata da sempre, ci scrivono trattati, ci fanno interrogazioni parlamentari. C’e’ gente che finisce il K12 e sa leggere e scrivere a malapena, specie dai quartieri poveri delle grandi citta. Ma se dovessi contare le volte che ho sentito anche professionisti col graduate degree dire “nukilar” invece di “nuclear” e scrivere cose tipo “principle scientist” invece di “principal scientist” facciamo notte.

  9. La LuPa praticamente 4 gol in circa 90 minuti contando i minuti giocati insieme da Lukaku e Dybala, questo indica che è la coppia d’attacco più forte della Serie A.

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