IBANEZ: “Guardo poco calcio, vivo questo mondo tutti i giorni. Mourinho? Un giorno sorride e l’altro neanche puoi dirgli buongiorno…”

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NOTIZIE AS ROMA – Roger Ibanez è intervenuto come ospite al podcast brasiliano “Bola Nas Costas” e nella lunga chiacchierata ha affrontato numerose tematiche. Ecco le sue dichiarazioni del difensore centrale della Roma: “Sono nato a Canela, poi mi sono trasferito a Tramandai. Ho iniziato a giocare nell’Associação Garibaldi de Esportes per poi andare al Real Capao. Successivamente Joir Silva mi vide giocare per una settimana e mi portò al PRS”.

Chi fu la tua ispirazione?
“Non guardo molto calcio nella vita di tutti i giorni, neanche da piccolo. Mi fermo a guardarlo magari quando mio papà sta vedendo una partita, ma già vivo calcio tutti i giorni. Va bene così”.

Come è marcare Cristiano Ronaldo?
“Normale. Lui spazia molto lungo la linea dei difensori e devi stare molto attento, gli basta un pallone”.

Osimhen?
“Un attaccante tostissimo”.

Lautaro?
“Lui è il classico attaccante argentino, ti distrae in campo perché parla tutto il tempo con te”.

La Conference League e l’Europa League?
“L’abbiamo giocata sin dall’inizio con l’obiettivo di vincere come l’Europa League quest’anno. La Conference era una cosa grande per il club perché era la prima storica edizione di quella competizione. In Italia c’è la Serie A, la Coppa Italia e le coppe europee. Si pensa prima al campionato e se si arriva tra le prime quattro ci si qualifica in Champions, mentre se si arriva quinto o sesto si va in Europa League o Conference”.

Lo scudetto?
“Quello è il sogno di tutti i tifosi. La Roma è un club gigante, quindi già conosci la pressione che i tifosi ti metteranno perché sono molto passionali, quindi è normale. L’importante è dare il meglio per cercare di vincere”.

L’interesse dell’Internacional.
“Quando c’era Rodrigo Caetano come dirigente, l’Internacional aveva mostrato interesse per me. All’epoca giocavo nel Fluminense, ma il mio club non voleva prestarmi né cedermi a un altro club brasiliano”.

Come è José Mourinho?
“Sensazionale. Lui è divertente perché è un bipolare nato (ride, ndr): un giorno sorride e l’altro neanche può dirgli buongiorno. Se si vincono due partite di fila è pronto ad abbracciarti. Con lui parlo in portoghese”.

È il tipo di allenatore che manca al Brasile?
“La nazionale brasiliana è il massimo per un calciatore o un allenatore. È un posto difficile, un ct deve avere molto polso”.

Mourinho si adatterebbe alla nazionale brasiliana?
“Sì, facilmente”.

In Italia l’allenatore parla alla squadra in Italia, come fa un calciatore brasiliano come te a capire ciò che dice?
“All’Atalanta non c’era il traduttore, ho seguito lezioni di italiano e poi ho appreso la lingua anche grazie alla convivenza nello spogliatoio. Dopo un mese capivo tutto, ma parlarlo era molto più difficile. Ho iniziato a parlarlo fluentemente dopo 3/4 mesi. Nella Roma c’è il traduttore, entra in campo durante gli allenamenti e spiega il lavoro richiesto”.

L’attaccante più difficile che hai marcato?
“Non ce n’è solo uno, in Italia sono molto intelligenti tatticamente. Questa è la principale differenza tra il Brasile e l’Italia”.

Ti manca il calcio brasiliano?
“Dal punto di vista tecnico sì, ma per quanto riguarda la tattica no”.

Meglio vivere a Rio De Janeiro o a Roma?
“Rio De Janeiro”.

Chi sarà il prossimo ct del Brasile? Si parla di Carlo Ancelotti… Ne avete già parlato sul vostro gruppo WhatsApp?
“No, non abbiamo parlato di questo”.

Ancelotti è un ex Roma. Se ne parla anche lì del suo possibile incarico come ct del Brasile?
“Se ne parla in tutto il mondo. È un grandissimo allenatore, ma io non ho più notizie di voi”.

Anche Emerson ha giocato nella Roma.
“A Roma hanno giocato molti brasiliani e sono ricordati con grande piacere”.

Mourinho è nel gruppo WhatsApp dei calciatori della Roma?
“No, no  (ride, ndr).

Mourinho ha ricevuto un’offerta importantissima dall’Arabia Saudita.
“Lui non ha commentato nulla. Solo lui conosce il suo futuro, ma tutti i tifosi della Roma vorrebbero che rimanesse ancora”.

In Conference League avete perso 6-1 contro il Bodo/Glimt. Tu eri in campo giusto?
“Sì, io e Rui Patricio. C’era anche Ola Solbakken, che ora è alla Roma. Fece due gol all’andata e uno al ritorno”.

Cosa fai per distrarti dal calcio?
“A mia moglie piace un ristorante in particolare, Zuma, è uno dei migliori a Roma. Fa una cucina orientale, sushi e carne”.

E i tifosi?
“Sono passionali, quando cammini per strada ti fermano e ti chiedono una foto o un autografo”.

L’inverno in Italia è freddo?
“Non ho mai giocato con la neve, ma ad esempio a Bodo facevano due gradi ed è stato terribile per i piedi e le orecchie. L’inverno in Italia è come quando giochi a Canela a luglio alle 9 di sera”.

Come è il derby tra Roma e Lazio? Non puoi girare per strada e vestirti con il colore celeste?
“Follia, è una cosa molto grande ed è sentitissimo. Io comunque evito di vestirmi di celeste a Roma”.

Ha giocato contro Lucas Leiva giusto?
“Sì”.

La più grande difficoltà che hai incontrato nella città?
“Il brasiliano accoglie chiunque a braccia aperte, mentre in Italia è più difficile: l’italiano è l’italiano e lo straniero è lo straniero”.

Fonte: Bola Nas Costas

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12 Commenti

    • diciamo che è una via di mezzo non è una pippa e neanche un super fenomeno ma è giovane forte Esse per Kim hanno pagato la clausola di 50 milioni per noi due no niente meno di chiunque, giocatore del genere va valutato in un’annata sì come è successo a kim che gli è girato tutto, io a ste cifra visto che non hai più bisogno di entrate per fair play finanziario, e visto che comunque lo devi sostituire io non lo metterei mai l’anno prossimo si vede.

  1. Sei la colonna della difesa.
    In pochi lo capiscono e tra questi non c’è Pinto,che aveva voluto una clausola da 80 milioni.
    Adesso ti darebbe via per meno della metà,a conferma che lui di pallone ci capisce…

    • Zeno’… la colonna è smalling. Ibanez è molto forte, ma certe amnesie sono letali. Il problema è che smalling può essere battuto, lui si batte da solo.

      Ed è un peccato.

      Però smettila con Pinto, difendi ibanez che , come pinto, fa errori…dovresti difenderli entrambi, perché entrambi danno il massimo.
      La Roma è una, non solo quella che piace a te.
      Ma vedi tu

    • eh vabbè, uno che ha tifato contro tutto l’inverno per far uscire la Roma dall’Europa…. non poteva che definire “colonna della difesa” quello che t’ha fatto perdere 2 derby di seguito…

      ormai più PIPPANERA di questo qui c’è solo MAURI 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

      ❤️🧡💛

  2. Il commento delle 12:13 aldilà di qualche sfumatura è simile a quello che ha fatto giorni addietro un mio collega, sostenitore della ‘formellese’….quindi per analogia….
    Condivido la chiosa di Wise….in attesa di news sempre Forza Roma.

  3. scommettiamo che indovino quando Mourinho non ti ha salutato? Dopo i derby e dopo quel divino passaggio a Lautaro…tacci tua!
    per il resto è un giocatore che mi piace un botto.
    Piccola polemica: solo in Italia lo straniero è straniero? Se vai in Brasile te considerano brasiliano dopo du giorni?

    • Roma è una città accogliente. Venite a Colonia e vedete… Sono qui da dodici anni e rimango comunque sempre e soltanto un “Ausländer”. Uno straniero. Non c’è modo per far capire alle persone che esistono altre culture, valide ugualmente. Tutto è vissuto con grande tolleranza. Ma c’è un modo “giusto” di vedere le cose: quello tedesco. E c’hanno proprio la testa blindata (tranne chi per qualche motivo ha fatto lunghi periodi all’estero). FR

  4. Comunque Ibanez dovrebbe sapere che quando gl’italiani emigrarono in Brasile, lì venivano chiamati in senso dispreggiativo carcamano, un modo di dire che l’italiano è disonesto e vende la merce a prezzi più alti rispetto al reale valore.
    In ogni caso dovrebbe ricordarsi che non sta più a Bergamo che è tra le città più razziste d’Italia, dove sulle vetrine di certi negozi c’è scritto vietato entrare ai cani ed ai romani, ma si deve ricordare che sta a Roma nella culla della civiltà, la città più accogliente e la più aperta a tutti di tutte.
    Come giocatore Ibanez è molto forte atleticamente, il problema è nella tenuta mentale in senso di concentrazione, spesso commette errori di amnesie difensive e questo purtroppo è un limite che gl’impedisce di essere uno dei difensori top perché potrebbe essere davvero tra quelli più forti ma quei limiti di concentrazione riducono il suo livello.

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