Giannini: “Da Di Bartolomei al sottoscritto passando per Totti e De Rossi: giusto puntare sul vivaio quando non hai calciatori top”

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AS ROMA NOTIZIE – Giuseppe Giannini è ospite delle pagine della Gazzetta dello Sport di oggi. L’ex capitano della Roma ha parlato della squadra di Mourinho, focalizzandosi soprattutto sulla linea verde adottata dallo Special One. Di seguito le parole del Principe.

Mourinho sembra aver puntato sulla linea verde, se lo aspettava?
La Roma ha sempre avuto giovani di primo livello. Quando trovi un allenatore come Mourinho che non ci pensa due volte ad inserirli, per la società è ancora più esaltante. C’è un lavoro accuratissimo nel settore giovanile, ai ragazzi viene insegnata la professionalità.

Le novità sono Volpato e Tahirovic.
Bisogna anche fare di necessità virtù. Quando non puoi contare su giocatori importanti è giusto percorrere questa strada, che la Roma ha portato avanti dai tempi di Di Bartolomei, Bruno Conti e Rocca, passando per me fino ad arrivare a Totti, De Rossi e Pellegrini.

Zalewski protagonista al Mondiale?
Si è fatto strada in una piazza importante. Soltanto i giovani di grande qualità riescono a ritagliarsi un ruolo in pianta stabile tra i titolari. Il Mondiale può essere la rampa di lancio per fare un ulteriore step e diventare ancor più importante nella Roma.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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10 Commenti

  1. Nell’elenco dell’ex-capitano ci sono i migliori capitani che la Roma abbia avuto, alcuni di loro si sono fatti valere anche in nazionale ed erano persone di spicco rispettate anche dagli avversari. Ricordiamoci le ovazioni a Totti a San Siro, a Madrid e in Inghilterra.

    Anche Pellegrini è un gran giocatore, basti vedere nelle ultime due partite come si è sentita la sua assenza, non fosse altro per come sono stati tirati i corner e le punizioni dalla tre-quarti. Gioca dolorante e questo riduce fortemente le sue prestazioni atletiche, copre contemporaneamente due ruoli: il trequartista e il regista, il secondo per mancanza di sostituti; come accade sempre, quando ci si sdoppia per fare più cose, si rischia di non farne bene neanche una.

    • Storicamente romana, fu la Roma di Marchini, dei grandi talenti venduti, De Sisti, l’ anno successivo Capello, Landini, Spinosi….Adesso la musica è cambiata…Zalewsky, Bove, Thairovic, Volpato, per me devono essere, già, pianta stabile, visti in campo fanno ben sperare per il futuro, aggiungerei Cassano a gennaio. Non dovrebbe finire con loro, fosse solo l’ inizio, ringraziare MOU ogni giorno per il coraggio e la necessità (ha tanti gregari strapagati e pochi campioni…) di iniziali nei grandi palcosceni d’ Europa, ho solo il rammarico Milanese, che al debutto in Europa segnò, ma non fece più una partita, misteri del calcio…

    • @Memoria di latta (no di ferro)…
      De Sisti fu venduto nel 1965 alla fiorentina,non certo da Marchini bensì da Evangelisti,per tamponare la voragine di bilancio aperta dall’acquisto di Sormani.
      Capello Landini e Spinosi furono venduti in blocco alla Giuve nel 1970 dal citato Alvaro Marchini,padre di Simona attrice ed ex-moglie di Ciccio Cordova.

    • Zenò, a parte alcune prese di posizione, che possono piacere o non piacere, per quanto riguarda la storia dell’AS Roma sei quasi meijo de wikipedia
      🙂

    • Una piccola ma sostanziale precisazione, se er Sor Zenone consente: Capello, Spinosi e Landini non furono “venduti” alla Vecchia Baldracca, bensì “estorti”, “scippati”… al massimo “svenduti”.

  2. Con la situazione attuale del FPF, possiamo a mio parere puntare al massimo a 2 acquisti di un certo livello, ed a Gennaio è difficile prendere anche solo 1 calciatore di livello TOP, ma ci si può solo accordare al limite per l’estate prossima. Serve attingere anche dal settore giovanile per forza, non ci sono talenti del livello del Dortmund, e dovremmo fare un tentativo reale di formare una Roma U23 o acquisire un club estero affiliato a noi che giochi tra una 1a o 2a divisione estera (l’idea del Kortrijk in Belgio per me era valida), dove mandare i migliori giovani a giocare per 1-2 stagioni ma anche registrare qualche giovane extracomunitario di grande talento per fare acquisire dopo 3 anni un passaporto comunitario (per il Dortmund è facile perché in Germania non ci sono limiti sugli extracomunitari da tesserare).
    Si possono formare ovviamente selezionando localmente dei buoni/ottimi calciatori con una formazione calcistica di grande livello, ma il talento puro e vero, bisogna ricercarlo al giorno d’oggi intorno al globo, e di talenti di classe A+++ ma anche A++, francamente non ne vedo, anche perché a differenza del Dortmund ad esempio, noi non siamo un club celebre a livello internazionale nel lanciare con successo calciatori giovani nel calcio di un certo livello, perché attualmente non abbiamo anche un sistema calcio come alcuni club internazionali, oltre alle strutture necessarie, per poter così prendere tali calciatori, l’unica attrattiva che ci possiamo giocare ora è Mou e basta (l’altra potrebbe essere nell’avere uno come Voeller che può dire la sua e di aver scoperto, cresciuto e valorizzato giovani come Havertz o Wirtz ad esempio, ma anche tanti altri, ed un qualsiasi genitore se si ritrova un Voeller che ha ottenuto risultati concreti più un Mou, allora un genitore potrebbe anche rifiutare Dortmund, Bayern Monaco, Ajax, PSV, Arsenal, Manchester C e U, ecc.) Dobbiamo lavorare anche per costruire tali basi per un futuro più roseo.

  3. Principe, te voglio bene ma quelli che citi: Rocca, Conti, Di Bartolomei, te medesimo, Totti e De Rossi non sono “esempi” di giocatori di grande livello usciti dal vivaio.

    Sono gli UNICI giocatori veramente di grande livello (e, con Conti e Totti, il livello e’ stellare…) usciti dal vivaio, in piu’ di 50 anni. In pratica, una media di uno a decennio.

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