Digitalbits non paga l’Inter, ma con la Roma la partnership è ancora salda

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Se i rapporti tra l’Inter e la Digitalbits, società che emette criptovalute, sembrano essere a dir poco tesi per via di accordi commerciali non rispettati, lo stesso non sembra per il momento accadere alla Roma.

Stando a quanto racconta l’edizione odierna de La Repubblica (M. Pinci – F. Vanni), il marchio che compare sulle maglie dei due club del nostro campionato sta regolarmente pagando il club capitolino, come da accordi contrattuali presi nel 2021.

La Digitalbits infatti ha firmato un contratto di 3 anni con il club dei Friedkin: 5 milioni il primo, 10 il secondo, 21 il terzo, per un totale di 36 milioni. Negli ambienti delle crypto giurano che parte del compenso sia legata al rendimento e versato in valuta digitale, la Roma smentisce: solo cash.

Subito dopo è arrivato l’accordo con l’Inter come principale sponsor nerazzurro, impegnandosi per 85 milioni in 4 anni. Ma i primi trasferimenti non ci sono stati. Insomma, non sta pagando.

La criptovaluta è così scomparsa anche dagli sfondi per le interviste, ma non dalla prima maglia dell’Inter. Il motivo? La Nike, sponsor invece solidissimo, ha già prodotto centinaia di migliaia di divise con quel brand sul petto. Fosse tolto, chi comprerebbe più le maglie già stampate? Non è escluso che il rapporto si possa concludere per vie legali con la rescissone unilaterale.

Come è ovvio, Roma e Inter si sono confrontate, ma per i giallorossi la questione oggi è diversa. La relazione tra la Roma e Digitalbits è ancora positiva, i pagamenti regolari. Certo, la società è vigile (Toyota è il nuovo sponsor per le maglie d’allenamento) e monitora la situazione.

Fonte: La Repubblica

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27 Commenti

  1. Fatevene una ragione tutti

    La as Roma è una società potente

    l’Inter è una società fallita….

    Forza grande Roma ale’

    • Voi sape’ qua l’è la procedura?
      Io non li caccio e tu non li pii
      Cit del grande sordi in il marchese del grillo

    • Secondo me è perché sono brutti, non li pagherai nemmeno io. Voglio dire, vuoi mettere con la Roma!

  2. Solo in italia si continua a far finta che non ci sia una situazione estremamente particolare nei bilanci dell’inter. Magari lo sponsor non paga perché l’inter è virtualmente fallita. Possibilità magari remota, anche se neanche più di tanto.

    • Ma infatti, questi hanno un rosso allucinante, praticamente senza una società alle spalle e continuano a mantenere un monte ingaggi altissimo. Vergognoso! Voglio vedere chi cederanno alla fine del mercato o se “magicamente” basterà la cessione di Casadei, circa 20 mln (iper-valutato) per rientrare del fair play finanziario fatta “casualmente” al Chelsea.

    • E’ esattamente il contrario, ad essere virtualmente fallita è DigitalBits, il valore del suo token è al momento il 98% in meno rispetto al massimo storico. Non che l’Inda stia tanto meglio, visto che ha dovuto prendere un prestito per 212 milioni di euro da Oaktree, con un tasso d’interesse al 12%, ma se la passa comunque meglio di DigitalBits. Per la Roma il problema non si pone nei termini dell’Inda (che comunque è in trattativa con Binance) proprio perché nel caso subentra subito Toyota.

    • Mah, per onestà occorrerebbe dire che fanno finta anche in Europa, considerato che non mi risulta un’esclusione dell’Inter dalle Coppe.
      La situazione è abbastanza chiara in realtà: Zhang deve onorare entro il 2024 il prestito a strozzo con interessi del 12% di 275 mlm elargito da Oaktree.
      Se non ce la fa la proprietà del club passa al suddetto fondo per un tozzo di pane, in pratica quello che è accaduto ai cugini milanisti.
      Prospettive di fallimento (purtroppo) non ce ne sono, almeno per quello che sono in grado di capire io…

    • Certo certo, intendevo che la comunicazione in italia non si sofferma sullo stato dell’inter, alle istituzioni calcistiche italiane ed europee interessa poco, si va avanti con le loro astruse procedure di controllo bilanci e bene così. Verissimo e corretto il discorso del prestito e della restituzione. Il passaggio ulteriore è però che, oltre al prestito, ci sarebbe un serio problema di liquidità vera e propria. Nel senso che il prestito è andato, non c’è pressoché possibilità di restituire, salvo super cessioni o nuovi capitali dalle banche o da finanziatori “particolari” e adesso si deve mandare avanti una società che consuma più di quello che incassa. Poi a salvare l’inter si farà in tempo, però non dovrebbe avere questo livello di competitività, perché non può permetterselo. Rammentando che ha vinto lo scudo senza pagare gli stipendi. Poi sulla volatilità di quel tipo di società, giorgio ha detto la innegabile situazione.

  3. Alla Roma 36 e all’Inda 85. Non sarà che parte dell’accordo è farlocco ed è servito per sistemare i bilanci dell’Inda? E che quella parte deve rientrare in altro modo a Digitalbits ma che questa non paga perché non ha la certezza che poi ritornino indietro?

    • No, in realtà l’accordo commerciale è praticamente lo stesso. Digitalbits propone delle partnership con contratti a salire che vanno quasi a raddoppiare di anno in anno, la Roma ha firmato un contratto triennale, per volontà del club (i Friedkin avevano bisogno di tamponare e prendere tempo per trattare con Toyota con la dovuta calma), se il contratto fosse stato quadriennale come l’Inda alla roma sarebbero entrati 78 Milioni circa, come lessi da un articolo su Milano&Finanza quando appunto si cominciò a parlare di questo contratto 2 anni e mezzo fa. La differenza di 7 milioni con quello offerto ai milanari sta solo nel fatto che il loro contratto è stato stipulato un anno dopo.

  4. A parte tutto i bitcoin sono fumo negli occhi e non corrispondono ad alcun valore reale, quei 21 milioni del terzo anno arriveranno solo in caso di crescita delle criptovalute e quindi saranno molto a rischio. Benvengano sponsor seri come Toyota.

    • A dire la verità, dal 1971 e da quando Nixon soppresse la convertibilità tra dollaro e oro, nemmeno le valute hanno valore “reale” ma sono legate a quello di un altro “pezzo di carta”, cioè il dollaro.
      E’ quindi tutto legato al consenso e ad una convenzione. In questo senso le criptovalute non hanno nulla di diverso, hanno anzi il vantaggio di non essere soggette all’arbitrio di un’autorità centrale.
      Ci sarebbe in realtà molto altro da dire ma non è questo il contesto.

    • In realtà hanno molto di diverso. Lo stipendio a fine mese te lo pagano in euro, non in bitcoin, gli euro che ricevi corrispondono al valore del lavoro che hai prodotto in quel mese. Quando poi vai a comprare una macchina, o fare la spesa, paghi in euro, non in bitcoin. Finché tutto questo non sarà possibile, e non lo sarà mai perché sarebbe la fine delle nazioni come le conosciamo oggi, le criptovalute il valore dietro ad esse continuerà a essere fittizio, volatile e soggetto di speculazioni.

    • Non mi dire che non hai mai avuto notizie riguardo a speculazioni su valute “reali”!
      Solo il nome di Soros non ti dice nulla? Il Forex è l’exchange più grande e liquido del mondo, dove vengono scambiati circa 6k miliardi di dollari al giorno. E chi pensi che faccia muovere tale mercato a seconda dei propri interessi?
      Nel momento in cui le criptovalute dovessero essere accettate alla stregua di dollari ed euro, cosa avrebbero di diverso dal momento che questi sono solo pezzi di carta cui viene attribuito un valore convenzionale?
      Diciamo piuttosto che le criptovalute, per come sono state concepite, costituiscono un pericolo per il potere delle banche centrali e quindi degli stati.
      Perché potresti essere sicuro che da qui a 100 anni il tuo bel bitcoin avrebbe il medesimo potere di acquisto di oggi, né più né meno come se avessi in casa un lingotto d’oro.
      Con la differenza che nessuno potrebbe mai rubartelo…

    • Discorso fuori contesto e troppo lungo da fare. Il mondo è già fallito, ma nessuno strozz… Ehm banca è interessata a far fallire i suoi debitori, perché non verrebbe più un soldo, quindi si continua così. La moneta convenzionale è solo un artifizio per poter consentire la massima scambiabilità tra il tuo lavoro e quello che vuoi comprare (cibo, auto, etc), ma se tutti andassimo in banca a prelevare non basterebbero i soldi per tutti, come già accaduto in tanti paesi (Argentina e Grecia gli ultimi esempi), anche i creditori sono a sua volta già falliti, in un intreccio continuo di debiti / crediti troppo interconnesso perché qualcuno faccia saltare il castello di carta.

    • Bolteni, quella è stata un’astuta mossa di Putin in risposta alla drammatica svalutazione del rublo in seguito all’invasione in Ucraina.
      E’ però una mossa temporanea e non un ritorno al Golden Exchange che a lungo termine non conviene a nessuno.

    • UB anche sulle valute reali c’è speculazione, ma a oggi casi dove metti da parte 1000 euro e dopo 3 anni ti ritrovi con 30 euro per crolli improvvisi non sono mai successi, nelle criptovalute è la normalità. Vorrei vedere cosa risponderesti se il tuo datore di lavoro ti proponesse di pagarti lo stipendio in ethereum, andiamo, su.
      Le banche centrali sono una limitazione, ma anche una garanzia, togli le banche centrali e sarebbe il caos, tanto per cominciare l’Europa si allineerebbe seduta stante ai paesi asiatici, per cui vai di ciotole di riso 🙂

    • @Sop Ci sono già nazioni che hanno adottato Bitcoin come valuta per ogni cosa, quello che ti sembra impossibile è già realtà e unica soluzione all’inflazione . ( El Salvador)

  5. io Marotta lo ringrazio. 25 milioni per Lukaku in prestito, niente Dybala perchè Sanchez non se ne va, noi prendiamo Dybala e lui da 10 milioni a Sanchez per andarsene. sicuri non sia un impiegato dei Friedkin?

  6. Quando dovranno dare 20 milioni, state certi che non pagheranno nemmeno noi .
    Coi bitcoin al massimo ci cambi i soldi del monopoli

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